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Germania

By Publio Cornelio Tacito

(276)

| Others | 9788804343523

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    Di bello, nelle opere degli antichi, vi è la capacità di sorprendere il lettore odierno, ormai così poco propenso al meraviglioso. È il caso del grande Tacito, che par condurre l'ignaro uomo del Duemila negli abissi del tempo, alla scoperta degli orr ...(continue)

    Di bello, nelle opere degli antichi, vi è la capacità di sorprendere il lettore odierno, ormai così poco propenso al meraviglioso. È il caso del grande Tacito, che par condurre l'ignaro uomo del Duemila negli abissi del tempo, alla scoperta degli orridi luoghi e delle misteriose genti di là dalle Alpi... Testo più etnologico che storiografico, ha provocato sulla mia pelle leggeri, piacevoli brividi.

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    aleksandr said on Jan 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    l'unico modo di godere del moralismo conservatore

    Tacito: l'unico modo di godere del moralismo conservatore.

    Libro veloce: la traduzione è ben fatta, l'apparato di note non appesantisce il testo e riporta informazioni realmente interessanti, un vero valore aggiunto (quante volte si leggono note evi ...(continue)

    Tacito: l'unico modo di godere del moralismo conservatore.

    Libro veloce: la traduzione è ben fatta, l'apparato di note non appesantisce il testo e riporta informazioni realmente interessanti, un vero valore aggiunto (quante volte si leggono note evitabilissime!).
    Libro ricco di curiosità etnografiche, e di splendide descrizioni naturali ("Rhenus Raeticarum Alpium inaccesso ac praecipiti vertice ortus modico flexu...": il Reno, che sgorga da un'irraggiungibile, vertiginosa cima delle Alpi Retiche, con una morbida deviazione... - la traduzione è mia, difficile resistere alla tentazione :)

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    Wisconsin said on Dec 30, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un trattato di antropologia in piena regola

    C'è poco da dire sulle abilità di Tacito: sarei superfluo e direi cose già dette; è risaputo che il suo stile e il suo metodo sono quanto di più moderno ci ha consegnato la letteratura latina.

    Quanto al contenuto, è un vero e proprio trattato di ant ...(continue)

    C'è poco da dire sulle abilità di Tacito: sarei superfluo e direi cose già dette; è risaputo che il suo stile e il suo metodo sono quanto di più moderno ci ha consegnato la letteratura latina.

    Quanto al contenuto, è un vero e proprio trattato di antropologia, che non ha nulla da invidiare agli analoghi moderni, anzi: forse gli antropologi e gli storiografi moderni dovrebbero far proprio il metodo e lo stile tacitiano, dato che le opere moderne di questo genere sono mattoni illeggibili e noiosi.

    Cosa che mi ha colpito particolarmente è l'importanza data (soprattutto nella prima parte) da Tacito alla questione etica.

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    Franzluc said on Jun 30, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    I BARBARI

    "occhi arroganti e azzurri, chiome fulve, corpi alti e muscolosi atti soltanto all’assalto; non egualmente pazienti e resistenti ai lavori faticosi…

    sono nudi o coperti di un leggero saio. Nessuno sfarzo di ornamenti…

    Assumono i re per la loro no ...(continue)

    "occhi arroganti e azzurri, chiome fulve, corpi alti e muscolosi atti soltanto all’assalto; non egualmente pazienti e resistenti ai lavori faticosi…

    sono nudi o coperti di un leggero saio. Nessuno sfarzo di ornamenti…

    Assumono i re per la loro nobiltà, i generali per il loro coraggio. I re non hanno potere assoluto e infinito

    Non credono saggio il rinchiudere fra pareti gli Dei e avvilire con una forma umana la grandezza dei celesti. Boschi sacri e selve sono religiosamente dedicati a loro, e chiamano col nome di Dio quella divinità segreta che soltanto il loro sentimento vede.

    Quando non fanno la guerra sono tutti dediti al sonno e al cibo e per una meravigliosa contraddizione della natura, tanto amano l’ozio quanto amano la pace.

