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Germinale

Di

Editore: Einaudi

4.3
(1269)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 518 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Portoghese , Turco

Isbn-10: 8806135309 | Isbn-13: 9788806135300 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Camillo Sbarbaro

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 5

    Arrivo davvero tardi a leggere Zola e mi mangio le mani, perché questo romanzo mi è davvero piaciuto! Aiutato dall'ottima traduzione di questa edizione, arricchita da puntuali note che chiariscono e c ...continua

    Arrivo davvero tardi a leggere Zola e mi mangio le mani, perché questo romanzo mi è davvero piaciuto! Aiutato dall'ottima traduzione di questa edizione, arricchita da puntuali note che chiariscono e contestualizzano le vicende narrate, trovo che il romanzo abbia retto benissimo la prova del tempo, sia per i temi trattati che per lo stile narrativo, asciutto e diretto, quasi mai letterario, ma molto efficace.

    Di cosa parliamo quando parliamo di lotta di classe? Di povertà, di sfruttamento degli indigenti? Di lotte sindacali e di socialismo? Le risposte sono tutte in questo cupo romanzo.

    Per secoli le miniere di carbone di Mountsou hanno inghiottito (spesso letteralmente) i minatori della zona e dato loro esigui mezzi di sussistenza, mentre facevano la ricchezza dei borghesi e degli azionisti della Compagnia Mineraria. La crisi industriale però minaccia l'attività estrattiva alle fondamenta: nessuno vuole più il carbon fossile. Allora la Compagnia corre ai ripari rifacendosi sugli operai, tagliando il loro salario e riducendoli ancora di più alla fame. Esasperati da questa situazione, aizzati dall'ex operaio meccanico Étienne folgorato dal socialismo, cominciano uno sciopero durissimo che li porterà allo stremo. Solo l'intervento dell'esercito, dopo mesi di sciopero, porrà fine alla protesta violenta, lasciando dietro di sé una scia di sangue. La ricca borghesia è così salva. I minatori, sconfitti ed umiliati, vengono costretti a rinunciare ad ogni rivendicazione, perpetuando il loro destino di sfruttati che genereranno altri sfruttati, condanna della loro miserevole condizione.

    Utilizzando uno stile etnografico improntato al realismo, Zola ci mostra il contrasto stridente tra le miserevoli condizioni di vita dei minatori e l'opulenza dei borghesi. Nulla sfugge al suo sguardo, nemmeno la sessualità, raccontata in modo molto carnale: da questo punto di vista non sembra nemmeno il classico pudico romanzo ottocentesco.

    Ma com'era la vita di un minatore dell'epoca? Un'esistenza di stenti, vissuta nella promiscuità, tra violenze, ignoranza e povertà. Sempre con l'assillo della fame, improntata spesso al vizio, sottomessa al potente di turno. E piena di una fatica immane, giornaliera, sfiancante. Una sorta di gorgo da cui non si poteva che essere risucchiati.

    Mentre il romanzo procede viviamo l'epifania di Étienne, che prende coscienza della condizione miserrima in cui versano lui, i suoi compagni e tutta la classe operaia. Allora si persuade che sia giunto il momento di fare qualcosa per riscattare le loro vite, vedendo la soluzione nel socialismo. In questo processo di riconoscimento di classe, spicca il confronto con l'anarchico Suvarin, che opporrà il suo nichilismo assoluto ad ogni idea di costruire qualcosa di nuovo: mentre uno è per cambiare il sistema, l'altro è per distruggerlo violentemente, non curandosi di cosa verrà dopo. Sia Étienne che Suvarin porteranno a compimento le loro idee, con esiti drammatici in entrambi i casi.

    Insomma tanti temi, in alcuni punti trattati in maniera forse un po' semplicistica, ma capaci di aprirci gli occhi tuttora, perché lo sfruttamento del ricco sul povero, più o meno mascherato, non è mai cessato. Penso basti questo per renderlo una lettura assolutamente necessaria.

