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Gerald's Game

By

Publisher: Penguin-HighBridge

3.5
(3612)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Spanish , Dutch , Portuguese , Polish , Czech , Russian , Greek

Isbn-10: 159887764X | Isbn-13: 9781598877649 | Publish date: 

Lindsay Crouse

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 3

    Lento ma con grande ripresa

    La storia è incentrata su una coppia di coniugi che decide di passare il weekend in riva al lago in solitudine, iniziato con un gioco erotico e finito brevemente con il marito avvocato stroncato da un infarto e la moglie ammanettata al letto per ore. In questo lasso di tempo la donna si ritrova a ...continue

    La storia è incentrata su una coppia di coniugi che decide di passare il weekend in riva al lago in solitudine, iniziato con un gioco erotico e finito brevemente con il marito avvocato stroncato da un infarto e la moglie ammanettata al letto per ore. In questo lasso di tempo la donna si ritrova a ripercorrere momenti della propria infanzia tra incubi e momenti di veglia caratterizzati da sete e sconforto per la propria situazione. Proprio nel momento in cui il lettore comincia a stancarsi dei soliti monologhi interiori dei tipici personaggi di King, fatti a più voci e quasi bipolari, ecco il colpo di scena: la donna riesce faticosamente a liberarsi e scopre che una presenza che avvertiva con sè, legata nella stanza, in realtà non era solo frutto della propria immaginazione.
    Considerazioni personali: la trama è lenta nel suo svolgimento, personalmente non ho apprezzato molto tutta la cavalcata storica nella vita della protagonista, che vede sì un abuso, ma che alla fine non risulta così importante per la storia stessa. Diciamo che per l'energico finale sarebbe bastata una breve premessa al tutto e non un intero libro. A mio parere, avrebbe avuto più successo come storia breve.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Solo Stephen King può scrivere non uno, ma ben due libri ambientati quasi esclusivamente in una sola stanza e appassionare così tanto!
    La parte dell'abuso però mi ha veramente sconvolto, non tanto per l'atto in sé, per quanto abbia fatto la sua parte, ma quanto per la reazione della Jessie ...continue

    Solo Stephen King può scrivere non uno, ma ben due libri ambientati quasi esclusivamente in una sola stanza e appassionare così tanto!
    La parte dell'abuso però mi ha veramente sconvolto, non tanto per l'atto in sé, per quanto abbia fatto la sua parte, ma quanto per la reazione della Jessie bambina. Il fatto che si sentisse in colpa e che pensasse che tutto ciò fosse successo a causa sua, che aveva paura che il padre non le volesse più bene. E' stato agghiacciante leggere tutto ciò (anche perché credo che sia abbastanza realistico) più del cane che banchetta col corpo di Gerald, più della mano scuoiata di Jessie.
    Il finale è stato un colpo di scena incredibile, mai mi sarei aspettata che l'uomo dalla faccia lunga fosse effettivamente un uomo in carne ed ossa. King ci ha convinti fino alla fine che fosse solo un gioco di ombre e luce lunare per poi darci la batosta finale! Fantastico!

    said on 

  • 4

    King riesce nell'impossibile

    Solo un mostro sacro della scrittura horror/thriller come Stephen King avrebbe potuto rendere interessante un romanzo con solo una manciata di personaggi e ambientato in un'unica stanza con poche varianti.
    Tuttavia alla lunga questi limiti emergono e si portano via la quinta stella nella va ...continue

    Solo un mostro sacro della scrittura horror/thriller come Stephen King avrebbe potuto rendere interessante un romanzo con solo una manciata di personaggi e ambientato in un'unica stanza con poche varianti.
    Tuttavia alla lunga questi limiti emergono e si portano via la quinta stella nella valutazione.

    said on 

  • 2

    Sottotono

    Gerald, ormai superati i 40 anni, è un avvocato di successo che, per risvegliare l’interesse nel “dovere coniugale”, decide di provare qualcosa di alternativo. Si procura così un paio di manette. Marito e moglie decidono quindi di trascorrere un’appassionante giornata nella loro casa sul lago. Il ...continue

