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Gente in cammino

Di

Editore: Giunti (Nuovi narratori)

4.0
(108)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8809741714 | Isbn-13: 9788809741713 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Claudia Maria Tresso

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
In un villaggio del deserto algerino si è fermata Zohra, la nomade Tuareg che il destino ha costretto a farsi sedentaria. Per evadere dall'immobilità, Zohra ricorre alle sue doti di narratrice e cerca di riportare nella vita quotidiana tracce di fiaba e di magia, ricordando le tradizioni e i racconti della sua "gente in cammino". Da quello stesso villaggio partirà la nipote della vecchia Zohra, Leyla, che fin da bambina ha sognato di evadere dai confini del mondo patriarcale in cui è nata. Mentre la resistenza algerina lotta contro il colonialismo francese, Leyla conduce la sua battaglia personale per studiare, per viaggiare, per amare secondo la propria vocazione.

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  • 4

    Ero abbastanza "sospettosa" nei confronti di questo libro, pensandolo come un testo elegiaco sulla vita dei leggendari nomadi del deserto. Invece, è ben radicato nella realtà algerina ante guerra di liberazione dai francesi e primi anni successivi. Attraverso le parole, le rabbie, gli affetti e ...continua

    Ero abbastanza "sospettosa" nei confronti di questo libro, pensandolo come un testo elegiaco sulla vita dei leggendari nomadi del deserto. Invece, è ben radicato nella realtà algerina ante guerra di liberazione dai francesi e primi anni successivi. Attraverso le parole, le rabbie, gli affetti e le aspirazioni di Layla, io narrante, spirito libero e determinato a non seguire regole ancestrali che potessero soffocare la sua dignità di ragazza e di donna si scoprono usi e costumi sia dei popoli stanziali che di quelli "che camminano", i Tuareg. La fanno da padrone il deserto e soprattutto la Duna, su cui Layla si rifugia nei momenti di maggiore sconforto. Una pecca? Un po' disomogeneo: talvolta si sofferma eccessivamente su particolari o situazioni, altre volte corre e scavalca con poco approfondimento periodi decisamente fondamentali per la vita del popolo algerino. Nel complesso un libro interessante, avvincente che consiglio vivamente di leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi sono davvero sbilanciata a dare cinque stelle ma trovo che questo sia davvero un romanzo molto bello perché riesce a miscelare molti ingredienti con un'ottima riuscita. Non semplice, richiede pazienza e concentrazione ma regala davvero emozioni forti.


    http://www.lacasadialchemilla.com/2 ...continua

    Mi sono davvero sbilanciata a dare cinque stelle ma trovo che questo sia davvero un romanzo molto bello perché riesce a miscelare molti ingredienti con un'ottima riuscita. Non semplice, richiede pazienza e concentrazione ma regala davvero emozioni forti.

    http://www.lacasadialchemilla.com/2013/08/gente-in-cammino-di-malika-mokeddem.html

    ha scritto il 

  • 3

    La storia della nascita dell'Algeria e delle immense sofferenze che l'hanno accompagnata vista attraverso gli occhi di Layla, bambina moderna e caparbia, e di sua nonna, l'ultima nomade, la donna delle parole.
    Purtroppo lo stile della scrittura è discontinuo, con momenti descrittivi e liric ...continua

    La storia della nascita dell'Algeria e delle immense sofferenze che l'hanno accompagnata vista attraverso gli occhi di Layla, bambina moderna e caparbia, e di sua nonna, l'ultima nomade, la donna delle parole.
    Purtroppo lo stile della scrittura è discontinuo, con momenti descrittivi e lirici e altri a malapena didascalici, spesso i rapporti di causa/effetto, che ovviamente alla scrittrice sono più che chiari, risultano invece impossibili da capire all'occidentale che legge, e molti cambi di scena sono frettolosi e inopportuni.
    Peccato, perché questo sarebbe potuto essere un libro fondamentale per capire la nascita del razzismo, dell'integralismo e di altri vari ismi in una comunità che pure avrebbe dovuto imparare dalle sue stesse sofferenze ad essere libera nella mente.

    ha scritto il 

  • 4

    ci siamo scrutati per anni dagli scaffali delle librerie, io e questo libro, e alla fine sapevo che l'avrei comprato. quella sua copertina non mi convinceva, mi dicevo "sarà uno di quei romanzi infarciti di stereotipi e mitizzazione dei nomadi, della vita nel deserto" e la copertina di certo non ...continua

    ci siamo scrutati per anni dagli scaffali delle librerie, io e questo libro, e alla fine sapevo che l'avrei comprato. quella sua copertina non mi convinceva, mi dicevo "sarà uno di quei romanzi infarciti di stereotipi e mitizzazione dei nomadi, della vita nel deserto" e la copertina di certo non comunicava una cosa diversa. molto gradualmente la storia però acquista coerenza, spessore, e la lettura si fa più veloce. dal tempo sospeso della gente in cammino al tempo dell'indipendenza dell'Algeria, dal clan chiuso delle tribù ad una popolazione cittadina composita e all'emergere di conflitti di razza e genere dell'Algeria occupata, dalla libertà del deserto all'Indipendenza fragile e travolta dall'integralismo. E un'autobiografia che mostra il profondo fossato che separa indipendenza formale e indipendenza personale.