    Sebbene sia forte un senso di cupezza che ammanta tutto il racconto, il romanzo si chiude con una voce di speranza: come in primavera i semi germogliano, così i diritti dei lavoratori sono destinati a germogliare. In quale primavera, però, non è dato saperlo.

    ha scritto il 

  • 5

    "Pane, pane, pane!"

    Di Zola avevo letto solo Terese Raquin e mi era piaciuto, ma devo dire che quando tratta la vicende delle masse anziché quella dei singoli, il gigante del naturalismo supera se stesso. Protagonisti di ...continua

    Di Zola avevo letto solo Terese Raquin e mi era piaciuto, ma devo dire che quando tratta la vicende delle masse anziché quella dei singoli, il gigante del naturalismo supera se stesso. Protagonisti di questa vicenda sono i minatori francesi, che si spaccano la schiena per ore sotto terra rischiando la vita e non ne ricavano neanche il necessario per vivere. Affamati e trascurati fin dalla nascita, quasi bestie nella loro promiscuità, quando tra loro arriva Etienne Lantier (figlio dei protagonisti dell'Assommoir, che leggerò a breve) con le sue idee di socialismo, sciopero e rivolta si lasciano trascinare, abbagliati dalla possibilità di sconfiggere il mostro invisibile che ingrassa nell'ombra divorandoli...
    Un romanzo epico, che verso il finale si fa incalzante, commovente, struggente e spietato. Ho ancora nelle orecchie il grido straziante dei minatori di Montsou: "Pane, pane, pane!" e sapere che tante persone oggi ancora vivono così, che anche noi potremmo tornare a vivere così vista la situazione attuale, non è affatto rassicurante!

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro, uno di quei libri fondamentali da leggere nella vita, come Furore per esempio...i poveri che sono poverissimi, i bambini nelle famiglie che fanno i bisogni tutti insieme come fossero ca ...continua

    Un capolavoro, uno di quei libri fondamentali da leggere nella vita, come Furore per esempio...i poveri che sono poverissimi, i bambini nelle famiglie che fanno i bisogni tutti insieme come fossero cagnolini, le persone che si svegliano che è ancora notte per andare a lavorare, al freddo e al gelo, che si mettono il briqué da mangiare sulla schiena sotto i vestiti e si avviano alla miniera come se avessero la gobba, che vivono in dieci in una casetta minuscola e non hanno quasi niente da mangiare, che lavorano sottoterra al buio, in mezzo a correnti freddissime e gran calore, in spazi angusti e claustrofobici, contrapposti alla borghesia benestante che si sveglia al caldo non si chiede mai perché né dice grazie, coi genitori che osservano con amore la figlia grassa e antipatica svegliarsi con comodo e fare colazione con brioche e cioccolata...
    E questo è solo l'inizio, quante cose da dire su Gérminale...!!! La rabbia cieca, cattiva e inutile delle folle, il furore che diventa violento e sempre più crescente, il rifiuto a smettere di scioperare per non vanificare tutta la fatica, la fame e la resistenza già patiti. Il fallimento, tutto che torna praticamente come prima, però la nuova speranza, quella consapevolezza che nel frattempo un passo avanti si è fatto, che la prossima volta andrà meglio. Un romanzone potentissimo, mi vengono le lacrime a ripensarci.

    PS: traduzione eccellente, ma "gli" usato come pronome femminile non si può proprio sentire...è programma di seconda elementare!!! Non è che uno vale l'altro.

    ha scritto il 

  • 3

    C'è sempre una prima volta.
    Questa è la prima volta che arranco con un libro di Zola.
    Germinale è un affresco della società di fine Ottocento, pieno di sofferenza. La durissima vita dei minatori provo ...continua