    Gerald, ormai superati i 40 anni, è un avvocato di successo che, per risvegliare l’interesse nel “dovere coniugale”, decide di provare qualcosa di alternativo. Si procura così un paio di manette. Marito e moglie decidono quindi di trascorrere un’appassionante giornata nella loro casa sul lago. Il gioco comincia e Jessie viene ammanettata alla testata del letto, praticamente nuda, ma prima ancora di cominciare, cambia idea e supplica Gerald di liberarla. Il marito, però, prende le suppliche come parte del gioco e non accenna a fermarsi. D’istinto, Jessie scalcia con forza Geralt che, già debole di cuore, muori d’infarto, lasciando la povera moglie con entrambe le mani ammanettate. Da quel momento la vita di Jessie cambia radicalmente, il suo subconscio si divide in diverse personalità che cercano di riesumare dalla sua memoria un brutto episodio di quando era bambina, il cui trauma era riuscita a seppellire dopo tanti anni. Ma il peggio deve ancora venire, perché è quando cala il buio che cose oscure e malvage escono dai loro nascondigli... e non c’è niente di peggio che essere impotenti e immobilizzati davanti ad un oscuro essere d’ombra, lo spettro della morte, o forse lo spettro di un oscuro passato.

    Ambientare un intero libro all’interno di un’unica stanza è un azzardo per qualsiasi autore, anche se ti chiami Stephen King. Stavolta infatti l’obiettivo non è stato centrato appieno.
    L’inizio del libro è molto dispersivo, King ci mostra i pensieri di Jessie che balzano qua e la senza controllo, confondendo il lettore e appesantendo l’avanzare. Verso metà dell’opera, invece, le cose si fanno più interessanti, con un flashback dell’infanzia di Jessie e soprattutto la comparsa dell’”uomo nero”, che da la spinta necessaria per portare a termine la lettura.
    Lo stile di King stavolta vacilla in più occasioni e ci sono scene che, a fine libro, non hanno un senso logico di inserimento e non ci si può non interrogare sul loro significato (forse riconducono a una parte poi tagliata?).
    Anche i personaggi, che di solito l’autore caratterizza degnamente, qui peccano di profondità. Geralt è solo abbozzato, mentre la figura dell’”uomo nero” sembra messa li solo per fare da spauracchio, riconducendo la sua figura alle ataviche paure umane del buio e dell’impotenza davanti a qualcosa di malvagio.
    Impossibile non fare l’accostamento con il film Saw l’enigmista, il quale sembra aver preso ispirazione dall’opera kinghiana. Se vie è piaciuto il film, probabilmente vi piacerà anche il libro, anche se è sottotono rispetto ad altri lavori di King, stavolta il Re poteva fare di meglio.

    Voto: 2/5

    Citazioni:
    ... archiviava i suoi rimproveri imputandoli a una sorta di mitico ordine naturale: i pesci sono costretti a nuotare, gli uccelli a volare, le mogli a rompere le scatole.

    said on 

  • 3

    Sole spento...

    (3 stelle ½)

    "L'unico modo per andare avanti è andare avanti. Dire lo posso fare anche quando sai che non puoi"
    .
    Ero molto incuriosita da questo libro, sono una fan sfegatata di King e mi mancava questo bel thriller nella mia libreria. Una mattina l’ho trovato in una ...continue

    (3 stelle ½)

