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Garibaldi

Una grande vita in breve

Di

Editore: Laterza

3.6
(119)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 282 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842019704 | Isbn-13: 9788842019701 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: G. Ferrara , Valdi G. E.

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback

Genere: Biography , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    Denis Mack Smith è il massimo esperto del risorgimento italiano quando portai Storia all'esame di maturità ho studiato quasi prevalentemente sui suoi testi.


    Non ha una grande stima degli italiani e del loro carattere ma in generale di nessun popolo nemmeno degli inglesi, il suo umorismo ti ...continua

    Denis Mack Smith è il massimo esperto del risorgimento italiano quando portai Storia all'esame di maturità ho studiato quasi prevalentemente sui suoi testi.

    Non ha una grande stima degli italiani e del loro carattere ma in generale di nessun popolo nemmeno degli inglesi, il suo umorismo tipicamente british non risparmia nemmeno i suoi connazionali ma chiaramente con gli italiani il suo sarcasmo ha gioco facile, probabilmente proprio per questo ha deciso di specializzarsi nella storia d'Italia in cui ha una cattedra a Cambridge.

    Se è ancora vivo adesso sarà vecchissimo sicuramente over '90, non ho notizie precise al riguardo.

    Le sue biografie smitizzano quasi tutti i personaggi del Risorgimento quella di Garibaldi è un eccezione, ne esce fuori la figura di un uomo coerente onesto coraggioso con un'ottima coscienza politica e una lucida visione della Realpolitik.

    Se dobbiamo stare al suo lavoro che generalmente è basato su una seria e approfondita documentazione preventiva che può durare in alcuni casi anche diversi anni, Garibaldi è una delle pochissime figure storiche di cui gli Italiani vanno e soprattutto dovrebbero a ragione andare fieri.

    Lo stile è come sempre asciutto scorrevole e di piacevole lettura se siete appassionati di storia da consigliare, ci fa comprendere più la figura di Garibaldi che il contesto di quegli anni decisivi per la formazione dell'Italia.

    ha scritto il 

  • 4

    Denis Mack Smith è noto per la sua “Storia d’Italia” che riserva particolare attenzione alla fase risorgimentale e dell’unificazione dell’Italia.
    Il lavoro su Garibaldi ribadisce la rilevanza decisiva della personalità e dell’attività del grande combattente nel processo formativo dell’unità ...continua

    Denis Mack Smith è noto per la sua “Storia d’Italia” che riserva particolare attenzione alla fase risorgimentale e dell’unificazione dell’Italia.
    Il lavoro su Garibaldi ribadisce la rilevanza decisiva della personalità e dell’attività del grande combattente nel processo formativo dell’unità d’Italia.
    Lo stile dello storico inglese è come al solito pragmatico e piacevole e si segue volentieri l’avventura dell’eroe dei due mondi dal Rio Grande a Caprera. Una buona e utile lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Denis mack Smith è uno storico inglese, ma specializzato nel Risorgimento italiano in poi.
    Non è che sia strano...Garibaldi è un personaggio "immortale", studiato da moltissimi storici e di ogni nazionalità...
    Tra l'altro Garibaldi, in Inghilterra, era considerato un eroe magnifico, a ...continua

    Denis mack Smith è uno storico inglese, ma specializzato nel Risorgimento italiano in poi.
    Non è che sia strano...Garibaldi è un personaggio "immortale", studiato da moltissimi storici e di ogni nazionalità...
    Tra l'altro Garibaldi, in Inghilterra, era considerato un eroe magnifico, anche se non riguardante il loro paese, ed era voluto più di quanto fosse in generale in Italia.
    Per non parlare delle sue conquiste: le inglesi stravedevano per lui.
    In questo saggio ci sono queste informazioni più approfondite, e tante altre.
    Devo dire che Smith ha uno stile semplice. Non pesa leggere i suoi scritti e ciò non è una cosa di poco conto!

    Alla fine del saggio c'è un' appendice davvero interessante, in quanto raccoglie diciasette testimonianze sulla vita di garibaldi da parte di scrittori,come Alexandre Dumas, di giornalisti, militari, uomini politici stranieri, e anche una lettera di Vittorio Emanuele a Cavour, ovviamente sempre su Garibaldi.

    Dumas, per esempio, scrive: "Sempre il primo in combattimento, Garibaldi era pure sempre il primo a tentare di attenuare le sofferenze prodotte dalla guerra".

