Gente di Dublino

Di

Editore: Rizzoli (La biblioteca dell'Europeo)

3.8
(9071)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Catalano , Portoghese , Greco , Galego

Isbn-10: A000149715 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Ghirardi Minoja ; Curatore: Attilio Brilli

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Allegato al n. 17 dell'Europeo (1984)
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  • 5

    In Gente di Dublino sono descritti veri e propri sprazzi di vita dell'epoca, con una prosa impeccabile e raffinata. Mi sembra quasi di vivere quei momenti che vengono descritti da Joyce!

    Le sorelle: i ...continua

    In Gente di Dublino sono descritti veri e propri sprazzi di vita dell'epoca, con una prosa impeccabile e raffinata. Mi sembra quasi di vivere quei momenti che vengono descritti da Joyce!

    Le sorelle: il primo racconto parla di morte parallelamente con l'ultimo, è una storia malinconica, dove il bambino (le note dicono che è un sognatore) entra a contatto con la morte, per la prima volta, di una persona cara. Un racconto molto delicato dove vengono descritti i rituali delle condoglianze e i sentimenti del bambino.

    Un incontro: questo racconto è il massimo della spensieratezza, la voglia di libertà e di esplorare oltre i propri confini. I ragazzini che marinano la scuola per evadere è tipico di quell'età, le descrizioni dei moti d'animo del protagonista sono sublimi e raggiungono l'apice quando sente il pericolo che gli suscita quel personaggio ambiguo sul finale.

    Arabia: il protagonista in questo racconto vive il primo amore, con tutti i suoi misteri e angosce. Le descrizioni sono molto delicate e dettagliate, quasi a non voler rovinare qualcosa di così prezioso come il primo "grande" amore. Nel finale esplode tutto il senso di impotenza e di confusione nell'animo del protagonista in tutta la sua innocenza.

    Eveline: questo è uno dei racconti più belli di Joyce. E' la storia di una ragazza che può dare una svolta alla sua vita. Il tutto ruota attorno ai moti di coscienza di Eveline, che vive interiormente una "paralisi" tra passato e futuro. Bellissime le descrizioni dei ricordi e il finale.

    Dopo la corsa: è la storia di quattro giovani di nazionalità diverse, tutti benestanti, che si godono la bella vita tra corse automobilistiche, cene lussuose e partite a poker. Questo racconto non mi è sembrato granché, ho letto che Joyce ha voluto mettere in evidenza l'inferiorità degli irlandesi rispetto alle altre nazionalità.

    I due galanti: i due galanti in questione sono due perdigiorno, che vivono di espedienti, cercando di scroccare soldi, cibo, alcol e altri piaceri a donne ingenue. Ho trovato interessante questo racconto, in quanto Joyce riveli l'altra faccia di Dublino, quella dei personaggi più viscidi e dei disadattati. Molto belle le riflessioni sul fallimento della propria vita di uno dei due galanti.

    Pensione di famiglia: questo racconto è tra i miei preferiti. La storia di una madre, scaltra e intelligente, che "architetta" il matrimonio della figlia in maniera arguta in modo da salvare l'onore della famiglia e della figlia stessa. Il personaggio della madre è stato costruito perfettamente, da vera matrona!
    Joyce in questo racconto ha voluto sottolineare il peso delle convenzioni sociali dell'epoca.

    Una piccola nube: in questo racconto un giovane impiegato si rivede con un vecchio amico che non vede da anni, perchè ha vissuto all'estero, e messo di fronte a tutte le sue avventure prova una forte frustrazione riguardo la sua vita, la "paralisi" interiore è grande, il cambiamento per lui sarà impossibile.

    Rivalsa: un racconto di rabbia e frustrazione. E' la storia di un impiegato alcolizzato che pensa solo a darsi a i bagordi, senza pensare alla moglie e ai cinque figli. Umiliato costantemente al lavoro per il suo scarso rendimento pensa solo di sfogarsi con l'alcol, tornato a casa ancora più insoddisfatto avendo ricevuto altre piccole frustrazioni con gli amici picchia il più piccolo dei suoi figli. Il finale drammatico col bambino che implora di dire un'Ave Maria per il padre per non essere bastonato accentua ancora di più la mancanza spirituale dell'epoca, dove l'unico rimedio al vuoto esistenziale era l'alcol e la violenza.

    Polvere: questo racconto è molto delicato, racconta di una donna lavandaia dalla vita monotona e insignificante. Anche qui il tema è la "paralisi", l'esistenza della donna è inadeguata e fragile, tutti la trattano con gentilezza ma sembra più per compassione che per altro.

