Geschichten der Cronopien und Famen

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Verleger: Suhrkamp Verlag KG

4.2
(1205)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 156 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , French , Spanish , Italian , Portuguese

Isbn-10: 3518015036 | Isbn-13: 9783518015032 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Molto particolare. O almeno, per me che non conoscevo Cortazar... Alcuni racconti mi sono piaciuti moltissimo (tipo 'Le linee della mano'), altri forse non li ho capiti.
    E' un po' come leggere Calvino ...weiter

    Molto particolare. O almeno, per me che non conoscevo Cortazar... Alcuni racconti mi sono piaciuti moltissimo (tipo 'Le linee della mano'), altri forse non li ho capiti.
    E' un po' come leggere Calvino e Rodari insieme: voli di fantasia e riflessioni sul mondo intorno, poesia e un tocco di umorismo....
    Come hanno scritto altri, è così particolare che o lo ami o lo odi, o ti cattura o lo abbandoni dopo 5 pagine.

    gesagt am 

  • 5

    Risas y otra mirada

    Una lectura para disfrutar a golpe de creatividad e imaginación.
    Son muchos textos pequeños distribuidos en cuatro bloques o capítulos.
    Historias curiosas o narraciones surgen de un detalle simple y l ...weiter

    Una lectura para disfrutar a golpe de creatividad e imaginación.
    Son muchos textos pequeños distribuidos en cuatro bloques o capítulos.
    Historias curiosas o narraciones surgen de un detalle simple y luego se hacen grandes y divertidas. Lo he vivido como una especie de juego. ¿Te animas?

    (A lo mejor hace falta ser un poco cronopio para disfrutar de un texto como este)

    gesagt am 

  • 5

    E' un tipico libro di Cortazar, o lo si odia o lo si ama. A me è piaciuto moltissimo come altri libri di questo autore, non arrivo neanche a valutare la metafora dell'umanità descritta nella prefazion ...weiter

    E' un tipico libro di Cortazar, o lo si odia o lo si ama. A me è piaciuto moltissimo come altri libri di questo autore, non arrivo neanche a valutare la metafora dell'umanità descritta nella prefazione da Calvino, mi lascio semplicemente trascinare dalla fantasia di Cortazar, come quando di fronte ad una pittura astratta non si riesce a valutarne il significato per lo stordimento dei colori. Questo lasciarsi trascinare nella costruzione fantastica è la cosa che più mi attrae di Cortazar. Consiglio di sfogliarlo in libreria, basta una o due pagine a caso e vi precipiterete alla cassa o, altrimenti, lo riporrete nello scaffale.

    gesagt am 

  • 5

    Ci sono motivi per non leggere questi racconti.
    Uno si tratta del fatto che siano racconti.
    Due, una quantità non indifferente di fantasia.
    Tre, è un autore sudamericano.
    Non ho detto “buoni” motivi. ...weiter

    Ci sono motivi per non leggere questi racconti.
    Uno si tratta del fatto che siano racconti.
    Due, una quantità non indifferente di fantasia.
    Tre, è un autore sudamericano.
    Non ho detto “buoni” motivi.

    Pochi giorni fa ho commentato Bestiario. Non ho molto da aggiungere.
    Anche qui ci sono regole capovolte, visioni al limite e, nel caso dei cronopios, famas e speranza, mondi nuovi.
    Orologi che sono dominatori dell’uomo, hanno i denti, e siamo noi il loro regalo.
    L’utililitarismo che può essere combattuto dalla ricerca di un capello.
    Famigliole che si costruiscono un patibolo ben attrezzato nel giardinetto.
    La possibilità che tutto vada a farsi benedire un giovedì di un mese dispari di un anno bisestile.
    Un mondo di scriba (professione legata soprattutto all’amministrazione pubblica) che trasforma il pianeta in una poltiglia di carta (e non si può dire datato: non ho mai avuto tanta carta in casa da quando l’amministrazione dello Stato si è informatizzata).
    .
    Li ho letti di corsa, con curiosità e divertimento. Poi l’ho ripreso in mano perché qualcosa mi sono sicuramente persa. Magari cosa ha pensato alla fine il cammello indesiderabile o se Marat nella sua vasca è sempre lì, ammollo.

    Una curiosità: il racconto Comportamento alle veglie funebri ha richiamato alla memoria il racconto Assassini dei giorni di festa di Denevi. Evidentemente la ritualità e la numerosa frequentazione a tali cerimonie ispirano gli autori argentini.
    Cortazar si limita ad una appropriazione della cerimonia (e contemporanea smitizzazione dei comportamenti), Denevi più pragmatico spinge l’appropriazione al possesso delle cose materiali.

