Gillespie And I

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Publisher: Faber and Faber

3.9
(224)

Language: English | Number of Pages: 528 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Dutch

Isbn-10: 0571275168 | Isbn-13: 9780571275168 | Publish date: 

Also available as: eBook , Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 5

    E’ la storia, avvincente ed inquietante, di una donna ormai anziana che racconta la sua vita segnata da una vicenda giudiziaria. Nel narrare è molto determinata e sicura della sua versione dei fatti m ...continue

    E’ la storia, avvincente ed inquietante, di una donna ormai anziana che racconta la sua vita segnata da una vicenda giudiziaria. Nel narrare è molto determinata e sicura della sua versione dei fatti ma le reazioni di alcuni suoi interlocutori fanno sorgere nel lettore qualche dubbio sulla sua buona fede.
    Chi è realmente Harriet Baxter? Una gentile signora un po’ invadente desiderosa solo di compagnia o una pazza lucida? Dietro le buone maniere di zitella inglese si nasconde un’abile manipolatrice o le circostanze in cui si ritrova sono davvero determinate da fortuite coincidenze? La soluzione la conosce solo il lettore ed è quella che più lo convince, dipende da quanto Harriet sia riuscita a persuaderlo raccontandogli la sua storia.
    L’autrice ha una grande abilità nel camminare sul filo sospeso senza cadere (quasi) mai né dalla parte innocentista né da quella colpevolista, il lettore la segue dubbioso su questo filo ma alla fine, intimamente, prenderà la sua decisione. Se potessi essere anch’io un personaggio di Jane Harris di certo vorrei stare tra il pubblico che assiste al processo per guardare in faccia Harriett e cercare nel suo sguardo la prova della verità.

    said on 

  • 4

    Enigmatico

    Leggendo le prime pagine dei Gillespie si ha l'impressione di trovarsi di fronte al classico romanzo storico di ambientazione vittoriana: c'è tutto ciò che serve in effetti, l'anziana protagonista che ...continue

    Leggendo le prime pagine dei Gillespie si ha l'impressione di trovarsi di fronte al classico romanzo storico di ambientazione vittoriana: c'è tutto ciò che serve in effetti, l'anziana protagonista che scrive le sue memorie, le algide atmosfere scozzesi di metà ottocento, il tè delle cinque per socializzare con i vicini e gli artisti romantici che si distaccano dalla realtà. Tuttavia, basta superare le prima 50 pagine per capire che non si tratta di una storia convenzionale, poiché affronta tematiche difficili come la pazzia infantile e la sessualità, ma soprattutto perché si inizia a dubitare con lo scorrere della storia della veridicità della versione della narratrice. La situazione evolve fino a divenire perfettamente ambigua: Harriet Baxter è o non è innocente come vuole far credere? E' una vittima delle coincidenze e del bigottismo sociale che vede in una donna nubile una creatura isterica e turbata oppure è riuscita ad architettare un piano diabolico?

    P.S: ho una mia versione circa la chiave di lettura del romanzo, sarei curiosa di confrontarmi con altri lettori a riguardo.

    said on 

  • 3

    Jane Harris ha il favoloso potere/arma a doppio taglio di scrivere romanzi bizzarri e far risultare i personaggi altamente irritanti. Eppure c'è qualcosa che mi intriga nella sua scrittura: come ne "l ...continue

    Jane Harris ha il favoloso potere/arma a doppio taglio di scrivere romanzi bizzarri e far risultare i personaggi altamente irritanti. Eppure c'è qualcosa che mi intriga nella sua scrittura: come ne "le osservazioni", da questo non sono riuscita a staccarmi dalle pagine.
    Mai ci si aspetterebbe l'evolversi della storia vedendo l'inizio lento e un pochino borioso: tutto d'un colpo poi la situazione cambia e la lettura diventa intrigante.
    Insomma aspetto un terzo libro per capire meglio questa scrittrice.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Normalmente non sono una lettrice coraggiosa. Poche volte mi discosto dai generi e dagli autori che conosco e, se lo faccio, temo sempre di commettere un errore di valutazione.

