Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Generation A

By

Publisher: Cornerstone

3.6
(358)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German

Isbn-10: 009953794X | Isbn-13: 9780099537946 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

Do you like Generation A ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
In the near future bees are extinct - until five unconnected individuals, in different parts of the wowrld, are stung. Immediately snatched up by ominous figures in hazmat suits, interrogated searately in neutral Ikea-like chambers, and then released as 15-minute-celebrities into a world driven almost entirely by the internet, these five unforgettable people endure a barrage of unusual and highly 21st-century circumstances. A charismatic scientist with dubious motives eventually brings the quintet together, and their shared experience unites them in a way they could never have imagined. Generation A mirrors the structure of 1991's Generation X as it champions the act of reading and storytelling as one of the few defences we still have against the constant bombardment of the senses in a digital world. Like much of Coupland's writing, it occupies the perplexing hinterland between optimism about the future and everyday, apocalyptic paranoia, and is his most ambitious and entertaining novel to date.
Sorting by
  • 5

    Sono giorni che penso a come recensire degnamente questo romanzo. È davvero bellissimo, nettamente migliore di "generazione X" sia come fotografia della realtà che come struttura narrativa e varietà di personaggi.
    La distopia è sottile e terribilmente realistica, i temi sono tutti molto interessa ...continue

    Sono giorni che penso a come recensire degnamente questo romanzo. È davvero bellissimo, nettamente migliore di "generazione X" sia come fotografia della realtà che come struttura narrativa e varietà di personaggi. La distopia è sottile e terribilmente realistica, i temi sono tutti molto interessanti: la solitudine, la lettura, la narrazione, l'identità singola e l'identità collettiva. Inoltre, contro ogni previsione, il finale sorprende parecchio ed è perfetto.

    said on 

  • 2

    DECAMERONE GENERAZIONALE...MA ANCHE NO.

    Pensavo di aver letto Generazione X circa sei mesi fa, poi, sfogliando le pagine di Anobii, mi sono reso conto di averlo fatto nel febbraio del 2012.
    Non so come sia possibile, non so cosa sia successo di tanto insignificante in questi 22 mesi da farli scivolare così velocemente sotto i miei pied ...continue

    Pensavo di aver letto Generazione X circa sei mesi fa, poi, sfogliando le pagine di Anobii, mi sono reso conto di averlo fatto nel febbraio del 2012. Non so come sia possibile, non so cosa sia successo di tanto insignificante in questi 22 mesi da farli scivolare così velocemente sotto i miei piedi senza che me ne accorgessi, ma fatto sta che mi son ritrovato a leggere Generazione A dopo aver quasi dimenticato il suo predecessore. Non che sia un dramma, i due libri non hanno quasi nulla in comune se non l'intento di descrivere due generazioni ben distinte anche se non troppo diverse, ma perché tra il voler fare una cosa (a settembre del 2012 nei commenti a Generazione X annunciavo di aver l'intenzione di leggere a breve Generazione A) e il farla peddavvero devo sempre impiegare così tanti eoni? Sono malato? Vivo in una dimensione alternativa in cui il tempo scorre diversamente? Ho scoperto uno squarcio spazio-temporale che mi permette di muovermi a mio piacimento su e giù nello spazio-tempo senza alcuna conseguenza che non sia il mio rincoglionimento? E soprattutto, perché in ogni recensione mi perdo a parlare di cose che non centrano un'assoluta mazza con il libro? Generazione A, come Generazione X, è un libro scorrevole, sicuramente non scritto male, ma con una serie di piccoli difetti come è difficile incontrarne abitualmente tutti insieme. Innanzitutto è confusionario: Coupland affastella una quantità di personaggi (e quindi caratteri), luoghi e vicende nelle prime 50 pagine che ti vien voglia quasi subito di abbandonarlo per la bolgia infernale che si vien a creare fin dall'inizio. Insomma sto leggendo Coupland, non Ciccio Martin. In secondo luogo è un libro senza alcuna direzione: inizia come un simil-post apocalittico, continua come un romanzo di spionaggio industriale e finisce per essere un dichiarato Decamerone moderno. Si avete letto bene, un Decamerone in un mondo nel quale sono morte tutte le api (e quindi non vi è più impollinazione e senza impollinazione niente frutta e si insomma, per fare un albero ci vuole un seme, per fare un frutto ci vuole il fiore e per fare il fiore non mi ricordo più!), ma non prima di aver affrontato i temibili servizi segreti...boh! In ultima analisi, ma più importante di tutto, Generazione A non è interessante: quale interesse può suscitare una combriccola di protagonisti descritti in modo tanto sommario e stereotipato fin dall'inizio? E quindi, che senso può avere un libro che fin dal titolo si dichiara generazionale se della generazione in questione sembra prendere in considerazione solo i diversi luoghi comuni? É vero, l'idea del Solon e di una vita passata senza più pensare all'opprimente immediato futuro sbattendosene di tutto e di tutti può anche essere una buona metafora della nuova generazione, ma davvero un libro di 390 pagine può reggere su quell'unica idea (e sul fatto che le api non esistano, ma tanto la cosa sembra incidere davvero poco su tutto il resto)? Generazione A, a differenza di Generazione X, non offre un buon ritratto della generazione presa in esame e questo, alla fine di tutti i conti, non può che essere il suo più grave difetto.

