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GB84

Di

Editore: Il Saggiatore

3.7
(102)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 885650135X | Isbn-13: 9788856501353 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Lo sfondo del romanzo sono i tetri bacini carboniferi dello Yorkshire, dove il 5 marzo 1984 l'annuncio della chiusura dei pozzi di Cortonwood scatenò unosciopero imponente. Erano a rischio ventimila posti di lavoro e la protesta si allargò a macchia d'olio. Margaret Thatcher rispose con la militarizzazione della polizia, durissimi provvedimenti repressivi e alcune macchinazioni politiche non troppo limpide. Dopo lunghi mesi di tensione sociale, lo sciopero che avrebbe dovuto mettere in ginocchio il governo si concluse con la chiusura delle miniere, la sconfitta di uno dei sindacati più forti del mondo e lo sfaldamento dei vincoli di solidarietà nel paese.
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  • 4

    Intenso, a tratti delirante, forse da leggere in originale.
    Lo sciopero dei minatori del 1984 è un altro tassello del puzzle che compone la nostra storia e la storia del nostro mondo, il romanzo la ri ...continua

    Intenso, a tratti delirante, forse da leggere in originale.
    Lo sciopero dei minatori del 1984 è un altro tassello del puzzle che compone la nostra storia e la storia del nostro mondo, il romanzo la ripercorre puntualmente, reinventando con le armi della fiction il senso di una drammaticità e di un'inquietudine che erano già parte fondamentale degli avvenimenti narrati e che qui non abbandonano mai il lettore.
    Tra Ken Loach e il primo Tarantino.

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile

    Il libro si snoda su un parallelo tra due storie separate, anche fisicamente.
    Da una parte il romanzo vero e proprio, noir, inquietante, con pagine indovinatissime ma, ahimè, maledettamente confuso.
    D ...continua

    Il libro si snoda su un parallelo tra due storie separate, anche fisicamente.
    Da una parte il romanzo vero e proprio, noir, inquietante, con pagine indovinatissime ma, ahimè, maledettamente confuso.
    Dall'altro (scritta su due colonne con carattere più piccolo in più pagine che si intervallano al romanzo) la storia di due minatori (Martin e Pete) che raccontano in prima persona, settimana per settimana, l'anno di sciopero dei minatori e la vicenda umana loro e dei loro compagni.
    Quest'ultima storia è narrata come se fosse girata in un film in presa diretta e mi è piaciuta parecchio. fornisce il metro di quella che fu la vicenda che coinvolse intere comunità impegnate in una lotta durissima non solo per il loro posto di lavoro ma per la loro sopravvivenza. Ma trasmette ancora meglio la determinazione dell'apparato statale nel cancellare queste comunità che si espresse nella violenza brutale che mise in campo la polizia.
    Durezza e determinazione e abilità Tatcheriana che porteranno alla sconfitta del sindacato (NUM).
    Mi spiace non potere dire la stessa cosa del romanzo principale che, malgrado sia interessante e indovini alcune figure, non sia assolutamente facile da digerire. Confuso, ingarbugliato e ripetitivo.
    Peccato perché individua perfettamente, dal punto di vista storico, il punto cruciale del passaggio dal capitalismo di stato al neoliberismo e quindi dal periodo del welfare al periodo delle privatizzazioni selvagge.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro è rimasto sul comodino per oltre tre anni prima che mi decidessi a leggerlo, chissà se è un caso...Scritto molto bene, recensito benissimo da addetti ai lavori e lettori (vedere le recens ...continua

    Questo libro è rimasto sul comodino per oltre tre anni prima che mi decidessi a leggerlo, chissà se è un caso...Scritto molto bene, recensito benissimo da addetti ai lavori e lettori (vedere le recensioni entusiastiche su ibs.it) io l'ho trovato piuttosto difficile. A parte la frammentazione degli episodi descritti, l'intreccio a tratti indistricabile, il finale è decisamente criptico. Direi che la fatica che ho impiegato nel terminarlo è stata superiore al piacere avuto nel leggerlo. Ma i libri di Peace sono tutti così?

    ha scritto il 

  • 3

    Libro difficile da recensire. Argomento interessante e scottante: la contrapposizione fra la lady di ferro (Margaret Thatcher) e i diritti calpestati di migliaia di minatori. La democrazia che usa tut ...continua

    Libro difficile da recensire. Argomento interessante e scottante: la contrapposizione fra la lady di ferro (Margaret Thatcher) e i diritti calpestati di migliaia di minatori. La democrazia che usa tutti i mezzi per soffocare uno sciopero.
    Però troppo frammentato. Non ci si capisce nulla. Chi è chi, chi fa cosa, chi odia chi. Forse una narrazione diversa avrebbe dato più mordente ad una storia che scritta in questo modo fa fare al lettore uno sforzo titanico per capire il filo del racconto. Peccato.

    ha scritto il 

  • 2

    cronaca puntuale (in maniera esasperante) dello sciopero (minuto per minuto) dei minatori inglesi nel 1984, ma di difficile, ed a tratti impossibile, comprensione: caotico, confusionario, noioso, ecc ...continua

    cronaca puntuale (in maniera esasperante) dello sciopero (minuto per minuto) dei minatori inglesi nel 1984, ma di difficile, ed a tratti impossibile, comprensione: caotico, confusionario, noioso, ecc ecc ecc

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    A tratti delirante, ma è un gran bel libro.

