Ginger man

Di

Editore: Neri Pozza

3.6
(80)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 397 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8854501549 | Isbn-13: 9788854501546 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Ortelio

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
"Ginger Man" è la storia di un mostro senza tempo, un diavolo in carne e ossa,un angelo perfido e carismatico. Sebastian Dangerfield è un bel giovanotto eun insaziabile disgraziato, il maschio che ogni donna non può che odiare, conogni vizio e pochissime virtù: seduttore, erotomane, ladro, imbroglione,violento, bevitore, ingordo - il tipo che abbandona la moglie con la bambina,ruba i soldi dalla borsetta e va a farsi il giro dei pub, invidiato daqualunque altro uomo perché riesce a farla franca, e a salvare la faccia.Sebastian è americano, ha ventisette anni, è andato a vivere a Dublino altermine della guerra e studia giurisprudenza al Trinity College; è padre emarito, adora blaterare di decoro e di successo, di famiglia e buone maniere,ma passa il tempo a sognare i soldi facili, a inseguire belle gambe egonnelle, tra bevute, battute, accessi di rabbia, truffe e sconcezze, È uneroe comico e maledetto al tempo stesso, invaso dallo spirito irrefrenabile diuna libertà dissennata, maligna, tragica. Ed è un anti-eroe di quel mondo chesi andava formando dopo il conflitto, smanioso di dimenticare gli orrori, lafatica, il grande rumore della catastrofe, e insieme un simbolo dei nostritempi, in fuga costante dalla realtà e dalla responsabilità, eterno egoista,eterno bambino, sperduto e sgomento di fronte al peso e al doloreinsopportabile di una vita normale
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  • 3

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di febbraio della rivista letteraria on line Il Colophon
    https://ilcolophon.it/ginger-man-cf3d92f5224d#.uc0ou1vxq

    Ginger Man è un romanzo interess ...continua

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di febbraio della rivista letteraria on line Il Colophon
    https://ilcolophon.it/ginger-man-cf3d92f5224d#.uc0ou1vxq

    Ginger Man è un romanzo interessante, provocatorio, irriverente. Non è detto che vi piaccia, anche se sarete costretti a riconoscerne le innegabili qualità narrative. Ma — soprattutto — non è un libro che va preso alla leggera, occorre sapere quando, come e perché è stato scritto, il percorso che ha compiuto. Solo così molte delle perplessità che vi nasceranno leggendolo troveranno una risposta e vi permetteranno di vederlo sotto la giusta luce.
    Protagonista del romanzo è Sebastian Dangerfield, americano ventisettenne studente di giurisprudenza al Trinity College di Dublino: alcolizzato, irresponsabile, bugiardo, opportunista, violento, spendaccione, corre dietro ad ogni gonnella senza fare troppo il difficile con l’unico scopo di portarsela a letto e — se possibile — spillarle quanti più soldi riesce. Se già così ne risulta un personaggio per nulla simpatico e positivo, si aggiunga che è sposato e ha una figlia piccola per la quale manifesta apertamente insofferenza. Un anti-eroe, anzi proprio un bastardo, che si è perso nella propria libertà, rifugge le responsabilità, eterno bambino cattivo e amorale che ha paura di crescere e diventare uomo. Trascinerà in questo vortice distruttivo per un po’ anche la sventurata che abbagliata dal suo bel sorriso l’ha sposato, ma per fortuna poi lei saprà mettersi in salvo con la bambina abbandonandolo al suo destino. Insomma non si riesce a farselo risultare simpatico questo Dangerfield che non tratta male solo le donne, ma anche i pochi amici che continuano a dargli corda. E leggendo i primi capitoli del romanzo potreste anche chiedervi dove stia il valore del libro pubblicato a Parigi nel 1955 da Olympia Press, bandito negli Stati Uniti e in Irlanda, uscito censurato in Italia nel 1959, che oggi — ristampato in centinaia di edizioni — è considerato un classico sulla scia di di Henry Miller e James Joyce.
    Ecco perché è utile approfondire i presupposti che hanno portato Donleavy a scriverlo e capire il messaggio che racchiude.
    Quando ha deciso di scrivere Ginger Man, Donleavy che è newyorkese purosangue (nato nel Bronx), aveva appena lasciato il Trinity College dove aveva studiato scienze naturali. Era già un pittore apprezzato in Irlanda, ma il suo tentativo di “sfondare” anche a Londra era fallito perché non erano bastate le tre mostre di successo allestite a Dublino per renderlo un nome “spendibile” nella capitale inglese. Perciò — come racconta in una intervista — si rese conto che l’unico modo per sfondare era quello di scrivere qualcosa che nessuno potesse tenere a bada, un libro che sarebbe andato ovunque, nelle mani di tutti. Un romanzo che avrebbe scosso il mondo.
    Così nacque Ginger Man ma — come era prevedibile — pur avendo ricevuto ottimi apprezzamenti, Donleavy non trovò nessun editore americano disponibile a pubblicarlo. Così tornò in Irlanda dove arrivò a Maurice Girodias, fondatore della parigina Olympia Press, che gli propose la pubblicazione. A fargli decidere di uscire col proprio nome vero — nonostante la scabrosità del romanzo — fu il fatto che con lo stesso editore era stato pubblicato Beckett. Purtroppo scoprì a pubblicazione avvenuta che il libro era stato incluso nella collana pornografica Traveller’s Companion. Dopo diverse traversie legali, comunque, il libro uscì anche in Inghilterra e Donleavy riuscì a recuperare credibilità e decoro.
    Ginger Man racconta lo smarrimento degradante di chi non è capace di circoscrivere il proprio egoismo, la sete di libertà ad ogni costo, l’incapacità di porsi un freno, ma anche la rivincita di chi invece trova nella disperazione la forza per riscattarsi e costruire un futuro dignitoso.
    La scrittura molto originale in cui si alternano prima e terza persona, presente e passato, rende efficacemente la confusione mentale di Dangerfield, parziale voce narrante della storia, tra delirio alcolico e momenti di grande lirismo.
    Un libro che forse all’inizio vi lascerà perplessi, ma dategli il tempo di entrarvi dentro, di prendere ritmo, e capirete infine che valeva la pena leggerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Sicuramente un libro trasgressivissimo nel 1950. Ora come ora non più, ma la lettura risulta comunque Piacevole e divertente. Lo stile è al 100% irlandese, con quella punta amara di auto-ironia che ca ...continua

