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Generation A

By Douglas Coupland

(18)

| Paperback | 9780099537946

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Book Description

In the near future bees are extinct - until five unconnected individuals, in different parts of the wowrld, are stung. Immediately snatched up by ominous figures in hazmat suits, interrogated searately in neutral Ikea-like chambers, and then released Continue

In the near future bees are extinct - until five unconnected individuals, in different parts of the wowrld, are stung. Immediately snatched up by ominous figures in hazmat suits, interrogated searately in neutral Ikea-like chambers, and then released as 15-minute-celebrities into a world driven almost entirely by the internet, these five unforgettable people endure a barrage of unusual and highly 21st-century circumstances. A charismatic scientist with dubious motives eventually brings the quintet together, and their shared experience unites them in a way they could never have imagined. Generation A mirrors the structure of 1991's Generation X as it champions the act of reading and storytelling as one of the few defences we still have against the constant bombardment of the senses in a digital world. Like much of Coupland's writing, it occupies the perplexing hinterland between optimism about the future and everyday, apocalyptic paranoia, and is his most ambitious and entertaining novel to date.

85 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Sono giorni che penso a come recensire degnamente questo romanzo. È davvero bellissimo, nettamente migliore di "generazione X" sia come fotografia della realtà che come struttura narrativa e varietà di personaggi.
    La distopia è sottile e terribilment ...(continue)

    Sono giorni che penso a come recensire degnamente questo romanzo. È davvero bellissimo, nettamente migliore di "generazione X" sia come fotografia della realtà che come struttura narrativa e varietà di personaggi.
    La distopia è sottile e terribilmente realistica, i temi sono tutti molto interessanti: la solitudine, la lettura, la narrazione, l'identità singola e l'identità collettiva. Inoltre, contro ogni previsione, il finale sorprende parecchio ed è perfetto.

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    picnic said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    DECAMERONE GENERAZIONALE...MA ANCHE NO.

    Pensavo di aver letto Generazione X circa sei mesi fa, poi, sfogliando le pagine di Anobii, mi sono reso conto di averlo fatto nel febbraio del 2012.
    Non so come sia possibile, non so cosa sia successo di tanto insignificante in questi 22 mesi da far ...(continue)

    Pensavo di aver letto Generazione X circa sei mesi fa, poi, sfogliando le pagine di Anobii, mi sono reso conto di averlo fatto nel febbraio del 2012.
    Non so come sia possibile, non so cosa sia successo di tanto insignificante in questi 22 mesi da farli scivolare così velocemente sotto i miei piedi senza che me ne accorgessi, ma fatto sta che mi son ritrovato a leggere Generazione A dopo aver quasi dimenticato il suo predecessore. Non che sia un dramma, i due libri non hanno quasi nulla in comune se non l'intento di descrivere due generazioni ben distinte anche se non troppo diverse, ma perché tra il voler fare una cosa (a settembre del 2012 nei commenti a Generazione X annunciavo di aver l'intenzione di leggere a breve Generazione A) e il farla peddavvero devo sempre impiegare così tanti eoni?
    Sono malato? Vivo in una dimensione alternativa in cui il tempo scorre diversamente? Ho scoperto uno squarcio spazio-temporale che mi permette di muovermi a mio piacimento su e giù nello spazio-tempo senza alcuna conseguenza che non sia il mio rincoglionimento?
    E soprattutto, perché in ogni recensione mi perdo a parlare di cose che non centrano un'assoluta mazza con il libro?
    Generazione A, come Generazione X, è un libro scorrevole, sicuramente non scritto male, ma con una serie di piccoli difetti come è difficile incontrarne abitualmente tutti insieme.
    Innanzitutto è confusionario: Coupland affastella una quantità di personaggi (e quindi caratteri), luoghi e vicende nelle prime 50 pagine che ti vien voglia quasi subito di abbandonarlo per la bolgia infernale che si vien a creare fin dall'inizio. Insomma sto leggendo Coupland, non Ciccio Martin.
    In secondo luogo è un libro senza alcuna direzione: inizia come un simil-post apocalittico, continua come un romanzo di spionaggio industriale e finisce per essere un dichiarato Decamerone moderno. Si avete letto bene, un Decamerone in un mondo nel quale sono morte tutte le api (e quindi non vi è più impollinazione e senza impollinazione niente frutta e si insomma, per fare un albero ci vuole un seme, per fare un frutto ci vuole il fiore e per fare il fiore non mi ricordo più!), ma non prima di aver affrontato i temibili servizi segreti...boh!
    In ultima analisi, ma più importante di tutto, Generazione A non è interessante: quale interesse può suscitare una combriccola di protagonisti descritti in modo tanto sommario e stereotipato fin dall'inizio?
    E quindi, che senso può avere un libro che fin dal titolo si dichiara generazionale se della generazione in questione sembra prendere in considerazione solo i diversi luoghi comuni? É vero, l'idea del Solon e di una vita passata senza più pensare all'opprimente immediato futuro sbattendosene di tutto e di tutti può anche essere una buona metafora della nuova generazione, ma davvero un libro di 390 pagine può reggere su quell'unica idea (e sul fatto che le api non esistano, ma tanto la cosa sembra incidere davvero poco su tutto il resto)?
    Generazione A, a differenza di Generazione X, non offre un buon ritratto della generazione presa in esame e questo, alla fine di tutti i conti, non può che essere il suo più grave difetto.