    Un caso pietoso: molto bello questo racconto tragico. La "paralisi" esistenziale del protagonista (uomo chiuso e solitario) porta alla rovina una donna, la quale diventata col tempo sua amica e confidente si lascia andare ad una infatuazione romantica per lui, da quel momento lui rifiuta di vederla, sostenendo che qualsiasi legame affettivo sia solamente fonte di dolore. Rivelatrice è una frase che scrive il protagonista: "L'amore tra uomo e uomo è impossibile, perchè non ci può essere rapporto sessuale, e l'amicizia tra uomo e donna è impossibile, per la necessità di un rapporto sessuale".

    Il giorno dell'edera: questo è il racconto politico di Gente di Dublino; difficile apprezzarlo fuori dal contesto sociale dell'epoca. Sono discussioni tra i candidati che raccolgono i voti dell'elettorato in vista di elezioni, tutto ruota attorno a nazionalismo e liberalismo. Deus ex machina del racconto è il patriota irlandese Charles Stewart Parnell, morto per gli ideali di libertà in cui credeva.

    Una madre: è la storia di una madre che si prende cura degli interessi di sua figlia fino a pregiudicargli una promettente carriera. Interessante vedere come una madre (troppo altezzosa e autoritaria) ha la premura di proteggere i diritti della figlia possa compromettere gli sforzi fatti fino a quel momento, il tutto sempre in buona fede.

    La grazia: un racconto sulla religione in chiave comica, vista la superficialità spirituale dei protagonisti e del prete nella predica finale. Non mi ha appassionato più di tanto.

    I morti: Il racconto capolavoro di Joyce. Questo racconto riepiloga temi, simboli, virtù e vizi dell'intera raccolta. Il protagonista Gabriel e sua moglie partecipano ad una serata di ballo annuale a casa di parenti con amici vari, la serata procede brillantemente tra canti, balli, discorsi e conversazioni fino al momento di tornare a casa. E' nel ritornare a casa (in albergo) di Gabriel e moglie che il racconto “esplode” in un'epifania devastante. Il desiderio di Gabriel per la moglie viene risvegliato da vecchi ricordi di intimità e tenerezza passati con la moglie nell'arco della vita, ma quando si aspetta di essere ricambiato ecco il colpo di scena finale! Che chiude il racconto in una “paralisi” sublime di un mondo che va oltre i personaggi di Gente di Dublino, ma a mio parere racchiude l'intera società moderna.

    ha scritto il 

  • 4

    Un grande libro soprattutto per le descrizioni dei personaggi benpensanti e la capacità di far capire cosa pensano, mentre agiscono nelle piccole cose della vita. La capacità di penetrare nella quotid ...continua

    Un grande libro soprattutto per le descrizioni dei personaggi benpensanti e la capacità di far capire cosa pensano, mentre agiscono nelle piccole cose della vita. La capacità di penetrare nella quotidianità rendendola bellissima da leggere, mi fa sentire meno sola.
    E' chiaro che è una scrittura che parla di una società scomparsa: mi domando cosa saprebbe leggere Joyce nelle nostre piccole vite.

    ha scritto il 

  • 4

    Modernità e suspense emotiva

    Relativizzo la mia rilettura di questo grande classico, cercando di calarmi nello "spirito del tempo" della composizione dell'opera.
    La prima osservazione, trattandosi di racconti scritti all'inizio d ...continua

    Relativizzo la mia rilettura di questo grande classico, cercando di calarmi nello "spirito del tempo" della composizione dell'opera.
    La prima osservazione, trattandosi di racconti scritti all'inizio del 1900, pertiene alla grande modernità della scrittura di Joyce: la lezione del realismo (che si estende ai diversi ambiti dello studio dei rapporti personali, a quello della crescita e formazione dei personaggi, al milieu sociale in cui agiscono, alla situazione politica irlandese all'inizio dello scorso secolo) viene introiettata e sublimata in uno stile "scientifico" di grande precisione nei dettagli. Un'attenzione che viene riservata sia alle sfumature psicologiche, sia alla descrizione dei paesaggi, mai fine a stessa e costantemente "dinamica", ossia "meteorologica" e climatica.
    Detto questo, ciò che rende un classico questa raccolta (il cui capolavoro è l'ultimo racconto, "I morti") è l'abilità di Joyce nell'individuare e sviluppare verso fine racconto (ma non sempre alla fine) un evento cruciale e risolutivo che dipana il groviglio emotivo allorché la tensione è cresciuta fino alle vette più elevate.
    Un nodo decisivo che tuttavia non appare artificioso, ma si lega magistralmente alla cornice narrativa (climatica, psicologica, dialogica, ecc.) del racconto.
    Maestria nel dettaglio, uso misurato dell'ironia, abilità chirurgica nel vivisezionare il quotidiano, che saranno portati a compimento nel romanzo capolavoro della maturità

    ha scritto il 

  • 0

    Non saprei...

