Gardens of the Moon

(Malazan Book of the Fallen)

By

Publisher: Bantam Books Ltd

3.9
(528)

Language: English | Number of Pages: 752 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Polish , Czech

Isbn-10: 0553819577 | Isbn-13: 9780553819571 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
Bled dry by interminable warfare, infighting and bloody confrontations with Lord Anomander Rake and his Tiste Andii, the vast, sprawling Malazan empire simmers with discontent. Even its imperial legions yearn for some respite. For Sergeant Whiskeyjack and his Bridgeburners and for Tattersail, sole surviving sorceress of the Second Legion, the aftermath of the siege of Pale should have been a time to mourn the dead. But Darujhistan, last of the Free Cities of Genabackis, still holds out - and Empress Lasseen's ambition knows no bounds. However, it seems the empire is not alone in this great game. Sinister forces gather as the gods themselves prepare to play their hand...Conceived and written on an epic scale, Gardens of the Moon is a breathtaking achievement - a novel in which grand design, a dark and complex mythology, wild and wayward magic and a host of enduring characters combine with thrilling, powerful storytelling to resounding effect. Acclaimed by writers, critics and readers alike, here is the opening chapter in what has been hailed a landmark of epic fantasy: the awesome 'The Malazan Book of the Fallen'.
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  • 4

    La complessità è la prima cosa da sapere su questo libro. Nomi, , personaggi, luoghi , divinità sono il primo ostacolo che ci si trova a dover superare. In seguito c’è la trama, ricca di sottotrame, r ...continue

    La complessità è la prima cosa da sapere su questo libro. Nomi, , personaggi, luoghi , divinità sono il primo ostacolo che ci si trova a dover superare. In seguito c’è la trama, ricca di sottotrame, riferimenti ad eventi precedenti non specificati, personaggi che non vengono presentati. Ma ognuno di questi elementi finisce per creare la bellezza del libro, che ti catapulta in un mondo totalmente nuovo di cui vuoi conoscere il più possibile. Inoltre ulteriore fascino è dato dal fatto che ben poco viene spiegato: tutto è nelle mani del lettore, lasciato libero di ipotizzare risvolti e spiegazioni.

    said on 

  • 5

    Romanzo sorprendente, epico e dalla fantasia sconfinata. L'inizio di una saga che, se mantiene ciò che promette, e sembra averlo fatto, toglie il respiro. Alcune cose, data la complessità e la quantit ...continue

    Romanzo sorprendente, epico e dalla fantasia sconfinata. L'inizio di una saga che, se mantiene ciò che promette, e sembra averlo fatto, toglie il respiro. Alcune cose, data la complessità e la quantità di elementi messi sul fuoco, non mi sono chiarissime, come il ruolo di Oppon e Trono d'Ombra, ma decisamente uno dei romanzi più stupefacenti che abbia mai letto. E poi, diciamolo, Anomander Rake è un gran figo.

    said on 

  • 4

    Respiro epico!

    I giardini della luna era un libro che avevo in whislist da piu’ di 3 anni.
    Finalmente la casa editrice Armenia (grazie mille) si è rilanciata e ha ristampato tutti i volumi della saga creata da Steve ...continue

    I giardini della luna era un libro che avevo in whislist da piu’ di 3 anni.
    Finalmente la casa editrice Armenia (grazie mille) si è rilanciata e ha ristampato tutti i volumi della saga creata da Steven Erikson.
    Pronti via ho acquistato a scatola chiusa i primi 3 libri
    Frequentando forum e blog che parlano di fantasy il parere comune su questa saga era unanime, CAPOLAVORO e chiaro quindi che la curiosità era tanta.
    Il primo libro della saga “LIBRO MALAZAN DEI CADUTI” ha un inizio ostico. Anzi forse la parola ostico non rende nemmeno l’idea della difficoltà di lettura che ho incontrato. L’autore butta nelle prime 200 pagine situazioni, personaggi, mitologia, razze, sistemi magici, leggende che capirci qualcosa è davvero dura.
    Per fortuna a inizio e fine libro c’è un glossario e un riepilogo di personaggi (senza questo sarebbe stato impossibile)
    Superato però lo scoglio iniziale ed entrati in sintonia con il mondo e i personaggi lasciare il libro risulta difficile.
    Non esiste un personaggio principale, ma ce ne sono almeno 6/7 e ne cito solo alcuni che piu’ di tutti mi sono rimasti impressi: Ben lo svelto, Tattersail, Crokus, Paran, Kruppe, l’aggiunto Lorn, Whiskeyjack.. e non esiste neanche la definizione di bene e male, anzi sembra che tutti giochino a uno scontro totale. Ognuno persevera i propri scopi a colpi di magia, complotti, battaglie
    La cosa che piu’ mi ha impressionato è stata la profondità dei personaggi. Così tanti ma così delineati e veri. Enigmi poi che vengono svelati con il contagocce (e altri che non vengono svelati) ma soprattutto un finale in cui tutti i nodi, tutti le situazioni convergono per creare un scontro epico di così grandi proporzioni che poche volte ho letto in un fantasy.. Finale che poi è il vero inizio della saga.
    L’impressione leggendo il libro è di respirare epicità fantasy a livelli eccelsi.
    Per gli amanti c’è tutto e tutto in grandi dosi! (magia, draghi, scheletri parlanti, profezie, quest estreme, dramma, divinità, morte e resurrezione, battaglie, complotti, mostri, sicari, stregoni… e il tutto così ben mescolato da risultare mai banale)
    Assolutamente imparagonabile a qualsiasi fantasy fin qui letto da me, lettura però impegnativa che però superato l’inizio regalerà soddisfazioni e appagamento.

