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GRACIAS POR EL FUEGO

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Publisher: Ediciones Alfaguara, S.A. - Grupo Santillana

4.1
(127)

Language:Español | Number of Pages: 296 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , Portuguese

Isbn-10: 8420421480 | Isbn-13: 9788420421483 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
Esta historia de ignominia y de muerte es también la crónica de una impotencia colectiva. Una profecía esperpéntica confirmada por la cruda realidad desemboca en el asesinato del padre como rito purificador. Gracias por el fuego es una novela que supera los tópicos, para inundar de vida y aprendizaje la experiencia del buen lector. Preciso y rotundo, indispensable en la bibliografía de Benedetti , el libro explora los reductos de fortaleza y los abismos de vulnerabilidad que yacen en lo más hondo del corazón humano.
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  • 0

    "Grazie per il fuoco" di Mario Benedetti

    È più probabile che un giorno un operaio che ho licenziato o insultato, perché a me piace insultarli, torni a casa rimuginando, rimugini un altro po’ mentre beve il mate, compri più tardi una rivoltel ...continue

    È più probabile che un giorno un operaio che ho licenziato o insultato, perché a me piace insultarli, torni a casa rimuginando, rimugini un altro po’ mentre beve il mate, compri più tardi una rivoltella, ritorni in fabbrica e mi spari un colpo; è più probabile che un giorno accada questo piuttosto che, invece, accada una cosa così inaudita e insolita per cui i tuoi sinistroidi da bar si mettano d’accordo, risolvano finalmente il rompicapo dei loro scrupoli e delle loro sfumature, e decidano di mettermi una bomba nell’Impala. Per ammazzare un uomo bisogna essere cornuti, o avere le palle, o essere ubriachi. E voi bevete Coca-Cola.

    Edmundo Budiño e suo nipote Gustavo stanno discutendo di politica. Il dialogo è serrato e brillante. Edmundo è uno dei cinque uomini più potenti dell’Uruguay. Simbolo del dominio di pochi, del controllo totale sulle vite. Freddo, glaciale, sempre lucido. Non esita mai quando c’è da liquidare un avversario. Contolla la stampa, i politici, il denaro. Gustavo è un ragazzo che va all’università, ha voglia di rivoluzione. Discute con suo nonno, ma l’ultima frase, quella riportata qui in testa, è di Edmundo. L’uomo che per tutta la vita ha sempre avuto l’ultima parola. L’uomo che non ha paura. Tra Edmundo e Gustavo troviamo Ramón, il vero protagonista del romanzo. Ramón è uno dei due figli di Edmundo, quello più intelligente, quello che critica suo padre apertamente ma che non riesce a liberarsene. Ramón che non può considerarsi un uomo libero, perché la sua stabilità economica ha origine da un aiuto di suo padre. Un prestito che non è soltanto un fatto di denaro (denaro che Ramón restituirà), ma è un’apertura di credito nel mondo che conta a Montevideo e in Uruguay. Grazie per il fuoco è, secondo me, il capolavoro di Mario Benedetti, forse superiore a La tregua. La prosa di Benedetti qui raggiunge vette che pochissimi scrittori sudamericani hanno raggiunto. Uno dei mille esempi, apro una pagina a caso:

    Voglio andare via senza fare colazione, senza parlare, senza che nessuno si accorga che sono uscito. Ho la bocca amara, i muscoli rigidi, la testa pesante. Non ho neanche voglia di parlare con Gustavo. Ma lui arriverà. I nostri brevi dialoghi mattutini si sono trasformati nella nostra unica conversazione. Sono stanco. Di cosa? È un peccato che il cielo sia sereno, che soffi una brezza così piacevole, che il mare sia tranquillo. Pensare che siamo in pieno aprile e sono ormai tre giorni che resiste questa temperatura estiva. È un peccato. Oggi avrei avuto bisogno di un cielo grigio. Se potessi scoraggiare il paesaggio. Ma non posso.

