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Gesù

L'invenzione del Dio cristiano

By Paolo Flores d'Arcais

(241)

| Paperback | 9788896873335

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Book Description

Il libro best seller di Benedetto XVI dedicato alla figura di Gesù di Nazareth ha dato vita a un acceso dibattito tra storici, teologi, saggisti. Paolo Flores d’Arcais capovolge radicalmente le tesi di Joseph Ratzinger, dimostrandone l’inconsistenza Continue

Il libro best seller di Benedetto XVI dedicato alla figura di Gesù di Nazareth ha dato vita a un acceso dibattito tra storici, teologi, saggisti. Paolo Flores d’Arcais capovolge radicalmente le tesi di Joseph Ratzinger, dimostrandone l’inconsistenza con questo pamphlet guidato da una fedele e rigorosa lettura delle fonti storiche.
La tesi dell’autore, che del resto coincide con il mainstream di due secoli di studi storici sull’argomento, è lineare: Gesù non era cristiano, era un ebreo osservante, che mai avrebbe immaginato di dar vita a una nuova religione e meno che mai di fondare una “Chiesa”. Mai si è proclamato Messia, e se qualcuno degli apostoli ha ipotizzato che fosse “Cristo”, ha sempre rifiutato questa investitura. Gesù e Cristo sono dunque due figure incompatibili. Storicamente reale il primo, profeta apocalittico ebreo di Galilea, frutto di tre secoli di “invenzione” teologica il secondo, culminati nel concilio di Nicea.

38 Reviews

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    Il cristianesimo, così come lo conosciamo, fu un'invenzione di Paolo, che lo modellò su una base misterica in seguito a una serie di esperienze mistiche. Troppo concisa la narrazione e l'esposizione della tesi, peraltro non originale. Il libro tuttav ...(continue)

    Il cristianesimo, così come lo conosciamo, fu un'invenzione di Paolo, che lo modellò su una base misterica in seguito a una serie di esperienze mistiche. Troppo concisa la narrazione e l'esposizione della tesi, peraltro non originale. Il libro tuttavia si legge bene.

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    Gioagn said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

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    ---> la trovi anche sul mio blog: http://ibastoncinidelghiacciolo.wordpress.com/2011/10/1…

    Ho comprato questo volumetto poco dopo aver superato l'esame di Storia delle chiese e del cristianesimo, in un diverso cont ...(continue)

    ---> la trovi anche sul mio blog: http://ibastoncinidelghiacciolo.wordpress.com/2011/10/1…

    Ho comprato questo volumetto poco dopo aver superato l'esame di Storia delle chiese e del cristianesimo, in un diverso contesto difficilmente mi sarei avvicinato ad un libro su questo argomento e scritto da questo autore.
    Già, perché ho scelto di acquistare questo Gesù per leggere le atee tesi di d'Arcais e metterle a confronto con quanto studiato per l'esame: un mettermi alla prova correlato da una buona dose di autocompiacimento.

    Il libro è breve, poco meno di 130 pagine, appare corposo solo per la scelta editoriale di stamparlo in formato tascabile (scelta che di mio non condivido).
    Lo stile di d'Arcais rimane quello con il quale l'ho conosciuto sulle pagine di MicroMega, anche se speravo che la pubblicazione di un libro divulgativo gli facesse cambiare registro; invece rimane il solito aggressivo e incalzante modo di esporre le tesi, uno stile che da sempre mi ha dato l'impressione di un "sotuttoio" che poco spazio da alle idee altrui auto-convinto della superiorità della propria (proprio quello che contesta alla Chiesa in questo testo e in altri articoli).

    Così, tutto preso dalla propria attività, l'autore si inerpica su di un lavoro veramente vasto per una pubblicazione così ridotta. Tenta di fare il divulgatore di molte teorie contrastanti con la dottrina della Chiesa di Roma senza provare a farne una sintesi propria o a inserirci un proprio pensiero che non sia la solita vis polemica.
    Ma d'altronde è un filosofo e non uno storico e, una volta finito di leggere il libro, vien da domandarsi perché abbia scelto di entrare in questo campo, non poteva piuttosto pubblicare un lavoro divulgativo incentrandolo sulla filosofia citando i maggiori autori atei e agnostici? A mio avviso ne sarebbe venuto fuori un testo migliore.