    Scegliere un romanzo è ...continue

    Normalmente non sono una lettrice coraggiosa. Poche volte mi discosto dai generi e dagli autori che conosco e, se lo faccio, temo sempre di commettere un errore di valutazione.

    Scegliere un romanzo è una faccenda complessa, quando vuoi qualcosa di diverso. Prima di tutto bisogna capire con precisione da cosa ci si vuole allontanare, cosa non si vuole trovare in un libro e cosa ci piacerebbe leggere. Sembra semplice, ma non lo è e il rischio di fare una scelta sbagliata, con conseguente lettura annoiata e delusa, è molto alto.

    Per questo sono un'abitudinaria ed è per questo che colleziono romanzi che poi ci metto anni a prendere in mano; mi lascio prendere dall'entusiasmo e poi ho paura di iniziarli.

    Un anno fa ho fatto una grossa spesa di Neri Pozza e tra i titoli acquistati c'era I Gillespie.

    Alto, corposo, con una bellissima copertina, mi ha attirata per la sua aria vittoriana impolverata e per la trama ambigua.

    La storia che ho divorato in pochi giorni è ben diversa da quella che pensavo di gustarmi, lontanissima com'è dalla morbosità che trasuda dalla sinossi.

    E' veramente la storia di un'ossessione? O è semplicemente la cronaca di una serie di eventi drammatici e del modo in cui le coincidenze non sempre sono una cosa simpatica e positiva?

    Harriet Baxter è nubile, con una discreta rendita che la rende indipendente e libera di disporre del suo tempo come meglio crede. E' una donna ordinata, intelligente, di buon cuore, di aspetto comune, una donna come tante ma slegata alle convenzioni sociali dell'epoca.

    Harriet, dopo ben due lutti in famiglia, decide di prendersi una lunga vacanza e sceglie Edimburgo come prima tappa. Affitta una camera modesta ma pulita, visita l'Esposizione Internazionale e per settimane esplora la città senza alcuna fretta. Durante una passeggiata Harriet si trova a salvare la vita della vecchia Elspeth Gillespie, una matrona logorroica ma innocua, che la invita subito a casa sua per ringraziarla a dovere. E' così che la famiglia Gillespie entra nella vita di Harriet, per puro caso. Ed è sempre per caso che il figlio di Elspeth si rivela essere il pittore che Harriet aveva conosciuto a Londra e che tanto le era rimasto impresso.

    Harriet decide di coltivare l'amicizia di questa famiglia perché si sente sola e perché trova tutti estremamente gentili e piacevoli. Sono vicini di casa e amici e per lei questo significa arricchire i momenti vuoti della sua vita. Persino l'angosciante presenza di Sybil, la primogenita di Ned e Annie, bimba disturbata e malvagia, non riesce a scalfire l'altruismo di Harriet tanto che decide di diventare un sostegno silenzioso ma efficace per questa sfortunata famiglia. In piccole cose all'inizio e con azioni sempre più importanti, Harriet cerca di alleviare le difficoltà economiche dei suoi amici e di sostenere la carriera di Ned come pittore. Non si può dubitare dell'effetto benefico che Harriet ha sui Gillespie, e che loro hanno su di lei; il rapporto che si crea è fatto di equilibri delicati che vengono sempre rispettati da entrambe le parti.

    Poi, inevitabilmente, l'equilibrio si incrina e tutto crolla. Quella che fino ad ora sembrava la storia di un'amicizia si trasforma in un incubo dal quale Harriet non si sveglierà mai più. La tragica scomparsa della piccola Rose scuote tutta Edimburgo e i Gillespie si chiudono a riccio nella disperazione più totale. Le relazioni all'interno della famiglia si sfaldano un poco alla volta fino al momento in cui anche per Harriet la speranza sembra essere sparita.

    Trovato il cadavere della bambina la polizia arresta Harriet, accusandola di aver orchestrato il sequestro per gelosia e di aver accidentalmente ucciso la piccola.