    La storia è l’angoscia di Ramón. Le sue paure, le sue scelte, le sue rinunce. Le sue sconfitte. Un amore a cui rinunciare. La voglia e il timore di essere libero. L’odio per suo padre, che pur ha amato in passato, lo porterà a desiderarne la morte; apparentemente l’unica maniera di regalare un futuro più libero a Gustavo e all’Uruguay, ma non è tutto. Ramón vuole la morte di suo padre per garantirsi un minimo di presente senza rimpianti. Ammazzare Edmundo sarà come restituirgli tutti i debiti e riguadagnare credito con se stesso. Tra l’idea e la voglia di ammazzare un uomo c’è tanta strada; e tra la voglia di ammazzare un padre e farlo può passare anche una vita intera. In mezzo scorrono le vite, quelle di alcuni meravigliosi personaggi che entreranno in scena di capitolo in capitolo, alcuni di questi commoventi, tutti splendidi. Mario Benedetti sceglie un padre e un figlio e racconta l’umano, la vita con i suoi mille e contrastanti pensieri, la vita che non viene come vorremmo, la vita che va. Ma fa di più. Benedetti scrive anche un libro sul potere, sul suo fascino e sul timore che incute. Scrive un libro su un uomo che in fondo è solo, come erano soli il protagonista de La tregua e quello di Fondi di caffè; il grande tema di Benedetti è quello dell’esilio. In esilio si sta da soli, e se viene a salvarti un amore lo farà per poco. Scrive, infine, un libro sull’Uruguay, negli anni in cui tutto era consentito, dove il popolo già sembrava abituato e rassegnato a tutto, dove la democrazia era soltanto una parola. Attraverso la storia di poche persone si racconta un paese. Si racconta di donne che amano e rinunciano, ma poi decidono e si ribellano, si racconta di chi sa tenere la testa alta, di chi pensa di controllare tutto, di prevedere tutto. Tutto vale, ma tutto può cambiare da un momento all’altro. Ramón ed Edmundo sono due personaggi ai quali dobbiamo riconoscenza. Mario Benedetti è uno scrittore che va letto, oggi più che mai, è morto, abbiamo tutto il tempo di recuperare, così come per Eduardo Galeano, suo conterraneo, fratello nelle stesse lotte e scomparso pochi giorni fa.

    Gianni Montieri (poeta e critico, in collaborazione con Poetarum Silva)

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  • 4

    Perchè non conoscevo questo autore?

    La storia di un uomo, di una famiglia, di un Paese.
    L'ntrecciarsi di riflessioni sulla vita, gli affetti, il confronto generazionale, la società corrotta, la politica.
    La strana sensazione che alcune ...continue

    La storia di un uomo, di una famiglia, di un Paese.
    L'ntrecciarsi di riflessioni sulla vita, gli affetti, il confronto generazionale, la società corrotta, la politica.
    La strana sensazione che alcune pagine del libro siano state scritte oggi per descrivere la situazione dell'Italia. Invece siamo in Uruguay e siamo negli anni 50.
    Una prosa scorrevole che a momenti sfocia nella poesia.
    Un autore che mi ha conquistata e di cui voglio approfondire la conoscenza.

    said on 

  • 5

    Gli uomini del mio ceto, della mia generazione, del mio paese, non ammazzano i loro padri. Gli uomini del mio ceto, della mia generazione, del mio paese, non distruggono il loro passato. Non lo di ...continue

    Gli uomini del mio ceto, della mia generazione, del mio paese, non ammazzano i loro padri. Gli uomini del mio ceto, della mia generazione, del mio paese, non distruggono il loro passato. Non lo distruggono, perché sono una merda. Onora il padre e la madre. Me lo ordinò tanti anni fa il vecchio prete della chiesa di Ellauri. Non aggiunse: Onora il padre e la madre, a patto che essi meritino gli onori. Ma forse questo era implicito nel comandamento. Non lo aggiunse, pertanto onoro mio padre sebbene lui non meriti che io lo onori. Onoro mio padre per pigrizia […] perché mi ha contagiato il denaro, perché sono un lebbroso del comfort, perché le ottantamila persone che quotidianamente muoiono di fame in questo mondo mi importano meno dell’ipocrita macchia sulla mia puritana coscienza, perché, perché. Onoro mio padre perché mi disonoro