    Il pamphlet perciò risulta un insieme di punti sviluppati più a citazioni e contro-citazioni, che con un'argomentazione, originale o non. Le stesse citazioni sono lasciate all'apparato notarile a piè pagina (a mio avviso piuttosto essenziale), senza poi una più completa bibliografia finale; c'è solo nelle "Istruzioni per l'uso" uno scarno elenco di libri. Sarebbe certamente stata gradita una bibliografia finale contenente sia le opere utilizzate, sia ulteriori opere d'approfondimento per chi avesse voluto studiare più a fondo l'argomento ( nel giustificare tale scelta, ritrovo in d'Arcais quello stile "basto io a dir le cose, porto io la verità").

    Nel concluderlo poi mi son chiesto chi potesse anche essere il destinatario di tale libro. Il papa? No di certo, lavoro è troppo misero. Qualche credente? Difficile che si avvicini a un testo del genere e ancor più difficile che nel leggerlo trovi dubbi sulla fede; girando sui forum cattolici le tesi riproposte da d'Arcais sono più e più volte confutate o confermate a seconda del contesto da cui sono state estrapolate. Il libro poi non può essere destinato a qualche non credente, visto che riprende in maniera troppo semplicistica troppi autori, anche diversi tra loro ( come posso discutere di Gesù con i cattolici citando Küng, autore cattolico?).
    Alla conclusione del libro l'idea di uno scritto compiuto da un filosofo e non da uno storico prende sempre più corpo e la domanda "perché è stato pubblicato questo libro" prende sempre più piede.

    In sostanza, per concludere con qualche buona parola per il libricino, l'unica parte che mi è parsa valida del libro, ben scritta, non polemica, neutra, è il "Commiato"; due facciate che contengo il riassunto dell'intero libro, il che la dice lunga sulla sostanza dello stesso: un po' poco per le attese e promesse date dal sottotitolo, L'invenzione del Dio cristiano, e dall'introduzione.

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    Floriano said on Nov 5, 2013 | Add your feedback

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    Pamphlet vivacemente polemico, la cui tesi di fondo è che il Gesù storico non sia stato altro che uno dei tanti rabbi dalla parlantina sciolta di cui la Palestina del I secolo pullulava: insomma, un devoto ebreo che mai si sarebbe immaginato di dare ...(continue)

    Pamphlet vivacemente polemico, la cui tesi di fondo è che il Gesù storico non sia stato altro che uno dei tanti rabbi dalla parlantina sciolta di cui la Palestina del I secolo pullulava: insomma, un devoto ebreo che mai si sarebbe immaginato di dare origine ad un nuovo culto. La religione cristiana, dunque, sarebbe stata una costruzione posteriore, il cui vero fondatore sarebbe da identificare con Paolo di Tarso. Ovviamente, niente di nuovo sotto il sole, si tratta di tesi già formulate e divulgate da molto tempo, anche se questa può essere una buona sintesi per accostarsi ad esse per la prima volta.

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    IlRosso said on Oct 10, 2013 | Add your feedback

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    Che barba che noia....che noia che barba....

    L'autore sicuramente conosce la materia ma quello che non mi convince è lo stile narrativo:appassionante quanto un trattato di anatomopatologia forense e scritto in maniera altrettanto criptica...

    Alla fine i concetti esposti si trovano in qualsiasi ...(continue)

    L'autore sicuramente conosce la materia ma quello che non mi convince è lo stile narrativo:appassionante quanto un trattato di anatomopatologia forense e scritto in maniera altrettanto criptica...

    Alla fine i concetti esposti si trovano in qualsiasi altro libro che tratta l'argomento ma esposti in maniera più chiara e comprensibile...

