Gillespie And I

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Publisher: Faber and Faber

3.9
(251)

Language: English | Number of Pages: 528 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Dutch

Isbn-10: 0571275168 | Isbn-13: 9780571275168 | Publish date: 

Also available as: eBook , Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 4

    ...davvero bello!!scorrevole ed intrigante al punto giusto anche perché dalle prime pagine non sembra che il romanzo possa prendere una piega così"noir"..piacevole sorpresa!

    said on 

  • 4

    Le ragioni che spingono un autore a scrivere un romanzo storico, consumando abitualmente una gran quantità di tempo ed energie, possono essere diverse. Il risultato però è sempre lo stesso.
    Nel 1888 l ...continue

    Le ragioni che spingono un autore a scrivere un romanzo storico, consumando abitualmente una gran quantità di tempo ed energie, possono essere diverse. Il risultato però è sempre lo stesso.
    Nel 1888 l'avvenente e belloccio pittore svedese Ned Gillespie aveva la sindrome dell'indigenza artistica. Quando dipingeva, quando si chiudeva nel suo studio-soffitta per alleare con sforzo e illusione sogni incubati a lungo, diventava un'altra persona. E' nell'estate del 1888 che aprì con mano malferma la porta che mi condusse sulla soglia di una storia ambiziosa e originale, proprio come questa. Come per la maggior parte degli scrittori, anche Jane Harris fu folgorata da qualcosa, o, per meglio dire, da qualcuno, anche se non si può dire che il suo immane lavoro rimarrà indelebile nella mia memoria. Infatti nessuno prima d'ora aveva scritto qualcosa riguardo il pittore Ned Gillespie, nessuno aveva dato conto alla sua storia o alla sua sensibilità, eppure questa brava autrice svedese l'aveva trovato simpatico e interessante. Oggetto di studi, concepito forse da una passione coltivata da anni, accolto nella soffitta impolverata del suo animo come un agognato piacere che si sarebbe goduta con calma, per qualche tempo. Questa, d'altronde, è la mia opinione in merito. Per questo, quando m'immersi fra le pagine di I Gillespie, mi è sembrato di sorvolare lungo le strade di una città le cui forme sono simili a quelli di un cantiere, con nell'aria frammenti di conversazioni che si odono indistintamente come echi profondi o oscuri. Perché, anche se non amante dei romanzi storici, sotto l'effetto sgargiante di una tela luminosa ed evanescente, ho sentito di aver stabilito un collegamento col posto in cui mi trovavo. Non ero più in una terra straniera, ma in un mondo di opportunità, fino a qualche giorno fa sconosciute, in cui ebbi l'impressione si fosse spalancato dinanzi a me.
    Naturalmente il mondo della finzione ha rappresentato un'occasione per l'autrice per scalare montagne invisibili e descrivere gli infiniti regni della fantasia. Naturalmente il terreno più fertile e affidabile per la sua ispirazione fu la letteratura vittoriana, anche se nella sua condotta letteraria ci sono state delle piccole sfasature, che a poco a poco si trasformarono in piccoli fossati. I suoi continui dilungamenti, e le avvincenti vicende che terranno viva l'attenzione di chi legge la resero nota a distanza sempre crescente, di cui io tuttavia non ho pienamente raggiunto. Un caso non proprio atipico, ma frequente; a maggior ragione se il tema trattato manifesta una malcelata sensibilità. E pur di rievocare qualche ricordo tralasciato nel passato, vagare nella fumosa nebbia della storia e della pittura, una nebbia via via sempre più fitta, ho visto tracciare su un foglio bianco contorni luminosi, linee rette, in un disegno divino che mi ha indicato la strada. Una cospirazione che mi ha condotta fra le pagine bianche di segreti foschi e avvenimenti tragici che irrimediabilmente tengono col fiato sospeso.