    Non sapevo se 4 o 5 stelline gialle (che brutti ricordi), poi ho letto sopravvalutato e ho deciso per 5.
    Cronopios, famas, speranze e … bastian contrari

    05.04.2016

    gesagt am 

  • 5

    "Quando le scarpe stringono, buon segno"

    Non si può identificare e capire uno scrittore se non si conosce la sua biografia, la sua storia personale inserita nel contesto sociale e politico nel quale è cresciuto, il periodo storico, l'ambient ...weiter

    Non si può identificare e capire uno scrittore se non si conosce la sua biografia, la sua storia personale inserita nel contesto sociale e politico nel quale è cresciuto, il periodo storico, l'ambiente letterario ed artistico nel quale è vissuto, la sua poetica, oppure si può evitare qualsiasi di queste cose e lasciarsi trascinare, questo conviene fare con Cortazar, dimenticare persino di esistere come piano letterario e non pensare al suo esilio francese ai suoi tre matrimoni, al suo aver avuto a che fare con l’avanguardia letteraria del suo periodo, il suo aderire alle istanze rivoluzionarie dell’ America latina, il suo appoggio ala guerriglia Sandinista. Ed allora non facciamoci imbrogliare dalla quarta di copertina Calvinesca, i Cronopios ed i Famas, essere mitologici e primordiali non sono quelli che ci vogliono far credere che non sono e sono il contrario di quello che non vogliono dire di essere cosìcchè tutto si confonda. Pura forza letteraria dell’invenzione, forse unica forza libertaria concessa, trionfo del surreale e del fantastico fino alle derive grottesche di figure e situazioni improbabili ma mai impossibili, troppo simili a noi ed a come vorremmo o dovremmo essere in una logica differente come reazione e lotta permanente contro ogni possibile realismo dittatoriale dentro e fuori la letteratura, quello che ha fatto sì che ragazzi e ragazze ventenni scomparissero nel nulla nell’ Argentina dell’ autore sotto il giogo delle giunte militari solo per avere un corpo e delle opinioni.
    La struttura del libro è quadripartita, ci sono le istruzioni per l'uso su varie cose, esilarante e sublime quello su come salire le scale che ricorda un po’ nella struttura le istruzioni di Gadda su come fare un buon risotto alla Milanese. Ci sono famiglie e gruppi di esseri umani o umanoidi alle prese con occupazioni insolite come quella di costruire un patibolo in giardino o come combattere il pragmatismo e l’orribile tendenza al conseguimento di fini utili, (vera e propria dichiarazione poetica e di vocazione letteraria) cercando di recuperare un capello caduto nel buco del lavandino. C' è la sezione sul materiale plastico, disamina di non meglio identificati lavori, beghe ed occupazioni come quella di consegnare la zampa di un ragno ad un ministro o di miracoli che vanno al contrario, o di strane trappole per mosche, il tutto in un mondo esterno che oggettivamente sembra aver virato, bellissima in questo senso la metafora metaletteraria di “La fine del mondo del fine” con un mondo letteralmente sommerso di libri, o ancora lo splendido ritratto per una metafisica dello spiaccicamento di una goccia d’acqua. Poi ci sono le vere e proprie storie dei Cronopios e dei Famas che a pensarci bene sono contenuti in tutte le altre narrazioni, forse solo preliminari alla loro entrata in scena debordante che ci parla dell’ asse del mondo che si è spostato in “La fotografia è venuta mossa” o della difficoltà della teoria degli insiemi in “La loro fede nelle scienze” o di direttori della radio argentina che trasmettono in Rumeno per qualche oscuro motivo.
    Sembrano quasi barzellette questi racconti e raccontini, miracoli al contrario, haiku dilatati con la loro forza esplosiva e folgorante, che poi accade come nella canzone di Rino Gaetano che questi causino oltre all‘immediato stupore, ironia, sorriso trattenuto."…un elisir di riflessione" .
    Alla fine sembra un po’ di conoscerli questi esseri verdi e squamosi che il nostro Cortazar ci descrive come frutto di una visione avuta dal nulla all interno di un teatro durante la pausa di un concerto, sono un po’ noi ed un po’ no, sono letteratura allo stato puro e alla fine sembrano quasi animarsi e dirci grazie per averci letto e noi possiamo solo dire al nostro Cortazar grazie di questo delizioso nulla.

    gesagt am 

  • 5

    AUFF!!

