Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Gestern.

By Agota Kristof

(1)

| Paperback | 9783492226257

Like Gestern. ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

340 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Ieri era tutto più bello
    la musica tra gli alberi
    il vento nei miei capelli
    e nelle tue mani tese
    il sole

    Is this helpful?

    Angelo Templari said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se avete visto il film "Brucio nel vento" di Soldini: non leggete il libro perché non aggiunge nulla.
    Se non avete visto il film: procuratevelo e guardatelo invece di leggere il libro.
    Scherzi a parte, questo è uno dei rari casi in cui il film è megl ...(continue)

    Se avete visto il film "Brucio nel vento" di Soldini: non leggete il libro perché non aggiunge nulla.
    Se non avete visto il film: procuratevelo e guardatelo invece di leggere il libro.
    Scherzi a parte, questo è uno dei rari casi in cui il film è meglio del libro, sia pur già molto bello.

    Is this helpful?

    Basic said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    e ½

    "Ieri" è la storia di Tobias, il figlio della puttana di paese che vive nella menzogna per sopravvivere ai dolori del passato. Ossessionato dall'ideale di un amore impossibile e irreale scrive per fuggire dalla quotidianità amara dettata dalla condiz ...(continue)

    "Ieri" è la storia di Tobias, il figlio della puttana di paese che vive nella menzogna per sopravvivere ai dolori del passato. Ossessionato dall'ideale di un amore impossibile e irreale scrive per fuggire dalla quotidianità amara dettata dalla condizione operaia dove si è rifugiato per scappare. Indimenticabile la sua sofferenza e la sua solitudine. Non esiste speranza, non esiste felicità se non di brevissima durata.
    Le tematiche trattate per certi versi sono similari alla "Trilogia della città di K." ma sono ancora più condensate perchè il tutto è chiuso in un centinaio di pagine ed è caratterizzato dalla scrittura essenziale, ruvida e diretta tipica della Kristof dove bastano poche parole per cogliere il senso di tutta una vita.
    Agota riesce ad ipnotizzarmi ogni volta!

    Is this helpful?

    Cris [piccola iena] said on Aug 2, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Agota crea voragini. Mi piace l'atmosfera che si respira nei suoi libri. Mi fa capire che alla fine ci si affeziona anche alla malinconia, alla solitudine.

    Is this helpful?

    Jaccusetedhughes said on Jun 7, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    “Ieri tutto era più bello, la musica tra gli alberi, il vento nei miei capelli e nelle tue mani tese al sole.”

    Con Agota Kristof non sai mai quando dice la verità e quando racconta le menzogne.
    Facilmente individuabile è la nazione non ben d ...(continue)

    “Ieri tutto era più bello, la musica tra gli alberi, il vento nei miei capelli e nelle tue mani tese al sole.”

    Con Agota Kristof non sai mai quando dice la verità e quando racconta le menzogne.
    Facilmente individuabile è la nazione non ben definita in cui è ambientato questo romanzo, è un posto ricco, dove trovano riparo molti profughi e dove anche il lavoro nelle fabbriche non è difficile da trovare se si pensa che c’è in corso una guerra. Il salario di un operaio è basso, a malapena si riesce a mangiare e pagare l’affitto, ma il lavoro è indispensabile per la vita stessa e chiunque ce l’ha sopravvive. L’operaio ha una vita monotona, si fanno sempre le stesse cose: un cartellino da timbrare, la regolarità degli orari degli autobus che fanno fermate fisse, un pasto alla mensa di modeste proporzioni, ma l’uomo ha una mente che elabora pensieri e il protagonista ha molto da pensare, tra quello che è la sua vita presente sulle basi di quello che è stato il passato, per meglio reinventarsi il futuro. Si illude di essere perfino un bravo scrittore che farà carriera vendendo la sua storia. Intanto ha un nome inventato, una vita inventata, diverse incertezze, tanti dubbi e una sola attesa che si chiama Line.

    La vita non è mai perfetta.

    La vita di Tobias o Sandor che si reinventa, che si racconta in questo romanzo è il fulcro di questo piccolo romanzo di appena 90 pagine ma corposo nella sostanza. Eppure è il romanzo perfetto, dove anche le imperfezioni compiute dal protagonista e dagli altri personaggi diventano fondamentali per la riuscita di questa piccola opera dal messaggio chiaro e preciso. La sua vita è alienata dalle insoddisfazioni e dalla sofferenza e spesso è sinonimo di morte, ma sarà che accarezzando il pensiero della morte Tobias o Sandor finirà per amare la vita?

    “Amavo la morte. Amavo giocare con la morte. Posato in cima alle oscure montagne, chiudevo le ali e, come una pietra, mi lasciavo cadere."
    Ma non arrivavo mai fino in fondo.”

    E’ un classico esempio di quando si dice che la qualità di un libro non è proporzionata alla quantità delle pagine. Dilungarsi nella trama non ha senso, eppure l’ho fatto e forse scriverei all’infinito, superando anche le 90 pagine, anzi consiglio vivamente di non leggere la quarta di copertina e farsi un viaggio semplicemente iniziandolo a leggere in una sola pausa lettura. Lo stile e la forma espressiva sono catalizzanti, se conosci Agota sai che sei nelle sue mani e soffrirai molto per quello che ti racconterà, con la consapevolezza di non riuscire a staccarti dalla lettura perché vorrai ardentemente conoscere se salterà fuori il punto d’incontro tra il passato e il presente.

    Lo consiglio a chi cerca un classico del 900, a chi ha amato Delitto e castigo, a chi ama i thriller e i noir questo è un esempio di confessione a cuore aperto tra la vittima e carnefice, a chi piace scrivere e scrive di tutto, c’è tanta innovazione stilistica e tanta sapienza.

    -Hai scelto di scappare e di diventare un niente. Un operaio di fabbrica. Perché?
    -Perché è diventando assolutamente niente che si può diventare uno scrittore.

    Agota aveva tanto talento da vendere.

    Is this helpful?

    gracy said on Jun 3, 2014 | 3 feedbacks

Book Details

Improve_data of this book