    DIFETTI: Mi sembra di averne elencati abbastanza.

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    Deneil said on Jan 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Orchestrale, cerebrale, comico

    Inossidabile Douglas Coupland, temevo nel rileggerlo dopo diverso tempo che potesse deludermi, e invece no, mi ha sedotto fin dai primi capitoli, costringendomi persino a condividere qualche brano ad alta voce. Le microstorie che costruiscono i ritra ...(continue)

    Inossidabile Douglas Coupland, temevo nel rileggerlo dopo diverso tempo che potesse deludermi, e invece no, mi ha sedotto fin dai primi capitoli, costringendomi persino a condividere qualche brano ad alta voce. Le microstorie che costruiscono i ritratti dei protagonisti sono esilaranti. L’ambientazione nel post-presente, permette all’autore di esprimere al meglio la sua feconda inventiva nell’elaborazione di possibili evoluzioni del paesaggio, delle esigenze relazionali, della tracimante disponibilità di contatti e servizi web, dell’alimentazione, delle pratiche del gioco e dell’evasione, lecita e illecita. Se anche voi avete tentato di immaginare il mondo dopo l'estinzione delle api, vi consiglio di leggere questo libro. Se non l'avete mai fatto, vi consiglio di leggere questo libro.

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    Per Stella said on Aug 27, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nah!
    All'inizio promette bene, poi la parte decameroniana che occupa una buona metà del libro stronca le migliori intenzioni del meglio intenzionato lettore. C'è di peggio? Sì, il fatto che la faccenda venga introdotta da uno dei personaggi con una s ...(continue)

    Nah!
    All'inizio promette bene, poi la parte decameroniana che occupa una buona metà del libro stronca le migliori intenzioni del meglio intenzionato lettore. C'è di peggio? Sì, il fatto che la faccenda venga introdotta da uno dei personaggi con una spiegazione scaricata da internet su cosa è il Decamerone.
    Peccato, perchè le buone idee sparse qui e là non mancano.

    "Hai 22 anni e il lobo frontale ancora incompleto. Puoi controbattere finchè vuoi, ma è una verità scientifica. E il fatto di avere un lobo frontale ancora in fase di sviluppo comporta, fra le altre cose, la sensazione di avere il diritto di disprezzare tutto quanto ti circonda; ma guarda che in realtà non sei altro che un luogo comune biologico. Quindi non fare il superiore con me, perchè al momento quella che tu consideri la tua personalità, per me rappresenta soltanto un ostacolo indesiderato e fastidioso."

    "Per ogni persona viva su questa terra ci sono stati milioni di morti prima, e ce ne saranno miliardi in futuro. Essere vivi è solo un tecnicismo di breve durata."

