Gang bang

Di

Editore: A. Mondadori (Strade blu)

3.2
(3091)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8804583371 | Isbn-13: 9788804583370 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Matteo Colombo

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Cassie Wright, regina leggendaria del porno, decide di chiudere in "bellezza" la sua carriera battendo il record mondiale di Gang Bang (quella particolare performance porno nella quale una gentile signora fa sesso con un numero spropositato di gentili signori) e di farne un film. Il suo obiettivo è quanto mai ambizioso: 600 uomini. Il libro si basa su quanto dicono, pensano e fanno Mr. 72, Mr. 137, e Mr. 600 che attendono il loro turno in una stanza assai affollata e rumorosa. Ma non vanno dimenticati alcuni elementi che rendono la storia ancora più forte. La porno attrice ha in mente di morire durante le riprese del suo tentativo di record mondiale di modo che le successive polemiche portino a proibire ulteriori futuri tentativi di record, cosa che le garantirebbe di essere in eterno la detentrice del primato. L'immortalità è a portata di mano insomma. Inoltre la pornoattrice intende devolvere i proventi del film al figlio che aveva concepito sul set del suo primo film porno e che poi aveva abbandonato perché venisse adottato. E in effetti uno dei tre uomini su cui si basa la storia dice di essere il figlio di Cassie che cerca disperatamente dì mettersi in contatto con la madre dopo che lei lo ha abbandonato molto da piccolo. Ma le cose stanno davvero così? La storia è stata ispirata originariamente da Annabel Chong che stabilì un record avendo 251 rapporti sessuali con 70 uomini nel giro di 10 intensissime ore.
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  • 3

    Una commedia su figli e genitori, sulle scelte sbagliate nella vita, sui feticci ma non sul porno

    Gang Bang è un Palahniuk per quanto riguarda il tema e lo stile: la realtà è portata all’eccesso con pieno intento provocatorio. Il risultato è (volutamente, credo) altalenante: momenti comici si alte ...continua

    Gang Bang è un Palahniuk per quanto riguarda il tema e lo stile: la realtà è portata all’eccesso con pieno intento provocatorio. Il risultato è (volutamente, credo) altalenante: momenti comici si alternano a momenti imbarazzanti e quasi disgustosi (a mio gusto a volte gratuiti).

    Molti dei suoi difetti si trovano nella trama, e nell’evoluzione delle relazioni. Molto avviene nell’ultima parte del libro in maniera un po’ frettolosa, tanto da avermi lasciato anche alcuni dubbi sul perché delle scelte di alcuni personaggi.

    A differenza di altri libri di Palanhiuk letti (Fight club, Soffocare, Invisible monsters), Gang bang risulta più debole dal punto di vista della “filosofia”. Palahniuk cerca di pungere nel vivo il lettore e di suscitare forse una reazione, quanto meno delle riflessioni. Con Gang Bang però tutto ciò non avviene, in questo libro Palahniuk suscita al massimo il solletico.

    A conti fatti una lettura piacevole e fresca che può dare alcuni spunti di riflessione senza sovvertire la nostra visone del mondo. Tre stelle e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Se dicessi "carino" mi arriverebbe un preservativo usato in faccia. Sarebbe anche giusto perché nessun libro di Palahniuck merita questo dispregiativo. Però non riesco a dare un giudizio molto positi ...continua

    Se dicessi "carino" mi arriverebbe un preservativo usato in faccia. Sarebbe anche giusto perché nessun libro di Palahniuck merita questo dispregiativo. Però non riesco a dare un giudizio molto positivo a Gang Bang. L'idea è anche buona: una pornostar decide di battere il record mondiale, sostenendo 600 rapporti consecutivi con 600 uomini. Si fa il casting e si iniziano le riprese. 3 dei porno attori vivono l'attesa del loro turno con aspettative diverse. Sono il n. 72, il 137 e il 600. Ecco qual è il problema. Ci sono più personaggi, ma è difficile immedesimarsi in uno di loro. O ce l'hanno troppo lungo, quindi se ti immedesimi poi devi fare i conti con la realtà. (Si noti che coscientemente non ho parlato di "dura" realtà). Uno ha crisi di identità di genere, che grazie a dio non mi hanno ancora toccato. Il terzo è troppo giovane e troppo coglione per poter ispirare un sentimento qualsiasi.
    La porno diva si vede poco. Più che altro sono raccontati tutti i suoi film del passato. L'elenco dei titoli è davvero esilarante. Tante risate nelle prime pagine, un po' di noia nel mezzo e qualche attenzione sul finale per essere ben sicuri di capire che cosa stia succedendo. In mezzo sesso, porno, dettagli anatomici, liquidi di tutti i tipi. Però, tranquilli: Palahniuck può dire quello che vuole, volgare non lo è mai.
    Se non sembro entusiasta è perché probabilmente ho fatto indigestione di romanzi di questo autore e adesso ho un po' di nausea.Dunque, siete avvertiti/e: a Natale non mi regalate l'ultimo di Palahniuck oppure accompagnate la confezione regalo con un flacone di Maalox. E con anche una di Durex, se proprio insistete.

