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Genealogia della morale

By Friedrich Nietzsche

(10)

| eBook | 9788854138766

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Book Description

34 Reviews

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    Il corso on line su Moderno e Postmoderno continua con un saggio di Nietzsche, la "Genealogia della morale". Forse questo scritto polemico è il peggiore Nietzsche che io abbia letto, ma questo non gli impedisce di essere un gran bel libro: sicurament ...(continue)

    Il corso on line su Moderno e Postmoderno continua con un saggio di Nietzsche, la "Genealogia della morale". Forse questo scritto polemico è il peggiore Nietzsche che io abbia letto, ma questo non gli impedisce di essere un gran bel libro: sicuramente la forma, la sperimentazione stilistica, non è ai vertici caratteristici del filosofo tedesco, ma non per questo il testo non è al solito dinamite, un far filosofia martellando contro idoli, luoghi comuni, presunte certezze, metafisiche verità, rovesciati valori.
    La genealogica scoperta dell'origine dell'opposizione tra "buono" e "cattivo" e la distinzione tra quest'ultimo e "malvagio", l'identificazione dell'immeschinirsi e del livellarsi dell'uomo europeo come il massimo dei pericoli, quello della stanchezza, del passivo nichilismo, della mancanza di voglia di divenire più grande, di essere - come un arco - teso, pronto al nuovo, al più difficile ancora, al più lontano ancora, minaccia peggiore di ogni presunta barbarie. Lo smascheramento del risentimento quale origine del senso di colpa e della cattiva coscienza, della crudeltà nascosta dietro ogni morale (perfino nel vecchio Kant l'imperativo categorico puzza di crudeltà, di un certo lezzo di sangue e di tortura) e interiorizzata in aggressività contro l'uomo stesso. La trasformazione di questa malattia - che poteva essere come una gravidanza o un orrendamente gioioso travaglio, un'avventura, un disprezzo per nuove sorprendenti bellezze e affermazioni, un supplizio ed esercizio da artisti - in ideali ascetici castranti, venefici, avvilenti, dall'effetto insomma simile a un'intossicazione alcolica o alla sifilide.
    Questi i temi delle tre trattazioni del saggio nietzschiano.

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    nicce said on Sep 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una delle più belle opere che abbia mai letto. Così profonda, giunge fino all'imo dello spirito umano non solo ottoccentesco, ma moderno.
    Nietzsche non propone alcunché, la Genealogia della Morale è un'opera meramente distruttiva. Non semplice, i tre ...(continue)

    Una delle più belle opere che abbia mai letto. Così profonda, giunge fino all'imo dello spirito umano non solo ottoccentesco, ma moderno.
    Nietzsche non propone alcunché, la Genealogia della Morale è un'opera meramente distruttiva. Non semplice, i tre saggi van riletti diverse volte prima di riuscire a comprenderli onninamente. Il linguaggio nietzschiano è come sempre retorico ed un po' ampolloso, ma questo fa parte della violenza artistica con cui il filosofo si getta contro la morale e chi la adopera.
    Indubbiamente qualcosa da rileggere costantemente.

    Criticabile l'edizione economica della Newton, piena d'errori di trascrizione ed anche con qualche errore di traduzione.

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    Pan said on Apr 10, 2013 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Chi leggendo Nietzsche vi scopre l'antesignano del nazionalsocialismo, non ha capito un fico secco né di quello che ha letto né - tout court - della vita in sé.

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    Mich. Gio. said on Dec 10, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tfa, Repubblica 17 luglio 2012


    Un articolo interessante sui tfa e sui 170.000, dice il giornalista, protagonisti della vicenda. Loro malgrado, come dicono i colti.

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    [radek] said on Aug 17, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Generalmente non appongo le stelline ad un classico, ma questo merita e meriterà sempre. Scritto polemico, certo, ma fortemente ed umanamente propositivo!

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    Massimo Caccia said on Jul 11, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Se si prescinde dall’ideale ascetico, l’uomo, l’animale uomo non ha avuto, sino ad oggi, nessun senso. La sua esistenza sulla terra non ha avuto in sé nessun fine; <a che scopo dunque l’uomo?> – è stata una domanda senza risposta; la volontà pe ...(continue)

    Se si prescinde dall’ideale ascetico, l’uomo, l’animale uomo non ha avuto, sino ad oggi, nessun senso. La sua esistenza sulla terra non ha avuto in sé nessun fine; <a che scopo dunque l’uomo?> – è stata una domanda senza risposta; la volontà per uomo e terra mancava; dietro ogni grande destino umano risuonava come refrain, un ancora più grande <invano!>. L’ideale ascetico significa proprio questo: che qualcosa mancava, che l’uomo era circondato da un enorme vuoto – egli non sapeva giustificare, spiegare, affermare se stesso, soffriva del problema del suo significato – Soffriva comunque, anzi era, in primo luogo, un animale valetudinario: ma non la sofferenza in sé era il suo problema, sebbene, il fatto che non ci fosse risposta per il grido: <a che scopo soffrire?>. L’uomo, l’animale più coraggioso e più assuefatto al dolore, non nega in sé la sofferenza; la vuole, la va persino a cercare, sempreché gli mostri un significato della sofferenza stessa, un <perché> del soffrire. L’assurdità della sofferenza, non la sofferenza, è stata la maledizione che ha gravato sino ad oggi sull’umanità – e l’ideale ascetico le conferì un senso! Sino ad oggi è stato l’unico senso; un senso qualsiasi è meglio di nessun senso; sotto ogni punto di vista l’ideale ascetico è stato il <faute de mieux> par excellence che sia mai fino a ora esistito. In esso il dolore veniva interpretato; il vuoto enorme parve colmato; si chiuse la porta davanti a ogni nichilismo suicida. E’ fuori di dubbio che l’interpretazione portò con sé nuovo dolore, più profondo, più intimo, più tossico, più corrosivo per la vita: essa pose ogni dolore nella prospettiva della colpa… Ma malgrado tutto ciò – l’uomo venne così salvato, ebbe un senso, non fu più, a partire da quel momento, una foglia al vento, uno scherzo dell’assurdo, del <senza-senso>, poteva ormai volere qualcosa – e soprattutto non importava in che direzione, a che scopo, con che mezzo volesse: la volontà stessa era salva. [...] l’uomo preferisce ancora volere il nulla, piuttosto che non volere…

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    Tandream said on May 1, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (10)
    • 4 stars
  • eBook 163 Pages
  • ISBN-10: 8854138762
  • ISBN-13: 9788854138766
  • Publisher: Newton Compton Editori
  • Publish date: 2012-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Others
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