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Galassia nemica

Urania 1566

Di

Editore: A. Mondadori (Urania)

3.6
(46)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000088284 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Jules Truffaut doveva raggiungere la Federazione di Coyote - la luna maggiore del pianeta Orso, sistema 47 Ursae Majoris - come un semplice clandestino. Per questo si era imbarcato a bordo dell’astronave Robert E. Lee, e certo non sospettava che i suoi piani potessero essere sconvolti fino a questo punto. Adesso, mentre gli alieni della coalizione Talus stanno per sottoporre a giudizio il nostro pianeta, il miliardario Goldstein pretende che Jules lo guidi a una misteriosa base in fondo allo spazio. La situazione è difficile sotto molti punti di vista, ma Jules Truffaut non si perde d’animo: sa di essere nato per riscattare le sorti dell’umanità intera.
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  • 4

    Divertente e veramente… spaziale

    Ho una particolare predilezione per la space opera, soprattutto laddove gli autori mettono grande cura nel creare in maniera dettagliata un universo complesso e credibile. Un libro con viaggi interstellari, situazioni d’azione, personaggi caratterizzati da ironia e coraggio ha già ottime probabil ...continua

    Ho una particolare predilezione per la space opera, soprattutto laddove gli autori mettono grande cura nel creare in maniera dettagliata un universo complesso e credibile. Un libro con viaggi interstellari, situazioni d’azione, personaggi caratterizzati da ironia e coraggio ha già ottime probabilità di piacermi. Se poi la storia è carina ed è ben scritto, allora mi conquista.
    Questo è il caso di “Galassia nemica” di Allen Steele, una vecchia conoscenza di questo sottogenere della fantascienza. La sua produzione letteraria comprende un buon numero di libri inseriti nella stessa linea temporale, ma indipendenti l’uno dall’altro, per cui li si può leggere in qualsiasi ordine e, una volta ambientati nel suo universo, ci si muove con disinvoltura concentrandosi quindi sulla trama.
    La storia di “Galassia nemica” è avvincente, perché, come succede dei buoni libri, non sai cosa aspettarti dalla pagina successiva e, per questo, continui ad andare avanti. Il protagonista è simpatico, non si prende troppo sul serio e più di una volta ti fa scappare una risata durante la lettura. L’ambientazione, pur essendo fuori della realtà a cui siamo abituati, è comprensibilissima per merito dell’autore, che accosta immagini eccezionali ad altre molto più comuni e nelle quali è possibile riconoscersi. Il ritmo è incalzante e anche la parte tecnologica è molto credibile (nell’ambito della sospensione dell’incredulità).
    Insomma, un bel libro.
    E per una volta devo dare merito a Urania di averlo pubblicato in Italia.

    ha scritto il 

  • 3

    un'avventura nello spazio, ambientata nell'universo narrativo di coyote, in cui il protagonista, fuggito clandestinamente da coyote, diventa parte di una missione di contatto con una sorta di federazione galattica di specie aliene.


    niente di eccezionale o sorprendente, ma una storia sempli ...continua

    un'avventura nello spazio, ambientata nell'universo narrativo di coyote, in cui il protagonista, fuggito clandestinamente da coyote, diventa parte di una missione di contatto con una sorta di federazione galattica di specie aliene.

    niente di eccezionale o sorprendente, ma una storia semplice, narrata in prima persona in tono leggero, che rende tutto molto scorrevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Galaxy blues

    Ops! Questa recensione l'ho cancellata per sbaglio! Ma quanto sono ciaffoso?
    vabbé, proverò a riscriverla (prima o poi) :(

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    Ecco una storia di fantascienza buona per tirare ...continua

    Ops! Questa recensione l'ho cancellata per sbaglio! Ma quanto sono ciaffoso?
    vabbé, proverò a riscriverla (prima o poi) :(