    ha scritto il 

  • 3

    Più che un romanzo, un piccolo "sapevate che" sulle cose più grottesche dell'industria pornografica, cinematografica e estetica, intervallato da piccoli stralci di trama.
    Ma i colpi di scena ci sono, ...continua

    Più che un romanzo, un piccolo "sapevate che" sulle cose più grottesche dell'industria pornografica, cinematografica e estetica, intervallato da piccoli stralci di trama.
    Ma i colpi di scena ci sono, piuttosto imprevedibili, e le 200 pagine scritte col carattere abbastanza grande scorrono velocemente. Consigliato a chi ha un paio di ore libere e vuole conoscere la lista più stramba e inquietante di decessi e vite distrutte legati al mondo del cinema.

    ha scritto il 

  • 2

    Meh

    A malincuore, credo che il Chuck che tutti conoscono, dei primi libri, ora si sia allontanato dal genere grottesco, dal malessere, dal disgusto che provava nei confronti della società, insomma tutto c ...continua

    A malincuore, credo che il Chuck che tutti conoscono, dei primi libri, ora si sia allontanato dal genere grottesco, dal malessere, dal disgusto che provava nei confronti della società, insomma tutto ciò che lo caratterizzava. Ed è un peccato. Libri di questo genere me li leggo sotto l'ombrellone per passarci l'ora, non per riflettere. Non ci siamo proprio..

    ha scritto il 

  • 4

    Delusione? Anche no.

    Primo libro che leggo di Palahniuk, ho acquistato il libro perché la trama mi sembrava interessante e non mi andava di cominciare con uno dei suoi classici per poi lamentarmi dei libri successivi.
    Il ...continua

    Primo libro che leggo di Palahniuk, ho acquistato il libro perché la trama mi sembrava interessante e non mi andava di cominciare con uno dei suoi classici per poi lamentarmi dei libri successivi.
    Il romanzo mi è piaciuto molto, anche se sono nuovo del genere, la trama è originale e la scrittura molto scorrevole, credo che pochi sarebbero capaci di sviluppare una storia ambientata unicamente in un grosso e squallido seminterrato, in cui grazie alle descrizioni dell'autore sembra quasi di ritrovarsi. Nell'impresa aiutano molto i flashback dei quattro personaggi principali, i quali hanno tutti una storia controversa e disturbante alle spalle, pur trovandosi in un unico ambiente e svolgendosi la trama in un arco temporale di poco più di un giorno i personaggi subiscono, in particolare verso la fine, un'evoluzione dovuta ad una presa di coscienza, che per alcuni rappresenta una svolta per altri l'inizio di un "decadimento". Chiaramente essendo un romanzo al limite del reale tutte le situazioni ed i personaggi sono estremizzati, a rendere più leggero il romanzo ci sono i nomi e le descrizioni degli esilaranti film porno mandati a ripetizione sugli schermi del seminterrato. Non è assolutamente un romanzo erotico, il sesso in questo romanzo non è né un atto d'amore né finalizzato ad appagamento personale, è solo finzione e recitazione e perciò descritto come squallido, uno squallore che domina per tutto il romanzo e nel quale ci si ritrova immersi, grazie al grande talento dell'autore.
    Per concludere non credo che sia un romanzo poi così scadente, sicuramente ci sono dei difetti e non sarà il suo capolavoro, ma credo valga la pena di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Io e Palahniuk non andiamo molto d'accordo. Tempo fa lessi "Invisible Monster" e mi stette molto antipatico. Tuttavia ieri mi son dato una seconda possibilità, o forse l'ho data a lui.
    Il mio migliore ...continua

