Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Germinale

By Emile Zola

(83)

| Paperback | 9788804599456

Like Germinale ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Nel calendario della Francia rivoluzionaria, Germinale è il mese della fioritura, del rinnovamento della natura. Un titolo ricco di delicate suggestioni, quindi, per il tredicesimo romanzo del ciclo dei Rougon-Macquart, che sembra però cozzare con l' Continue

Nel calendario della Francia rivoluzionaria, Germinale è il mese della fioritura, del rinnovamento della natura. Un titolo ricco di delicate suggestioni, quindi, per il tredicesimo romanzo del ciclo dei Rougon-Macquart, che sembra però cozzare con l'ambientazione cupa e dolorosa e con i toni a tratti di feroce polemica della narrazione. Étienne Lantier, figlio di Gervaise Macquart, trova impiego nelle miniere del Nord della Francia, all'epoca della prima rivoluzione industriale. Sconvolto dalle durissime condizioni di vita dei minatori, Étienne organizza la resistenza, ma lui stesso, insieme alla ragazza di cui è innamorato e al rude amante di lei, finirà per rimanere intrappolato in una galleria. In apparenza un fallimento, l'eccidio di lavoratori con cui lo sciopero si chiude è in realtà il primo seme di quella primavera della giustizia e dell'uguaglianza tra gli uomini evocata dal titolo. Pubblicato nel 1885, Germinale è uno dei romanzi più celebri di Zola, se non di tutta la letteratura francese dell'Ottocento; un accurato affresco storico ma soprattutto un esempio indimenticabile della potenza narrativa di Zola. Lo disse Oscar Wilde: "In Germinale c'è qualcosa di epico". La postfazione è di Henry James.

159 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Germinale non mi è piaciuto. Ho fatto fatica a leggerlo per la scrittura arcaica e le descrizioni interminabili. Lo stile di Zola è spoglio, privo di quel minimo dettaglio che dà luce alla narrazione. Certo il contesto non aiuta, la sofferenza dei mi ...(continue)

    Germinale non mi è piaciuto. Ho fatto fatica a leggerlo per la scrittura arcaica e le descrizioni interminabili. Lo stile di Zola è spoglio, privo di quel minimo dettaglio che dà luce alla narrazione. Certo il contesto non aiuta, la sofferenza dei minatori è buia, però ho trovato ogni parola stanca, incenerita, morta. Lo stile di scrittura così pesante, mai brillante ha reso la lettura di questo libro monotona e sgradevole. La storia non mi ha per niente coinvolta, i personaggi fanno sempre l’opposto di quello che farei io nelle loro condizioni. Non capisco bene le vicende di carattere politico, questo campo è ancora distante dai miei pensieri. Sicuramente nell’epoca in cui è stato scritto era un romanzo importante, tuttavia secondo me ha avuto un ruolo storico più che letterario. Non capisco il messaggio di speranza che Zola vuole dare nel finale: prima dimostra che la ribellione non serve a niente, tutto torna come all’inizio del libro. Sono leggermente cambiati forse i pensieri dei minatori, ma senza Stefano sprofonderanno di nuovo nell’ignoranza e nell’abitudine. Le condizioni dei minatori erano pessime, ma nel sistema della società dall’Ottocento ad oggi non è cambiato molto: gli impiegati dei call center, per esempio, telefonano otto ore al giorno, sono sottopagati ma rassegnati a una triste esistenza. Intanto le multinazionali per cui lavorano si arricchiscono sempre di più.
    Il libro più brutto che io abbia mai letto. Noioso, interminabile, senza senso né finale. Se potessi gli darei zero stelle.

    Is this helpful?

    Ines said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    10° classico per la sfida classici 2013/2014

    Un capolavoro senza tempo ma di non facile lettura. Claustrofobico è dire poco, si arranca, si soffoca un po', si lascia lì sul comodino per qualche ora, si spera in un evento positivo,si riflette, ci si rassegna, ci si perde nelle parole di Zola. Du ...(continue)

    Un capolavoro senza tempo ma di non facile lettura. Claustrofobico è dire poco, si arranca, si soffoca un po', si lascia lì sul comodino per qualche ora, si spera in un evento positivo,si riflette, ci si rassegna, ci si perde nelle parole di Zola. Durante la lettura non pensavo di dargli il massimo dei voti perchè ho fatto fatica a leggere alcuni capitoli, però poi quello che ti lascia alla fine è un senso di impotenza immenso, un universo intero su cui ragionare. Come se tutti gli eventi fossero successi inutilmente, come se le disgrazie non fossero servite a nulla, come se i morti fossero già stati dimenticati troppo in fretta dalle autorità. Le 5 stelle sono per il il disegno generale, per tutto il complesso, per la denuncia, per la modernità. Se lo si legge tanto per leggerlo non lascia molto.
    La scrittura è talmente descrittiva e dettagliata che più volte mi sono ritrovata a chiedermi quanto potesse ancora parlare di minatori, pozzi e gallerie. Non risparmia nessuna azione, descrive tutto come se non ci servissero gli occhi per vedere quello che sta succedendo.

    "Ma lui, senza ascoltarla, continuava a stringerla disperatamente, col cuore colmo di un'immensa tristezza. Lo invadeva un bisogno di tranquillità, un irresistibile bisogno di essere felice. Si vedeva sposato, in una piccola casa linda, senza altra ambizione che quella di vivere e morire là dentro, tutti e due. Un po' di pane gli sarebbe bastato, e se ce ne fosse stato per uno solo, sarebbe stato per lei. Perchè chiedere di più? A che altro serviva, la vita?"

    Che è senza tempo l'ho già detto.

