Gestern.

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Verleger: Piper

4.0
(2008)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 130 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Chi traditional , French , English , Italian , Catalan , Spanish

Isbn-10: 3492226256 | Isbn-13: 9783492226257 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Buchbeschreibung
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  • 3

    Nebbia

    Un libro piccolo ma profondo, al di là del senso, profondo come una porta dimensionale che se la guardi di lato è sottilissima ma dentro ha un mondo. Un mondo grigio, confuso, pesante. Se potessi rida ...weiter

    Un libro piccolo ma profondo, al di là del senso, profondo come una porta dimensionale che se la guardi di lato è sottilissima ma dentro ha un mondo. Un mondo grigio, confuso, pesante. Se potessi ridargli un titolo lo chiamerei "Nebbia": fredda, grigia, ti entra nelle ossa, ti culla, ti sperde. Ti piace e ti da fastidio.

    gesagt am 

  • 0

    Incipit

    Ieri soffiava un vento conosciuto. Un vento che avevo già incontrato.......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-autore/aut-k/kristof-agota/ieri-agota-kristof/

    gesagt am 

  • 4

    La nota autrice ungherese ci narra in questo breve libro la storia di Tobias.

    Tobias è fuggito dal paese d’origine e adesso lavora in una fabbrica facendo un lavoro ripetitivo che gli provoca parecchi ...weiter

    La nota autrice ungherese ci narra in questo breve libro la storia di Tobias.

    Tobias è fuggito dal paese d’origine e adesso lavora in una fabbrica facendo un lavoro ripetitivo che gli provoca parecchio stress, tanto da indurlo a un tentativo di suicidio che gli costerà una breve “reclusione” dentro un ospedale psichiatrico.

    Ma Tobias ha sempre avuto una personalità molto complessa e lo scopriremo man mano…

    Tobias è l’unico figlio di una “donna di malaffare”, esclusa da tutti i membri della piccola comunità in cui vive. Ma la sua casa è frequentata di nascosto da tutti gli uomini della stessa, che continuano, però, a mantenere una maschera di perbenismo. E’ durante uno di questi incontri che Tobias scopre l’identità del padre e di avere diversi fratellastri. A scuola conosce Line, una delle sue sorellastre, e ne rimane completamente affascinato pur sapendo perfettamente quale sia il loro legame naturale.

    Tobias è costretto a separarsi da Line quando deve darsi alla fuga per aver accoltellato i suoi genitori.

    Tobias e Line si ritroveranno da grandi nella stessa fabbrica e lui capirà ben presto che ne è ancora innamorato. Ma è amore, o solo un’ossessione che lo ha accompagnato tutta la vita?

    L’unica cosa che sappiamo con sicurezza è che Tobias non accetta gli ostacoli e vuole rimuoverli a forza, come nel passato....

    Pur essendo un librino così piccolo, ce n’è di roba all’interno! :-)

    A parte l’inizio un po’ destabilizzante, la storia è interessante, ben scritta e con mille spunti di riflessione.

    Forse il suo difetto sta nella brevità: perchè non insistere sulla complessità psicologica del protagonista e farci capire un po’ meglio cosa gli passi per la mente? Sono atti di ribellione contro il senso di esclusione provato nell’infanzia? O forse è tutto frutto di una malattia, di una instabilità congenita, di una debolezza caratteriale?

    gesagt am 

  • 2

    Premetto che questo libro mi ha messo addosso una tristezza infinita e questo non ha deposto a suo favore.
    Aggiungo di avere un problema personale con le descrizioni di bambini in condizioni indigenti ...weiter

    Premetto che questo libro mi ha messo addosso una tristezza infinita e questo non ha deposto a suo favore.
    Aggiungo di avere un problema personale con le descrizioni di bambini in condizioni indigenti.
    Se all'inizio mi ha fatto una gran pena, non appena il protagonista è cresciuto mi è diventato estremamente odioso, e ha raggiunto il top del mio disprezzo quando pianificava di vivere con Line a dispetto dell'esistenza di sua figlia (anche il rapporto fratello/sorella/amata non è che mi abbia catturata).
    Se aggiungiamo la suicida trovata dopo giorni, lo sfigato che si piazzava a casa del protagonista e il marito di Line che riesce ad essere altrettanto odioso....nonchè il contorno di fabbrica, pioggia, autobus, questo libro è un gioiello di allegria, il cui maggior pregio, per me è la lunghezza (o meglio, la cortezza).