    Come in un film dell'orrore Harriet, ormai anziana e narratrice delle sue memorie, ci descrive con pazienza gli eventi catastrofici che tutt'ora la vedono macchiata di questa colpa.

    Le coincidenze che, per tutta la prima parte del romanzo, sono sembrate innocue ora diventano prove inconfutabili della sua colpevolezza e Harriet viene incarcerata. Il senso di angoscia e di impotenza incupiscono all'improvviso la narrazione, ad ogni pagina le ingiustizie subite da Harriet aumentano e l'esito sembra sempre più incerto. A questo si aggiungono con disinvoltura false testimonianze e false prove che avvalorano la sua accusa e che convincono l'opinione pubblica e, ancora peggio, i Gillespie della sua colpevolezza.

    Quello che era iniziato come un posato romanzo storico con una voce narrante femminile, piacevole e delicata, si trasforma piano piano in una storia cupa e angosciante, praticamente impossibile da posare; se i brevi tratti prolissi della parte iniziale causano un calo di attenzione, il risvolto narrativo cambia completamente il ritmo della narrazione e della lettura, capovolgendo anche il tono e lo spirito che si sprigiona dalle pagine.

    La cosa più curiosa, nel romanzo della Harris, è la scelta di non dare un finale netto, chiaro, con una chiusura delle accuse e la risoluzione del caso. Harriet viene scagionata per insufficienza di prove ma non viene liberata dal dubbio di colpevolezza e il vero mistero sulla motivazione del rapimento della piccola Rose sparisce dalla scena non appena la protagonista prende un respiro fuori dalla prigione e decide di lasciarsi tutto e tutti alle spalle. Per questo, durante le parti narrate dalla Harriet anziana, rimane il peso costante di una vita rovinata, di un futuro mai vissuto appieno e di una donna che ha subito un'ingiustizia totale, viscerale, che l'ha macchiata per sempre di una colpa che non aveva commesso. La giustizia non trionfa, per Harriet. O meglio, trionfa per il rotto della cuffia e non c'è soddisfazione né gioia per una protagonista maltrattata.

    I Gillespie è un romanzo che può essere tranquillamente sottovalutato, forse anche abbandonato se non si tiene duro con la lettura e ci si lascia sconfiggere dai brevi momenti di noia; ma è soprattutto un romanzo che sorprende e che coinvolge un poco alla volta attraverso una narrazione pulitissima, ordinata, efficiente ma anche perfetta per la storia e per il suo personaggio protagonista.

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  • 4

    Gillespie and I

    Romanzo molto scorrevole, nonostante la mole imponente e una protagonista ambigua la natura delle cui intenzioni rimane oscura fino alla fine. Quella che viene raccontata è una vicenda particolare che ...continue

    Romanzo molto scorrevole, nonostante la mole imponente e una protagonista ambigua la natura delle cui intenzioni rimane oscura fino alla fine. Quella che viene raccontata è una vicenda particolare che non si comprende con chiarezza dove andrà a parare.
    L’autrice è abile nel mantenere un senso di inquietudine e di mistero per tutta la vicenda, sia nella parte più preponderante, quella ambientata nel 1880 a Glasgow, sia nella parte ambientata a Londra nel 1933, dove la narratrice, ormai anziana, vive sola con una domestica.

    Harriet Baxter, la protagonista e narratrice, è una benestante signora di 35 anni, non sposata. Dopo la morte della zia di cui si prendeva cura, decide di lasciare Londra per recarsi per qualche tempo a Glasgow, dove è in corso l’Esposizione Internazionale. Durante una passeggiata per le vie di Glasgow, Harriet si imbatte in un’ anziana signora che sta per morire soffocata e la salva grazie ad alcune sue conoscenze di pronto soccorso. La donna, accompagnata dalla nuora Annie, si presenta come Elspeth Gillespie.
    Per ringraziarla, la donna la invita a casa sua e, in breve tempo, Harriet diventa una presenza costante a casa della famiglia Gillespie.
    In questo modo, la protagonista ha modo di conoscere il capofamiglia, il pittore Ned Gillespie, che aveva incidentalmente conosciuto a Londra qualche tempo prima all’interno di una mostra. I Gillespie non navigano nell’oro e Ned cerca faticosamente di mantenere la famiglia con i suoi dipinti ma le commesse scarseggiano. Harriet, appassionata di arte, considera i suoi dipinti spettacolari e meritevoli dell’attenzione del pubblico e fa di tutto perché Ned trovi la notorietà e la ricchezza che merita.