    DIFETTI: Mi sembra di averne elencati abbastanza.

    said on 

  • 4

    Orchestrale, cerebrale, comico

    Inossidabile Douglas Coupland, temevo nel rileggerlo dopo diverso tempo che potesse deludermi, e invece no, mi ha sedotto fin dai primi capitoli, costringendomi persino a condividere qualche brano ad alta voce. Le microstorie che costruiscono i ritratti dei protagonisti sono esilaranti. L’ambient ...continue

    Inossidabile Douglas Coupland, temevo nel rileggerlo dopo diverso tempo che potesse deludermi, e invece no, mi ha sedotto fin dai primi capitoli, costringendomi persino a condividere qualche brano ad alta voce. Le microstorie che costruiscono i ritratti dei protagonisti sono esilaranti. L’ambientazione nel post-presente, permette all’autore di esprimere al meglio la sua feconda inventiva nell’elaborazione di possibili evoluzioni del paesaggio, delle esigenze relazionali, della tracimante disponibilità di contatti e servizi web, dell’alimentazione, delle pratiche del gioco e dell’evasione, lecita e illecita. Se anche voi avete tentato di immaginare il mondo dopo l'estinzione delle api, vi consiglio di leggere questo libro. Se non l'avete mai fatto, vi consiglio di leggere questo libro.

    said on 

  • 3

    Nah!
    All'inizio promette bene, poi la parte decameroniana che occupa una buona metà del libro stronca le migliori intenzioni del meglio intenzionato lettore. C'è di peggio? Sì, il fatto che la faccenda venga introdotta da uno dei personaggi con una spiegazione scaricata da internet su cosa è il D ...continue

    Nah! All'inizio promette bene, poi la parte decameroniana che occupa una buona metà del libro stronca le migliori intenzioni del meglio intenzionato lettore. C'è di peggio? Sì, il fatto che la faccenda venga introdotta da uno dei personaggi con una spiegazione scaricata da internet su cosa è il Decamerone. Peccato, perchè le buone idee sparse qui e là non mancano.

    "Hai 22 anni e il lobo frontale ancora incompleto. Puoi controbattere finchè vuoi, ma è una verità scientifica. E il fatto di avere un lobo frontale ancora in fase di sviluppo comporta, fra le altre cose, la sensazione di avere il diritto di disprezzare tutto quanto ti circonda; ma guarda che in realtà non sei altro che un luogo comune biologico. Quindi non fare il superiore con me, perchè al momento quella che tu consideri la tua personalità, per me rappresenta soltanto un ostacolo indesiderato e fastidioso."

    "Per ogni persona viva su questa terra ci sono stati milioni di morti prima, e ce ne saranno miliardi in futuro. Essere vivi è solo un tecnicismo di breve durata."

    said on 

  • 4

    Primo approccio con questo autore. Folgorante. Dietro una scrittura apparentemente piana si celano interi mondi. Leggere e rileggere diventano un'azione non ripetitiva e circolare, dove a ogni rilettura si scopre un nuovo livello. È come se ogni paragrafo fosse contemporaneamente narrazione ...continue

    Primo approccio con questo autore. Folgorante. Dietro una scrittura apparentemente piana si celano interi mondi. Leggere e rileggere diventano un'azione non ripetitiva e circolare, dove a ogni rilettura si scopre un nuovo livello. È come se ogni paragrafo fosse contemporaneamente narrazione e finestra su altre narrazioni che si trovano altrove. La tentazione di leggere con il web aperto a lato per poter guardare dalla finestra che la narrazione apre lo scorrere e il fluire delle cose le mondo, salendo sul piano più alto di Google Earth per poter guardare il mondo nel suo complesso ma poter scendere in ogni momento in un particolare dettagliatissimo fatto di menzogne e veritá che creano la realtá.
    Si tratta di un crescendo narrativo tradizionale, per certi versi, dove il finale è tale e porta in se anche "la morale", ma questo impianto, in fondo rassicurante, non toglie nulla alla piacevolezza della lettura, anzi, semmai, offendo almeno un punto di riferimento tranquillizzante, permette di accettare il pungolo di alcuni pensieri, che viceversa avrebbero potuto essere isolati nell'angolo del "fastidioso" adesso bisognerá resistere alla tentazione di divorare gli altri prodotti di questo autore per prevenire eventuali episodi di rigetto.