    said on 

  • 3

    un difficile inizio

    Per ora sembra un po' un casino. Ci sono tanti personaggi, tanti termini non spiegati, tanti punti di vista e tanti dialoghi. Mi sono fatta forza per le prime 150 pagine, poi piano piano ho cominciato ...continue

    Per ora sembra un po' un casino. Ci sono tanti personaggi, tanti termini non spiegati, tanti punti di vista e tanti dialoghi. Mi sono fatta forza per le prime 150 pagine, poi piano piano ho cominciato a ricordare ed associare qualche nome e fazione.
    Avevo già sentito che è una saga impegnativa, quindi ho avuto pazienza, anche perché c'è già qualcosa che mi ha tenuta attaccata alle pagine: forse il mistero, la curiosità di capire Erikson dove vuole andare a parare.
    Anche se alla fine di tutto ci ho capito ben poco e non posso permettermi una recensione utile, ho intenzione di continuare con il prossimo libro. Forza e coraggio, entriamo nella storia!

    said on 

  • 4

    I Giardini della Luna

    (RECENSIONE VECCHIA ED.)

    E' forse prematuro scrivere una recensione che riguardi una saga lunga come quella de "il libro Malazan dei caduti" (non "la caduta di Malazan" come è stata erroneamente chiam ...continue

    (RECENSIONE VECCHIA ED.)

    E' forse prematuro scrivere una recensione che riguardi una saga lunga come quella de "il libro Malazan dei caduti" (non "la caduta di Malazan" come è stata erroneamente chiamata dalla prima edizione Armenia) di Erikson, ma questo si rende necessario per via del fatto che non è una saga semplice, che inizia in modo piuttosto confusionario e poco accessibile per il lettore che cerca nel fantasy un percorso più lineare; fermo restando che già dal secondo libro l'esperienza migliori sensibilmente, sia a livello di scrittura, sia a livello di capibilità.

    Si viene subito catapultati in mezzo ad una guerra che vede l'impero Malazan, guidato dall'imperatrice Laseen, che ha destituito il precedente imperatore, conquistare le città libere una dopo l'altra; questo nonostante il malcontento che si diffonde a macchia d'olio nell'impero e che riguarda perfino gli stessi eserciti imperiali. Solo una città resiste alla sete di conquista dell'imperatrice ed è proprio qui che forze oscure e potenti si mettono in moto.