    I popoli della Germania non abitano in città, vivono dove una sorgente, un campo, una selva li attrasse; ognuno circonda la sua casa di spazio libero

    le donne passano la vita custodendo il loro pudore, non corrotte dall’esaltazione degli spettacoli e dall’eccitamento dei banchetti.

    esse ricevono un solo marito come ebbero un solo corpo e una sola anima

    la madre nutre colle sue mammelle tutti i suoi figli e non li affida ad ancelle o nutrici

    Nessun altro popolo é più largo di banchetti e ospitalità. Considerano illecito allontanare un mortale dal proprio tetto

    la persona conosciuta e l’ignota, davanti al diritto di ospitalità, non sono distinte.

    Godono dei doni, ma non contano i già fatti, né si sentono obbligati da quelli ricevuti.

    Stupefacente é la barbarie dei Fenni: non hanno armi né cavalli né penati; il loro cibo é l’erba. La caccia nutre egualmente gli uomini e le donne. Altro rifugio non hanno i bambini contro le belve e le piogge che una capanna di rami intrecciati .Ma pensano che sia questo un modo di vivere più felice che gemere nel faticoso lavoro dei campi; costruire case o commerciare le proprie e altrui ricchezze, tra speranza e timore. Sicuri contro gli uomini, sicuri contro gli Dei, essi hanno ottenuto la cosa più difficile cioè l’assenza di ogni desiderio."

    Tacito si era innamorato dei Barbari della Germania e Marinetti dei Barbari di Tacito e noi ci godiamo questa specie di saggio poetico, un inno alla vita dura e selvaggia, agli istinti al coraggio e alla bellezza della spontaneità, perduti da noi e ancora prima dai romani dell’epoca di Tacito, corrotti dal lusso e dagli intrighi di potere.

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    Grazia Infante said on Apr 24, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scorrevole ed interessante! Una lettura universitaria che ho trovato veramente piacevole! Tacito scrive e descrive la Germania senza finire con l'essere prolisso e didascalico come mi aspettavo da un'opera etnografica!

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    Gloire said on Oct 12, 2011 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    LA PAURA COME CONFINE

    "Germania omnis a Gallis Raetisque et Pannoniis Rheno et Danuvio fluminibus, a Sarmatis Dacisque mutuo metu aut montibus separatur."
    Nessuna ostentazione di "latinorum", non preoccupatevi!
    L'incipit di questo opuscolo tacitiano va, però, necessaria ...(continue)

    "Germania omnis a Gallis Raetisque et Pannoniis Rheno et Danuvio fluminibus, a Sarmatis Dacisque mutuo metu aut montibus separatur."
    Nessuna ostentazione di "latinorum", non preoccupatevi!
    L'incipit di questo opuscolo tacitiano va, però, necessariamente citato in lingua originale.
    Traduco immediatamente; anzi faccio tradurre Marinetti:
    " I fiumi Reno e Danubio separano l'intera Germania dai Reti e dai Pannoni; la reciproca paura e i monti la separano dai Sarmati e dai Daci."
    La paura come setto di separazione tra le genti; la paura come elemento di confine e discriminazione; la paura come metafora di fiumi, mari e montagne.
    La paura buttata lì, quasi distrattamente, tra l’orografia e l’idrografia!
    Uno stato d’animo come muro invalicabile. Invalicabile ma non incrollabile: le prime crepe le dobbiamo proprio all’ironia acquattata in quella parola estranea , nascosta tra toponimi e lapidarie geografie.
    Ironia in veste di invito alla diversità.
    Oggi è il 17 marzo e la paura è ancora lì, risvegliata da chi non l’ama sopita. Da chi non ha mai letto Tacito.
    Il mare pieno di barconi vede alimentate le sue tempeste da paure che respingono la diversità e difendono il nostro giardino. Nessuno si è accorto che è pieno di fiori appassiti?

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    Gasp said on Mar 17, 2011 | 1 feedback

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