    said on 

  • 3

    Toh, un romanzo polifonico da parte di Douglas Coupland, non me lo sarei mai aspettato!
    Tralasciando per un attimo il sarcasmo ed il mio notorio odio per il tipo di narrazione utilizzato (storia portata avanti dal racconto alternato dei diversi protagonisti), dispiace dover registrare che è un r ...continue

    Toh, un romanzo polifonico da parte di Douglas Coupland, non me lo sarei mai aspettato! Tralasciando per un attimo il sarcasmo ed il mio notorio odio per il tipo di narrazione utilizzato (storia portata avanti dal racconto alternato dei diversi protagonisti), dispiace dover registrare che è un romanzo non riuscito nel testo, ma interessante dal punto di vista del sottotesto. Gira onesto, ma senza scossoni, fino a poco prima di diventare una sorta di Decamerone, al che crolla miseramente, disperatamente senza un'anima che lo tenga su. Davvero un romanzo minore e alquanto prescindibile. Però il racconto "Superman e i Martini alla Kryptonite" è geniale.

    Dicevo del sottotesto (beh, spesso non tanto "sotto"), che è la parte più interessante. Coupland ci parla di un mondo che è diventato all'improvviso piccolo grazie ad Internet ed alla possibilità di comunicazione globale istantanea. Da un capo all'altro del mondo persone parlano e si scambiano messaggi a velocità impensabili. Le distanze fisiche si annullano, quelle culturali svaniscono utilizzando un linguaggio comune che è quello della cultura Pop (Homer Simpson come ambasciatore della nuova era). Una cultura così globalizzata però tende a svuotarsi ed a semplificare troppo la comunicazione, fino ad intaccare i processi logici e portare alla devoluzione cognitiva. Così che la tecnologia più avanzata ci trasforma in uomini più regrediti. Inoltre i cambiamenti climatici hanno reso il mondo un posto molto meno ospitale, e la prospettiva è che il tutto peggiori. Di pari passo si è sviluppata una società basata sull'idea di successo, sull'effimero e sull'individualismo che porta ad un'ansia per il futuro la cui unica cura è quella di annullare il futuro stesso e vivere in un presente costante, magari assumendo droghe o farmaci. Come se ne esce? Staccarci dalle macchine e ricominciare a raccontare storie, ritornare cavernicoli intorno al fuoco, che sconfiggono la morte prolungando la propria vita nel racconto che verrà tramandato ai posteri.

    said on 

  • 2

    Nota iniziale e in corsivo che non ha minimamente a che fare con Coupland: i libri della collana Special Book di ISBN edizioni hanno una delle linee grafiche più belle dell’intero panorama italiano. Punto.


    E’ fuori discussione che l’immaginazione e la capacità narrativa di Douglas C ...continue

    Nota iniziale e in corsivo che non ha minimamente a che fare con Coupland: i libri della collana Special Book di ISBN edizioni hanno una delle linee grafiche più belle dell’intero panorama italiano. Punto.

    E’ fuori discussione che l’immaginazione e la capacità narrativa di Douglas Coupland siano di primissimo livello. Questa mattina, però, mentre mi rigiravo sotto le lenzuola e provavo a consolidare le mie impressioni su “Generazione A” mi son reso conto di una cosa: negli ultimi tre mesi avevo letto “Generazione X”, “Le ultime 5 ore” e – appunto – “Generazione A”. Ebbene, dei primi due non ho mai scritto una riga, ed anche su questo sono un po’ in difficoltà. Finirò quindi per appoggiarmi alla fantasia e lascerò che siano le immagini a parlare da sole. Già, perché al termine della lettura la fotografia che mi si è scattata nella mente è stata quella di un Coupland “maestro dell’effetto domino”.

    Avete presente quei simpatici personaggi che passano intere giornate a costruire un percorso fatto con le tesserine del domino, accostandole una ad una con precisione millimetrica? Un pezzo un po’ troppo distante od uno troppo ravvicinato in curva avrebbero un effetto disastroso. Ecco: i primi due terzi di “Generazione A” sono una narrazione preziosa e piuttosto coinvolgente, che raccontano di un mondo che ha visto scomparire da decenni le api, in cui le mele sono un frutto raro e costosissimo ed in cui – più in generale – l’impatto nefasto dell’uomo sulla natura pare piuttosto evidente. In questo contesto, in luoghi diversi del pianeta, i cinque protagonisti vengono punti proprio da un’ape. Ed è a questo punto, dopo aver interessato e anche divertito con le peripezie – narrate in prima persona – dei cinque sfortunati e con una scienza che cerca in tutti i modi di capire che cosa li accomuni, che Coupland inciampa e fa partire involontariamente la carambola.

