Gardens of the Moon

(Malazan Book of the Fallen)

By

Publisher: Bantam Books Ltd

3.9
(607)

Language: English | Number of Pages: 752 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Polish , Czech

Isbn-10: 0553819577 | Isbn-13: 9780553819571 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
Bled dry by interminable warfare, infighting and bloody confrontations with Lord Anomander Rake and his Tiste Andii, the vast, sprawling Malazan empire simmers with discontent. Even its imperial legions yearn for some respite. For Sergeant Whiskeyjack and his Bridgeburners and for Tattersail, sole surviving sorceress of the Second Legion, the aftermath of the siege of Pale should have been a time to mourn the dead. But Darujhistan, last of the Free Cities of Genabackis, still holds out - and Empress Lasseen's ambition knows no bounds. However, it seems the empire is not alone in this great game. Sinister forces gather as the gods themselves prepare to play their hand...Conceived and written on an epic scale, Gardens of the Moon is a breathtaking achievement - a novel in which grand design, a dark and complex mythology, wild and wayward magic and a host of enduring characters combine with thrilling, powerful storytelling to resounding effect. Acclaimed by writers, critics and readers alike, here is the opening chapter in what has been hailed a landmark of epic fantasy: the awesome 'The Malazan Book of the Fallen'.
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  • 0

    Ma che fatica!

    Ripresa, anzi, ricominciata la lettura a pagina 300 non ho ancora capito chi sono i buoni e chi i cattivi. Dei nomi non ne parliamo, distinguere da uomo, donna, mago, non uomo... è dura. Però, più mi ...continue

    Ripresa, anzi, ricominciata la lettura a pagina 300 non ho ancora capito chi sono i buoni e chi i cattivi. Dei nomi non ne parliamo, distinguere da uomo, donna, mago, non uomo... è dura. Però, più mi ostino a leggere più la cosa si fa interessante: diciamo che l'unica cosa che ho capito finora è che vale la pena continuare.

    said on 

  • 4

    (RECENSIONE VECCHIA ED.)

    E' forse prematuro scrivere una recensione che riguardi una saga lunga come quella de "il libro Malazan dei caduti" (non "la caduta di Malazan" come è stata erroneamente chiam ...continue

    (RECENSIONE VECCHIA ED.)

    E' forse prematuro scrivere una recensione che riguardi una saga lunga come quella de "il libro Malazan dei caduti" (non "la caduta di Malazan" come è stata erroneamente chiamata dalla prima edizione Armenia) di Erikson, ma questo si rende necessario per via del fatto che non è una saga semplice, che inizia in modo piuttosto confusionario e poco accessibile per il lettore che cerca nel fantasy un percorso più lineare; fermo restando che già dal secondo libro l'esperienza migliori sensibilmente, sia a livello di scrittura, sia a livello di capibilità.

    Si viene subito catapultati in mezzo ad una guerra che vede l'impero Malazan, guidato dall'imperatrice Laseen, che ha destituito il precedente imperatore, conquistare le città libere una dopo l'altra; questo nonostante il malcontento che si diffonde a macchia d'olio nell'impero e che riguarda perfino gli stessi eserciti imperiali. Solo una città resiste alla sete di conquista dell'imperatrice ed è proprio qui che forze oscure e potenti si mettono in moto.

    In questa storia non vi troverete a seguire le gesta di un eroe solitario che inizia la sua avventura da un piccolo villaggio sperduto, con una compagnia che lo deve aiutare a portare a termine il suo destino portandolo da un punto A ad un punto B. No, qui seguirete le vicende di MOLTI personaggi diversi appartenenti a diversi schieramenti, ognuno dei quali ha un proprio abiettivo e le proprie motivazioni dietro ad ogni scelta. Questi personaggi risultano abbastanza caratterizzati, anche se in questo primo libro la maggior parte viene solo accennata, senza dilungarsi in troppe descrizioni delle caratteristiche fisiche o delle azioni che compiono; ci sono tuttavia dei personaggi che spiccano su tutti grazie soprattutto ai sempre convincenti dialoghi.
    Uno dei "difetti" di questo primi libro risulta essere proprio lo stile di scrittura piuttosto affrettato, che non si dilunga più di tanto nelle descrizioni. Non che sia un vero e proprio problema, perché se da un lato l'autore difetta nelle descrizioni (che comunque migliorano nel libro successivo, e non poco), dall'altro gli sviluppi della storia - delle storie - sono in certi punti sorprendenti, arrivando a dei veri e propri colpi di scena. Ma non aspettatevi chiarezza, perché Erickson non ve la darà. Infatti i termini che compaiono e che vengono più volte ripetuti nel corso della narrazione non verranno spiegati in questo libro, ma nei prossimi: il termine CANALE, per esempio, è fondamentale, eppure cosa siano i canali non verrà precisato e lo bisogna dedurre dai dialoghi o da particolari azioni ad essi collegati. Da quel che ho sentito comunque, già dal terzo libro si avrà una panoramica molto più chiara sul mondo creato da Erickson.
    A questo punto avrete capito che la saga Malazan non è fatta per tutti, ci vuole costanza e una buona memoria. E pazienza. Ci vuole memoria perché oltre al gran quantitativo di personaggi presenti ci sono anche un buon numero di trame e sottotrame e gesti che possono di primo acchito sembrare banali e inutili, salvo poi avere conseguenze o rimandi nei libri seguenti.

