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Generace X

vyprávní pro akcelerovanou kulturu

By

3.8
(1078)

Language:Čech | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Spanish , Japanese , French , German , Italian , Dutch

Isbn-10: 8072072897 | Isbn-13: 9788072072897 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Social Science

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Book Description
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  • 5

    Storie per una cultura accelerata

    È il mitico, immaginifico debutto di un genio, il magico Douglas Coupland. È del tutto all’altezza di "Microservi" (che è un capolavoro). Simillimo eppure differente.


    Tre amici, istruiti e con un buon lavoro, lasciano la città e si trasferiscono in un piccolo centro di una zona desertica d ...continue

    È il mitico, immaginifico debutto di un genio, il magico Douglas Coupland. È del tutto all’altezza di "Microservi" (che è un capolavoro). Simillimo eppure differente.

    Tre amici, istruiti e con un buon lavoro, lasciano la città e si trasferiscono in un piccolo centro di una zona desertica della California. Campano di lavoretti umili ("McJob: paga irrisoria, basso prestigio, bassa realizzazione, futuro zero"), vivono in bungalow e hanno deciso che non vogliono più avere cose. Intanto inventano storie, ricevono visite e vanno incontro al futuro senza pianificarlo.

    Attraverso il suo surreale e personalissimo tocco, Coupland ci mostra la realtà stupefacente celata dietro il sottile velo della quotidianità. Conia neologismi a ripetizione, impagina il racconto con fantasia, gela la civiltà dei consumi mostrandone le tante contraddizioni. Uno dei più bei libri che leggerete.

    said on 

  • 0

    Realmente muy bueno. La manera de tratar lo cotidiano y vulgar y hacerlo interesante. Es algo q Coupland pone también en juego en sus otros libros. Y a pesar de la vulgaridad del entorno del cual habla, sin duda q da q pensar. Excelente

    said on 

  • 4

    Aneddoti di guerriglia spirituale

    Tra la Generazione X, protagonista di questo romanzo, e la Generazione Y, a cui appartengo, v'è poca differenza.


    La stessa mancanza di prospettiva storica ci relega in un limbo senza passato né futuro.


    La stessa insoddisfazione ci affligge, mentre recitiamo, obbedienti, la parte che ...continue

    Tra la Generazione X, protagonista di questo romanzo, e la Generazione Y, a cui appartengo, v'è poca differenza.

    La stessa mancanza di prospettiva storica ci relega in un limbo senza passato né futuro.

    La stessa insoddisfazione ci affligge, mentre recitiamo, obbedienti, la parte che ci è stata assegnata.

    Lo stesso spirito dei tempi, avido ed utilitarista, ci tormenta, canticchiando al ritmo di un jingle commerciale.

    Siamo gli inconsapevoli protagonisti di una guerriglia spirituale in cui il nemico è tutt'intorno a noi e dentro di noi.

    Da quando l'autocoscienza ha fatto la sua comparsa, l'uomo si è sempre arrabattato alla ricerca di uno scopo, ha inseguito la felicità come un orso attirato dal miele, ha cercato di dare un senso alla propria esistenza. Ma la società in cui viviamo non è in grado di offrirci le risposte a cui aneliamo. Essa ci irretisce con le sue sporche lusinghe e con le sue sensuali menzogne, ci sussurra nelle orecchie aspirazioni e desideri materiali incapaci di colmare il vuoto, di natura interiore e spirituale, che ci troviamo costretti ad affrontare. Come un magnaccia essa ci sorveglia mentre prostituiamo la nostra anima e gettiamo via i nostri sogni ed il nostro essere in cambio del semplice avere ed apparire.

    In quei rari attimi di illuminazione in cui ci accorgiamo di correre senza avere una destinazione, di fare sesso senza amare per davvero, di sottostare ai dogmi di una società dai valori epidermici, di immiserire noi stessi vivendo la vita di qualcun altro ecco l'opportunità di cambiare.

    Cambiare è difficile, ma non impossibile. Cambiare fa paura, ma è l'unico modo per non sprecare la nostra vita.

    Di cosa parla questo romanzo? E' la storia di tre amici che si lasciano alle spalle una vita "normale" per abbracciare, con coraggio, quel cambiamento a cui molti aspirano, ma che pochi realizzano.

    said on 

  • 4

    Uno di quei libri che dovrebbero essere obbligatori da leggere - basta solo il capitolo di Texlahoma, una delle cose più belle che la letteratura contemporanea può offrire.

    said on 

  • 5

    Dico una fregnaccia: Fante in chiave postmoderna?

    CULTO DELLA SOLITUDINE: il bisogno ossessivo di autonomia, solitamente a spese delle proprie relazioni a lungo termine. Nasce spesso da aspettative smisurate nei confronti del prossimo

    said on 

  • 2

    Culto della solitudine: il bisogno ossessivo di autonomia, soltamentente a spese delle propire relezioni a lungo termine.
    Nasce spesso da aspettative smisurate nei confronti del prossimo.


    " La gioventù ha davvero qualcosa di cupo e tedioso e come dice Deidrie. la gioventù è veramente un p ...continue

    Culto della solitudine: il bisogno ossessivo di autonomia, soltamentente a spese delle propire relezioni a lungo termine. Nasce spesso da aspettative smisurate nei confronti del prossimo.

    " La gioventù ha davvero qualcosa di cupo e tedioso e come dice Deidrie. la gioventù è veramente un profumo triste ed evocatore. la somma di più aromi differenti"

    said on 

  • 3

    Un sacco di frasi storiche e acute, e di definizioni pungenti, in un mare di roba che mi è difficile seguire. Mi ha ricordato le serate passate a parlare con fighetti che credono di avere una definizione su tutto, e poi non sanno parlare di calcio con un barbiere.

    said on 

  • 3

    Libro che, senza volerlo (forse a causa di quegli oscuri meccanismi di marketing che le pagine stesse vogliono in parte deridere), è diventato una sorta di manifesto generazionale.


    Non è il capolavoro di Coupland, ma rappresenta il ritratto perfetto dell'America post-reaganiana: un tempo n ...continue

    Libro che, senza volerlo (forse a causa di quegli oscuri meccanismi di marketing che le pagine stesse vogliono in parte deridere), è diventato una sorta di manifesto generazionale.

    Non è il capolavoro di Coupland, ma rappresenta il ritratto perfetto dell'America post-reaganiana: un tempo nati per correre, oggi, ancora di fretta, ma senza più una direzione.

    Tre trentenni si ritirano ai margini del deserto californiano per allontanarsi da una vita fatta di lavori assurdi e poco gratificanti, da famiglie più o meno disastrate, da un edonismo vuoto e fine a se stesso, da un'incomunicabilità opprimente.

    Si rifugiano in un universo apparentemente più comodo (con lavori sottodimensionati rispetto agli inutili curricula) e semplice, senza orpelli, ma in cui c'è l'illusione di recuperare la vita vera.

    Andy, Dug e Claire passano le giornate a raccontarsi storie. Questi racconti nel racconto slegano un po' il romanzo che, anche in virtù delle soluzioni grafiche (a margine ci sono note didascaliche che fungono da dizionario enciclopedico per la way of life della generazione x), diventa più una sorta di album delle figurine dei nuovi trentenni.

    Non sempre intrigante, ma pur sempre testimonianza solida di un'epoca forse ancora non passata.

    said on 

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