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Gatti di biblioteca

Di

Editore: Officina Libraria / BnF

4.4
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8889854480 | Isbn-13: 9788889854488 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Gallerani ; Prefazione: Pierre Rosenberg

Genere: Art, Architecture & Photography , Non-fiction , Pets

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Descrizione del libro
L’antica biblioteca dei re di Francia ospitava dei gatti? Come facevano i conservatori dell’epoca a condurre a buon fine la lotta contro i topi, come si proteggevano da questi feroci roditori? Non so come rispondere a questa domanda. In compenso so che l’attuale Bibliothèque nationale de France, qualunque sia la sua sede, rue de Richelieu o quai François-Mitterand, accoglie migliaia di gatti (e di gatte) di ogni razza, di ogni paese, di ogni secolo. Hanno un elemento in comune, uno solo: nella loro stragrande maggioranza sono dei gatti di carta. Gatti di carta! Immagino gli amici dei gatti rivoltarsi. Gatti di carta… Rettifico. Gatti su carta: così è meno umiliante. Di ogni sorta di carta: carta bibbia, carta di stracci, carta di giornale, carta Canson o vergata, carta da lucido o carta fotografica, bristol o cartone, senza dimenticare la carta pecora, pergamena o velino…, senza dimenticare, soprattutto, la carta patinata [«papier couché» in francese. Ndt] sulla quale, tutti gli amici dei gatti lo sanno, il gatto ama accucciarsi. (dalla prefazione di Pierre Rosenberg) Sotto la penna di Michèle Saquin, conservatrice alla Bibliothèque nationale de France, scopriamo che i «gatti di biblioteca» passeggiano a centinaia sulle pagine dei libri, si rincorrono sui margini dei manoscritti medievali, si accucciano tra l’Adamo ed Eva di Dürer o fanno capolino dalla miniatura dell’arca di Noè. Selvatici o domestici che siano finiscono tutti nelle classificazioni di naturalisti come Buffon, che li detesta, o glorificati nei trattati di Moncrif e Champfleury, che li adorano. Candidi o lascivi posano per Callot, Hiroshige, Utamaro, Steinlen o Manet, Bonnard, Dufy, Picasso. Incarnano ogni sorta di ambiguità semantica grazie a Boucher, Toulouse-Lautrec, Foujita o Jules Chéret, e i loro «occhi belli misti d’agata e metallo», celebrati da Baudelaire, si fissano per l’eternità nell’obiettivo dei fotografi. Sorridenti secondo Grandville, o con gli stivali per Gustave Doré, spesso caustici e quasi mai innocenti, i gatti popolano le favole: da Esopo ai cantastorie persiani, da La Fontaine a Collodi, fino a guadagnarsi un posto nel panteon delle muse, condividendo l’intimità di poeti e scrittori come Montaigne, Hoffmann, Carroll, Hugo, Lear, Colette, Eliot, Kipling, Neruda… Pierre Rosenberg, che ha celebrato i felini del Louvre nel Gatto nell’arte del 1987, rende qui omaggio con la sua prefazione ai «gatti di carta» di una delle più grandi biblioteche al mondo. Il primo libro sui gatti fatto di gatti sui libri: centinaia di immagini inedite dalla straordinaria collezione di volumi, manoscritti e stampe della Bibliothèque nationale de France.
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  • 5

    Favoloso manuale per amanti dei gatti. E' il percorso dei nostri amici a quattro zampe durante secoli di storia, arte e letteratura. L'ho consultato nella preparazione della mia tesina al liceo, e ...continua

    Favoloso manuale per amanti dei gatti. E' il percorso dei nostri amici a quattro zampe durante secoli di storia, arte e letteratura. L'ho consultato nella preparazione della mia tesina al liceo, e ancora adesso, ogni tanto amo sfogliarlo. Manuale ricco di interessanti racconti e curiosità, e oltretutto la scelta delle immagini è molto accurata.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo elegante volume sorretto da una pregevolissima ricchezza iconografica presenta la figura del gatto, il suo apparire in prossimità dell'uomo attraverso i secoli ma soprattutto attraverso la ...continua

    Questo elegante volume sorretto da una pregevolissima ricchezza iconografica presenta la figura del gatto, il suo apparire in prossimità dell'uomo attraverso i secoli ma soprattutto attraverso la proiezione visiva e pittorica che l'uomo gli ha riservato. Michele Sacquin, curatore capo del dipartimento manoscritti della Bibliotheque Nationale de France, accompagna con un testo saggiamente equilibrato tra informazioni e dettagli l'illustrazione che dalle antiche miniature giunge alle acqueforti giapponesi, alle vezzose immagini di Steinlen per arrivare a Balthus. Il gatto divinità, il gatto stregone, il felino incarnazione del Male ma anche il complice seduttivo dell'immaginario erotico. Dal ruolo sordido di disinfestatore di topi e piccoli serpenti a sorniona presenza dei salotti il cammino è stato lungo ma avventuroso ed è piacevole ripercorrerlo attraverso l'intelligente indicazione della Sacquin. Gatti improbabili e splendide immagini (quelle giapponesi davvero belle) si alternano; mici che slappano una ciotola in una Natività del quattrocento francese e che si dedicano ai fatti loro ne "I Gatti" di Manet del 1869. Ricco di suggerimenti e tentatore per svariatissime pubblicazioni ed edizioni illustrate di favole e volumi, temo non possa mancare al fianco dei tanti amici anobiani che come il sottoscritto sfoggiano un simpatico felino nel loro avatar o che, pur possessori di cani, amano anche il sinuoso micio. E’ riportato anche un irresistibile tema scolastico di un bimbo di 9 anni: “ Il gatto è un animale che ha due zampe davanti, due zampe dietro, due zampe sul lato destro, due zampe sul lato sinistro. Le zampe davanti gli servono per correre, quelle dietro per frenare…. Ha dei peli sotto il naso, rigidi come del fil di ferro. E’ per questo che appartiene all’ordine dei filini. …”

    ha scritto il