    "L'unico modo per andare avanti è andare avanti. Dire lo posso fare anche quando sai che non puoi"
    .
    Ero molto incuriosita da questo libro, sono una fan sfegatata di King e mi mancava questo bel thriller nella mia libreria. Una mattina l’ho trovato in una libreria dell’usato a un prezzo bassissimo e l’ho preso al volo.
    Non è il King che mi piace di più... ci sono state pagine che si ripetevano di continuo e le ‘tantissime’ voci nella mente di Jessy mi davano quasi la noia... era davvero detestabili... e sinceramente lei come personaggio non mi è piaciuto particolarmente.
    La povera Jessie incatenata alla spalliera del letto per via di un gioco erotico che balenava nella mente del marito Gerald. Un uomo che lei, a quanto pare, non amava poi così follemente... un uomo che quasi le faceva ribrezzo... eppure all’inizio anche a lei piaceva giocare con Gerald.
    Ma il povero avvocato sarà colpito da un infarto che gli sarà fatale, diventerà lo spuntino preferito di un cane randagio, abbandonato in quel folto bosco... affamato talmente tanto da trovare gustoso il corpo di un essere umano e qui mi verrebbe da dire che non sempre il cane è il migliore amico dell’uomo! L’ex Prince così è chiamato il cane, mi ha ricordato “Cujo” no... non era un San Bernardo questo cane, però sotto certi aspetti mi faceva ricordare di lui.
    Jessie rimarrà incatenata alla spalliera del letto, senza acqua, senza cibo, costretta ad assistere allo scempio del cadavere di suo marito, il cane ne prenderà un pezzetto alla volta, oltre al disgusto anche il dolore nel vedere il proprio amato ridotto così, ma ci sono voci nella testa della donna che sembrano quasi gioire di quella morte... di quello scempio.
    La mente di Jessie tornerà sempre più in là... a quando era bambina, a quando un’eclissi totale di sole la segnò per tutta la vita. Della serie che gli orchi sono più in famiglia che al di fuori... per fortuna non in tutti casi, ma nel caso di Jessie è stato così. Una figura che ti esprime completa fiducia, una figura che ami con tutta te stessa perché è sangue del tuo sangue, una figura che ti esprime protezione, ma in quell’eclissi Jeassie è stata tradita! Qualcuno ha violato la sua innocenza in qualche modo... tanto da portarla ad essere una donna stramba con tante voci nella testa.
    Una figura minacciosa si metterà all’angolo più scuro della camera... Jessie pensa che sia quella persona che l’ha tradita, tornata dall’aldilà per finire il suo lavoro. Una strana ombra dall’aspetto orribile è lì... ad osservarla con un ghigno malefico, lei gli implora aiuto, ma quella strana ombra non si muove... Jessie si arrenderà pensando che sia soltanto un sogno... anzi un orribile Incubo.
    Vi posto un pezzo del libro che parla di questo ombra oscura:

    «... vedeva i suoi occhi neri che la fissavano, con un’attenzione ossessiva da idiota. Vedeva il biancore cereo delle guance magre e della fronte alta, sebbene la fisionomia dell’intruso le fosse negata dal diorama di ombre che vi si agitavano sopra. Riconosceva spalle cadenti e braccia scimmiesche penzoloni, che terminavano in mani lunghe; intuiva i piedi nel triangolo nero di ombra proiettato dal comò, ma niente di più...»

    Questo era per darvi l’idea dell’ombra... uomo... che cosa sarà stata mai?
    Ecco questa è stata la mia domanda:
    Era un uomo vero, reale o un essere venuto fuori dalla fantasia di King?
    Quest’ombra mi ha convinto a leggere questo libro più assiduamente, ero curiosa di incontrare di nuovo questo strano essere, mi inquietava ma al tempo stesso mi elettrizzava.

    «E’ troppo alto e troppo magro per essere un uomo vero, Jess, lo vedi anche tu, no? E’ solo un concorso di vento, ombre, un pizzico di luce lunare... e qualche rimasuglio del tuo incubo, probabilmente. Sei convinta?».

    Questa era una delle voci di Jessy, che poi era sempre lei, le davano coraggio per affrontare quella situazione drastica in cui per sua sfortuna era finita. Voleva convincersi che non era un uomo, che forse era un’immagine, venuta da uno dei suoi incubi...
    L’ombra la deriderà, sarà lì paziente e le mostrerà i suoi averi, gioielli e ossa.
    Questo personaggio è veramente fatto bene, è stato proprio lui a far salire di livello questo romanzo, la sua nota Dark... la sua nota raccapricciante, perché quando leggerete oltre... pagine dopo pagine, scoprirete cos’è veramente... se davvero è un’ombra, venuta dagli inferi o un essere umano spregiante... da far venire il vomito.
    Comunque sia io ve lo consiglio!
    Buona Lettura!

    said on 

  • 4

    Imprendibile Re!!!

