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Generazione X

By Douglas Coupland

(786)

| Others | 9788804467632

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    UNA GENERAZIONE DI EPISODI

    Non so esattamente cosa mi aspettassi da questo Generazione X, ricercato in lungo e in largo per una decina di librerie (la prenotazione di un libro mi sembra sempre un po’ un “mi arrendo, uso i trucchi, guardo le soluzioni, compro la fettina già impanata”) fino all’eccezionale scoperta di quest’edi ... (continue)

    Non so esattamente cosa mi aspettassi da questo Generazione X, ricercato in lungo e in largo per una decina di librerie (la prenotazione di un libro mi sembra sempre un po’ un “mi arrendo, uso i trucchi, guardo le soluzioni, compro la fettina già impanata”) fino all’eccezionale scoperta di quest’edizione Piccola Biblioteca Mondadori dalla larghezza spropositata.
    Mi aspettavo un libro generazionale (qualsiasi assurda definizione possa assumere questa parola)? Si.
    Mi aspettavo un libro divertente (qualsiasi assurda concezione del divertente abbiate)? Certo, soprattutto dopo aver sbirciato alcune pseudo definizioni date da Coupland a lato della narrazione (motivo di tanto largume dell’edizione).
    Mi aspettavo un libro coinvolgente? Ovvio. Altrimenti mi compravo un manuale de Il mulino di linguistica generale e mi esercitavo ad arrotolarmi la lingua per pronunciare qualche improbabile vocale nordica accessoriata sopra-sotto-afianco di strani puntini e virgolette e tondini con le labbra arricciate fin sul naso.
    Mi aspettavo un libro come quello letto?
    No.
    L’esordio di Coupland (di cui mi sono già procurato il seguito Generazione A e un altro libercolo appena uscito per motivi a me sconosciuti che mi portano a comprare montagne di libri dello stesso autore anche se non mi ha convinto e anche se so bene che per quanto mi piacesse dovrò far passare almeno un paio di mesi-anni-mai prima di riprendere in mano lo stesso autore amato-odiato) è un libro strano.
    Divertente certo, non fosse altro che per le definizioni a lato (a cui si aggiungono gustosi personaggi e storielle di contorno), si rischia di ridere da soli ben più di un paio di volte, cosa non esattamente benvista da quegli strani personaggi che ti circondano puntualmente durante le code in posta o in qualche altro luogo ameno popolato di esseri lamentevoli.
    Generazionale ovviamente: pur riferendosi ad una generazione di cui non faccio parte e che l’Italia ha forse vissuto un po’ più di striscio causa globalizzazione ancora non così globalizzata fa specie vedere in certi atteggiamenti di allora (si parla di 20 anni fa) uno specchio opaco di quelli di oggi (cosa assolutamente non incoraggiante).
    Coinvolgente? Ho dei dubbi.
    Generazione X è un libro scattoso: chi ha giocato a qualche videogioco troppo “potente” per il suo piccì (termini più semplici(otti) non ne trovo) sa cosa intendo. La narrazione procede per piccoli episodi quasi autoconclusivi al cui interno stanno tre personaggi forse troppo romanzeschi (nell’atteggiamento, nel parlato, nel pensato, nell’immaginato e qualsiasi altro –ato vogliate metterci) ma sicuramente rappresentativi di una non-generazione incapace di accettare la propria generazionalità.
    È un libro che fa un passo avanti nella narrazione e poi si ferma per due per poi ritrovarsi improvvisamente avanti di tre e così via fino a perdere il suo senso di narrazione continua per trasformarsi in quel non-libro di quella non-generazione che vive di episodi e momenti incantevoli alternati ad una normalità troppo normale.

    IL VOTO è 3/4

    DIFETTI: A mio personalissimo parere la poca scorrevolezza, il libro si legge in fretta e con gusto, ma manca la giusta presa continua: è un continuo attaccarsi e distaccarsi.

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    Deneil said on Feb 10, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Non mi sento in grado di fare una recensione corretta nel vero termine (non che sia il tipo da farne), a maggior ragione perché è un libro il cui messaggio penso di non essere riuscito a cogliere nel suo totale. Mi riserverò una ri-lettura più avanti nel tempo.

    Però una cosa la dico (pur non avendo ... (continue)

    Non mi sento in grado di fare una recensione corretta nel vero termine (non che sia il tipo da farne), a maggior ragione perché è un libro il cui messaggio penso di non essere riuscito a cogliere nel suo totale. Mi riserverò una ri-lettura più avanti nel tempo.

    Però una cosa la dico (pur non avendo colto al 100% e blablabla): è tra i migliori libri che abbia mai letto, lo metto insieme a Sulla Strada e Fight Club, di sicuro.