    Is this helpful?

    SimiBunny said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho immaginato le ambientazioni così come descritte Zola, un po' come fa Etienne, con rabbia e indignazione per queste persone ridotte al ruolo di bestie e come tali lo sono di rimando anche i comportamenti, il lasciarsi andare facilmente agli sfoghi ...(continue)

    Ho immaginato le ambientazioni così come descritte Zola, un po' come fa Etienne, con rabbia e indignazione per queste persone ridotte al ruolo di bestie e come tali lo sono di rimando anche i comportamenti, il lasciarsi andare facilmente agli sfoghi e agli impulsi primari.
    La questione sociale è sicuramente il fattore più importante e trainante del romanzo, la visione politica confusa di Etienne, l'ignoranza del popolo e la nera, gelida miseria, all'opposto dell'opulenza soffocante della casta superiore, non lasciano spazio ad altri sentimenti: i poveri non possono permetterseli e i ricchi forse non ne sono capaci.
    La cupezza, la disperazione, la fame sono tali da gonfiare gli animi dei minatori, massa umana che si muove alla ricerca di una qualsiasi soluzione, forse coscienti di andare incontro anche la morte.
    Pagine che rimarranno impresse nella memoria: ho letto che dei minatori accompagnarono il feretro alla morte di Zola al grido di "Germinale, Germinale" a testimonianza del potere delle parole.

    Is this helpful?

    Controvento said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "Un esercito vendicatore la cui germinazione avrebbe fatto esplodere la terra."

    Bellissima storia, di vite e di disperazione, di riscatti e lavoro sodo.
    Un romanzo a tratti claustrofobico, ma molto convincente. Molto partecipativo. E poi il risvolto socio-politico gli da una natura doppia. Una vita parallela. Riesce a restituirt ...(continue)

    Bellissima storia, di vite e di disperazione, di riscatti e lavoro sodo.
    Un romanzo a tratti claustrofobico, ma molto convincente. Molto partecipativo. E poi il risvolto socio-politico gli da una natura doppia. Una vita parallela. Riesce a restituirti umanità, perduta nelle pieghe della lotta dei lavoratori; da una contrapposizione sociale un altro seppur bravo scrittore avrebbe tratto un bellissimo e romanzato lieto fine.
    Zola no, non è di quella schiatta. Ha un altro intento, lui. Un libro, un romanzo, una storia, truce e spietato ma anche lungimirante. E lo si intuisce nella metafora della pagina finale dove si sublima tutto il dispiacere provato in quelle precedenti. Il risveglio. La campagna d'aprile sotto i raggi infuocati da sole, ammantata da gemme in fiore, così come quei lavoratori chini e neri che pian piano avrebbero raccolto i frutti delle tante lotte e sofferenze.

    Is this helpful?

    Joad said on Jul 3, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Difficile scrivere qualcosa che non avete ancora detto, ma a rischio di annoiarvi ci provo! Intanto dovessi dipingere “ Germinale” userei tre colori: Nero, come la notte, il buio, il carbone, Bianco, come la luna , come il freddo, come la morte e Ros ...(continue)

    Difficile scrivere qualcosa che non avete ancora detto, ma a rischio di annoiarvi ci provo! Intanto dovessi dipingere “ Germinale” userei tre colori: Nero, come la notte, il buio, il carbone, Bianco, come la luna , come il freddo, come la morte e Rosso come il sangue , come la gelosia, come l’amore e gli ideali.
    Zola ci fa vivere in un mondo vero, di lotta per la sopravvivenza e la specie più forte avrà la meglio.
    Scontro tra la borghesia e gli operai, tra piccoli proprietari e grandi Compagnie, tra poveri, tra uomini e donne, tra uomini per il possesso delle cose, delle donne e del consenso. Dall’inizio alla fine non c’è un attimo di tregua e anzi è un crescendo di rabbia e di violenza . Ci sono pagine talmente brutali che fanno male! Mi ha sorpreso la reazione di Bellamorte che sembrava ormai fuori dalla realtà! Non mi aspettavo nemmeno che Etienne si salvasse e che si riappacificasse con la Maheude! Catherine è forse il personaggio che più mi ha fatto soffrire; piccola grande donna-bambina che con coraggio affronta il destino a cui non può sfuggire! Almeno alla fine è morta conoscendo l’Amore.
    Personaggio inquietante e fondamentale è Suvarin, amico/nemico di Etienne. I due sono la rappresentazione di due ideali simili ,ma diversi. Forse mi sbaglio, ma simboleggiano i contrasti tra gli anarchici di Bakunin e i comunisti di Marx, dapprima insieme nella Prima Internazionale.
    « Innanzitutto l'abolizione della miseria, della povertà, e la completa soddisfazione di tutte le necessità materiali per mezzo del lavoro collettivo, obbligatorio e uguale per tutti; e poi l'abolizione dei padroni e d'ogni specie di autorità, la libera organizzazione della vita, del paese in relazione alle necessità del popolo, non dall'alto in basso secondo l'esempio dello Stato, ma dal basso in alto, curata dal popolo stesso al di fuori di ogni governo e dei parlamenti; la libera unione delle associazioni dei lavoratori della terra e delle fabbriche, dei comuni, delle province, delle nazioni; e infine in un domani non lontano, la fraternità di tutta l'umanità trionfante sulla rovina di tutti gli Stati » . Così Bakunin.
    Il libro inizia con l’arrivo di Etienne e finisce con la sua partenza, ma in qualche modo è l’inizio di una nuova vita, nuova speranza in un mondo nuovo!

    Is this helpful?

    Lorena S. said on Jun 17, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book

Margin notes of this book