    Fin dall’inizio i sentimenti di Harriet verso i membri della famiglia Gillespie e in particolar modo verso Ned sono poco chiari: Harriet è innamorata di lui? Oppure il suo è il desiderio genuino di affrancarlo da una famiglia pesante (la moglie insicura, la madre logorroica e invadente, la figlia maggiore Sybil con gravi problemi comportamentali che sfociano spesso in comportamenti violenti e incontrollati) che ne soffoca l’estro e non gli permette di trovare la giusta concentrazione ?

    Un evento improvviso e drammatico investe in pieno la famiglia Gillespie, lasciandola straziata e disorientata. Harriet si trova così al centro di un processo difficile il cui esito è incertissimo fino alla fine.
    Consigliatissimo, perché è originale e non me lo aspettavo così.

    Cosiglio di Eu del gruppo Bookaholic per settembre 2014

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  • 4

    Un romanzo in stile vittoriano che a poco a poco cattura la nostra attenzione mettendoci in gabbia (come gli uccellini della protagonista) e impedendoci di far altro se non continuare la lettura per s ...continue

    Un romanzo in stile vittoriano che a poco a poco cattura la nostra attenzione mettendoci in gabbia (come gli uccellini della protagonista) e impedendoci di far altro se non continuare la lettura per scoprire che le cose non sono affatto come sembrano...

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  • 3

    Ho trovato INSOPPORTABILE la protagonista, che scrive in prima persona il romanzo/memoriale per discolparsi dalle accuse terribili che l'hanno trascinata in tribunale. Il motivo chiave della storia è ...continue

    Ho trovato INSOPPORTABILE la protagonista, che scrive in prima persona il romanzo/memoriale per discolparsi dalle accuse terribili che l'hanno trascinata in tribunale. Il motivo chiave della storia è questo, ma ciò si scopre solo oltre la metà del libro e da questo punto diventa (finalmente!) anche interessante... mentre la prima parte è veramente tediosa e, non so come, mi sono costretta a non abbandonarlo.

    L'autrice scrive innegabilmente bene: è attenta ai dettagli, crea una trama accattivante e tratteggia con cura i personaggi.

    Quando poi si capisce che non ci sarà una soluzione chiara e che il lettore dovrà trarre le conclusioni da sé, si apprezza davvero l'idea del romanzo.
    Però non è un genere che amo, è una sorta di giallo e, ripeto, la protagonista, così pettegola e infida, mi ha sfinita.

    said on 

  • 3

    Lettura interrotta per poter leggere I Buddenbroock e poi successivamente ripresa.
    Il periodo storico è lo stesso, la seconda metà dell'800 anche se l'ambientazione è quella inglese: da questo paragon ...continue

    Lettura interrotta per poter leggere I Buddenbroock e poi successivamente ripresa.
    Il periodo storico è lo stesso, la seconda metà dell'800 anche se l'ambientazione è quella inglese: da questo paragone il libro della Harris non ne esce bene: lo stile, la scrittura risultano acqua fresca, i temi con un po' di spessore vengono solo accennati, molti tralasciati con la scusa di assecondare la trama dei ricordi (perché tutto il romanzo è sotto forma di memorie della protagonista) e anche i personaggi non risultano approfonditi, si resta sempre un po' in superficie.
    Tutto questo rende la lettura veloce e scorrevole nonostante la mole del libro.
    Peccato perché invece il risvolto noir della seconda parte del romanzo e il vero senso della storia, che si intuisce solo nelle ultime pagine, hanno un altro registro, più sottile e interessante ma ci si arriva un po' infastiditi dalle chiacchiere precedenti.

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