    Sicuramente un libro trasgressivissimo nel 1950. Ora come ora non più, ma la lettura risulta comunque Piacevole e divertente. Lo stile è al 100% irlandese, con quella punta amara di auto-ironia che caratterizza e rende speciali gli scrittori dell'isola.

    ha scritto il 

  • 0

    gli darei due per la trama e cinque per lo stile, un continuo saltare dalla terza alla prima persona dal discorso diretto a quello indiretto, ma fatto bene.

    perchè sono sfusamente stufo di libri anglo ...continua

    gli darei due per la trama e cinque per lo stile, un continuo saltare dalla terza alla prima persona dal discorso diretto a quello indiretto, ma fatto bene.

    perchè sono sfusamente stufo di libri angloamericani aventi per tema l'ossessione per il denaro.

    sarebbe un libro maledetto, ma noi siamo generazione talmente imporchita che non ci fa né caldo nè tiepido.

    "possenti zanne di dio", io imprecazioni così mai lette in vita mia!

    ha scritto il 

  • 5

    Si è trattato di un'esperienza molto strana. L'ho aperto e l'ho trovato datato, dopo 50 pagine noioso, alla centesima lo odiavo...dopodichè ci sono letteralmente 'caduta dentro' non riuscendo più a st ...continua

    Si è trattato di un'esperienza molto strana. L'ho aperto e l'ho trovato datato, dopo 50 pagine noioso, alla centesima lo odiavo...dopodichè ci sono letteralmente 'caduta dentro' non riuscendo più a staccarmene fino a decidere, quando l'ho finito, che probabilmente con il Castello di Kafka, Pastorale Americana di Roth, Espiazione di McEwan e La Strada di McCarthy è fra le mie più fortunate letture.
    Ho sempre creduto:
    a. Che qundo un libro è noioso rimane noioso fino all'ultima pagina
    b. che la modernità sia la qualità immancabile in ogni romanzo che viene definito 'grande' da lettori di decenni più giovani dell'autore.
    A quanto pare mi sbagliavo. Ginger Man è grandioso pur essendo del tutto inattuale e - forse ancora più importante - è grandioso anche a dispetto di molti capitoli cupi e pesanti.
    Donleavy è riuscito a creare un'opera liberatoria utilizzando ingredienti mostruosi...consigliato solo a chi riuscirà a non abbandonarlo prima della metà.
    (Per chi l'ha visto, effetto simil-Dogville di Von Trier)

    ha scritto il 

  • 0

    Giu aDingle
    dove gli uomini sono single
    la fatina è nell'armadio
    e la strega dentro il letto,
    l'anticristo è smunto
    e lo Strozzino defunto
    Giu a Dingle
    dove gli uomini sono single

    poesia di sebastian dangerf ...continua

    Giu aDingle
    dove gli uomini sono single
    la fatina è nell'armadio
    e la strega dentro il letto,
    l'anticristo è smunto
    e lo Strozzino defunto
    Giu a Dingle
    dove gli uomini sono single

    poesia di sebastian dangerfield

    ha scritto il 

  • 3

    Amorale, squallido, egoista insaziabile, seduttore instancabile, cinico e meschino, Sebastian Dagerfield il protagonista per la prima metà del libro mi ha molto divertita. Bravissimo l'autore nel rapp ...continua

    Amorale, squallido, egoista insaziabile, seduttore instancabile, cinico e meschino, Sebastian Dagerfield il protagonista per la prima metà del libro mi ha molto divertita. Bravissimo l'autore nel rappresentare il personaggio passando dalla prima alla terza persona senza nessuna punteggiatura. E poi.....e poi......che noia! la trama non è altro che la descrizione della quotidianità del protagonista e alla lunga stufa proprio.

    ha scritto il