    Non ho capito solo un paio di cose verso la fine.

    In particolare non ho capito la scena finale con Terry Winters e chi era Dianne

    ha scritto il 

  • 3

    Inquietante e illuminante.....

    Premesso che Peace è sempre Peace e che il suo stile graffiante e delirante è unico e inimitabile, devo però ammettere che questa volta l'argomento dello scontro violentissimo del 1984 tra minatori in ...continua

    Premesso che Peace è sempre Peace e che il suo stile graffiante e delirante è unico e inimitabile, devo però ammettere che questa volta l'argomento dello scontro violentissimo del 1984 tra minatori in sciopero per la chiusura dei pozzi e il governo inglese (siamo in clima Lady di Ferro) mi è risultato un pò ostico e a volte di difficile comprensione..... anche a causa del voluto modo di raccontare in stile romanzato (a volte ti sembra di leggere un thriller in stile Red Riding Quartet) e alternato la ricostruzione di fatti storici realmente accaduti.... questo mi ha fatto un pò perdere il senso della realtà portandomi a un notevole sforzo per distinguere tra fantasia e verità.
    Forza narrativa comunque unica e potere di penna impressionante con molti molti spunti per riflettere sulla politica e la lotta di classe.....

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro, capace di appassionarmi alla lettura nonostante una certa (eccessiva a mio avviso) cripticità nella narrazione degli eventi dei vari plot narrativi che si intrecciano senza sosta.
    Stile mol ...continua

    Bel libro, capace di appassionarmi alla lettura nonostante una certa (eccessiva a mio avviso) cripticità nella narrazione degli eventi dei vari plot narrativi che si intrecciano senza sosta.
    Stile molto particolare, diretto, crudo e martellante: un po' ostico all'inizio ma sicuramente funzionale alla rappresentazione angosciante della cronaca dell'ultima guerra civile della Gran Bretagna.
    Se solo fosse stato un pochino più "user friendly" nel raccontarci le varie vicende, avrebbe meritato il massimo dei voti.

    ha scritto il 

  • 5

    Siamo nella Gran Bretagna del 1984. Io a quel tempo ero ancora un teen-ager e certi accadimenti mi toccarono di sfuggita. Sto parlando del grande sciopero dei minatori britannici (perché molti erano g ...continua

    Siamo nella Gran Bretagna del 1984. Io a quel tempo ero ancora un teen-ager e certi accadimenti mi toccarono di sfuggita. Sto parlando del grande sciopero dei minatori britannici (perché molti erano gallesi ed altri scozzesi). In questo romanzo, scritto in maniera divina grazie ad un duplice plot narrativo evidenziato anche in fase di stampa, si raccontano le paure, le speranze, le lotte, le sofferenze, le macchinazioni di quell'esperienza. Da una parte il sindacato, guidato da King Arthur Scargill, lo Stalin dello Yorkshire, dall'altro Margie, la lady di ferro ed i suoi scagnozzi desiderosi di ben figurare ai suoi occhi. Dicevo del duplice plot narrativo, questo si materializza quando accanto alla storia generale delle prime donne, si affiancano le vicende personali di due minatori, i loro drammi, i loro mesi passati senza salari ma con tante legnate. I picchetti, i rimborsi insufficenti, le pesche di beneficenza da una parte, i galà, i soldi a palate, i sotterfugi, la militarizzazione della polizia, gli squadristi ed i crumiri dall'altra, fanno da sfondo all'intenzione, del tutto conservatrice, di provvedere alla liquidazione delle aziende statali non garanti di profitto ed a cercare di aprire al privato quelle con margini di profitto maggiori.
    Ovviamente non vado oltre, sebbene la storia ci ha raccontato come è finita. Qui merita sopratutto sapersi calare in quell'atmosfera e respirare la polvere e la disperazione di chi chiedeva solo di lavorare, di chi a quaranta/cinquanta anni si è improvvisamente trovato a dover fare picchetti, lanciare sassi, prendere tante di quelle legnate solo per difendere il proprio posto di lavoro e di chi, anche a malincuore, dovette cedere e diventare crumiro per tutta la vita.

    Peace è abile e non lesina di raccontarci il tesoro del Sindacato, le macchinazioni per nascondere le sterline degli iscritti e tenerle lontane dal congelamento. Ma era una guerra, l'ultima guerra civile della Gran Bretagna. E tutto era lecito.

    Scritto come se fosse un thriller e supportato da informazioni, catturate personalmente dallo scrittore, il libro non è una lettura facile; i nomi sono tantissimi e l'intermezzo delle storie personali dei due minatori hanno un passo diverso rispetto al resto del plot. Ma è un libro che potrebbe diventare davvero un piccolo classico.

    Ringrazio Peace per avermi dato la possibilità di rispolverare un pezzo di storia dei nostri tempi.

    ha scritto il 

  • 0

    lotano

    sarà che non è una cosa che ho vissuto come età, mi interessava ma è come se fosse scritto in codice. Non è di immediata comprensione e quindi allontana, e non ci si avvicina più...

    ha scritto il