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Gardens of the Moon

(Malazan Book of the Fallen)

By

Publisher: Bantam Books Ltd

3.9
(511)

Language:English | Number of Pages: 752 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Polish , Czech

Isbn-10: 0553819577 | Isbn-13: 9780553819571 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
Bled dry by interminable warfare, infighting and bloody confrontations with Lord Anomander Rake and his Tiste Andii, the vast, sprawling Malazan empire simmers with discontent. Even its imperial legions yearn for some respite. For Sergeant Whiskeyjack and his Bridgeburners and for Tattersail, sole surviving sorceress of the Second Legion, the aftermath of the siege of Pale should have been a time to mourn the dead. But Darujhistan, last of the Free Cities of Genabackis, still holds out - and Empress Lasseen's ambition knows no bounds. However, it seems the empire is not alone in this great game. Sinister forces gather as the gods themselves prepare to play their hand...Conceived and written on an epic scale, Gardens of the Moon is a breathtaking achievement - a novel in which grand design, a dark and complex mythology, wild and wayward magic and a host of enduring characters combine with thrilling, powerful storytelling to resounding effect. Acclaimed by writers, critics and readers alike, here is the opening chapter in what has been hailed a landmark of epic fantasy: the awesome 'The Malazan Book of the Fallen'.
Sorting by
  • 4

    I giardini della luna di Erickson è il primo libro di una decalogia che conta ben 10.000 pagine (!!). Una storia lunga, quasi infinita, che mette in difficoltà il lettore non solo per la sua lunghezza ...continue

    I giardini della luna di Erickson è il primo libro di una decalogia che conta ben 10.000 pagine (!!). Una storia lunga, quasi infinita, che mette in difficoltà il lettore non solo per la sua lunghezza (è il meno), ma anche e soprattutto per la quantità delle informazioni che l'autore vuole inculcare passo dopo passo nella testa del lettore. Informazioni che, maledetto l'autore, non sono neanche chiare fin da subito al lettore, il quale deve fare uno sforzo inimmaginabile per ricordarsi anche solo un termine il cui significato verrà svelato passo dopo passo lungo lo stesso libro o, nel peggiore dei casi, nei libri successivi. Questa cosa, che io personalmente ritengo una figata pazzesca, a molti può risultare dannatamente ditruttiva. Chiariamo una cosa: questo non è un fantasy facile ed Erickson non è un autore a cui piace prendere per mano il lettore per guidarlo in una storia che va dal punto A al punto B come nella tradizione fantasy. Molti lettori sono caduti dinnanzi al primo libro di Malazan e non solo per la terribile copertina dell'Armenia che distrugge gli occhi solo guardandola di sfuggita (fortunatamente la casa editrice si impegna ora a ristampare i volumi con le copertine originali americane), ma anche per la complessità e per lo stile di scrittura essenziale di Erickson, che non descrive tutto nei minimi dettagli, ma lascia al lettore l'onore di immaginarsi le caratteristiche di un oggetto, o di un luogo ecc. Un altro punto da chiarire è che il primo libro della saga è il peggiore, è quello scritto peggio, quindi invito i lettori a non scoraggiarsi subito e ad andare avanti.
    Ulteriore passo da sottolineare è che il libro presenta tantissimi personaggi ben caratterizzati, con le loro sottotrame personali che poi si intersecano con le macrotrame principali che coinvolgono tutti il cast o quasi.

    Insomma, questo primo libro è introduttivo al mondo di Malazan, nonostante si venga catapultati subito nel pieno dell'azione. Per avere un quadro completo bisogna leggere la saga nella sua interezza, altrimenti non si può pretendere di capire tutto subito.

    said on 

  • 4

    Primo volume di una decalogia (!) di più di 10.000 pagine (!!), e quindi lo spazio per introdurci come si deve in questo universo ci sarebbe eccome, ma Erikson sembra pensarla diversamente. Un inizio ...continue