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    Ecco una storia di fantascienza buona per tirare un po' il fiato.
    Qui il racconto, dichiaratamente di poche pretese, ci teletrasporta su Coyote, una lontana colonia umana dalle parti di Orsa Major, e da lì su una serie di astronavi un po' ingrippate dal nome "poetico" quanto evocativo (Orgoglio di Cucamonga, Lady Baldracca). Cammin facendo conosceremo una razza di alieni mysteriosi dediti alla canapa sativa (rasta alien oh-yeah), vedremo vorticarci addosso un buco nero dai mille colori, soffriremo e gioiremo assieme a un equipaggio che più scalcagnato non si può. Con noi, infatti, s'imbarcherà una bella fetta di umanità sinistrata: dal telepate alcolizzato alla gnocca riottosa, dal navigatore paranoico alla pilota che lavora di calza.
    Appena ho aperto il libro e ho letto le prime due righe del romanzo, con il personaggio principale che si presenta in prima persona, con un bel tono ironico, elencando tutti i suoi difetti, raccontando della sua esperienza di clandestino, di quando faceva l'operaio in qualche astroporto bisunto, aspettando di fuggire verso un domani migliore... la mia mente s'è come "sbracata". S'è seduta su un comodo sofà e ha slacciato la cintura dei pantaloni: - cara, che c'è da mangiare 'sta sera?
    - maccheroni ai meteroriti interstellari.
    - EHVVAI!

    Una cosa non m'è chiara. Perché nell'edizione italiana abbiano dovuto cambiare il titolo, dal tondo Galaxy blues a questo. Forse alla Mondadori ci credono tutti guerrafondai? Qui non c'è un solo "nemico", non ci sono morti, in tutto il libro viene esloso solo un colpo... di dardi. E no, caro Giuseppe Lippi, a me così non sta bene. Anche la classe degli astrotrasportatori ha i suoi diritti. Se non ci fossero loro, chi lo terrebbe efficiente l'Oltre Cosmo?
    Eccheccacchio!

    ha scritto il 

  • 3

    Nemici del blues

    Una buona variazione sul tema del primo contatto. Malgrado la trama risulti prevedibile e la scrittura sia a tratti farraginosa, si legge con gusto; protagonista e personaggi sono interessanti e molto ben caratterizzati. Alla fine del libro permane un mistero: perché il titolo originale Galaxy ...continua

    Una buona variazione sul tema del primo contatto. Malgrado la trama risulti prevedibile e la scrittura sia a tratti farraginosa, si legge con gusto; protagonista e personaggi sono interessanti e molto ben caratterizzati. Alla fine del libro permane un mistero: perché il titolo originale Galaxy Blues diventa, in italiano, Galassia Nemica?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bello! Non sarà la fantascienza ricca di fisica di Egan, o quella sociale e riflessiva di tanti altri autori, ma questo romanzo di Allen Steele è veramente appassionante, con personaggi ben delineati, una trama a tratti imprevedibile, uno stile di scrittura fluido. Una pecca? Che il quid occupa u ...continua

    Bello! Non sarà la fantascienza ricca di fisica di Egan, o quella sociale e riflessiva di tanti altri autori, ma questo romanzo di Allen Steele è veramente appassionante, con personaggi ben delineati, una trama a tratti imprevedibile, uno stile di scrittura fluido. Una pecca? Che il quid occupa una parte tutto sommato molto breve dell'intero romanzo, ma è una piccola noticina rispetto alla qualità del tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Galassia Nemica - Allen Steele. Pura letteratura di evasione: narrato in prima persona, scorrevole, scrittura semplice, pochi personaggi, un'astronave, lo spazio profondo, l'esplorazione, una missione pericolsa e anche una storia d'amore, il tutto condito in salsa FS con il giusto mix.
    Ingr ...continua