    In questa storia non vi troverete a seguire le gesta di un eroe solitario che inizia la sua avventura da un piccolo villaggio sperduto, con una compagnia che lo deve aiutare a portare a termine il suo destino portandolo da un punto A ad un punto B. No, qui seguirete le vicende di MOLTI personaggi diversi appartenenti a diversi schieramenti, ognuno dei quali ha un proprio abiettivo e le proprie motivazioni dietro ad ogni scelta. Questi personaggi risultano abbastanza caratterizzati, anche se in questo primo libro la maggior parte viene solo accennata, senza dilungarsi in troppe descrizioni delle caratteristiche fisiche o delle azioni che compiono; ci sono tuttavia dei personaggi che spiccano su tutti grazie soprattutto ai sempre convincenti dialoghi.
    Uno dei "difetti" di questo primi libro risulta essere proprio lo stile di scrittura piuttosto affrettato, che non si dilunga più di tanto nelle descrizioni. Non che sia un vero e proprio problema, perché se da un lato l'autore difetta nelle descrizioni (che comunque migliorano nel libro successivo, e non poco), dall'altro gli sviluppi della storia - delle storie - sono in certi punti sorprendenti, arrivando a dei veri e propri colpi di scena. Ma non aspettatevi chiarezza, perché Erickson non ve la darà. Infatti i termini che compaiono e che vengono più volte ripetuti nel corso della narrazione non verranno spiegati in questo libro, ma nei prossimi: il termine CANALE, per esempio, è fondamentale, eppure cosa siano i canali non verrà precisato e lo bisogna dedurre dai dialoghi o da particolari azioni ad essi collegati. Da quel che ho sentito comunque, già dal terzo libro si avrà una panoramica molto più chiara sul mondo creato da Erickson.
    A questo punto avrete capito che la saga Malazan non è fatta per tutti, ci vuole costanza e una buona memoria. E pazienza. Ci vuole memoria perché oltre al gran quantitativo di personaggi presenti ci sono anche un buon numero di trame e sottotrame e gesti che possono di primo acchito sembrare banali e inutili, salvo poi avere conseguenze o rimandi nei libri seguenti.

    Insomma concludo con il dire che il lettore deve ricordarsi che questa non è una saga corta, ma che conta ben dieci volumi: giudicare tutta una saga avendo letto solo il primo libro è prematuro, anche perché, lo dico chiaramente, e gli esperti della saga concordano, il primo libro è il peggiore, sia dal punto di vista puramente narrativo, sia dal punto di vista dello stile di scrittura dell'autore, che scriverà il secondo volume ben sei anni dopo il primo. Quindi se in alcuni punti alcuni eventi vi confondono non vi scoraggiate e continuate nella lettura. Oppure venite sul forum italiano dedicato alla saga, dove utenti bravi e disponibili vi possono aiutare a capire i passaggi più confusi.

    said on 

  • 4

    Primo volume di una decalogia (!) di più di 10.000 pagine (!!), e quindi lo spazio per introdurci come si deve in questo universo ci sarebbe eccome, ma Erikson sembra pensarla diversamente. Un inizio ...continue

    Primo volume di una decalogia (!) di più di 10.000 pagine (!!), e quindi lo spazio per introdurci come si deve in questo universo ci sarebbe eccome, ma Erikson sembra pensarla diversamente. Un inizio in medias res bisogna saperlo fare, e bene, e qui non si può certo dire che lo sia.
    In ogni caso, la trama non è affatto brutta come si legge in alcune recensioni, anzi l'interesse cresce col giusto ritmo. Ci sono però alcuni nei innegabili (tranne forse dai fanboys più accesi).
    Il primo - ma qui è in certa misura una questione di gusti - è la scelta di non scendere nei dettagli. Anzi, di non descrivere affatto alcune cose: i personaggi, tanto per cominciare. Certo, sappiamo che a uno manca un occhio e che un altro ha la pelle nera, ma poco altro. Così, se Martin ci ha abituato a "farci vedere" anche le pietanze durante i banchetti, il mondo di Erikson lo dobbiamo creare noi, cosa che soprattutto all'inizio si va a sommare alla fatica di una storyline quanto meno impegnativa.
    Il secondo - questa volta gravissimo - aspetto negativo potremmo chiamarlo "POV questo sconosciuto". L'autore è assolutamente incapace di seguire un singolo punto di vista, non dico nel paragrafo, ma persino all'interno della stessa scena. A tratti questa mancanza è davvero fastidiosa, soprattutto quando alcuni dei (numerosi) personaggi principali si ritrovano ad agire nella medesima scena: preparatevi a saltare ogni poche righe dai pensieri di un personaggio a quelli dell'altro, senza nessun preavviso.
    Il libro merita comunque di essere letto, se non altro per la ricchezza e l'originalità dell'ambientazione.

    Voto: 7/10

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  • 4

    Quando un antipasto impegnativo preannuncia un banchetto regale...