    Primo volume di una decalogia (!) di più di 10.000 pagine (!!), e quindi lo spazio per introdurci come si deve in questo universo ci sarebbe eccome, ma Erikson sembra pensarla diversamente. Un inizio in medias res bisogna saperlo fare, e bene, e qui non si può certo dire che lo sia.
    In ogni caso, la trama non è affatto brutta come si legge in alcune recensioni, anzi l'interesse cresce col giusto ritmo. Ci sono però alcuni nei innegabili (tranne forse dai fanboys più accesi).
    Il primo - ma qui è in certa misura una questione di gusti - è la scelta di non scendere nei dettagli. Anzi, di non descrivere affatto alcune cose: i personaggi, tanto per cominciare. Certo, sappiamo che a uno manca un occhio e che un altro ha la pelle nera, ma poco altro. Così, se Martin ci ha abituato a "farci vedere" anche le pietanze durante i banchetti, il mondo di Erikson lo dobbiamo creare noi, cosa che soprattutto all'inizio si va a sommare alla fatica di una storyline quanto meno impegnativa.
    Il secondo - questa volta gravissimo - aspetto negativo potremmo chiamarlo "POV questo sconosciuto". L'autore è assolutamente incapace di seguire un singolo punto di vista, non dico nel paragrafo, ma persino all'interno della stessa scena. A tratti questa mancanza è davvero fastidiosa, soprattutto quando alcuni dei (numerosi) personaggi principali si ritrovano ad agire nella medesima scena: preparatevi a saltare ogni poche righe dai pensieri di un personaggio a quelli dell'altro, senza nessun preavviso.
    Il libro merita comunque di essere letto, se non altro per la ricchezza e l'originalità dell'ambientazione.

    Voto: 7/10

    said on 

  • 4

    Quando un antipasto impegnativo preannuncia un banchetto regale...

    Capitolo iniziale della saga "The Malanzan Book of the Fallen" [La Caduta di Malanzan]. Libro parecchio ostico e difficile da approcciare, poiché l'autore ti sbatte subito nelle fauci di una guerra in ...continue

    Capitolo iniziale della saga "The Malanzan Book of the Fallen" [La Caduta di Malanzan]. Libro parecchio ostico e difficile da approcciare, poiché l'autore ti sbatte subito nelle fauci di una guerra in un mondo sconosciuto, dominato dalla magia e dalle divinità che non sono assenti, ma agiscono direttamente nella vita e nelle azioni dei personaggi.
    Decine di personaggi scarsamente descritti, decine di nomi (alcuni di difficile pronuncia), decine di razze umane e non umane, decine di titoli e professioni lontane da ciò che conosciamo,la massiccia presenza di magia, il tutto buttato in un calderone ribollente di azione militare ed intrighi politici. Tutto questo rende le prime 200 pagine una vera e propria sfida, ma se si ha la forza di proseguire il groviglio comincia a districarsi e le dinamiche divengono più chiare. Mi ero preparato adeguatamente, così mi sono lasciato trasportare dalla narrazione, senza farmi troppe domande, e grazie a questo approccio ho apprezzato particolarmente l'esperienza.
    Il punto di forza del libro è quello di aver saputo creare un mondo si unico e complesso, ma che riesce ad intrigare enormemente.
    Ti ritrovi a voler sapere sempre di più di razze quali Tiste Andii, T'Lan Imass, Jaghut, K'Chain Che'Malle e a voler capire le dinamiche che regolano il mondo delle divinità e della magia, rappresentati da Alte Case, Ascendenti e Warrens(o Canali).
    I personaggi sono tratteggiati all'osso, ma per una saga di 10 volumi è prevedibile sperare ad una caratterizzazione completa più avanti.
    Discorso a parte per la pietosa edizione italiana. Sorvoliamo sulle copertine orribili e sulle scelte di adattamento che appunto sono scelte. Ma se al posto di "Parald" ci metti "Paran"(confondendo due personaggi diversi) oppure mi scambi i significati dei nomi T'lan ed Imass si denotano errori di scarsa attenzione e superficialità. Già il romanzo è difficile, ma con un trattamento del genere sfido che i lettori siano tentati di bruciare il libro perchè "non ci si capisce nulla".
    Anche per questo la lettura è mentalmente molto impegnativa, non è consigliabile leggere 10 pagine la sera prima di dormire.
    In conclusione un libro molto avvincente, estremamente competitivo seppur scritto da dio, rappresentante un sostanzioso antipasto di un mondo ed una saga letteraria che si preannuncia come una delle migliori cose mai scritte.

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  • 3

    Mi stava piacendo, ma vale lo stesso discorso di Jordan. Non ho i soldi per cercarmi un numero infinito di volumi e in biblioteca non li trovo... a quando mi sarò trovato un lavoro (e visti i tempi... ...continue

    Mi stava piacendo, ma vale lo stesso discorso di Jordan. Non ho i soldi per cercarmi un numero infinito di volumi e in biblioteca non li trovo... a quando mi sarò trovato un lavoro (e visti i tempi...)

    said on 

  • 5

    Ci voleva!