    Come la radura di un laghetto cristallino e gelato, la storia di Ned e della sua numerosa famiglia si è stanziata ai bordi della mia anima. Il silenzio, l'inarrestabile passare del tempo mi hanno avvolta come una ragnatela, e, una sfilata di figure evanescenti accompagnato la mia avanzata lenta.
    Questa lettura inaspettata, di un romanzo che languiva nello scaffale già da qualche tempo, insieme con il sole che faceva capolino da una coltre di nuvole e pioggia e l'odore stagnante della pioggia che invase le mie narici, evocarono sensazioni famigliari: la nostalgia delle mie spericolate immersioni nell'era vittoriana, durante il liceo. In un santuario, impregnato di realismo magico, da cui ebbe tutto inizio. L'inizio. Un incontro/scontro con la famiglia Gillespie, svolta decisiva che ne determinerà il destino della protagonista. Una posizione diversa nella società. Una famiglia.
    In un viaggio nel passato di questa famiglia che non ho mai conosciuto per davvero, nemmeno nei libri di storia, un'avvincente e straordinaria celebrazione dell'amicizia, dell'amore e dei sogni che, nella sua semplicità disarmante, mi ha affascinato parecchio. E' come tornare indietro nel passato, ai tempi delle nostre bisnonne e trovarsi a vagare come un anima in pena in un luogo e in un tempo che conoscevamo solo per sentito dire. In meno di tre giorni non ero più sdraiata comodamente fra i braccioli della mia poltrona preferita. Ovviamente, ero ancora lì, circondata dalle vecchie mura della mia stanza, ma in un certo senso non c'ero più. Ero molto lontana, nel cuore di oscuri e severi personaggi, con un pittore indulgente e irremovibile, la sua ingombrante madre e le vicende "avventurose" delle sue nipotine.
    La voce di Harriet, uscendo dal romanzo, ha risuonato nella luce accecante della mia camera. Ha preso vita nel momento in cui è arrivata, con una valigia e un abito lungo e sgualcito. Così famigliare, perché di lei e della sua stramba avventura, che si ammanta di tragico e un pizzico di malinconia, avevo letto alcuni anni fa. Ragione per cui tornare nel piccolo paesino di Glasgow è stato come tornare in un luogo in cui ho vissuto.
    Racconto di personaggi forti e allo stesso tempo fragili, timorosi del senso della vita e del tempo, che non sanno cosa aspettarsi dal futuro, I Gillespie è un affresco per gli amanti del romanzo storico. Un affascinante intreccio di segreti, follia, amori, misteri che, in una miriade di sfumature leggere, emerge dal passato, in una nota impetuosa e inquietante.

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  • 4

    Non ci si può fidare di nessuno

    Uno inizia a leggere un romanzo che sembra scritto dalla nipotina di Jane Austen, poi qualcosa cambia e capisci che qualcosa non va....se non ci si può fidare nemmeno di Jane Austen, dove si andrà a f ...continue

    Uno inizia a leggere un romanzo che sembra scritto dalla nipotina di Jane Austen, poi qualcosa cambia e capisci che qualcosa non va....se non ci si può fidare nemmeno di Jane Austen, dove si andrà a finire? Intrigante

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  • 3

    I Gillespie

    Romanzo che gira intorno alle oscure vicende della famiglia Gillespie e della loro ambigua amica la signorina Baxter la quale è anche voce narrante. Inizia come noir per assumere poi le caratteristich ...continue

    Romanzo che gira intorno alle oscure vicende della famiglia Gillespie e della loro ambigua amica la signorina Baxter la quale è anche voce narrante. Inizia come noir per assumere poi le caratteristiche di un vero giallo. Non male, si legge piacevolmente anche se la narrazione abbonda spesso di descrizioni superflue e un pochino fastidiose perchè non si arriva mai al dunque! Potrebbero essere eliminate senza dubbio un centinaio di pagine..Comunque trattandosi di un libro poco impegnativo, ma gradevole se ne potrebbe consigliare la lettura agli amanti del genere giallo, o semplicemente a chi desidera svagarsi.

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  • 4

    → Recensione completa su THE BOOKISH TEAPOT: http://thebookishteapot.blogspot.de/2016/08/un-te-con-lautrice-i-gillespie-di-jane.html

    In questo romanzo c'è il surplus di tutto ciò che noi amanti del ge ...continue

    → Recensione completa su THE BOOKISH TEAPOT: http://thebookishteapot.blogspot.de/2016/08/un-te-con-lautrice-i-gillespie-di-jane.html

    In questo romanzo c'è il surplus di tutto ciò che noi amanti del genere "d'altri tempi" prediligiamo.
    Aggiungiamoci un tocco di mistero e suspance e ne esce un libro corposo e succulento, non proprio adatto come lettura da sotto l'ombrellone... come piuttosto lettura da divano/copertina/caminetto.

    Siamo nella Scozia della seconda metà del 1800, in piena epoca vittoriana.
    La protagonista indiscussa di questa storia è Harriet Baxter, una ragazza un po' cresciuta (quella che noi chiameremmo zitella), benestante ed indipendente, che è anche la voce narrante.
    Le vicende vengono raccontante da due punti temporali diversi: troviamo una Harriet Baxter che in qualità di anziana, oltre che sporadici eventi che la riguardano nel presente, ci narra anche, tramite flash-back, il periodo della sua vita che ha trascorso a Glasgow durante il quale ha fatto la conoscenza della famiglia Gillespie e il dramma che ne è seguito. [...]