    Solo il grandissimo Stephen King si può permettere il lusso e la forte responsabilità di confezionare un serrato thriller psicologico di 367 fottute pagine, ambientandolo in un'unica location, per l'esattezza una piccola stanza, con un solo personaggio protagonista, una donna legata con le manett ...continue

    Solo il grandissimo Stephen King si può permettere il lusso e la forte responsabilità di confezionare un serrato thriller psicologico di 367 fottute pagine, ambientandolo in un'unica location, per l'esattezza una piccola stanza, con un solo personaggio protagonista, una donna legata con le manette alla tastiera del letto.
    "Il gioco di Gerald" è un esercizio di stile che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che il Re è solo e soltanto uno, e che le sue insuperabili doti sono la perfetta amalgama di una padronanza tecnica impressionante e di una fertile e acuta fantasia, capace di regalarci storie che trabordano dai generi e diventano alta letteratura senza barriere e confini.
    "Il gioco di Gerald" dispensa tensione ad ettolitri, porta all'apnea dell'angoscia, in una vera e propria lotta per la sopravvivenza che unisce lettore e protagonista di fantasia. E' una battaglia che diventa vero e proprio scontro con i demoni interiori, con le fragilità, con gli scomodi scheletri nell'armadio che invadono la coscienza, tracimando sino a rasentare gli esili confini della follia. "Il gioco di Gerald" ci insegna che le paure vanno affrontate di petto, che dobbiamo guardare e sputare in faccia all'uomo nero, una perfetta e calzante metafora di riscatto della nostra esistenza.
    Chi ha definito King "Il Re dell'horror" non ha capito nulla. Chiamatelo semplicemente "Il Re".

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Agghiacciante

    Come il 90% dei libri di King anche questo mi è piaciuto molto.
    Riesce con una sola stanza a disposizione a tenere il lettore incollato al libro fino all'ultima pagina. La cosa che mi ha stupito di più non sono le descrizioni di ciò che accade nella stanza (SPAM : quando il marito viene mas ...continue

    Come il 90% dei libri di King anche questo mi è piaciuto molto.
    Riesce con una sola stanza a disposizione a tenere il lettore incollato al libro fino all'ultima pagina. La cosa che mi ha stupito di più non sono le descrizioni di ciò che accade nella stanza (SPAM : quando il marito viene masticato e mangiato dal cane o quando lei si taglia per fuggire dalle manette), ma ciò che è successo alla donna. Non so se il motivo vero sia perché sono mamma, ma quando racconta "il giorno dell'eclisse" mi sono venuti i brividi e le lacrime agli occhi. Non mi capacito come riesca a scrivere in una maniera così dettagliata e così veritiera. Da paura! Consigliato a tutti gli amanti di King, da non perdere questa sua deliziosa chicca.

    said on 

  • 3

    L'intera storia si svolge con una sola protagonista che si ritrova in un solo ambiente ammanettata a un letto dopo un gioco erotico. Basterebbe un racconto di sole 20 pagine per descrivere l'accaduto, invece incredibilmente King dà vita a un dialogo folle, e solo apparentemente irrazionale, fra d ...continue

    L'intera storia si svolge con una sola protagonista che si ritrova in un solo ambiente ammanettata a un letto dopo un gioco erotico. Basterebbe un racconto di sole 20 pagine per descrivere l'accaduto, invece incredibilmente King dà vita a un dialogo folle, e solo apparentemente irrazionale, fra diverse parti del subconscio di Jessie, la quale ripercorre episodi che hanno segnato la sua vita da quando era bambina, episodi che credeva di aver rimosso.
    La lettura di questo libro somiglia a un incubo dal quale si vorrebbe subito uscire ma è necessario arrivare fino in fondo per potersi risvegliare e, come se non bastasse, anche il finale riserva qualche interessante passaggio macabro e cruento.

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  • 3

    Dopo un libro Ni e uno bello bello, ma non particolarmente spaventoso....finalmente un libro di King che mi ha fatto venire gli incubi! Ero quasi rassegnata... ciò nonostante, continuo a preferire li Carrie...l'ho trovato lento e prolisso, a tratti fino alla noia...

    said on 

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