    Galassia Nemica - Allen Steele. Pura letteratura di evasione: narrato in prima persona, scorrevole, scrittura semplice, pochi personaggi, un'astronave, lo spazio profondo, l'esplorazione, una missione pericolsa e anche una storia d'amore, il tutto condito in salsa FS con il giusto mix.
    Ingredienti buoni per tutte le stagioni, e infatti il plot non riserva alcuna sorpresa, è tutto abbastanza scontato. Però non si riesce a non affezionarsi ai personaggi e a tifare per loro. Inoltre ci sono un paio di cose che ho molto gradito.
    Sicuramente l'ambientazione: un mondo che per molti versi mi ha ricordato firefly e la conquista della frontiera: questo è piuttosto evidente su coyote che sembra il set di un film western, un mondo fatto di coloni e tecnologie superate al suole, mentre in cielo navigano astronavi attraverso ponti stellari (questi ultimi in questo libro non sono spiegati, ma servono per passare da un sistema all'altro in quanto non esistono navi che viaggino a velocità relativistiche. Tuttavia la saga è composta da diversi libri, evidentemente è spiegato nei precedenti volumi.).
    E poi il tono della storia: la particolarità del carico trasportato sul pianeta alieno ad esempio, oppure i dialoghi del protagonista sbruffone e sboccato. C'è un momento in cui pensando tra sé e sé riguardo alla sua compagna di viaggio, dice: "ancora qui a spanarmi le palle!". Modo di dire assai colorito che non ti aspetti ma che evidentemente il traduttore ha trovato il modo giusto per rendere l'originale. Più avanti, sempre il protagonista, chiama la stessa ragazza "pischella". E qui alla fine mi è sorto il dubbio che il traduttore fosse proprio romano de Roma. insomma tutta questa serie di dialoghi mi hanno strappato una risata più e più volte.
    Per tornare al traduttore, incuriosito, ho cercato informazioni e ho scoperto che ha un interessantissimo sito ricco di informazioni di tutti i generi riguardo la SF, merita un'occhiata:
    http://www.fabiofeminofantascience.org/
    Insomma, una space opera sicuramente non particolarmente originale, ma scorrevole, ironica, con alieni, astronavi, esplorazione, azione.. decisamente una lettura piacevole.
    Un bel 7 e 1/2.

    ha scritto il 

  • 4

    www.operanarrativa.com

    Un romanzo che all’inizio stenta a decollare. Poi piano piano ti prende e senza che te ne rendi conto sei anche tu in viaggio insieme a Jules Truffaut, direzione Coyote. Un romanzo narrato in prima persona che ha un buon ritmo e un po’ alla volta mette insieme un nutrito gruppo di personaggi inte ...continua

    Un romanzo che all’inizio stenta a decollare. Poi piano piano ti prende e senza che te ne rendi conto sei anche tu in viaggio insieme a Jules Truffaut, direzione Coyote. Un romanzo narrato in prima persona che ha un buon ritmo e un po’ alla volta mette insieme un nutrito gruppo di personaggi interessanti e di buona compagnia. Il capitano Ted e sua moglie Emily. Il telepate Ash e la spigolosa Rain, che avrà subito un rapporto molto particolare con il protragonista. Poi ci sono gli alieni, nella persona di Fah-ta, con la loro passione per la canapa e la capacità di delegeare ogni rogna alle altre razze dell’universo. E così, da semplici mercanti ecco che i protagonisti del romanzo si trovano a vagare per lo spazio per motivazioni assai differenti. Azione e ritmo fino alla fine. Un romanzo piacevole, niente di particolarmente entusiasmante, ma alla fine fa qualche ora di buona compagnia.

    ha scritto il 

  • 2

    Trama

    Un astronave no...bisogno di una ciurma no...reclutamento ciurma già visto? siii forse in migliaia di romanzi a partire da Moby Dick no... alieno, telepate, eroe con problemi, magnate senza scrupoli, bella noo.. tipo guerre stellari. Viaggio alla scoperta di nuove razza e nuovi pianeti ecc... Nov ...continua

    Un astronave no...bisogno di una ciurma no...reclutamento ciurma già visto? siii forse in migliaia di romanzi a partire da Moby Dick no... alieno, telepate, eroe con problemi, magnate senza scrupoli, bella noo.. tipo guerre stellari. Viaggio alla scoperta di nuove razza e nuovi pianeti ecc... Novità? Proprio assolutissimamente no!!!