    Ho cominciato a leggere questo libro un po' per dovere nei confronti della mia professoressa di letteratura inglese del liceo ed un po' per curiosità. Inizialmente l'ho trovato interessante, ma andand ...continua

    Ho cominciato a leggere questo libro un po' per dovere nei confronti della mia professoressa di letteratura inglese del liceo ed un po' per curiosità. Inizialmente l'ho trovato interessante, ma andando avanti con la lettura dei racconti, mi sono accorta che il mio umore ha cominciato a risentirne. Soprattutto leggendo "Eveline", mi è presa un'angoscia inizialmente inspiegabile. La protagonista si trova in una situazione di precarietà, di ciò che poteva essere ma non è stato. Un cul de sac. Paura, ansia ed un rimanere sempre allo stesso punto. Forse ho sovrainterpretato troppo, ma non credo di voler continuare con Joyce in generale.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho preso un audiolibro. Voglio vedere l'effetto che fa e devo dire che è un po' straniante ascoltare e immaginare. E' evidente che è una abilità che devo affinare. I primi racconti mi piacciono un sac ...continua

    Ho preso un audiolibro. Voglio vedere l'effetto che fa e devo dire che è un po' straniante ascoltare e immaginare. E' evidente che è una abilità che devo affinare. I primi racconti mi piacciono un sacco (lo so, non è il massimo da scrivere per una recensione di Joyce...)

    ha scritto il 

  • 3

    Scene di vita quotidiana dublinese raccontate in un modo così realistico da apparire sciatte. Una ricerca del reale davvero impressionante, tanto da esser forse troppo difficile da leggere in alcuni t ...continua

    Scene di vita quotidiana dublinese raccontate in un modo così realistico da apparire sciatte. Una ricerca del reale davvero impressionante, tanto da esser forse troppo difficile da leggere in alcuni tratti.

    ha scritto il 

  • 5

    Per assaporare appieno questo capolavoro, sono preziosissimi i bei contributi di Italo Svevo e Daniele Benati, in introduzione all'edizione Universale Economica Feltrinelli.
    Il contesto è Dublino agli ...continua

    Per assaporare appieno questo capolavoro, sono preziosissimi i bei contributi di Italo Svevo e Daniele Benati, in introduzione all'edizione Universale Economica Feltrinelli.
    Il contesto è Dublino agli albori dello scorso secolo, la necessaria cornice del senso di incompiutezza dei personaggi, dell'incapacità di reagire ad una realtà statica e soffocante. La narrazione cattura attimi, occasioni, pezzi di vita quotidiana e normale, ma rivelatori della reale condizione psicologica, culturale, sociale dei personaggi.
    E i singoli protagonisti sono lo specchio di un intero popolo. La verità è presentata cruda e senza filtri. Forse non stupisce che gli editori irlandesi del tempo si fossero inizialmente rifiutati di pubblicare questi racconti.

    Sono significativi i temi della violenza come sistema "pedagogico", della repressione religiosa, dell'alcolismo: la birra e la religione sono utilizzati dai singoli come oppio delle proprie coscienze.
    Un altro tema caro all'Autore è la forza attrattiva che i "morti" acquisiscono nella esistenza dei vivi, i quali indugiano nel passato, rinunciano a vivere il presente e rendono sé stessi i veri morti.

    ha scritto il 

  • 4

    ★ ★★★ ½ Reading Challenge 2016, un libro di racconti

    Gente di Dublino è una raccolta di racconti dello scrittore James Joyce, fu pubblicato sotto pseudonimo e non ebbe una gestazione editoriale molto semplice, fu molte volte rifiutato dagli editori del ...continua

    Gente di Dublino è una raccolta di racconti dello scrittore James Joyce, fu pubblicato sotto pseudonimo e non ebbe una gestazione editoriale molto semplice, fu molte volte rifiutato dagli editori del tempo.
    Protagonista è Dublino e la sua gente, nei gesti comuni, nelle cose quotidiane, nella semplicità dell’errore e del fallimento.
    I due temi cardine del libro sono il fallimento e la fuga, la prima è data dalle condizioni politiche e religiose, la seconda è sua conseguenza, tuttavia vana, perché mai destinata a compiersi.
    Il libro sembra descrivere le fasi della vita attraverso l’infanzia (es. con racconti come Le sorelle o Arabia), l’adolescenza (es. con racconti come Eveline, I due galanti), la maturità (es. con racconti come Una piccola nube, Un caso pietoso) e, infine, la vita pubblica (es. con racconti come Una madre, La grazia).