    Chi è Ramón Budiño? Nonostante i suoi quarantun’anni, una moglie, un figlio e un’avviata attività di tour operator la risposta che Ramón si da è sempre la stessa: è il figlio di Edmundo Budiño, uomo cinico, imprenditore spregiudicato, editore opportunista e, proprio per queste ragioni, Eroe della Patria. Nessun’altra identità è possibile né per lui né per il figlio Gustavo, che per tutti è il nipote di Edmundo Budiño.
    Ramón odia il padre che ha tradito l’immagine amorevole mostrata nell’infanzia e ha causato alla madre tante sofferenze da farle perdere la voglia di vivere: il papà che lo consolava di notte dopo un brutto sogno si è trasformato nel Vecchio, epiteto con cui tutta la famiglia si rivolge a Edmundo. Per riuscire ad essere finalmente adulto e responsabile delle sue azioni, Ramón decide di uccidere il padre: solo così potrà essere libero dagli schemi in cui si trova prigioniero.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2015/03/speciale-letteratura-latinoamericana.html

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  • 4

    Oblivion

    “Da ragazzo pensavo di voler sapere dove si trovava il fondo di questo paese, perché solo sapendo dove c’è il fondo vero, ci si può appoggiare.
    E cominciai le mie indagini. Una menzogna e non toccai i ...continue

    “Da ragazzo pensavo di voler sapere dove si trovava il fondo di questo paese, perché solo sapendo dove c’è il fondo vero, ci si può appoggiare.
    E cominciai le mie indagini. Una menzogna e non toccai il fondo; un inganno e non toccai il fondo; un raggiro, nemmeno; una truffa, e niente; una frode morale, men che meno; coazione, pressioni, ricatto e zero; ora distribuisco armi ai figli di papà e conduco campagne diffamatorie. Ma confesso che mi sto annoiando. Questo paese non ha fondo? Mi avvertono di un imminente attacco, così devastante che decapiterà tutti i miei burattini. Penso: forse ora è il momento. E niente. C’è sempre qualcuno che può essere comprato, o che non ha abbastanza palle, o che tira fuori una sigaretta e fa spallucce. Loro non sanno il male che mi hanno fatto. Perché sono cocciuto; ho l’ossessione di voler trovare questo fondo e nella ricerca mi sono svilito. Ora, anche se lo trovassi, non credo che mi fermerei. Io stesso mi sento marcio dentro.”
    La corruzione di un paese, un difficile rapporto padre-figlio e il dramma morale di una famiglia raccontati meravigliosamente.
    Perché, dopo averci “sfracassato i cabasisi” per decenni con il realismo magico – mi perdonino i fan di Garcia Marquez – pubblicano solo ora queste perle?
    Fulminante.

    Nota bene: il paese non è l’Italia ma l’Uruguay.

    http://www.youtube.com/watch?v=n2ZEGVUlOzI

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  • 3

    Dilemma

    La storia è ambientata in Uruguay negli anni 50. Il personaggio centrale è il miliardario Edmundo Budiño, il Vecchio a cui tutti, figli compresi, danno del lei.

    Il libro è un lungo monologo del figlio ...continue

    La storia è ambientata in Uruguay negli anni 50. Il personaggio centrale è il miliardario Edmundo Budiño, il Vecchio a cui tutti, figli compresi, danno del lei.

    Il libro è un lungo monologo del figlio Ramon che, in un certo momento della sua vita ha visto scomparire il “padre”; al suo posto si è trovato il Vecchio. Il padre è diventato ricco, cinico, ricattatore, corruttore, pericoloso. Un uomo che negli altri vede solo gli aspetti peggiori, le debolezze a cui lui non cede. Ramon ricorda i suoi pochi amori, la sua infanzia, la madre, i tentativi di dialogo con il figlio ribelle Gustavo, il suo lavoro della agenzia di viaggi.

