Giappone. L'antica terra dei samurai proiettata nel futuro

Di

Editore: Polaris

4.3
(8)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8860590205 | Isbn-13: 9788860590206 | Data di pubblicazione: 

Genere: Viaggi

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Descrizione del libro
In corsa ad oltre 250 chilometri orari sul super-rapido shinkansen, il Giappone tecnologico entusiasma il viaggiatore. Ma mentre il treno-proiettile sfreccia fra trincee di cemento, si infila in gallerie terrestri e tunnel sottomarini e puntualmente ne riemerge, resta sufficiente tempo per osservare quello che ci circonda.Diverso, intrigante e per molti aspetti esotico, il Giappone è un paese che raramente mette a disagio il viaggiatore. Lo standard dei servizi è generalmente elevato, e questo porta spesso i prezzi a livelli elevati, se non si ha la pazienza di cercare il buon affare che, data l’offerta, è quasi sempre dietro l’angolo, sia che si tratti di un albergo, sia di un luogo dove condividere con impiegati e studenti un pasto veloce. La vocazione turistica del Giappone viene da lontano. Quello giapponese è sempre stato un popolo in movimento: lo erano i daimyo costretti a risiedere sei mesi all’anno nella capitale shogunale, lo erano i samurai (in marcia con gli eserciti oppure nel vagabondare da ronin, samurai senza padrone), lo erano pescatori, commercianti, monaci e pellegrini. Per tutte queste categorie di persone, sulle maggiori strade di comunicazione fiorirono locande, stallaggi, templi, cimiteri, bordelli e case da tè. Nella lunga pace Tokugawa, il movimento delle persone fu anche scambio di esperienze e informazioni, intuizioni artistiche e innovazioni tecniche, spionaggio e una nuova libertà nella ricerca di piaceri e ricchezza.Con il passaggio all'età moderna, il viaggio è diventato perlopiù business: quello dei manager o dipendenti di aziende che si spostano frequentemente per lavoro e quello dei turisti che si spostano per piacere o cultura, ma il Giappone continua ad offrire a qualsiasi livello un'attenzione alla clientela e un rispetto delle regole che non possono che fare piacere..
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    E’ la seconda volta che rimango un po’ delusa dalle guide Polaris.
    Si scelgono perché hanno un approccio più culturale ai paesi visitati, magari sacrificando l’aspetto pratico quindi devono comunque e ...continua

    E’ la seconda volta che rimango un po’ delusa dalle guide Polaris.
    Si scelgono perché hanno un approccio più culturale ai paesi visitati, magari sacrificando l’aspetto pratico quindi devono comunque essere affiancate da una guida di altro genere.
    Ma a parte il solito problema del peso, per cui sembra che secondo la Polaris i viaggiatori procedano con degli sherpa al seguito cui affidare vettovaglie e mezzo chilo di carta patinata.
    Poi, in questo caso quasi metà libro è dedicato ad una introduzione al Giappone che si rivela abbastanza inutile: chi già conosce il paese attraverso letture o visite non vi scoprirà nulla di nuovo; chi quell’idea non ce l’ha trova comunque altrove libri e documenti più o meno approfonditi, senza doversi portare dietro 150 pagine di descrizione.
    Piuttosto la parte dedicata alle diverse località è molto scarna e non aggiunge proprio nulla ad una qualsiasi Lonely Planet o Rough Guide.
    Anzi.
    La lascio a casa.

    ha scritto il