    Io e Palahniuk non andiamo molto d'accordo. Tempo fa lessi "Invisible Monster" e mi stette molto antipatico. Tuttavia ieri mi son dato una seconda possibilità, o forse l'ho data a lui.
    Il mio migliore amico settimana scorsa mi parlò di lui. Mi disse che lo ispirava, che voleva leggere alcuni suoi libri, e che "Gang Bang" era tra questi. Incuriosito dalla trama ho ceduto, e così l'ho letto pure io.
    Niente da fare, Chuck, io e te proprio non siamo fatti per stare insieme.
    Eppure la trama non è male: Cassie Wright, famosa pornoattrice, decide di battere il record della gang bang più numerosa mai stata ripresa da una videocamera. Ma soprattutto di morire al termine della lunghissima sessione. Questo perché lei sogna la fama, la gloria, l'immortalità, e se la vita è breve, e la morte prima o poi arriva, l'unica cosa che puoi fare è lasciare il tuo nome nella storia. In un certo senso scriverla, la storia. E lei vuole scriverla nel mondo del porno. Quindi che fare? Morire, in modo tale da far scoppiare polemiche, e far vietare le gang bang. Lei sarà l'ultima ad averne fatta una, e l'unica ad aver fatto sesso con seicento uomini. Il ricavato di questa impresa finirà nella mani di un "figlio perduto", da lei concepito tempo fa in una vecchia ripresa.
    Seicento uomini sono tanti, e il rischio di annoiare il lettore - io credo - dietro l'angolo. Così Palanhiuk decide di far parlare tre di questi uomini, il numero 72, il numero 137 e il numero 600, e Sheila, la coordinatrice del cast. Cassie, sebbene compaia in pochi episodi, prende forma grazie ai pensieri, alle paure, ai ricordi dei personaggi, che mentre aspettano il loro turno (ovviamente non è il caso di Sheila, che chiama tre persone per volta per soddisfare la vogliosa pornostar) comunicano tra loro, rivelando (al lettore, e a loro stessi) aspetti di un loro passato non semplice, fatto di padri pedofili e madri adottive.
    Gli ingredienti ci sono tutti, e nella quantità giusta. Ma allora cosa non va in "Gang Bang"? L'impasto. La lavorazione. Il poco amore con cui il libro viene preparato. A parte il divertimento assicurato nel leggere i titoli dei film girati da Cassie Wright, che ovviamente sono delle rivisitazioni in chiave porno delle pellicole cinematografiche più celebri, ho avuto più volte l'impressione che l'autore del libro avesse sì in mente una trama convincente, ma non sapesse come svilupparla, perdendosi quindi in divagazioni e volgarità gratuite.
    Nonostante la lettura scorrevole, i capitoli brevi, un linguaggio tutto sommato semplice (in fondo si parla di porno, non servono vocaboli complessi e ricercati), la lettura mi ha annoiato. Purtroppo non sempre un libro scorrevole è una garanzia.
    Niente da fare. Vorrei tanto fare pace con Chuck Palahniuk, davvero, lo vorrei tanto, ma è già la seconda volta che abbiamo da dire, e la mia pazienza ha un limite, ed io sono un tipo piuttosto orgoglioso.

    ha scritto il 

  • 2

    Appena chiusa l'ultima pagina ho pensato: "ma davvero ho speso dei soldi per questo?". All'inizio la trama poteva anche essere interessante, ma poi non riesce a mantenere le promesse e qualche trovata ...continua

    Appena chiusa l'ultima pagina ho pensato: "ma davvero ho speso dei soldi per questo?". All'inizio la trama poteva anche essere interessante, ma poi non riesce a mantenere le promesse e qualche trovata carina non cambia il succo del discorso.
    PS: La Mondadori si dovrebbe vergognare. Il libro (in edizione economica) è stampato in maniera ignobile.

    ha scritto il 

  • 3

    commento volutamente breve.
    Nei suoi primi romanzi si sentiva in Palahniuk - oltre alla notevole inventiva e al suo tipico sguardo storto - una notevole urgenza e tensione di dire delle cose. Sul cons ...continua

    commento volutamente breve.
    Nei suoi primi romanzi si sentiva in Palahniuk - oltre alla notevole inventiva e al suo tipico sguardo storto - una notevole urgenza e tensione di dire delle cose. Sul consumismo, sull´america, sugli affetti diventati (o diventanti) oggetti.

    Ho l´impressione che diventato benestante e passata quella urgenza sia rimasta soprattutto l´inventiva - e a volte neanche cosí fresca, e i suoi romanzi si stiano trasformando in giochini divertenti ma sostanzialmente innocui.

    qui in particolare un giochino appunto divertente, arguto, sanamente sconcio ma pur sempre un giochino.

    tre stelle di stima, visto che poi con Pigmeo il buon Pala é riuscito a produrre anche di (molto) peggio

    ha scritto il 

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