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    H. P. Lovecraft said on Apr 28, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Natale! - 25 dic 12

    Pensavo decisamente meglio, anche se le mie riserve preventive sull’autore già mi avevano frenato al momento dell’acquisto. Perché ben conosco il buon Paolo, ed ho sempre pensato che fosse tropo intellettuale per i miei gusti. Non che ci sia a priori ...(continue)

    Pensavo decisamente meglio, anche se le mie riserve preventive sull’autore già mi avevano frenato al momento dell’acquisto. Perché ben conosco il buon Paolo, ed ho sempre pensato che fosse tropo intellettuale per i miei gusti. Non che ci sia a priori niente di riprovevole, ma, a volte, è il modo di esserlo che porta su strade a me veramente poco consone. Sempre grandi destino dei fratelli, che invece ricordo ancora i modi e gli scherzi con il di lui fratello Alberto. Ma torniamo, che si divaga. Insomma, già dalla confezione e dal titolo mi ero storto. Perché notavo anche nel sottotitolo (l’invenzione del Dio cristiano) un tentativo di colpire qualcosa, di fare un libro di rottura, di demolire, ed altre intellettuali costruzioni. Mi aspettavo invece un libro che fosse più rigorosamente filologico. Certo, non mi aspettavo un conoscitore delle costruzioni linguistiche alla De Luca, ma neanche un mero compilatore di tesi storiche, tese ad accumularsi per sostenere la propria tesi. Mi aspettavo, ripeto, una disamina del periodo storico, delle figure storiche, o comunque delle ipotesi sulla storicità degli avvenimenti, anche se non pensavo potesse e/o riuscisse ad entrare nel merito. Invece il nostro Flores parte in quarta sulla sua idea (che a priori non è neanche peregrina) della figura di questo predicatore ebreo, motore di vicende di una forza gigantesca, ma la cui forza si sarebbe poi mostrata grazie ai suoi “discepoli”. Anche se, e qui si apre un bel dibattito cui forse non sono ancora preparato, Flores indica con una buona dovizia di particolari la scissione che si ebbe nella seconda metà del primo secolo (scissione poi altamente mascherata) tra pietrini e paolini, tra coloro che preferivano/perseguivano la diffusione della fede all’interno della comunità ebraica (seguaci di Giacomo e Pietro), e coloro che spingevano per espandersi maggiormente al di fuori in vece di tale comunità (seguaci di Paolo). Ed elenca fonti e citazioni sul personaggio ebreo predicatore itinerante, messo a morte dai Romani in un momento incerto poco dopo quello che viene identificato con l’anno 30 d.C.. Ma la maggior parte degli sforzi dell’autore è dedicata, nella prima parte, ad una diatriba alla lontana con il Gesù del libro di Ratzinger, diatriba astiosa e di scarso costrutto. Che si spiega leggendo le note in prefazione, dove appunto la prima parte ap-parve come articolo proprio in quanto recensione del libro di Benedetto XVI. Poi continua per al-trettante pagine sempre con quell’aria da saputello: Gesù era ebreo e non cristiano; Gesù non ha mai detto di essere il Messia; Gesù predicava la fine di un mondo (quello fariseo dell’ebraismo al-lora imperante) e la venuta di qualche altra cosa. Ma dette queste sentenze non le esplora, non entra nei dettagli. Si tiene lontano dai discorsi sulla fede (ed è ovvio nonché corretto). Continuando a rimestare tra le diatribe interne ai seguaci di Gesù. Insomma, alla fine, mi trovo a parlarne poco, che poco dice, e poco convince. Non amo i proclami, da qualsiasi parte vengano. E se mi dici qualcosa, mi devi anche convincere. Non riesco a crederti solo per il tuo (supposto) carisma. Meglio tornare a rileggere le ultime notizie di Ieshu scritte dal combattuto De Luca.
    “La ricerca della verità storica può essere più forte dell’obbedienza dogmatica.” (8)

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    Giogio53 said on Dec 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro di grande valore. Chi si interessa dell'argomenta non troverà certamente nulla di nuovo, ma è bello il modo in cui è scritto e facile da capire. Sarebbe molto utile che lo leggessero proprio i cristiani.

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    Alessandro P. said on Dec 4, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (241)
    • 5 stars
    • 4 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 128 Pages
  • ISBN-10: 8896873339
  • ISBN-13: 9788896873335
  • Publisher: ADD Editore
  • Publish date: 2011-06-01
  • Also available as: Others
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