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Generazione mille euro

Di ,

Editore: Rizzoli

3.1
(170)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817012084 | Isbn-13: 9788817012089 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nella giungla metropolitana della Milano di oggi, dove gli affitti sonoinsostenibili e i giovani laureati condividono piccoli appartamenti in unasorta di eterna adolescenza, il ventisettenne Claudio, venuto in città dallaprovincia emiliana, cerca disperatamente di stare a galla nell'ambienteipercompetitivo della multinazionale in cui ha trovato lavoro (precario, "aprogetto") come junior account nel settore marketing. Con lui abitanoRossella, che si arrabatta come babysitter e hostess nelle fiere, il timidoAlessio, che ha rinunciato a una possibile carriera di giornalista per un"posto fisso" alle Poste, e Matteo, ricco e palestrato, che non arriverebbe afine mese senza l'aiuto della famiglia.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Ho visto il film, prima di leggere questo libro, ed ero convinta che la lettura mi avrebbe trasmesso le stesse emozioni. Ho sedici anni  e dubito che la situazione possa cambiare in un decennio, quindi mi sono rassegnata all'idea che anche io sarò costretta a vivere con meno di mille euro al mese ...continua

    Ho visto il film, prima di leggere questo libro, ed ero convinta che la lettura mi avrebbe trasmesso le stesse emozioni. Ho sedici anni  e dubito che la situazione possa cambiare in un decennio, quindi mi sono rassegnata all'idea che anche io sarò costretta a vivere con meno di mille euro al mese. Il film è uno dei miei preferiti (lo so che sto facendo la recensione del libro, ma un minimo di paragone ci sta sempre) perché sì, racconta di come un'intera generazione viva sperando di tirare fino a fine mese, ma crea una storia tutto sommato divertente e interessante: la relazione con il professore, il migliore amico aspirante regista, il triangolo, la relazione finita male, il lavoro che gli fa schifo... Nel libro è c'è solo un elenco delle spese, della fidanzata stronza, dei colleghi bastardi, delle chiacchiere con i coinquilini e delle seghe mentali sulla sua posizione lavorativa. Spanne al di sotto del film. E i protagonisti? Alla fine del libro io non so niente di loro! Sono esattamente gli stessi dell'inizio, senza una minima evoluzione. Non ci trovo neanche l'insegnamento che c'è alla fine del film (che io mi ripeto come un mantra, tanto per farmi sentire meglio quando sono giù).

    Quindi, morale della favola, guardati il film: gli attori sono bravi, Milano è BELLISSIMA e c'è un minimo di storia senza che si tolga niente all'ambientazione tragicomica.

    ha scritto il 

  • 3

    Generazione precaria

    Il libro tratta della condizione dei giovani e del lavoro precario.
    Ha il pregio di non dare delle soluzioni ed ha il difetto di non dare delle soluzioni.
    La vita dei 4 giovani che convivono è condizionata dalla precarietà del lavoro e quindi della incertezza di uno stipendio sicuro. Si barcamena ...continua

    Il libro tratta della condizione dei giovani e del lavoro precario. Ha il pregio di non dare delle soluzioni ed ha il difetto di non dare delle soluzioni. La vita dei 4 giovani che convivono è condizionata dalla precarietà del lavoro e quindi della incertezza di uno stipendio sicuro. Si barcamenano quindi senza la possibilità di avere una vita sociale troppo dispendiosa e tirano a campare per tutto il resto, li salva l’amicizia ed il senso dell’umorismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere(mica tanto, tutta roba vera), scorrevole (mica tanto, se ti fermi a pensare che è tutta roba vera), d'evasione ?
    Mica tanto, visto che è tutta roba vera, ti vien voglia di evadere, ma dal sistema Italia....


    Il ritratto di una generazione senza certezze e che cerca di arrabattarsi c ...continua

    Leggere(mica tanto, tutta roba vera), scorrevole (mica tanto, se ti fermi a pensare che è tutta roba vera), d'evasione ? Mica tanto, visto che è tutta roba vera, ti vien voglia di evadere, ma dal sistema Italia....

    Il ritratto di una generazione senza certezze e che cerca di arrabattarsi come può...

    Ecco l'aggettivo: DISARMANTE.

    ha scritto il 

  • 2

    Se questo è un romanzo io sono Lady Godiva. Brutto, sciatto, scritto male, e nonostante siano poche pagine, riesce anche a essere noioso. Potrebbe valere la pena leggerlo solo per due motivi: perché le vite da precari che racconta (insieme alle acrobazie per arrivare alla fine del mese) sono vere ...continua

    Se questo è un romanzo io sono Lady Godiva. Brutto, sciatto, scritto male, e nonostante siano poche pagine, riesce anche a essere noioso. Potrebbe valere la pena leggerlo solo per due motivi: perché le vite da precari che racconta (insieme alle acrobazie per arrivare alla fine del mese) sono vere, direi la norma, e per il senso di straniamento che offre questo quadretto di trentenni che agiscono e ragionano come diciottenni. Ma questo temo non sia colpa dei co.co.pro.

    ha scritto il 

  • 4

    Diciamo 3 stelline e mezzo... abbondanti!
    Scorrevolissimo, si legge in un baleno, spaccato di vita vera di (purtroppo) molti giovani d'oggi che trovano il loro presente e futuro impigliati nella rete di un precariato ingiusto e senza vie d'uscita. L'argomento ci viene fatto vivere direttamente da ...continua

    Diciamo 3 stelline e mezzo... abbondanti! Scorrevolissimo, si legge in un baleno, spaccato di vita vera di (purtroppo) molti giovani d'oggi che trovano il loro presente e futuro impigliati nella rete di un precariato ingiusto e senza vie d'uscita. L'argomento ci viene fatto vivere direttamente dagli occhi del protagonista prettamente attraverso la sua stessa vita ma anche tramite i personaggi che vengono a contatto con lui, principalmente i suoi tre coinquilini. La realtà di dover vivere (sopravvivere) con 1000 euro al mese in una metropoli come Milano è spietata e ci si trova a fare i conti costantemente, sia pure per una minima uscita, con la chimera di mettere da parte qualche risparmio e il terrore di spese impreviste cui non sarebbe possibile far fronte. Stile di scrittura molto "sciolto" e di stampo giovanile; non mi stupisce che ne sia stato tratto un film, dati il taglio e la struttura nettamente cinematografici del racconto che scorre davanti al lettore con ritmo ed immagini nitide come sul grande schermo. In conclusione: un libro leggero nei "modi", ma, ahimè, fin troppo serio nei contenuti tragicamente corrispondenti alla realtà di noi giovani d'oggi, motivo per cui ne consiglio la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    "Cos'è che definiamo improbabile, quasi impossibile? Qual'è il numero che ci viene in mente se pensiamo a qualcosa che quasi sicuramente non accadrà? Uno su un milione? Uno su un miliardo? L'intuizione do Olson è che in un tempo infinito capitano molto più di un milione di cose, molto più di u ...continua

    "Cos'è che definiamo improbabile, quasi impossibile? Qual'è il numero che ci viene in mente se pensiamo a qualcosa che quasi sicuramente non accadrà? Uno su un milione? Uno su un miliardo? L'intuizione do Olson è che in un tempo infinito capitano molto più di un milione di cose, molto più di un miliardo, se è per questo, un numero quasi infinito di eventi la maggior parte dei quali assolutamente imprevedibile."

    Questo in termini puramente matematici ha un solo significato: che una cosa impossibile accada non solo è molto probabile, è SICURO!"

    ha scritto il