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  • 4

    “E io, oltre a portare la colpa di essere femmina, avevo un'aggravante: ero nubile.”

    http://diariodiunadipendenza.blogspot.it/2016/07/recensione-basso-costo-i-gillespie-di.html

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Dopo essere stata totalmente catturata dal primo romanzo della Harris Le Osservazioni , ho aperto senza indugio questo voluminoso romanzo, inconsapevole di quello a cui sarei andata incontro.
    Ammetto ...continue

    Dopo essere stata totalmente catturata dal primo romanzo della Harris Le Osservazioni , ho aperto senza indugio questo voluminoso romanzo, inconsapevole di quello a cui sarei andata incontro.
    Ammetto che ho dovuto rileggerlo più e più volte prima di capire la reale natura sia del romanzo sia della protagonista: Harriet.
    Mi è parsa insopportabilmente altruista sin dalle prime pagine, di quell'altruismo che ha del morboso, che si trasforma man mano in una sorta di ossessione per il povero pittore Ned Gillespie, trascinato poco alla volta in un vortice di disperazione e sfacelo.
    Ho trovato molto interessanti le due voci narranti, quella della Baxter giovane e della Baxeter anziana, la quale vive da sola con la domestica Sarah e rievoca il passato, sottoponendo il lettore ad una serie infinita di autogiustificazioni sulla presunta innocenza della protagonista, forse mossa dai sensi di colpa, non è dato saperlo.
    Di sicuro il fatto che sia narrato in prima persona rende la voce totalmente inaffidabile, tanto che alla seconda lettura mi sono chiesta se non fossero stati deliberatamente sottaciuti degli episodi.
    Ma vedere Harriet come prima responsabile della tragedia che tingerà di noir il racconto non farebbe altro che alimentare lo stereotipo secondo il quale l'addizione donna + zitella + economicamente indipendente sarebbe la formula perfetta per una strega.
    In conclusione, ho letteralmente divorato questo romanzo, scritto in maniera semplice e scorrevole, nonostante mi senta leggermente presa in giro dalla Harris.

    said on 

  • 3

    Nella Glasgow del 1888 non è usuale incontrare una donna, seppur benestante e non più giovane, in viaggio da sola, ma ciononostante l’inglese Harriet Baxter non teme i pregiudizi: con il suo pragmatis ...continue

    Nella Glasgow del 1888 non è usuale incontrare una donna, seppur benestante e non più giovane, in viaggio da sola, ma ciononostante l’inglese Harriet Baxter non teme i pregiudizi: con il suo pragmatismo, il suo fare diplomatico e la sua generosità riesce comunque a crearsi una cerchia di conoscenze in città, tra le quali il promettente pittore Ned Gillespie e la sua turbolenta famiglia.
    Grande ammiratrice del lavoro del suo nuovo amico, Harriet decide di patrocinarne e favorirne l’attività in tutti i modi possibili, ma è difficile, in epoca vittoriana, rimanere al di sopra di ogni critica e di ogni sospetto circa l’amicizia tra un uomo sposato e una donna nubile.
    Inoltre, con la sua prodigalità, Harriet finisce quasi con lo sconfinare nell'invadenza e le sue buone azioni, anche se disinteressate, si ritorcono contro di lei quando viene accusata di un orrendo delitto.
    E qui il lettore è certo dell’innocenza della protagonista, visto che la vicenda viene narrata in prima persona e dalla prospettiva di Harriet. Ma alla luce dei fatti esposti nel memoriale della donna, può ritenersi proprio sicuro che non vi sia nulla di sospetto, vicino all'ossessione, in questa figura apparentemente irreprensibile?
    Un romanzo che ho letto tutto d’un fiato, anche se me lo immaginavo leggermente diverso, almeno da quanto prospettato dalla quarta di copertina: se vi aspettate un risvolto romantico degno di nota rimarrete delusi. Ciò nonostante la trama è ben delineata e interessante: infatti di certo non mancano i colpi di scena, i protagonisti sono complessi e ricchi di sfaccettature e il ritmo narrativo alquanto incalzante. Direi che lo consiglio, visto che non sono rimasta delusa.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    tiene attaccati alle pagine

    E' un bel giallo, ben scritto ed orchestrato, ogni dettaglio è collocato nel posto preciso e perfetto dove dovrebbe essere e tutto alla fine ha un senso

    c'è un po di riscatto, ma solo alla fine, anc ...continue

    E' un bel giallo, ben scritto ed orchestrato, ogni dettaglio è collocato nel posto preciso e perfetto dove dovrebbe essere e tutto alla fine ha un senso

    c'è un po di riscatto, ma solo alla fine, anche per questa protagonista femminile molto avanti per l'epoca, vive da sola viaggia da sola ed è indipendente e sicura di se
    tentano di farle fare il capro espiatorio per tutto il racconto una sorta di critica neanche troppo velata al suo modo di vivere, giudicata non benissimo a quanto si legge, proprio il suo essere così indipendente, il suo punto di forza a mio modesto parere

    said on