    Insomma concludo con il dire che il lettore deve ricordarsi che questa non è una saga corta, ma che conta ben dieci volumi: giudicare tutta una saga avendo letto solo il primo libro è prematuro, anche perché, lo dico chiaramente, e gli esperti della saga concordano, il primo libro è il peggiore, sia dal punto di vista puramente narrativo, sia dal punto di vista dello stile di scrittura dell'autore, che scriverà il secondo volume ben sei anni dopo il primo. Quindi se in alcuni punti alcuni eventi vi confondono non vi scoraggiate e continuate nella lettura. Oppure venite sul forum italiano dedicato alla saga, dove utenti bravi e disponibili vi possono aiutare a capire i passaggi più confusi.

    said on 

  • 4

    Seconda possibilità

    Per adesso a 2/3 del libro devo ammettere che molti libri devono essere letti in periodi giusti e il lettore deve sapere a cosa va incontro e magari avere la giusta maturazione, si perchè questa è una ...continue

    Per adesso a 2/3 del libro devo ammettere che molti libri devono essere letti in periodi giusti e il lettore deve sapere a cosa va incontro e magari avere la giusta maturazione, si perchè questa è una saga per un pubblico maturo...
    Per ora la mia valutazione è molto diversa dalla precedente e il mio consiglio per chi vuole affrontare questo Everest della letteratura fantasy è di leggere il libro in tempi ridotti. La prima volta che l'ho affrontato a causa di vari impegni la mia lettura è stata troppo diluita e questo rende un libro ostico ancora più impegnativo. Le trame e sottotrame sono veramente decine e anche i personaggi sono innumerevoli, le legende di inizio e fine opera non bastano e il lettore si trova perso ogni volta che ricomincia a leggere dopo una pausa considerevole!
    Premesso questo devo dire che il libro rimane complicato, ma comunque godibile, soprattutto se un lettore sa a che cosa va incontro. Non si parla di un fantasy alla Tolkien dove il filo conduttore è la vittoria del Bene sul Male, nè una storia alla Rothfuss, dove atrocità e violenza sono stemperate dalla liricità dell'opera. Qui ci troviamo veramente in un mondo a sè stante con regole e criteri propri, dove la magia è diffusa, i maghi sono potentissimi, ma mortali dove gli dei scelgono dove e come intervenire, ma anche le razze terrene possono interagire con gli dei e i loro tramiti in un groviglio di vendette, raggiri, omicidi e violenze come pochi altri Autori hanno saputo raccontare.
    Che dire di più'? Forse che alcuni personaggi sono bellissimi (Kruppe parlo di te), alcuni epici (Anomander Rake), alcune divinità odiose e altre insondabili, ma complessivamente il parterre dei personaggi è vasto e bellissimo ed Erikson riesce a dare un minimo di caratterizzazione a tutti, impresa a dir poco titanica.
    Le difficoltà sono tante, ma alla fine i pro superano i contro e la voglia di approfondire e proseguire in questa discesa in un mondo completamente diverso dal nostro ma anche da un fantasy comune è pazzesca. Chi cerca folletti od orchi, chi ha voglia di un lieto fine con eroi e principesse o chi anela a una lettura leggera da spiaggia deve capire che non conviene nemmeno avvicinarsi a questa opera, altrimenti la scottatura è scontata. Da un certo punto di vista per arrivare in fondo al libro occorre fede, cioè credere al di là dei molti dubbi che insorgono durante la lettura che lo scrittore ha un piano (come quello divino) a noi sconosciuto e almeno parzialmente incomprensibile.
    Avanziamo senza indugi, i want to believe!

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  • 4

    Ho impiegato ben 24 giorni per terminare I giardini della Luna, non dedicavo così tanti giorni ad un solo libro perlomeno da 6 anni, ma ne è valsa assolutamente la pena. Ero già consapevole che la let ...continue

    Ho impiegato ben 24 giorni per terminare I giardini della Luna, non dedicavo così tanti giorni ad un solo libro perlomeno da 6 anni, ma ne è valsa assolutamente la pena. Ero già consapevole che la lettura di questo primo volume non sarebbe stata una passeggiata e così è stato. Sono stata letteralmente sommersa da una mole considerevole di informazioni, luoghi, nomi, etnie e molto altro ancora. Mi sento di consigliare questo adult\epic fantasy a chi è in cerca di una sfida con se stesso e dispone di una dose infinita di pazienza ed attenzione, perché proprio per la sua complessità Erikson permette al lettore di rimuginare su alcuni passaggi e ipotizzare l'andamento della storia servendosi dei pochi ed insidiosi indizi disseminati qua e là. Insomma per essere solo l'inizio devo ammettere che è stato piuttosto impegnativo, ma questo non mi ha scoraggiata ed anzi ho intenzione di procedere al più presto con la lettura del secondo volume.