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    Echo said on Dec 14, 2011 | Add your feedback

  • La famosa generazione X è nata da questo libro... Coupland ha anticipato i tempi grazie ad un romanzo che mostra l'insoddifazione di un gruppo di ragazzi che non sanno bene cosa fare della propria vita e privi di un vero e prorpio ottimismo. Davvero magistrale la narrazione con un Coupland, u autor ... (continue)

    La famosa generazione X è nata da questo libro... Coupland ha anticipato i tempi grazie ad un romanzo che mostra l'insoddifazione di un gruppo di ragazzi che non sanno bene cosa fare della propria vita e privi di un vero e prorpio ottimismo. Davvero magistrale la narrazione con un Coupland, u autore geniale e dallo stile unico, particolarmente in forma

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    Armakuni said on Jan 9, 2012 | Add your feedback

  • Affogati nel deserto di Palm Springs come testimoni silenziosi, apparentemente a loro agio in un transitorio rifugio dalla volgare mediocrità della loro precedente vita metropolitana, Andy, Dag e Claire sono trentenni in fuga da una realtà sempre meno vivibile e sempre più opprimente: da contesti fa ... (continue)

    Affogati nel deserto di Palm Springs come testimoni silenziosi, apparentemente a loro agio in un transitorio rifugio dalla volgare mediocrità della loro precedente vita metropolitana, Andy, Dag e Claire sono trentenni in fuga da una realtà sempre meno vivibile e sempre più opprimente: da contesti familiari troppo perfetti o troppo imperfetti per essere ragionevolmente tollerati, dallo stress disumano di impieghi insignificanti, svolti di malavoglia e senza riconoscimenti di sorta, ma anche da pulsioni e condizionamenti socioculturali che spingono sempre più a confondere lo shopping con la creatività. L’intelligenza e la fantasia con cui ricamano le “favole della buonanotte” che improvvisano senza sosta sono le sole armi con le quali combattere una battaglia per l’autorealizzazione che non potrà esser vinta se non nella piena emancipazione dal fardello del loro benessere yankee, ovvero con quell’inevitabile esilio messicano che lascia aperto il finale alla speranza. L’esordio letterario del canadese Douglas Coupland rimane ad oggi la sua opera più conosciuta, pur non essendo forse la migliore. Il canto di una gioventù – quella dei shin jin rui, i “nuovi uomini” che mirano deliberatamente a nascondersi e a perdersi – condannata all’incomunicabilità e al disincanto in una società gretta e gerontocratica, dove il più beffardo paradosso è quello degli anziani ricconi californiani che dilapidano fortune in cerca di quella stessa giovinezza a suo tempo sacrificata agli idoli del denaro e del potere. E’ anche una struggente riflessione sulla fine di ogni vera speranza nell’avvenire, emblematicamente illustrata dalla rabbia silenziosa verso i propri genitori nelle parole che l’autore affida ad Andy, il protagonista-narratore: <<Mi viene voglia di dirgli che li invidio a morte per essere cresciuti in un mondo pulito e affrancati dal problema di un futuro senza-futuro. E poi mi verrebbe voglia di stritolarli per la spensieratezza con cui ce l’hanno lasciato nello stesso modo in cui ci avrebbero lasciato in regalo della biancheria sporca>>. Forse proprio per questa sua critica disordinata (ma mai veramente rancorosa) ‘Generazione X’ è stato promosso – suo malgrado, verrebbe da dire – al rango delle opere universali ed appunto generazionali, ma, più che come presunto romanzo-cartolina su una generazione e i suoi cliché, si apprezza soprattutto come testimonianza confusa (e proprio per questo sincera) sullo smarrimento ed il malessere del nuovo ceto medio, quello di cui la storia non patrocinerà mai le cause, quello che ha barattato la gioia vera con l’appagamento ed il conforto dei sentimenti con le comodità silenziose del benessere materiale. Considerazioni – quelle nascoste dallo scrittore canadese nelle divagazioni fantastiche dei suoi eroi come nelle notazioni finto-sociologiche nella cornice del testo – cui mancano grazie al cielo tanto la pretesa di infallibilità quanto il cinismo esilarante (?!) che immancabilmente le note di copertina attribuiscono al libro, ma che hanno avuto in compenso il merito di anticipare molte delle più rilevanti riflessioni delle scienze sociali degli ultimi due decenni, dalla radicale perdita di identità nei nonluoghi descritti da Marc Augé all’imporsi della precarietà come linea guida in ogni ambito dell’esistenza. A livello poetico o prettamente narrativo, Coupland ha saputo migliorarsi affinando la precisione e l’umanità del suo sguardo in alcune delle opere successive. Nelle pagine di ‘Generazione X’ restano comunque memorabili la cronaca impietosa della fine dei miti degli anni ’80 , dell’universo malato degli yuppies (indimenticabile il ritratto del fatuo ed egoista Tobias) ed almeno una delle numerose surreali favole di amore e morte qua e là disseminate, quella dell’astronauta Buck precipitato nell’eterno 1974 del pianeta Texlahoma.

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    Seashanty said on Jan 3, 2012 | Add your feedback

  • poppissimo e molto profondo allo stesso tempo, coloratissimo e pensoso insieme.
    Nel futuro diventerà forse il testimone di un'epoca, ma in tutti i casi, per quanto riguarda il presente, questo libro scritto nei primi anni '90 negli States è oggi - dicembre 2011 - una fotografia involontaria dell'ita ... (continue)

    poppissimo e molto profondo allo stesso tempo, coloratissimo e pensoso insieme.
    Nel futuro diventerà forse il testimone di un'epoca, ma in tutti i casi, per quanto riguarda il presente, questo libro scritto nei primi anni '90 negli States è oggi - dicembre 2011 - una fotografia involontaria dell'italietta miseranda, ignorante e arraffona che ha devastato la classe media.
    grande Coupland.

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    Manuppo, Popolello e il Cisternario said on Dec 22, 2011 | Add your feedback

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