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Geek Love

A Novel (Vintage Contemporaries)

By

Publisher: Vintage

4.2
(248)

Language:English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 0375713344 | Isbn-13: 9780375713347 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
Geek Love is the story of the Binewskis, a carny family whose mater- and paterfamilias set out–with the help of amphetamine, arsenic, and radioisotopes–to breed their own exhibit of human oddities. There’s Arturo the Aquaboy, who has flippers for limbs and a megalomaniac ambition worthy of Genghis Khan . . . Iphy and Elly, the lissome Siamese twins . . . albino hunchback Oly, and the outwardly normal Chick, whose mysterious gifts make him the family’s most precious–and dangerous–asset.

As the Binewskis take their act across the backwaters of the U.S., inspiring fanatical devotion and murderous revulsion; as its members conduct their own Machiavellian version of sibling rivalry, Geek Love throws its sulfurous light on our notions of the freakish and the normal, the beautiful and the ugly, the holy and the obscene. Family values will never be the same.
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  • 4

    personaggi assolutamente incredibili, freak sia fuori che dentro, cinici e cattivi, ma a cui ci si affeziona dopo solo poche pagine.. la Dunn si avventura in un mondo dalle possibilità infinite e ne t ...continue

    personaggi assolutamente incredibili, freak sia fuori che dentro, cinici e cattivi, ma a cui ci si affeziona dopo solo poche pagine.. la Dunn si avventura in un mondo dalle possibilità infinite e ne tira fuori una storia divertente, disturbante e perfettamente equilibrata (o squilibrata... ;)
    peccato sia l'unico suo lavoro tradotto in italiano

    said on 

  • 3

    Il titolo originale è “Geek love”: titolo che rende meglio il concetto, ma difficile da tradurre in italiano. Geek è l’espressione utilizzata per definire una persona fuori dagli schemi - spesso estes ...continue

    Il titolo originale è “Geek love”: titolo che rende meglio il concetto, ma difficile da tradurre in italiano. Geek è l’espressione utilizzata per definire una persona fuori dagli schemi - spesso estesa a sistemisti e appassionati di informatica- ma in origine indicava quegli artisti che si esibivano nelle fiere e nei circhi inghiottendo animali vivi, o staccandone la testa a morsi.
    E’ allucinante, sì, lo so. Se fate un giro su internet ne scoprirete delle belle (per modo di dire).
    Il romanzo si concentra sulle sfumature più macabre e inquietanti del circo, ultimamente molto di moda grazie anche al telefilm “American Horror Story- Freak show”: i freaks (“scherzi della natura”), le stranezze dell’anatomia umana, l’esposizione e spettacolarizzazione della disabilità fisica e psichica. Non è passato così tanto tempo da quando era sufficiente pagare pochi cent per ascoltare donne barbute cantare canzonette d’opera e vedere uomini con tre gambe fare le piroette sulle note de Il lago dei cigni. Grazie al cielo sono intervenuti la legislazione, la sensibilità e il buon senso.
    “Carnival love” è la storia di Olympia. Affetta da nanismo, albina, e per di più con la gobba, Olympia è figlia di Al e Lil Binewski, due coniugi che portano in giro per l’America i figlioletti freaks, il circo Fabulon e uno spettacolo di stranezze e bizzarrie. Ci sono un grosso caravan, un fratello con poteri telecinetici, una collezione di feti deformi in barattoli e galline senza piume.
    La storia oscilla fra i racconti del passato glorioso del circo e di tutto ciò che comporta la vita dell’artista girovago ( e dei freaks, in un’epoca in cui c’era davvero poca tolleranza per il diverso, e in compenso regnava sovrana l’ignoranza) e il racconto di un presente che vede Olympia adulta, integrata nel mondo dei “norm” , i così detti normali, impiegata come lettrice per un programma radiofonico, e vicina di casa di Miranda, la sua splendida figlia data in adozione vent’anni prima.