    C'è sempre una prima volta.
    Questa è la prima volta che arranco con un libro di Zola.
    Germinale è un affresco della società di fine Ottocento, pieno di sofferenza. La durissima vita dei minatori provoca nel lettore tanta tristezza che si acuisce sempre di più man mano che ci si avvicina al finale.
    Ma in molti tratti l'ho trovato pesante, ci sono voluti mesi per trovare il coraggio di finirlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Epico

    forse non sono d'accordo con Oscar Wilde che tale lo definì ma secondo me è un romanzo completo, fatto
    di rivolta e disuguaglianza, universalità del dolore e passioni, indomita lotta e rassegnazione. ...continua

    forse non sono d'accordo con Oscar Wilde che tale lo definì ma secondo me è un romanzo completo, fatto
    di rivolta e disuguaglianza, universalità del dolore e passioni, indomita lotta e rassegnazione. forse poco naturalistico più ottocentesco in realtà, più russo che francese.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo potente e vivo. Mi ha fatto patire la fatica, il desiderio di riscatto, la fame, il freddo, il dolore. E soprattutto la sensazione di essere senza una via d'uscita (in tutti i sensi possibi ...continua

    Un romanzo potente e vivo. Mi ha fatto patire la fatica, il desiderio di riscatto, la fame, il freddo, il dolore. E soprattutto la sensazione di essere senza una via d'uscita (in tutti i sensi possibili).

    ha scritto il 

  • 5

    Al centro del romanzo la potenza della massa, la sua forza e la sua dignità, ma anche la sua impulsività ed imprevedibilità, di cui farà le spese lo stesso protagonista.
    Un racconto duro, realista, sc ...continua

    Al centro del romanzo la potenza della massa, la sua forza e la sua dignità, ma anche la sua impulsività ed imprevedibilità, di cui farà le spese lo stesso protagonista.
    Un racconto duro, realista, sconcertante, per certi versi anche angosciante ed opprimente, ma eccezionale nella sua capacità descrittiva.

    ha scritto il 

  • 5

    In un'avvincente narrazione, Zola racconta in Germinale gioie, dolori e speranze disattese di un borgo di minatori a Montsou durante la crisi industriale. L'opera è inopinabilmente tra le più celebri ...continua

    In un'avvincente narrazione, Zola racconta in Germinale gioie, dolori e speranze disattese di un borgo di minatori a Montsou durante la crisi industriale. L'opera è inopinabilmente tra le più celebri dell'autore naturalista - e certamente non a caso.

    Nonostante la sua mole (649 pagine nella mia edizione), si legge velocemente grazie allo stile scorrevole e coinvolgente. L'accuratezza quasi scientifica imposta dal naturalismo -di cui Zola è tra i massimi esponenti- è pienamente resa dall'ampia documentazione e dalle ricerche sull'ambiente minerario in cui l'autore stesso si è prodigato prima di scrivere. Un'ulteriore nota di pregio va ad aggiungersi per il lavoro e le scelte di traduzione di Ida Porfido.

    Germinale, è in sintesi, nel senso più proprio e possibilmente non inflazionato del termine, un capolavoro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    angosciante !

    Da Zola non ci si aspetta il lieto fine, e infatti…
    Anche se il sol dell'avvenir coi suoi "raggi infiammati" illumina una "mattina di giovinezza", si devono percorrere prima tutti i grad ...continua

    angosciante !

    Da Zola non ci si aspetta il lieto fine, e infatti…
    Anche se il sol dell'avvenir coi suoi "raggi infiammati" illumina una "mattina di giovinezza", si devono percorrere prima tutti i gradini di una tragica scala discendente, come quella che porta nel buio della miniera, attraversando la disperazione, la miseria sempre più nera, il lavoro sfiancante e malpagato, uno sciopero drammatico che affama e uccide, le disgrazie e il dolore accettati come un ineludibile destino.

    E poi c'è quella famiglia… quella su cui si abbattono tragedie senza fine, tanto che vien da chiedersi: "Com'è possibile resistere a tanto ?"
    La Maheude, Madre Coraggio, ce la fa, anche se è costretta infine a chinare il capo, in un'apparente rassegnazione, in attesa della "germinazione che avrebbe fatto presto scoppiare la terra".

    ha scritto il 

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