    I racconti che ho apprezzato di più sono stati:

    - Eveline, per questa ragazza e per il suo innamorato Frank, per un amore desiderato ma mai vissuto.
    - Una piccola nube, per Chandler e Gallaher, in nome di un’amicizia, in nome delle passioni, in nome della paura di sentirsi inutile.
    - Ave Maria, per la durezza, e per la debolezza umana, per lo sbaglio e il miraggio di un appagamento impossibile se non in sé, e non nelle cose.
    - Un increscioso incidente, forse il secondo più bello della raccolta, per l’analisi e la consapevolezza che si fa sventura, di aver lasciato, di aver abbandonato, e di essere, ormai, soli. Soli di fronte alla paura. Paura di amare.
    - La morte, da cui ne hanno tratto anche un film diretto da John Huston, per la forza dell’amore che vive nel cuore, per l’autenticità dei gesti, e degli attimi, per Gretta e Michael, per quello che sarebbe stato, e quello che ancora è.

    Altri racconti li ho trovati meno validi, ma di sicuro non è una lettura complicata, o forse mi ero fatto un’idea del libro come difficile e complesso, e invece, no. Certo, in alcune parti e lento e Joyce ci propina lunge descrizioni all’apparenza insignificanti, ma che traggono dalla loro insignificanza l’elemento vitale della riscossione umana, per poi ricadere nel torpore.
    Felice di aver colmato questa lacuna.

    «Il mio corpo era però come un'arpa e le parole e i gesti di lei eran le dita che accarezzavano le corde».

    «Né all'uno né all'altra erano capitate avventure del genere prima di allora e nessuno dei due ci vedeva nulla di male. Poco a poco cominciò ad intrecciare i propri pensieri a quelli di lei; le inviò dei libri, le suggerì alcune idee, divise con lei la propria vita intellettuale. Ella era pronta ad ascoltare tutto.
    In cambio di quelle sue teorie, ella talvolta gli confidava qualche avvenimento della sua vita. Con cura quasi materna, lo spingeva ad aprirsi con lei senza riserve; ne divenne ben presto il confessore.
    […]
    Ella gli domandava perché non metteva per iscritto i suoi pensieri. A che sarebbe valso, le chiedeva a sua volta, con sdegno apprensivo: per mettersi forse a competere con certi parolai incapaci di pensare per la durata di un minuto?
    […]
    Andava spesso a trovarla nella sua villetta fuori Dublino, e spesso trascorrevano soli le serate. Man mano che i loro pensieri s'avvicendavano, gli argomenti della conversazione si facevano meno remoti. La compagnia della donna era per lui come la terra calda per una pianta esotica. Molte volte Mrs Sinico lasciava che le tenebre s'addensassero attorno a loro, astenendosi dall'accendere il lume. La stanza buia e raccolta, l'isolamento, la musica che continuava a vibrare nelle loro orecchie divenivano tramite d'unione. Un'unione che l'esaltava, smussava gli aspetti più duri del suo carattere, conferiva emotività alla sua vita intellettuale. Talvolta si sorprendeva ad ascoltare la propria voce.
    […]
    Furono concordi nell'interrompere la loro relazione: qualsiasi legame, egli disse, è un legame di dolore».

    «"Ma" continuò Gabriel dando alla voce una inflessione più dolce, "sempre, in riunioni come questa, i tristi ricordi affiorano alla nostra mente: memorie del passato, della giovinezza, dei cambiamenti, dei visi scomparsi di cui sentiamo stasera la mancanza. Il nostro cammino sulla terra è cosparso di molti tristi ricordi, e se dovessimo indugiarvi sempre, non troveremmo il coraggio di continuare bravamente la nostra opera tra i vivi. Abbiamo tutti dei doveri e degli affetti terreni, che reclamano, e a ragione, i nostri più strenui sforzi».

    «E lenta la sua anima s'abbandonò mentre udiva la neve cadere lieve su tutto l'universo, lieve come la loro definitiva discesa, su tutti i vivi, su tutti i morti».

    ha scritto il 

  • 3

    Di questo libro mi è piaciuto soprattutto il filo conduttore che legava le trame dei vari racconti, accumunando storie per il resto totalmente differenti tra loro, sia per trame che per personaggi. In ...continua

    Di questo libro mi è piaciuto soprattutto il filo conduttore che legava le trame dei vari racconti, accumunando storie per il resto totalmente differenti tra loro, sia per trame che per personaggi. Inoltre ho apprezzato l’ambientazione di Dublino, che aleggia dietro alle varie storie ma che è sempre presente. Mi è piaciuto anche che l’età dei protagonisti crescesse di racconto in racconto, dedicando così il giusto spazio ad ogni fascia d’età importante della vita.
    Probabilmente avrei apprezzato maggiormente questa raccolta di racconti se l’avessi letta tra qualche anno, con la maturità necessaria a capire tutti i significati nascosti che sicuramente sono celati sotto l’apparente banalità delle storie raccontate. Perciò probabilmente rileggerò i racconti quando sarò pronta per analizzarli, capirli e apprezzarli al meglio.

    ha scritto il 

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