    Si tratta di un romanzo molto particolare… Sono a tutti gli effetti combattuta.
    L’ho trovato arguto, graffiante, coerente, scritto con dolcezza e involontario umorismo (vi racconto questa. Immaginate un contadino vecchia maniera, abituato spaventare con il fucile i bambini che si arrampicano sui suoi alberi per rubargli la frutta. Pensate a come rientra a casa quell’uomo dopo aver puntato il fucile contro l’albero, e aver visto scendere una nana albina con la gobba, un ragazzo senza arti che striscia con l’ausilio di un copertone e due gemelle siamesi con due teste, quattro braccia e due gambe. Pensate alla faccia di quel contadino. Pensate al divertimento dei bambini nello spaventare uomini grandi e grossi con un fucile in mano).
    Ci sono passaggi bellissimi sulla diversità, sui modi di “essere famiglia”, sul concetto (assolutamente sopravvalutato) di “normalità”, di bellezza esteriore, con alcuni lampi di genialità. Non è facile trattare certe trame dai risvolti politicamente scorretti, divertendo senza urtare la sensibilità, dosando la curiosità per certe situazioni estreme senza cadere nella morbosità e nell’esibizione del disagio.
    D’altro canto, nel romanzo c’è un aspetto morale che mi ha profondamente turbata: le deformità dei fratelli e sorelle Binewski sono state causate dall’assunzione di droghe durante la gestazione. Assunzione voluta e controllata alla fine di perpetuare la magia e le prestazioni del circo. Questo aspetto estremamente crudele viene accennato e accantonato, per poi rischiare di passare inosservato dietro alle avventure dei nostri strambi eroi. Rischio o dimenticanza? C'è in tutto il testo una riflessione sulla bellezza, non più vista come un dono, ma quasi come una disgrazia. E' un'idea controversa. Interessante, ma non del tutto condivisibile. Forse i veri mostri sono i norm, che passano la vita cercando di essere normali, ordinari, gradevoli, al solo fine di nascondere le loro storture?
    Voto al romanzo: sette e mezzo, vale la pena di leggerlo per di stupirsi un po’ davanti alle curiosità che Catherine Dunne ha messo nero su bianco.

    said on 

  • 3

    Se lo avessi letto una decina di anni fa lo avrei trovato un capolavoro, ora ne vedo alcuni limiti. La saga familiare dei Binewski è appassionante ma c'è qualche personaggio che resta un po' "appeso" ...continue

    Se lo avessi letto una decina di anni fa lo avrei trovato un capolavoro, ora ne vedo alcuni limiti. La saga familiare dei Binewski è appassionante ma c'è qualche personaggio che resta un po' "appeso" è il finale non mi convince affatto. Inoltre i trucchi per far entrare chi legge nel punto di vista dei freak sono in po' troppo scoperti...

    said on 

  • 5

    Venghino siori, venghino, il Fabulon vi meraviglierà! Avrei letto con piacere tante altre pagine ed è un peccato che sia già finito. Non è il 'Freaks' di Browning in bianco e nero, ma un romanzo che c ...continue

    Venghino siori, venghino, il Fabulon vi meraviglierà! Avrei letto con piacere tante altre pagine ed è un peccato che sia già finito. Non è il 'Freaks' di Browning in bianco e nero, ma un romanzo che circumnaviga la persona che lo legge, la mette in croce e poi la guarda con dolcezza finché non arriva l'ora di accendere i fari e dare il via allo show. I personaggi poi, sono fatti di genio e follia! La famiglia Binewski è stata la mia migliore compagna di viaggio nonostante in furgone ci fosse un'altra persona. Non so quante ore ho passato ad unire mentalmente tutte le descrizioni per immaginare quanto fossero belli questi personaggi, freak, ma psicologicamente reali, veri, perfetti! 'Normali' è l'aggettivo che mi viene in mente se continuo a pensare. Non più personaggi di un libro ma amici di una vita con cui bevi un cicchetto in situazioni di un surrealismo disarmante. Un pezzo di cuore. Tutto questo mi mancherà tantissimo. Mi mancheranno soprattutto Arturo, quel gran bastardo genio (no, veramente eh. La Dunn deve aver fatto un patto col diavolo. Arturo Binewski è un genio, un genio vi dico), e Olympia, la nana con la gobba più coraggiosa del mondo. Che tristezza finirlo, che tristezza.

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  • 5

    Se mi facessero scegliere...

    Tutto gira intorno all'odio, di quello che non nasce da un senso di inferiorità ma dal troppo amore verso se stessi.
    Tutto gira intorno all'amore, di quello malato e disperato, che urla "ti amo perché ...continue

    Tutto gira intorno all'odio, di quello che non nasce da un senso di inferiorità ma dal troppo amore verso se stessi.
    Tutto gira intorno all'amore, di quello malato e disperato, che urla "ti amo perché hai bisogno di me -anche se tu non lo sai- e questo mi fa sentire viva".
    E tutto gira intorno all'annullamento degli altri e di se stessi -per il troppo odio e/o troppo amore.
    Come su una giostra che gira e gira ad altissima velocità, fino a sentirsi male.
    Una giostra dove non si vola e dove non c'è quel nastro blu che è la felicità...
    http://www.youtube.com/watch?v=87GSgVJD3RE

    Ne "il gioco in cui andiamo" Juan Gelman scrive:
    (...)
    Se mi facessero scegliere, io sceglierei
    questo amore che odio,
    (...)