    Capitolo iniziale della saga "The Malanzan Book of the Fallen" [La Caduta di Malanzan]. Libro parecchio ostico e difficile da approcciare, poiché l'autore ti sbatte subito nelle fauci di una guerra in ...continue

    Capitolo iniziale della saga "The Malanzan Book of the Fallen" [La Caduta di Malanzan]. Libro parecchio ostico e difficile da approcciare, poiché l'autore ti sbatte subito nelle fauci di una guerra in un mondo sconosciuto, dominato dalla magia e dalle divinità che non sono assenti, ma agiscono direttamente nella vita e nelle azioni dei personaggi.
    Decine di personaggi scarsamente descritti, decine di nomi (alcuni di difficile pronuncia), decine di razze umane e non umane, decine di titoli e professioni lontane da ciò che conosciamo,la massiccia presenza di magia, il tutto buttato in un calderone ribollente di azione militare ed intrighi politici. Tutto questo rende le prime 200 pagine una vera e propria sfida, ma se si ha la forza di proseguire il groviglio comincia a districarsi e le dinamiche divengono più chiare. Mi ero preparato adeguatamente, così mi sono lasciato trasportare dalla narrazione, senza farmi troppe domande, e grazie a questo approccio ho apprezzato particolarmente l'esperienza.
    Il punto di forza del libro è quello di aver saputo creare un mondo si unico e complesso, ma che riesce ad intrigare enormemente.
    Ti ritrovi a voler sapere sempre di più di razze quali Tiste Andii, T'Lan Imass, Jaghut, K'Chain Che'Malle e a voler capire le dinamiche che regolano il mondo delle divinità e della magia, rappresentati da Alte Case, Ascendenti e Warrens(o Canali).
    I personaggi sono tratteggiati all'osso, ma per una saga di 10 volumi è prevedibile sperare ad una caratterizzazione completa più avanti.
    Discorso a parte per la pietosa edizione italiana. Sorvoliamo sulle copertine orribili e sulle scelte di adattamento che appunto sono scelte. Ma se al posto di "Parald" ci metti "Paran"(confondendo due personaggi diversi) oppure mi scambi i significati dei nomi T'lan ed Imass si denotano errori di scarsa attenzione e superficialità. Già il romanzo è difficile, ma con un trattamento del genere sfido che i lettori siano tentati di bruciare il libro perchè "non ci si capisce nulla".
    Anche per questo la lettura è mentalmente molto impegnativa, non è consigliabile leggere 10 pagine la sera prima di dormire.
    In conclusione un libro molto avvincente, estremamente competitivo seppur scritto da dio, rappresentante un sostanzioso antipasto di un mondo ed una saga letteraria che si preannuncia come una delle migliori cose mai scritte.

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  • 3

    Mi stava piacendo, ma vale lo stesso discorso di Jordan. Non ho i soldi per cercarmi un numero infinito di volumi e in biblioteca non li trovo... a quando mi sarò trovato un lavoro (e visti i tempi... ...continue

    Mi stava piacendo, ma vale lo stesso discorso di Jordan. Non ho i soldi per cercarmi un numero infinito di volumi e in biblioteca non li trovo... a quando mi sarò trovato un lavoro (e visti i tempi...)

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  • 5

    Ci voleva!

    Un autore che spazza via molte (se non tutte) banalizzazioni solitamente attribuite al genere Fantasy.
    Già, perché Erikson compie un’operazione di restyling notevole, senza compromessi, col rischio di ...continue

    Un autore che spazza via molte (se non tutte) banalizzazioni solitamente attribuite al genere Fantasy.
    Già, perché Erikson compie un’operazione di restyling notevole, senza compromessi, col rischio di far storcere il naso a chi da un romanzo pretende solo intrattenimento e buoni sentimenti, o fughe dalla realtà.
    Il taglio che dà ai personaggi, all’ambientazione, alla trama, alla magia è veramente notevole, dimostrando un’immaginazione sciolta e consapevole di star raccontando non tanto una storia ma un mondo dove il quotidiano e l’irreale convivono degnamente.

    Qui nulla è come sembra e tutto è esattamente se stesso per le prime 200 pagine, dense di significato per i sentieri che incide nella trama. Dopo, cala d'intensità ma aumenta in scorrevolezza, mantenendo salde le premesse e lasciandoci assistere ad un reality show con protagonisti ignari quanto l'osservatore stesso. Non esiste scena che non componga il puzzle generale, il superfluo è bandito: dimostrazione di una notevole serietà verso il lettore e la storia stessa, evidentemente già ricca di suo.
    I protagonisti sono caratterizzati con brevi tratti, ma difficile renderli diversamente data la molta carne al fuoco sotto il sole di Malazan. Il finale riserva minore meraviglia rispetto al resto, ma rappresenta solo uno dei colori che comporranno il quadro insieme ai volumi successivi.

    Erikson cambia le prospettive di lettura. Grazie.

    said on 

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