    Critica

    Urania ormai basa le sue pubblicazioni sul formato e sulla quantità di pagine che può permettersi di pubblicare senza aumentere il prezzo di copertina.
    Ciò porta il tutto a una peggior qualità delle storie, un peggior editing, una miserrima traduzione, errori di sintassi e grammaticali.
    Quando non succede questo Urania si diverte a tagliare i romanzi (quelli buoni per giunta) di circa 100 pagine, che giudica inutili al fine della storia, solo per far stare nel suo standard un grande nome che vende di più.
    Il Fantasy e la Fantascienza oggi sono stampati di gran carriera, sono generi di consumo più che di arte, per questo dall' enorme mole di materiali pubblicati si deve saper scegliere bene, discernere ciò che mantiene un minimo di dignità artistica da ciò che è solo carta straccia con storie ripetitive, per soddisfare il lettore.
    Comunque io amo Urania e continuerò a leggerlo e a comprarlo in attesa di tempi migliori e già con il prossimo Millemondi (Michael Swanwick) in uscita le cose dovrebbero migliorare.

    ha scritto il 

  • 3

    Buon prodotto seriale, senza cadute di tono ma anche senza ispirazione.

    Nella scheda che Giuseppe Lippi ha dedicato all'autore, in calce a questo romanzo, Allen Steele è lodato per il fatto d'ambientare le sue storie non nel "cyberspazio, ma [nel]lo spazio tout-court della sf interplanetaria".
    E in effetti, un'insolita quantità di spazio (mi si pe ...continua

    Nella scheda che Giuseppe Lippi ha dedicato all'autore, in calce a questo romanzo, Allen Steele è lodato per il fatto d'ambientare le sue storie non nel "cyberspazio, ma [nel]lo spazio tout-court della sf interplanetaria".
    E in effetti, un'insolita quantità di spazio (mi si perdoni il gioco di parole) è dedicata in questo romanzo alla descrizione del viaggio in quanto tale, inteso come processo in cui è necessario entrare in un veicolo, prendervi posto, controllare la strumentazione, regolarla, manovrarla, e verificare il risultato, poi alla fine atterrare e ripetere la procedura alla rovescia.

    In Galassia nemica (a proposito, che c'azzecca questo titolo con la trama? Risposta: nulla) ci sono alcune pagine sullo Spazio che sono riuscite a riportami allo stupore con cui da bambino guardavamo in tv le immagini della conquista della Luna, stupore che Steele palesemente non ha mai perso.
    Poi però ci sono decine e decine di altre pagine il cui scopo è semplicemente farci sapere che il protagonista s'è spostato da qui a lì. Pagine che ho trovato fino a un certo punto interessanti, e da quel certo punto in poi prolisse, noiose, e totalmente inutili.
    Valga come esempio la prima parte del romanzo, dedicata al modo rocambolesco in cui il protagonista riesce a imbarcarsi come clandestino su un'astronave, e a giungere su un altro pianeta, Coyote.
    Poiché la vicenda ha inizio solo a partire dall'arrivo del protagonista/io narrante su Coyote, una frase iniziale in cui ci si avvisava che l'io narrante era sbarcato come clandestino sarebbe stata più che sufficiente. Ma sarebbe stato chiedere troppo...