    ...in sordina, senza dirmi niente l'ho letto.
    In un periodo della mia vita dove nulla è ciò che sembra ("è un periodo piuttosto lungo!" mi dice mia cugina). Cortàzar è entrato ed è stato magnifico. Tr ...weiter

    ...in sordina, senza dirmi niente l'ho letto.
    In un periodo della mia vita dove nulla è ciò che sembra ("è un periodo piuttosto lungo!" mi dice mia cugina). Cortàzar è entrato ed è stato magnifico. Tra sviluppi realistici ed immaginazione verde e filamentosa i racconti sono chiusi singolarmente in un edificio dove i mattoni sono di cristallo e le finestre chiuse fanno entrare dall'esterno e bloccano chiunque poi voglia uscire. Dentro i palazzi, i palazzi dove i cani impazziscono, ci sono gli orsi che ti leccano delicatamente il naso prima di andarsene alle prime luci. Nei palazzi, nei palazzi, che per recuperare un capello bisognerà smontare tutti i tubi degli alloggi si combatterà in questo modo il pragmatismo e "l'orribile tendenza al conseguimento di fini utili". Anche il fissatigre è una soluzione.
    Sono contenta ma adesso vado perché ho aperto- sfondandola finalmente- la molle porta blindata (chiusa con ben 4 mandate). Mi faccio un balletto tregua e provala come un fama qualsiasi e lungo la strada aiuto una speranza caduta dall'albero. Non la tocco, non sia mai, perchè sono comunque un cronopio triste e solitario che scongela il cibo ghiacciato muovendolo velocissimamente in una vaschetta di plastica. Ma è una novità.
    Per tutti: https://www.youtube.com/watch?v=fjeSoVhRkj0&list=RDJIWt3SnKYQI&index=6

    gesagt am 

  • 2

    Mi primera incursión en el universo Cortazar, fue a través de Rayuela. Fácilmente se puede deducir que que fue un fiasco. Ahora vuelvo a entrar en el mundo del autor y tengo mis dudas sobre si habrá ...weiter

    Mi primera incursión en el universo Cortazar, fue a través de Rayuela. Fácilmente se puede deducir que que fue un fiasco. Ahora vuelvo a entrar en el mundo del autor y tengo mis dudas sobre si habrá próxima vez ya que Historias de Cronopios y Famas, no ha logrado satisfacerme.

    Como ya dije en Rayuela, siempre me ha parecido que Julio Cortazar escribe muy bien. Tiene una prosa fluida y fácil de entender. Pero este libro, para mi gusto, tira demasiado al surrealismo lo que hace su lectura confusa y lenta. Sin embargo no puedes decir que sea aburrido, ya que las historias son muy cortas, lo que contribuye a mantener cierta sensación de desorientación a lo largo de todo el libro.

    Respecto a de lo que trata, solo puedo decir que es realmente una mezcla indigesta. El libro está compuesto por cuatro partes. "Manual de instrucciones"es un derroche magnífico de ingenio e imaginación, por desgracia, demasiado breve. La segunda parte, "Ocupaciones raras" resultaría más atractivo si no hubiera intentado mezclar surrealismo y humor. "Material plástico" no hay por donde cogerlo. Lo único que entiendes en esta parte de cada uno de los relatos es el título. Y a veces ni eso. Y la última parte, "Historias de Cronopios y Famas", es todavía peor que la anterior, en cuanto a que ni siquiera sabes que es o a qué se refiere con lo de cronopios, famas y esperanzas.

    Resumiendo, Este libro es una recopilación de variopintos relatos que acaban hastiando al lector por su carácter extraño e incomprensible. Salvo la primera parte, el resto es totalmente prescindible y, hasta conveniente que no se lea o se olvide rápido.

    gesagt am 

  • 2

    Desigual

    El vaig començar sabent què m'hi podia trobar. Potser es mereixeria una tercera estrella, però és més proper a 2,5 que a 3. Hi ha moments en què desespera pel nivell de surrealisme extrem. D'altres, q ...weiter

    El vaig començar sabent què m'hi podia trobar. Potser es mereixeria una tercera estrella, però és més proper a 2,5 que a 3. Hi ha moments en què desespera pel nivell de surrealisme extrem. D'altres, que apugen el llistó fins a cotes superiors a les dues estrelles. No diria que me'n penedeixo, Cortázar no és autor del penediment. Més aviat diria que, entre la seva extensa producció, aquesta obra és menor. Sense desmerèixer ningú...

    gesagt am 

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