    gesagt am 

  • 5

    IL CONFLITTO EDIPICO IN AGOTA KRISTOF COME IN “GUERRE STELLARI”

    LETTO IN EBOOK --- Di Agota Kristof, l’autrice ungherese naturalizzata svizzera scomparsa nel 2011 avevo letto l’affascinante romanzo schizofrenico “La Trilogia della Città di K.” (1998). Leggo ora “I ...weiter

    LETTO IN EBOOK --- Di Agota Kristof, l’autrice ungherese naturalizzata svizzera scomparsa nel 2011 avevo letto l’affascinante romanzo schizofrenico “La Trilogia della Città di K.” (1998). Leggo ora “Ieri” (2002), opera certo inferiore, ma comunque notevole e degnissima di lettura. La trama si basa sul classico tema edipico del figlio che uccide il padre (o quasi) e, qui, s’innamora della sorella (piuttosto che della madre). Il tema è stato così sfruttato che potremmo quasi considerarlo un cliché e mi fa, tristemente, venire in mente tante telenovelas, nonché la rediviva saga di “Star Wars”. Ebbene sì, seppure in contesto del tutto diverso, anche qui abbiamo un figlio Tobias (come Luke Skywalker) che uccide il padre e maestro e si innamora della sorella Line (come Leia). Abbiamo persino un mutamento di nome del protagonista Tobias che diventa Sandor come Anakin diventa Darth Vader in “Guerre Stellari”.
    Perché questi mutamenti di nome? Forse la cosa ha a che fare con il potere biblico dato all’Uomo di “dare un nome”? Dando un nome alle cose, l’Uomo le ricrea. Mutando il proprio nome, l’uomo diventa diverso da se stesso e può dire: non sono stato io, Sandor, a uccidere mio padre, ma Tobias, Line che io amo non è mia sorella ma sorella di un Tobias che non esiste più. Non c’è peccato, non c’è colpa, perché io non sono più lo stesso.
    Se “Guerre Stellari”, con la terza serie, abusa del cliché della parentela e delle coincidenze improbabili, questo breve romanzo della Kristof ha il pregio di trattarlo con maggior delicatezza e profondità, creando una storia che parte da un’infanzia difficile, con una madre prostituta e un padre menzognero, che vorrebbe aiutare il figlio illegittimo (portandolo dal suo “Lato della Forza”, ovvero tra le persone che studiano), ma non osa abbandonare o tradire la famiglia ufficiale, per arrivare a un nuovo amore impossibile tra i due fratellastri, in cui Line, per quanto innamorata e per quanto ignara della parentela (che Tobias invece conosce) rifiuta l’amore del Tobias divenuto Sandor per la differenza sociale che li separa, lei insegnante, lui operaio, lei di buona famiglia, lui figlio di prostituta.
    Tobias rifiuta il padre e il suo mondo, tenta di uccidere lui e la madre e fugge, perdendosi in un mondo in cui non sarà mai come la sorella (Line non diventa una principessa come Leia di Guerre Stellari, ma comunque sarà un’insegnante, mentre Tobias resterà un operaio, due mondi sociali diversi).
    La storia si gioca sui disvelamenti delle identità e su piccole schizofrenie derivanti dal ricorso a questi cambi di nome, sul senso di straniamento di gente fuggita dal proprio Paese, sugli amori impossibili. Il risultato è una storia che emana calore da ogni pagina, pur celando un gelo interiore che si percepisce, un gelo che nasce dall’amarezza della vita, che non sembra concedere speranze.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    3

    Il libro parla del rapporto, per certi versi inquietante e perverso tra un uomo ed una donna. I due si sono conosciuti sui banchi di scuola e si sono segretamente amati nonostante la differenza di ori ...weiter

    Il libro parla del rapporto, per certi versi inquietante e perverso tra un uomo ed una donna. I due si sono conosciuti sui banchi di scuola e si sono segretamente amati nonostante la differenza di origine sociale. Persisi di vista per motivi che non posso rivelare, si ritrovano dopo tanti anni in un paese straniero in cui entrambi vivono una vita solitaria e disperata. Lui, Tobias, si attacca ferocemente a lei e la segue continuamente, in pratica si comporta da perfetto stalker. Un po' alla volta tra i due nasce un sentimento che rimane sempre malsano e inquietante ma poi di nuovo il destino decreta che le loro vite devono essere separate.