    “Non sono mai stato Ramón Budiño, ma il figlio di Edmundo Budiño. Mio figlio non sarà mai Gustavo Budiño, ma il nipote di Edmundo Budiño. Perfino il nonno, negli ultimi anni, è stato soltanto il padre di Edmundo Budiño”

    Nell’ultimo dialogo con il Vecchio questi si apre del tutto davanti a suo figlio: il ricatto per tacitare il giornalista di opposizione, l’archivio con tutti i segreti degli amici e dei nemici, la sua convinzione che tutti abbiano un prezzo. Ramon si rende conto che anche lui è in trappola: non può evitare di considerare che fu quel denaro sporco a permettergli di vivere bene. Deve risolvere il dilemma, anche per dare qualcosa di “onesto” a Gustavo e non perderlo del tutto.
    Il finale a questo punto diventa un fatto inevitabile. Qualcuno deve morire per espiare la colpa accumulata.

    “Niente vale la pena. Questo paese è una merda. La prova è che nessuno ha avuto abbastanza coglioni da ammazzarmi. Prendi nota. Se un giorno qualcuno mi ammazza, allora può darsi che questo paese abbia una via d’uscita, possa salvarsi. Non è sicuro, ma almeno ci sarà una possibilità. Se invece muoio tranquillamente nel mio letto, assistito da quell’imbecille del mio medico, da quel coglione di mio figlio, dalla mia bella nuora, dal mio vispo nipote, da quell’avvoltoio del mio notaio, e anche dagli occhi lucidi dei miei presunti eredi, se muoio tranquillamente della mia emorragia cerebrale o del mio infarto privato, allora vorrà dire che questo paese è fottuto, che ha perso per sempre i suoi riflessi”

    Alcune sezioni del libro sono molto belle e molto ben scritte. Ho trovato però le varie parti poco legate e piene di riferimenti alla storia uruguaiana, a me poco nota, che hanno rallentato un po’ la lettura.

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  • 4

    Una sola palabra define bien esta novela: "Frustración"
    Este sentimiento lo ocupa todo.
    El personaje principal es un ser débil, tibio y maltratado, que se plantea asesinar a su repulsivo y mezquino pa ...continue

    Una sola palabra define bien esta novela: "Frustración"
    Este sentimiento lo ocupa todo.
    El personaje principal es un ser débil, tibio y maltratado, que se plantea asesinar a su repulsivo y mezquino padre.
    El libro es también la historia de una clase social rancia y desacomodada, que ha visto como su país ha sido machacado y torturado por todos los frentes.
    En resumen: un vaso desbordado que sin apenas esperanzas, conduce a un trágico y penoso desenlace.
    Tristeza atormentada.

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  • 5

    Cicatrici da conflitti irrisolti

    Uruguay, generazioni a confronto, politica, coscienza, poesia... e la meravigliosa sensazione di avere a che fare con un grande Autore.
    “Non hai pensato che in questo paese la grande apatia politica, ...continue

    Uruguay, generazioni a confronto, politica, coscienza, poesia... e la meravigliosa sensazione di avere a che fare con un grande Autore.
    “Non hai pensato che in questo paese la grande apatia politica, la collettiva alzata di spalle, sia dovuta forse al fatto che le ormai vecchie conquiste sociali sono state date a un popolo che ancora non le aveva pretese?”
    "La verità è che so che non cambierò, che non prenderò nessuna decisione categorica, drammatica. ... Non so esattamente se è paura della miseria, dell'insicurezza o del disprezzo degli altri. Forse è qualcosa di meno nobile di tutto ciò. Forse è semplicemente paura della scomodità, della mancanza di comfort. Perché quando penso che la mia vita è grigia, tediosa e monotona, non mi sfugge che la routine comporta una serie di cose insignificanti ma gradevoli."

    said on 

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