    Pensando a Cuori Sgozzati credo che sia più corretto:
    "Se mi facessero scegliere, io sceglierei
    questo odio che amo"

    said on 

  • 4

    più

    Alieno, altro, diverso da me ... Non sono riuscita a provar empatia per Oly se non nel suo amore per la figlia, l'unico sentimento affine che possiamo avere, tutto il resto, i Bineski, i loro rapporti ...continue

    Alieno, altro, diverso da me ... Non sono riuscita a provar empatia per Oly se non nel suo amore per la figlia, l'unico sentimento affine che possiamo avere, tutto il resto, i Bineski, i loro rapporti, il loro corpo e ciò che ne fanno sono talmente distorti, mostruosi da lasciare basiti, è come guardare la medusa e restare impietriti lì , senza poter distogliere lo sguardo e/o scappare....mi son piaciuti? Si, mi son piaciuti, provo repulsione per loro, si, tanta, tantissima, quando ho letto "Profumo" di Suskind non ho sentito l'alienità / repulsione verso di lui che nel romanzo provava la gente, ora li capisco, cosa devono aver provato vicino ad un essere con qualcosa di profondamente stonato, fuori natura, distorto, loro provano repulsione per noi, noi per loro ... gli esseri umani sono tutti imperfetti , i più son brutti , pieni di difetti ( naturalmente mi ci metto pure io), ma c'è una linea e al di là di quella linea si raggiunge ...non so cosa.. l'orrore??? Mha!
    Bel romanzo, ma non piacevole, non da sensazioni "buone", ho provato le stesse cose di quando una professoressa alle superiori ci ha portato a Santa Teresa,era piena di esseri umani "sbagliati" non ho provato amore per loro, non compassione, ma solo una voglia pazza di fuggire da lì e non trovarmeli davanti mai più... mi rendo conto che stò facendo discorsi scorrettissimi, ma sono tutte cose a livello di sensazione istintiva, non sono una malvagia stronza, ma se uno ascolta l'istinto immediato , in quel secondo prova una repulsione, che fa dire no, non esistere... deve intervenire la cultura e l'educazione verso il rispetto per l'altro per piegare dato istinto ( almeno in me) ....
    Tutto ciò lo provo se resto consapevole di me, se invece mi annullo e divento freak si può capire , accettare, abbracciare, trovar giusto il mondo Bineski, favoloso! [ma favole horror :-)]
    P.S.
    Non ho ben capito che diavolo è successo ... l'incendio ... il Pulcino o il pupo ciccione?????
    P.S. del P.S.
    Spoiler
    Sia chiaro che concordo con Oly sul fatto che la pazza cicciona vada eliminata e che Miranda debba tenersi la sua codina!
    Non è il diverso che non mi piace , è il mutilante , quello che non ti dà qualcosa in più o anche diverso perchè no!, Ma quello che ti limita e castra, es. farsi togliere gli arti volontariamente ti rende solo dipendente da altri non certo superiore, togli qualcosa di te che ti completa, che la natura ritiene ti occorra...

    said on 

  • 3

    Il circo oscuro

    Io e questo romanzo ci siamo fatti la guerra. Lo chiudevo e lo riaprivo, lo prendevo e lo riprendevo, lo amavo e lo odiavo.... Quando la battaglia è finita, non sono nemmeno riuscita a capire chi foss ...continue