    In questo breve romanzo ritroviamo lo stile della Trilogia della città di K., scarno, duro, a tratti rabbioso a tratti disperato. A mio parere, però, questo romanzo breve rimane ben al di sotto del livello del capolavoro della Kristof.

    gesagt am 

  • 4

    Dire che Ieri sia uno dei romanzi più belli del secolo scorso è un’iperbole. E non sono neanche sicura che si tratti di romanzo nel senso classico del termine. Quelle di Agota Kristof sono delle “scri ...weiter

    Dire che Ieri sia uno dei romanzi più belli del secolo scorso è un’iperbole. E non sono neanche sicura che si tratti di romanzo nel senso classico del termine. Quelle di Agota Kristof sono delle “scritture” molto penetranti e inquietanti. Inoltre mi piace che la Kristof sia considerata per quello che è, una scrittrice capace ancora di provocare e inquietare il lettore, non soltanto di renderlo felice o acquietarlo con una trama. Scrittrice cruda e gelida, triste e distante, la si conosce, l'A., per il passaparola tra amanti o professionisti della letteratura esigenti e ricercati.

    gesagt am 

  • 3

    La storia di Tobias, fuggito dal suo paese, ossessionato da un amore di infanzia sbagliato e alienato dal lavoro in fabbrica, rispecchia le aspettative riproducendo in parte le atmosfere della Trilogi ...weiter

    La storia di Tobias, fuggito dal suo paese, ossessionato da un amore di infanzia sbagliato e alienato dal lavoro in fabbrica, rispecchia le aspettative riproducendo in parte le atmosfere della Trilogia della città di K.
    Sapevo e so che le probabilità che Kristof si fosse superata erano molto basse, ma continuo a leggerla comunque con piacere.

    gesagt am 

  • 0

    Ieri

    Leggo un'intervista a Agota Kristof, già malata. Alla domanda:
    "E il regista János Szász sta lavorando a un adattamento cinematografico da Il grande quaderno. Che ne pensa?"
    Risponde:
    "È la cosa più ...weiter

    Leggo un'intervista a Agota Kristof, già malata. Alla domanda:
    "E il regista János Szász sta lavorando a un adattamento cinematografico da Il grande quaderno. Che ne pensa?"
    Risponde:
    "È la cosa più bella che mi sia capitata ultimamente. János Szász mi manda delle parti di sceneggiatura, di tanto in tanto. Lui mi piace molto, i suoi film sono molto forti, e sono sicura che non rovinerà Il grande quaderno come ha fatto quel regista italiano con il film tratto da Ieri [si riferisce a Brucio nel vento di Silvio Soldini]. Quello è stato un totale pasticcio. Hanno cambiato il finale".

    L'aver visto il film tratto dal Il grande quaderno mi ha portato a leggere Ieri. È una vita nuda quella che racconta, fatta quasi di sola sofferenza in cui vita è scrittura si alternano.
    Tutto mi ha colpito in questo romanzo ma soprattutto:
    "Il tempo si lacera. Dove ritrovare i prati della mia infanzia? I soli ellittici appresi nello spazio nero? Dove ritrovare il cammino che oscilla nel vuoto? Le stagioni hanno perduto il loro significato. Domani, ieri, che vogliono dire queste parole? Non c'è che il presente. Una volta nevica. Un altra volta piove. Poi c'è un po' di sole, un po' di vento. Tutto ciò è adesso. Non è stato, non sarà. È. Sempre. Tutto insieme. Perché le cose vivono in me e non nel tempo. E in me tutto è presente. (p.78).
    Il paese da cui proviene, con le pianure e gli spazi. La guerra ha mostrato lì una violenza inaudita che mista al freddo ha sconvolto le vite. La dominazione sovietica ha sostituito sopraffazione e disumanità alle ferite della guerra. Kristof lascia una terra così per sentirsi lontana per sempre.
    Non so se ho il coraggio di vedere il film di Soldini.

    gesagt am 

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