    ======================

    Come scrittore di genere Steel ha, di buono, un solido mestiere. Una volta deciso che il suo "genere narrativo" è quello dei viaggi interstellari, si applica con diligenza, passione e zelo a fornirci un viaggio interstellare dietro l'altro. Non ci risparmia nulla, dalla descrizione dell'equipaggio alla descrizione degli screzi fra i membri dell'equipaggio, passando dalla presenza dell'alieno di bordo, che non può mancare in questo tipo di resoconti.
    Sono convinto che per chi ama questo sottogenere, Galassia nemica risulterà un romanzo gradevole, onesto, costruito rispettando tutte – ma proprio tutte - le regole che il lettore si aspetta di veder rispettare. Anche a costo d'essere totalmente prevedibile e terribilmente deja lu.

    Oltre alla prevedibilità, il secondo difetto di Steele è la debolezza degli intrecci. I suoi personaggi si spostano da A a B, dove succede la cosa X che li costringe ad andare da B a C, dove avviene il fatto Y che li costringe ad andare da C a D... e così via.
    A un certo punto una razza aliena desidera far collocare una sonda sulla luna d'un pianeta che sta per essere risucchiato da un buco nero. Non trovando alcun volontario per farlo, gli alieni ricattano il nostro valoroso equipaggio. Ciò avviene nonostante sia in corso un esodo disperato in cui non è chiaro se tutti gli alieni del pianeta condannato riusciranno o no a fuggire.
    Immaginare che questi alieni possano offrire le loro dieci astronavi da trasporto più grandi in cambio d'un volontario del pianeta condannato, è al di là della capacità immaginativa di Steele. A cui la verosimiglianza della narrazione, palesemente, importa poco.
    A lui serviva che il protagonista potesse descrivere con insospettato lirismo le epiche scene del buco nero in avvicinamento al pianeta condannato, però non sapeva come farcelo arrivare, e quindi ha raffazzonato la prima cosa che gli è passata per la mente.
    Tanto sprezzo per la funzione della trama merita quasi ammirazione. (Ho detto "quasi").

    ==================

    Insomma, questo romanzetto m'ha lasciato indifferente.
    Di definirlo "brutto", sinceramente, non me la sento. L'autore non prende per il culo il suo lettore come fanno gli scrittori "post-moderni" di sf e desidera sinceramente farlo divertire, e questo è già molto, oggi come oggi.
    Inoltre qualche bella scena spaziale e qualche scenario alieno la cui descrizione raggiunge la sufficienza salvano il libro dall'ignominia.

    Però una volta detto che il romanzo si lascia leggere, che non annoia eccessivamente, si è detto tutto. Perché Galassia nemica è un prodotto seriale, costruito a moduli preconfezionati con situazioni tutte ampiamente stra-lette, diligente quanto scialbo, senza particolari cadute di tono ma anche senza particolare ispirazione.
    È opera d'un autore palesemente in grado di scrivere altri seicento romanzi analoghi, semplicemente rimescolando l'ordine dei moduli prefabbricati. Non a caso Lippi annuncia che questo è solo il primo volume di un'esalogia... che lui spera di propinarci per intero, e di cui tutti sentivamo un enorme bisogno.

    Chissà perché inizio a pensare al passaggio d'un buco nero come a un'alternativa attraente...

    ha scritto il 

  • 3

    Buona fantascienza

    Da clandestino a pilota di una nave che sfida un buco nero semovente, il protagonista si muove tra pianeti, alieni e galassie lontane. Allen ci presenta un romanzo solido, con personaggi credibili e la giusta tensione; peccato per qualche oscuro riferimento a romanzi precedenti e ad un errore di ...continua

    Da clandestino a pilota di una nave che sfida un buco nero semovente, il protagonista si muove tra pianeti, alieni e galassie lontane. Allen ci presenta un romanzo solido, con personaggi credibili e la giusta tensione; peccato per qualche oscuro riferimento a romanzi precedenti e ad un errore di traduzione ("benvenuto" al posto "prego", in risposta ad un mai pronunciato "grazie").
    Una buona lettura.

    ha scritto il