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Genere, sesso, cultura

Uno sguardo antropologico

By Mila Busoni

(56)

| Paperback | 9788843015252

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Book Description

Questo libro si propone innanzitutto di attirare l'attenzione sulla sorprendente molteplicità di modi con i quali società diverse, in momenti determinati della loro storia, hanno pensato, rappresentato, operato una distinzione di caratteristiche psic Continue

Questo libro si propone innanzitutto di attirare l'attenzione sulla sorprendente molteplicità di modi con i quali società diverse, in momenti determinati della loro storia, hanno pensato, rappresentato, operato una distinzione di caratteristiche psico-attitudinali, politiche e sociali tra esseri umani, per la quale alcuni sono riconosciuti come donne, altri come uomini. Questioni come quella del "sesso", che sembrano possedere una salda connotazione biologica, naturale e "metastorica", non si sottraggono a un orizzonte fatto di pratiche e "manipolazioni" sociali. Con il ricorso a casi etnografici vengono così indagate le relazioni "dialettiche" fra genere e sesso: ai Kanaki della Nuova Caledonia ai Vezo del Madagascar.

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  • 4 people find this helpful

    Un testo fondante, che apre orizzonti di senso.
    Mi ha chiarito meglio cose di cui ero consapevole solo a tratti e in maniera frammentaria (tipo il pregiudizio androcentrico in antropologia e nelle scienze sociali in genere, di cui mi ero già resa co ...(continue)

    Un testo fondante, che apre orizzonti di senso.
    Mi ha chiarito meglio cose di cui ero consapevole solo a tratti e in maniera frammentaria (tipo il pregiudizio androcentrico in antropologia e nelle scienze sociali in genere, di cui mi ero già resa conto a lezione), e mi ha chiarito meglio il percorso storico e lo sviluppo di idee attraverso cui si è arrivat* a considerare il GENERE come uno strumento di analisi della realtà dal quale non si può più prescindere.
    Cinque stelle a questo libro, proprio come ho dato cinque stelle al testo di Paola Tabet "La grande beffa" sul sistema sessuoeconomico (...forse non sarà un caso se Mila Busoni dice di essere grande amica della Tabet: le grandi studiose si conoscono e si apprezzano vicendevolmente).
    Nella prima parte del testo vengono chiariti i rapporti tra sesso e genere, e i vari modi di porli in relazione o meno secondo varie correnti di pensiero, e portando vari esempi etnografici.
    Nella seconda parte si passa ad analizzare lo sviluppo nel tempo della lotta delle studiose contro i pregiudizi androcentrici nella/e disciplina/e, da Margaret Mead (anni 30) al dibattito Ardener-Mathieu sul "problema delle donne" (anni 70), ai cosiddetti "Re-studies" cioè riesami di opere etnografiche classiche per scoprirne le incoerenze e le lacune derivanti da un esame del solo gruppo maschile delle società studiate, anzichè da quello dell'intera popolazione, che sono poi anche incoerenze dovute direttamente allo sguardo androcentrico dello stesso ricercatore.
    Si possono ricordare, ad esempio, gli studi di Annette Weiner sulla società trobriandese (resa celebre da Malinowski negli anni 20), di Barbara Bradby sui Baruya della Nuova Guinea precedentemente studiati da Maurice Godelier, di Kathleen Gough sui Nuer studiati da E.Evans-Pritchard negli anni 30, ecc..
    Molto sensata, inoltre, la critica contenuta nel testo a "Il dominio maschile" di Pierre Bourdieu.
    Si segnala, infine, la tendenza costante nell'antropologia accademica a citare solo i lavori svolti da etnografi, "dimenticando" tutti quelli svolti da etnografe, operando così di fatto una "cancellazione" di tutto il loro lavoro...
    Il pregiudizio androcentrico è ancora ben radicato all'interno della disciplina, nonostante dagli anni 80 ad oggi ci sia stata una esplosione di ricerche e testi che partono dal genere come strumento di analisi.
    Infine, il testo dà conto anche delle critiche agli studi femministi che provengono da studiose non occidentali, incentrate sulla questione dell'impostazione etnocentrica e imperialista di alcune correnti del femminismo "bianco" euroamericano (si va da Chandra Talpade Mohanty alle antropologhe arabe, alla più estremista Ifi Amadiume).
    Un testo da rileggere e rileggere.
    Da memorizzare, per quanto possibile, per poi proseguire nella lettura di tutte le opere citate in bibliografia (per chi avesse tutta una vita senza impegni davanti a sè!!)

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    Wildsidez said on Aug 18, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (56)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 192 Pages
  • ISBN-10: 8843015257
  • ISBN-13: 9788843015252
  • Publisher: Carocci
  • Publish date: 2002-01-01
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