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Giobbe

Romanzo di un uomo semplice

By Joseph Roth

(191)

| Paperback | 9788845903380

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Book Description

"Un "Giobbe" moderno, dunque: la storia di un pio ebreo orientale, di quelli che si librano a mezz'aria nei quadri di Chagall, ("Portava sempre il suo berretto nero di reps di seta e il caffettano di media lunghezza e gli stivali alti"), quando i lut Continue

"Un "Giobbe" moderno, dunque: la storia di un pio ebreo orientale, di quelli che si librano a mezz'aria nei quadri di Chagall, ("Portava sempre il suo berretto nero di reps di seta e il caffettano di media lunghezza e gli stivali alti"), quando i lutti lo sopraffanno, tentato dal Principe delle Tenebre, forse con la connivenza del Signore, a bruciare il suo scialle rituale e sfidare Dio". (PAOLO MILANO)

L'opera di Joseph Roth si dispone naturalmente su due versanti: da una parte l'epos del tramonto asburgico, dall'altra quello della dispersione dell'ebraismo orientale. Giobbe è il libro più celebre, più riccamente articolato e più potente che rappresenta questa 'altra parte' di Roth. Pubblicato nel 1930 e accolto subito da un successo internazionale, si può dire che questo romanzo equivalga, sul suo versante, alla Marcia di Radetzky, come felice tentativo di narrazione epica, dal respiro vasto e avvolgente, evocatrice dei più minuti particolari e insieme scandita sin dall'inizio come una favola.
Il Giobbe di Roth si chiama Mendel Singer, è un "uomo semplice" che fa il 'maestro', cioè insegna la bibbia ai bambini di una cittadina della Volinia russa e ai propri figli:
"migliala e migliala di ebrei prima di lui avevano vissuto e insegnato nello stesso modo". La sua vita scorre quietamente, "fra magre sponde", ma chiusa in un ordine intatto, fino alla nascita del quarto figlio, Menuchim, che è minorato. Da allora in poi, se "tutto ciò che è improvviso è male", come dice Mendel Singer, molti mali cominciano a sfrecciare sulla sua vita. Dovrà abbandonare la sua terra per andare a New York, in un mondo che gli è totalmente estraneo, e la moglie - ancora una volta un memorabile personaggio femminile -, la figlia e i tigli Saranno uno dopo l'altro toccati dalla guerra, dalla morte, dalla pazzia. Via via che sprofonda nella solitudine e nella disperazione, il Giobbe di Roth, quest'uomo comune che aveva, seguito nella sua vita l'ordine dei padri senza quasi riflettere, si staglia sempre più grandioso: dopo aver "visto andare in rovina un paio di mondi", si trova sul punto di bruciare i suoi libri sacri perchè vuole "bruciare Dio" - e in quel momento raggiunge un'intensità e una essenzialità che sembrano negate per sempre ai consolatori che gli si affannano intorno. Ora soltanto, Mendel diventa veramente un "uomo semplice": più la vita lo spogliae e lo sradica da tutto, più egli appare fermo, con lo sguardo lucido e una forza segreta di resistenza che gli impediscono di crollare. Una sotterranea corrente vitale lo lega al figlio che era stato dato per perduto: il loro insperato e miracoloso incontro, alla fine, �
Il ricongiungersi di queste due correnti che hanno continuato a scorrere fra le rovine della morte e dell'esilio, riapparendo sempre, testardamente, come unica risposta agli enigmatici colpi della sventura. Tutto il sapore, l'immenso "pathos", l'antica saggezza e l'indistruttibile forza vitale di una grande civiltà, sempre minacciata e condannata alla dispersione, sembrano concentrarsi nel profondo sonno finale di Mendel Singer, carico del "peso della felicità e della grandezza dei miracoli".

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