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General SS

Di

Editore: BUR

3.9
(86)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 311 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8817030708 | Isbn-13: 9788817030700 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanna Rosselli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

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Descrizione del libro
"La ritirata continua. Il freddo morde i nostri volti rattrappiti e penetra fino alle ossa.
Il vento riprende a soffiare di nuovo; viene da est, come se volesse scacciarci dalle steppe della Russia dove noi non dobbiamo più rimanere."
Sven e i suoi inseparabili commilitoni della Compagnia della disciplina sono riusciti a sfuggire alla trappola di Stalingrado insieme a un generale delle SS.
Davanti a loro adesso si apre la sconfinata pianura russa dominata dall'inverno.

Un altro grande capitolo della più cruda saga sulla Seconda guerra mondiale.
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  • 3

    Como en la mayoría de los libros de Sven Hassel, me sorprende que se pueda intercalar momentos de gran hilaridad con la crudeza y desesperación de una guerra. En este libro, se describen magníficamente bien las precarias condiciones que tuvieron que soportar los soldados alemanes en el frente más ...continua

    Como en la mayoría de los libros de Sven Hassel, me sorprende que se pueda intercalar momentos de gran hilaridad con la crudeza y desesperación de una guerra. En este libro, se describen magníficamente bien las precarias condiciones que tuvieron que soportar los soldados alemanes en el frente más temido de todos: el del este.
    En suma, una buena recomendación si te gusta el género bélico o si ya conoces y valoras el autor.

    ha scritto il 

  • 4

    La tremenda ritirata tedesca da Stalingrado. Con il suo solito stile, Hassel descrive le atrocità e le pazzie vissute dall'esercito tedesco nel momento della sconfitta più grossa. Privazioni, ordini assurdi, disperazione, cannibalismo...e un pizzico di ironia.

    ha scritto il 

  • 5

    C'è poco da discutere: gran romanzo di guerra. Tra le rovine di Salingrado si consuma il collasso della sesta armata e noi lo si vive, con Hassel, in presa diretta. Neve e cenere, e gente fatta a pezzi, putrefazione e angoscia. Tutti brutti sporchi e cattivi, e tutti disperatamente umani.

    ha scritto il 

  • 4

    I libri di Sven Hassel non variano molto l'uno dall'altro, se non per l'ambientazione. In questo caso però abbiamo una duplice differenza rispetto alle altre opere dell'autore danese : una minore attinenza alla realtà da una parte, con una rivisitazione della figura di Paulus, e della gestione de ...continua

    I libri di Sven Hassel non variano molto l'uno dall'altro, se non per l'ambientazione. In questo caso però abbiamo una duplice differenza rispetto alle altre opere dell'autore danese : una minore attinenza alla realtà da una parte, con una rivisitazione della figura di Paulus, e della gestione della capitolazione, e dall'altra invece un liet motive costante, che verte sulla dicotomia uomo - soldato, portando con se anche le polarizzazioni estreme di onore - disonore e potere - morte.

    ha scritto il 

  • 5

    Tutti splendidi i romanzi di Sven Hassel, ma questo è (a parer mio) un piccolo gradino sopra gli altri (insieme a 'gli sporchi dannati di Cassino'). Fuga a piedi dalla sacca di Stalingrado guidati da un generale delle SS.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un altro libro che non ha né precedenti, né successori e altro non è che una episodio localizzato nel tempo.
    E' la storia di Stalingrado, dove il gruppo di tedeschi lotta per sopravvivere.
    Il libro narra di questa battaglia sconsiderata, in cui Hitler noncurante di tutto avrebbe volu ...continua

    E' un altro libro che non ha né precedenti, né successori e altro non è che una episodio localizzato nel tempo.
    E' la storia di Stalingrado, dove il gruppo di tedeschi lotta per sopravvivere.
    Il libro narra di questa battaglia sconsiderata, in cui Hitler noncurante di tutto avrebbe voluto che la Sesta Armata di Paulus avesse combattuto fino all'ultimo uomo. Infatti, tra le solite vicende di ordinaria amministrazione per gli uomini in armi del 27°, si vedono gesti di follia e di sconsideratezza.
    Alla fine, il generale ( Obergruppenfueher delle SS ) Ausberg ( curioso quanto assomigli per il nome finale, -berg, al vero nome di Hassel, Argberg ), stanco della follia degli altri generali, conduce un numero notevole ( benché irrisorio, sul milione di soldati che compone la Sesta Armata ) fuori dall'accerchiamento per rientrare nel fronte.
    E' un libro romanzesco che parla di una vicenda di guerra, e denuncia la scelleratezza degli imboscati, dei folli e dei fanatici; ma è anche un libro che colpisce sul serio.
    Colpisce perché mette a nudo una crudeltà cercata e voluta da entrambe le parti ( è spietata la descrizione dei T-34 che maciullano i superstiti nelle buche, giorno dopo giorno, mentre dagli altoparlanti una musica sempre diversa si diffonde nell'etere ).
    Ma Hassel ha sempre contraddistinto i suoi lavori per aver messo a nudo la feroce crudeltà di quegli anni, in cui la compassione umana affiorava solamente di fronte ad eventi di importanza maggiore: ad esempio, il colonnello che punisce il basso rango che si arroga diritti dati soltanto dalla disparità momentanea di gradi, eccetera.
    Per quanto riguarda la storicità, mi suona strano un Paulus così voltagabbana e arzillo, così come l'evento della capitolazione che alle cronache è abbastanza differente da quello presentato.
    Nel complesso, un libro che raggiunge il punto prefissato da Argberg: denunciare l'assurdità di quel lasso di tempo storico.

    ha scritto il