    Io e questo romanzo ci siamo fatti la guerra. Lo chiudevo e lo riaprivo, lo prendevo e lo riprendevo, lo amavo e lo odiavo.... Quando la battaglia è finita, non sono nemmeno riuscita a capire chi fosse il vincitore e chi il perdente.
    "Carnival love" è uno dei romanzi più strani e inquietanti che io abbia mai letto.
    Mi ha impressionata in tutti i sensi, ma mi ha perfino turbata e angosciata.
    Leggerlo è come vedere un tramonto: la luce iniziale suscita gioia, piacere e rilassa, ma quando il sole scompare del tutto, arriva il buio più totale e si scopre che la luce non tornerà più fino a chissà quando. E allora non si può più tornare indietro...
    Il romanzo si dipana tra passato e presente, tra presente e passato visti attraverso gli occhi di Olympia Binewski, una donna albina, nana e gobba, che narra l'epopea della sua famiglia nel circo itinerante "Binewski's Fabulon".
    Il passato è magia, incanta, seduce per la sua originalità, i colori, le luci, gli acrobati del circo e i loro numeri strabilianti sempre e costantemente davanti agli occhi.
    Sembra tutto bellissimo all'apparenza, se non fosse per ciò che si nasconde dietro tutto ciò...
    I due coniugi Binewski, nonchè proprietari del circo, infatti, grazie ad esperimenti con droghe varie, creano dei figli destinati ad essere speciali, ad essere esibiti come fenomeni da baraccone per assicurare il successo e il futuro del circo e renderlo fuori dal comune, libero da ogni stereotipo e banalità conosciuti: troviamo infatti figli mutanti, con poteri paranormali, simili ad animali, con pinne al posto di braccia e gambe, gemelle siamesi e anche Olympia non è esente da questi esperimenti.
    A questo punto mi sono domandata se i due coniugi Binewski volessero veramente bene alla loro prole o se li usassero come semplici strumenti... E tutto questo è raccontanto con innocenza e meraviglia dalla piccola Olympia...
    Ma in questo bizzarro circo nasconde altri lati oscuri: incidenti, invidie, profondi odi e vendette piuttosto violente e cupe che si compieranno tutte dietro le quinte e dentro le anime della famiglia Binewski...
    Il presente invece è la decadenza, ma non quel tipo che commuove e regala tristi sorrisi e malinconia: è una putrefazione che disgusta, fa arrabbiare e certe volte lascia indifferenti, che induce a pensare se fosse peggio la vita di una volta o quella di adesso.
    Scritto egregiamente, ma terribilmente inquietante, "Carnival love" non è un libro per tutti.
    Leggerlo è come sentirsi stritolare lo stomaco da una forza invisibile ma potente.
    Una maschera di gioia e felicità che nasconde i più cupi segreti e intenzioni.

    said on 

  • 5

    Geek Love - Amore Diverso

    Dopo le prime pagine ho provato un pò di repulsione nell' andare avanti. L'autrice Katherine Dunn stava esagerando. Creature concepite con l'uso di sostanze stupefacenti per creare dei "perfetti" frea ...continue

    Dopo le prime pagine ho provato un pò di repulsione nell' andare avanti. L'autrice Katherine Dunn stava esagerando. Creature concepite con l'uso di sostanze stupefacenti per creare dei "perfetti" freak da esibire. Forse la Dunn aveva fumato quel qualcosa di troppo o forse scriveva vere e proprie esagerazioni per supplire alla mancanza di idee. Non sapevo se andare avanti ma poi sono stata leteralmente rapita da una bambina di nome Olympia, nana, albina e con la gobba nata dalla fusione di amore e acidi. Oly mi ha raccontato la sua famiglia i Binewski un mondo, non molto diverso dal nostro ,da normi (normali), dove amore e odio, tenerezze e violenze, vita e morte si giostrano l'une con le altre, alternandosi vorticosamente senza quella censura che solo la mente degli adulti ha. Perchè Oly è una bambina...e la sua famiglia, per quanto traboccante di stranezze e comportamenti normalmente ritenuti abberranti, è piena di Amore senza censure.
    Un libro che ho trovato più che bello tanto da perdonare il finale un pò veloce.Consiglio vivamente di farsi prendere dalle emozioni, sgradevoli o piacevoli che siano ed abbandonare un pò la ragione prima di leggere questo romanzo.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Palahniuk, prima di Palahniuk [segue spoiler, forse]

    Le prime cento pagine mi hanno conquistato e le ho bevute come un bicchiere di buon whisky irlandese. Poi la storia diventa sempre più grottesca e l'autrice sembra quasi bearsi delle deformità di cui ...continue

    Le prime cento pagine mi hanno conquistato e le ho bevute come un bicchiere di buon whisky irlandese. Poi la storia diventa sempre più grottesca e l'autrice sembra quasi bearsi delle deformità di cui parla. Il finale, beh il finale è palahniukkismo allo stato puro (di quando il buon vecchio Chuck ancora scriveva per piacere, e non per far soldi) Solo scritto qualche anno prima! Un libro assolutamente da leggere. E da conservare in bella mostra: la copertina dell'edizione Elliott è bellissima.

    said on 

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