    Un autore che spazza via molte (se non tutte) banalizzazioni solitamente attribuite al genere Fantasy.
    Già, perché Erikson compie un’operazione di restyling notevole, senza compromessi, col rischio di ...continue

    Un autore che spazza via molte (se non tutte) banalizzazioni solitamente attribuite al genere Fantasy.
    Già, perché Erikson compie un’operazione di restyling notevole, senza compromessi, col rischio di far storcere il naso a chi da un romanzo pretende solo intrattenimento e buoni sentimenti, o fughe dalla realtà.
    Il taglio che dà ai personaggi, all’ambientazione, alla trama, alla magia è veramente notevole, dimostrando un’immaginazione sciolta e consapevole di star raccontando non tanto una storia, ma un mondo dove il quotidiano e l’irreale convivono degnamente.

    Qui nulla è come sembra e tutto è esattamente se stesso per le prime 200 pagine, dense di significato per i sentieri che incide nella trama. Dopo, cala d'intensità ma aumenta in scorrevolezza, mantenendo salde le premesse e lasciandoci assistere ad un reality show con protagonisti ignari quanto l'osservatore stesso. Non esiste scena che non componga il puzzle generale, il superfluo è bandito: dimostrazione di una notevole serietà verso il lettore e la storia stessa, evidentemente già ricca di suo.
    I protagonisti sono caratterizzati con brevi tratti, ma difficile renderli diversamente data la molta carne al fuoco sotto il sole di Malazan. Il finale riserva minore meravglia rispetto al resto, ma rappresenta solo uno dei colori che comporranno il quadro insieme ai volumi successivi.

    Erikson cambia le prospettive di lettura. Grazie.

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  • 4

    Quando la fantasia ha bisogno dell'impegno

    Libro fantasy ostico e impegnativo. Le prime 200 pagine hanno minato la mia pazienza letteraria, non riuscivo a capire niente! Ma ero preparato dopo aver letto qualche recensione sul web e ho tenuto d ...continue

    Libro fantasy ostico e impegnativo. Le prime 200 pagine hanno minato la mia pazienza letteraria, non riuscivo a capire niente! Ma ero preparato dopo aver letto qualche recensione sul web e ho tenuto duro. Alla fine è impossibile non apprezzare il risultato anche se non è una lettura "leggera" con i tanti nomi da ricordare e con la certezza che molti altri libri ti aspettano per arrivare alla fine. Per il momento stacco e non continuerò la saga ma è solo un arrivederci...

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  • 4

    Un bel capolavoro

    si sente mentre leggi che nasce da un gioco di ruolo. puoi immedesimarti nei vari personaggi e immaginare il loro dubbio mentre veniva scaraventati in ogni genere di situazione. Estremamente realistic ...continue

    si sente mentre leggi che nasce da un gioco di ruolo. puoi immedesimarti nei vari personaggi e immaginare il loro dubbio mentre veniva scaraventati in ogni genere di situazione. Estremamente realistico, con tante sfumature, nessuno con cui davvero immedesimarsi, ma tutti da apprezzare perchè dal loro punto di vista si dimostrano davvero esseri speciali.

    said on 

  • 3

    Mi aspettavo qualcosina di meglio. Devo confessare che non sono per niente avvezzo al genere fantasy-militaresco, e quindi forse il mio giudizio è limitato da ciò; nonostante questo, però, bisogna dir ...continue

    Mi aspettavo qualcosina di meglio. Devo confessare che non sono per niente avvezzo al genere fantasy-militaresco, e quindi forse il mio giudizio è limitato da ciò; nonostante questo, però, bisogna dire che, oggettivamente, non è un gran libro. E' un fantasy, cosa ti aspetti? - dirà qualcuno. Mi aspettavo sì, un po' di più: a partire dalla scrittura, fin troppo rigida e sempliciotta; una trama sin dall'inizio troppo complicata, farcita di un pantheon completamente inventato e di popoli di cui non è che Erikson offra chissà quale presentazione. Insomma, alla fin della fiera, non mi ha entusiasmato e non sono propenso nè a consigliarlo nè, d'altra parte, a precluderne la lettura a chicchessia.

    said on 

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