    said on 

  • 3

    Dopo una seconda lettura devo dire che qualcosa in più ci ho capito...bello...anche se per farlo rientrare nei capolavori dovrei proseguire con i libri successivi...
    Vedremo...

    said on 

  • 0

    Allora: io mi ero preparata. Preparata a tutto. A essere travolta da un magma incandescente di nomi, informazioni, razze, città, magie e via dicendo e sapevo che il simpatico Erikson non avrebbe alzat ...continue

    Allora: io mi ero preparata. Preparata a tutto. A essere travolta da un magma incandescente di nomi, informazioni, razze, città, magie e via dicendo e sapevo che il simpatico Erikson non avrebbe alzato un mignolo per darmi una mano. Ero preparata e mi sono imposta attenzione, e sopportazione, e giuro che ho cercato con tutta me stessa di appigliarmi ad ogni sporgenza anche minima per autoconvincermi che provavo un qualche minimo interesse. Perchè io volevo appartenere alla schiera degli eletti che lo decantano più grande di Martin. Ma no. Devo ammettere che io appartengo alla schiera dei non illuminati che non capisceno. Io Martin lo adoro, ma la diffeernza è che con lui almeno una vaga idea di dove stavo andando l'avevo. Qui no. Qui più o meno le cose le ho capite, il problema vero è che c'è così tanta confusione che ad un certo punto mi sono resa conto che....bhe non me ne frega niente. Chiedo perdono. Volevo essere anch'io tra le fila degli eletti estimatori che avevano capito. E invece no. E' che ho iniziato a prendere in mano il libro e a sentirmi come se avessi dovuto iniziare a studiare la materia più odiata. E allora basta.
    E però mi dispiace perchè io avrei voluto capire.

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  • 3

    Los Jardines de la Luna son un libro denso, espeso, difícil, lleno de información y elementos místicos que no se nos explican. Es un libro que, en palabras de su autor, una gran parte de los lectores ...continue

    Los Jardines de la Luna son un libro denso, espeso, difícil, lleno de información y elementos místicos que no se nos explican. Es un libro que, en palabras de su autor, una gran parte de los lectores abandona sobre las trescientas páginas (momento en el que hay una bajada de ritmo importante). Un punto de inflexión que separa a los que disfrutan de la obra de los que no.

    Yo he llegado hasta el final, y aunque en conjunto creo que estamos ante una buena novela, no dejo de pensar que me he perdido muchas cosas y que quizá el autor podría habérmelas explicado un poquito más (como qué Dioses están enemistados, cómo funcionan los distintos tipos de magia, qué pasó durante la muerte del Emperador, etc…). Es posible que éstos temas no sean el eje central del libro que nos ocupa y sí lo sean de la saga en sí, pero sigo queriendo que se me expliquen las coas que tienen importancia durante la novela.

    Posiblemente ese punto de inflexión sea real, pero no esperéis que la cosa despegue pasado el mismo.

    En lo que respecta a las tramas más pequeñas (las de los personajes protagonistas) me han gustado en general todas, habiendo de todo tipo y condición y entrelazándose según avanzaban las páginas.

    Es una novela que se toma su tiempo, que da cosas por sabidas que no se nos cuentan (o al menos no demasiado) y que te pilla con el pie cambiado nada más empezar. Una novela lenta en muchos de sus tramos y que no para todos los públicos. No sé ni si es para mí.

    Así que con lo que os he dicho hasta el momento no puedo recomendaros su lectura, no creo que con ésta única novela se pueda recomendar a nadie meterse en una saga de ésta extensión, y más cuando ésta novela es, cuanto menos, difícil.

    Espero no tardar demasiado en ponerme con la segunda (u olvidaré lo que he entendido hasta el momento), momento en el que os podré dar una opinión algo más fundamentada sobre lo que tenemos entre manos.

    Reseña completa en: http://darlantan8.blogspot.com.es/2016/09/los-jardines-de-la-luna-malaz-i.html

    said on 

  • 3

    «Qui si raccolgono solo storie. E le storie non fanno sanguinare. Le storie non affamano, non provocano dolore ai piedi. Quando sei giovane, sei convinto che non esista arma al mondo che possa ferirti ...continue

    «Qui si raccolgono solo storie. E le storie non fanno sanguinare. Le storie non affamano, non provocano dolore ai piedi. Quando sei giovane, sei convinto che non esista arma al mondo che possa ferirti e le storie non fanno altro che spingerti a desiderare di essere parte di esse».

    said on 

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