    E c'è da sottolineare che Garibaldi visse sempre in povertà o quasi...e quando qualcuno gli offriva qualcosa per i servigi offerti, lui puntualmente rifiutava. Diceva che combatteva per qualcosa di più valore: la libertà!
    Libertà che lui volevo ad ogni costa...indipendentemente dal Paese.
    E sognava la pace. A questo proposito però affermava che per essa si poteva arrivare anche a istaurare una dittatura. Il potere nelle mani di una persona che riuscisse a mantenere la pace.
    Potrebbe sembrare contraddittorio, e probabilemente lo è, ma lui era convinta che la stessa Italia non fosse pronta per diventare una Repubblica democratica, ma che aveva bisogno di un "polso duro" che la dirigesse. E non scordiamoci che Garibaldi era un republicano più che convinto.
    Tant'è che lo stesso Smith, nel libro, inserisce una frase...cioè afferma che probabilemnte a garibaldi sarebbe piaciuto la dittatura mussoliniana...
    Secondo me è un'affermazione un po' forte...e troppo generalista.

    http://librichepassione.forumfree.it/?t=41384376

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto affannato. La cosa che mi dà più fastidio è che troppo spesso le affermazioni sono buttate lì, ma richiederebbero spiegazioni e precisazioni su cui si sorvola con troppa facilità. Rimane comunque il mito di Garibaldi e la curiosità di approfondire (ovviamente altrove) una vita e un pe ...continua

    Un racconto affannato. La cosa che mi dà più fastidio è che troppo spesso le affermazioni sono buttate lì, ma richiederebbero spiegazioni e precisazioni su cui si sorvola con troppa facilità. Rimane comunque il mito di Garibaldi e la curiosità di approfondire (ovviamente altrove) una vita e un personaggio pieno di eroismo, integrità e contraddizioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Garibaldi è il Che Guevara dell'800. Per colpa della retorica fascista e del cinismo italico, ci perdiamo un eroe genuino, un uomo d'azione, un fondatore, un modello di coraggio, determinazione, indipendenza, ingenuità. Un uomo che si costruisce la casetta a Caprera con le sue mani, e con le sue ...continua

    Garibaldi è il Che Guevara dell'800. Per colpa della retorica fascista e del cinismo italico, ci perdiamo un eroe genuino, un uomo d'azione, un fondatore, un modello di coraggio, determinazione, indipendenza, ingenuità. Un uomo che si costruisce la casetta a Caprera con le sue mani, e con le sue mani si fabbrica i mobili, e questo dopo le strabilianti avventure.
    E noi a sfottere "Garibaldi fu ferito...". Bisogna meritarselo, un Garibaldi.

    ha scritto il 

  • 0

    Denis mack Smith è uno storico inglese, ma specializzato nel Risorgimento italiano in poi.
    Non è che sia strano...Garibaldi è un personaggio "immortale", studiato da moltissimi storici e di ogni nazionalità...
    Tra l'altro Garibaldi, in Inghilterra, era considerato un eroe magnifico, a ...continua

    Denis mack Smith è uno storico inglese, ma specializzato nel Risorgimento italiano in poi.
    Non è che sia strano...Garibaldi è un personaggio "immortale", studiato da moltissimi storici e di ogni nazionalità...
    Tra l'altro Garibaldi, in Inghilterra, era considerato un eroe magnifico, anche se non riguardante il loro paese, ed era voluto più di quanto fosse in generale in Italia.
    Per non parlare delle sue conquiste: le inglesi stravedevano per lui.
    In questo saggio ci sono queste informazioni più approfondite, e tante altre.
    Devo dire che Smith ha uno stile semplice. Non pesa leggere i suoi scritti e ciò non è una cosa di poco conto!

    Alla fine del saggio c'è un' appendice davvero interessante, in quanto raccoglie diciasette testimonianze sulla vita di garibaldi da parte di scrittori,come Alexandre Dumas, di giornalisti, militari, uomini politici stranieri, e anche una lettera di Vittorio Emanuele a Cavour, ovviamente sempre su Garibaldi.

    Dumas, per esempio, scrive: "Sempre il primo in combattimento, Garibaldi era pure sempre il primo a tentare di attenuare le sofferenze prodotte dalla guerra".

    E c'è da sottolineare che Garibaldi visse sempre in povertà o quasi...e quando qualcuno gli offriva qualcosa per i servigi offerti, lui puntualmente rifiutava. Diceva che combatteva per qualcosa di più valore: la libertà!
    Libertà che lui volevo ad ogni costa...indipendentemente dal Paese.
    E sognava la pace. A questo proposito però affermava che per essa si poteva arrivare anche a istaurare una dittatura. Il potere nelle mani di una persona che riuscisse a mantenere la pace.
    Potrebbe sembrare contraddittorio, e probabilemente lo è, ma lui era convinta che la stessa Italia non fosse pronta per diventare una Repubblica democratica, ma che aveva bisogno di un "polso duro" che la dirigesse. E non scordiamoci che Garibaldi era un republicano più che convinto.
    Tant'è che lo stesso Smith, nel libro, inserisce una frase...cioè afferma che probabilemnte a garibaldi sarebbe piaciuto la dittatura mussoliniana...
    Secondo me è un'affermazione un po' forte...e troppo generalista.

    http://librichepassione.forumfree.net/?t=41384376

    ha scritto il 

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