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    Mitilene said on Jul 14, 2013 | Add your feedback

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    Primo approccio con questo autore. Folgorante. Dietro una scrittura apparentemente piana si celano interi mondi. Leggere e rileggere diventano un'azione non ripetitiva e circolare, dove a ogni rilettura si scopre un nuovo livello. È come se ogni ...(continue)

    Primo approccio con questo autore. Folgorante. Dietro una scrittura apparentemente piana si celano interi mondi. Leggere e rileggere diventano un'azione non ripetitiva e circolare, dove a ogni rilettura si scopre un nuovo livello. È come se ogni paragrafo fosse contemporaneamente narrazione e finestra su altre narrazioni che si trovano altrove. La tentazione di leggere con il web aperto a lato per poter guardare dalla finestra che la narrazione apre lo scorrere e il fluire delle cose le mondo, salendo sul piano più alto di Google Earth per poter guardare il mondo nel suo complesso ma poter scendere in ogni momento in un particolare dettagliatissimo fatto di menzogne e veritá che creano la realtá.
    Si tratta di un crescendo narrativo tradizionale, per certi versi, dove il finale è tale e porta in se anche "la morale", ma questo impianto, in fondo rassicurante, non toglie nulla alla piacevolezza della lettura, anzi, semmai, offendo almeno un punto di riferimento tranquillizzante, permette di accettare il pungolo di alcuni pensieri, che viceversa avrebbero potuto essere isolati nell'angolo del "fastidioso" adesso bisognerá resistere alla tentazione di divorare gli altri prodotti di questo autore per prevenire eventuali episodi di rigetto.

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    Fabrizio Ghisio said on May 2, 2013 | Add your feedback

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    Toh, un romanzo polifonico da parte di Douglas Coupland, non me lo sarei mai aspettato!
    Tralasciando per un attimo il sarcasmo ed il mio notorio odio per il tipo di narrazione utilizzato (storia portata avanti dal racconto alternato dei diversi prot ...(continue)

    Toh, un romanzo polifonico da parte di Douglas Coupland, non me lo sarei mai aspettato!
    Tralasciando per un attimo il sarcasmo ed il mio notorio odio per il tipo di narrazione utilizzato (storia portata avanti dal racconto alternato dei diversi protagonisti), dispiace dover registrare che è un romanzo non riuscito nel testo, ma interessante dal punto di vista del sottotesto.
    Gira onesto, ma senza scossoni, fino a poco prima di diventare una sorta di Decamerone, al che crolla miseramente, disperatamente senza un'anima che lo tenga su. Davvero un romanzo minore e alquanto prescindibile. Però il racconto "Superman e i Martini alla Kryptonite" è geniale.

    Dicevo del sottotesto (beh, spesso non tanto "sotto"), che è la parte più interessante. Coupland ci parla di un mondo che è diventato all'improvviso piccolo grazie ad Internet ed alla possibilità di comunicazione globale istantanea. Da un capo all'altro del mondo persone parlano e si scambiano messaggi a velocità impensabili. Le distanze fisiche si annullano, quelle culturali svaniscono utilizzando un linguaggio comune che è quello della cultura Pop (Homer Simpson come ambasciatore della nuova era). Una cultura così globalizzata però tende a svuotarsi ed a semplificare troppo la comunicazione, fino ad intaccare i processi logici e portare alla devoluzione cognitiva. Così che la tecnologia più avanzata ci trasforma in uomini più regrediti.
    Inoltre i cambiamenti climatici hanno reso il mondo un posto molto meno ospitale, e la prospettiva è che il tutto peggiori. Di pari passo si è sviluppata una società basata sull'idea di successo, sull'effimero e sull'individualismo che porta ad un'ansia per il futuro la cui unica cura è quella di annullare il futuro stesso e vivere in un presente costante, magari assumendo droghe o farmaci.
    Come se ne esce? Staccarci dalle macchine e ricominciare a raccontare storie, ritornare cavernicoli intorno al fuoco, che sconfiggono la morte prolungando la propria vita nel racconto che verrà tramandato ai posteri.

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    ziabice said on Mar 10, 2013 | Add your feedback

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