    Un piede in fallo e le tessere del domino, ormai incontrollabili, cominciano a cadere una dopo l’altra: i cinque vengono riuniti su un’isola quasi incontaminata, iniziano a raccontarsi delle storie attorno al fuoco, quello che appariva un romanzo promettente si disfa in una successione di mini racconti – alcuni dei quali accettabili, per carità – e precipita verso un finale che lascia perplessi. Abbandono quindi Coupland mentre cerca di arrestare il crollo delle tessere così pazientemente posizionate e mi dirigo verso lidi più sicuri: Aimee, la tua torta al limone mi sta aspettando.

    - recensione riccamente illustrata su http://www.masedomani.com/2013/02/25/recensione-generazione-a-di-douglas-coupland/ -

    said on 

  • 2

    Già febbraio è un mese corto, pensare di averlo in gran parte sprecato a leggere questo...uff, vabbè, che nervoso.

    Prendete un colosso, non so, del tipo: Dustin Hoffman; o Al Pacino, per dire.


    Ora piazzatelo dentro lo schermo di un televisore.
    Sì, occhei, niente di strano fin qui.


    Peró ora immaginatevelo a fare una pubblicità.
    E no, non caffè o divani (che comunque sono prodotti eleganti e con u ...continue

    Prendete un colosso, non so, del tipo: Dustin Hoffman; o Al Pacino, per dire.

    Ora piazzatelo dentro lo schermo di un televisore. Sì, occhei, niente di strano fin qui.

    Peró ora immaginatevelo a fare una pubblicità. E no, non caffè o divani (che comunque sono prodotti eleganti e con una certa dignità), no: immaginatevelo a fare la pubblicità, che ne so, del collare antipulci di un cane.

    Ho reso l'idea?

    Per chi non sapesse leggere tra le righe: Coupland ha una cavolo di gran voce, ma (almeno in questo caso), ha cantato da schifo.

    Poi non so, sarà che son reduce anche dall'ultimo Mc Ewan e mi sono stufata di sta moda di ritirar fuori il Decamerone e sembra che ora ogni libro debba contenere almeno altre 10 storie. Se preferisci le short stories scriviti una raccolta di racconti e morta lì, c'è mica bisogno di far finta di scrivere un romanzo, o no?

    said on 

  • 5

    Un libro che fa aprire gli occhi sulla realtà

    Generazione A di Douglas Coupland è un libro che tutti dovrebbero leggero. O almeno, tutti coloro che vivono attivamente nella generazione post duemila e sono continuamente sotto l'influsso di tecnologia, internet e consumismo.
    Coupland, già autore di culto con Generazione X, mostra un mondo lont ...continue

    Generazione A di Douglas Coupland è un libro che tutti dovrebbero leggero. O almeno, tutti coloro che vivono attivamente nella generazione post duemila e sono continuamente sotto l'influsso di tecnologia, internet e consumismo. Coupland, già autore di culto con Generazione X, mostra un mondo lontano da noi, solo per coordinate temporali. L'autore mette in scena un futuro non tanto dissimile da quello che ci attenderà tra una decina di anni. Il centro focale di tutta la narrazione gravita intorno ad uno e unico concetto: le storie. Il saper ancora raccontare storie. Più in generale "Generazione A" mostra come si stia perdendo a poco a poco, generazione dopo generazione, il piacere di raccontare, di ascoltare, ma soprattutto di leggere delle storie. In un futuro prossimo forse non esisteranno realmente più le api, ma soprattutto inizierà a perdersi realmente il piacere del linguaggio, ritornando a esprimerci come uomini delle caverne. "Generazione A" è un libro che affascina, da leggere tutto d'un fiato, a metà strada tra un romanzo e un trattato di sociologia.

    said on 

  • 1

    Da evitare

    Non capisco proprio perché uno debba scrivere un libro se non ne ha voglia. Inizia una storia, coinvolge il lettore con una storia possibile, un'idea e poi il nulla. Zero assoluto con un misero tentativo di dare senso a decine di pagine noiose e insignificanti nelle ultime righe di un racconto se ...continue

    Non capisco proprio perché uno debba scrivere un libro se non ne ha voglia. Inizia una storia, coinvolge il lettore con una storia possibile, un'idea e poi il nulla. Zero assoluto con un misero tentativo di dare senso a decine di pagine noiose e insignificanti nelle ultime righe di un racconto senza senso. Sinceramente mi sento truffato. Se volete leggere un bel libro cercatene un'altro, questo proprio non merita il vostro temp.

    said on