    ha scritto il 

  • 5

    Gente in cammino, edito da Giunti (nella collana Astrea) nel 1994 e scritto dalla algerina Malika Mokeddem nel 1990, è una storia di un'intensa relazione tra una nonna, Zohra e sua nipote, Leyla.
    Zohra è una nomade del deserto Tuareg, che il destino ha spinto a fermarsi e diventare sedentar ...continua

    Gente in cammino, edito da Giunti (nella collana Astrea) nel 1994 e scritto dalla algerina Malika Mokeddem nel 1990, è una storia di un'intensa relazione tra una nonna, Zohra e sua nipote, Leyla.
    Zohra è una nomade del deserto Tuareg, che il destino ha spinto a fermarsi e diventare sedentaria. Leyla, la nipote, sogna la libertà all'interno di un contesto di una cultura patriarcale in cui cresce e con cui battaglia per ottenere il permesso a studiare allontanandosi dal villaggio. Tutto questo mentre infuria la battaglia della resistenza algerina per la liberazione del paese dall'occupante Francia.
    La libertà di una nazione che si interseca con quella libertà interiore e di scelte che Leyla cercherà di raggiungere in tutti modi pagando di persona con l'esilio la sua tenacia.
    Una storia autobiografica dell'autrice, nata e vissuta nell'Algeria meridionale, la quale riesce a frequentare prima il liceo e poi la Facoltà di Medicina dell'Università di Orano, fino ad essere costretta, dall'avanzata dell'integralismo islamico, a migrare in Francia, a Montpellier, dove finirà gli studi, divenendo medico nefrologo.

    Un libro decisamente bello, che si legge con grande piacere. Un viaggio - denso di dettagli e di magnifiche descrizioni - tra la gente del deserto, che attreverso le narrazioni di Zohra, condite di fiaba e magia, conserva quella memoria collettiva a cui Leyla sarà costretta a rinunciare.

    I Tuareg, popolazione berbera conosciuta anche come "Uomini Blu" (per l'abitudine degli uomini nobili e ricchi a coprirsi il capo con un turbante blu indaco che spesso lascia il colore), sono nomadi del deserto del Sahara, in particolare nel Mali, nel Niger e in Algeria, ma anche in Libia e Burkina Faso. Un numero stimato intorno ai 5 milioni di individui. Soprattutto in Mali e Niger le loro rivendicazioni sono sfociate in aperte e violenti scontri con i governi.

    Malika Mokeddem, nata nel 1949 in Algeria (nel villaggio di Kenadsa), vive in Francia ed è stata più volte in Italia a presentare i suoi lavori.

    La guerra di liberazione algerina ebbe inizio, militarmente, nell novembre del 1954 per concludersi nel marzo 1962 con l'indipendenza dell'Algeria dichiarata il 5 luglio 1962.

    Quando Maria Pia e Loris, mi regalarono questo libro nel maggio del 1997, mi scrissero questo passo del libro: " l'indipendenza è prima di tutto un cammino, con gli occhi all'orizzonte e i piedi fuori dalla catene..."

    http://gianfrancodellavalle-sancara.blogspot.com/2010/09/libri-gente-in-cammino.html

    ha scritto il 

  • 5

    "Gli anni che, insidiosamente, cadevano a gocce nel silenzio, aggiungevano ognuno una spanna al vuoto. Nulla dietro. Nulla davanti. E in questo beffardo mondo, non si era altro che un sogno che sorgeva e si esauriva nella tela di ragno delle orizzontalità, le quali intessevano le loro nebbie, imp ...continua

    "Gli anni che, insidiosamente, cadevano a gocce nel silenzio, aggiungevano ognuno una spanna al vuoto. Nulla dietro. Nulla davanti. E in questo beffardo mondo, non si era altro che un sogno che sorgeva e si esauriva nella tela di ragno delle orizzontalità, le quali intessevano le loro nebbie, imprigionando per sempre..." p.8

    ha scritto il 

  • 4

    una delle scrittrici maghrebine più interessanti.
    Un libro autobiografico, dall'infanzia in Algeria fino all'emancipazione, soprattutto culturale.
    interessante il contrasto che emerge tra l'indipendenza raggiunta dal paese e la situazione della donna in Algeria.

    ha scritto il 

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