L'uscita di Giochi di reciprocità (1984) ha avuto un'immediata e larga risonanza negli Stati Uniti e, in genere, presso il pubblico colto anglosassone. IL suo autore, Robert Axelrod, è un giovane e brillante studioso di teoria dei giochi che si è rapidamente affermato con quest'opera come unoContinue
L'uscita di Giochi di reciprocità (1984) ha avuto un'immediata e larga risonanza negli Stati Uniti e, in genere, presso il pubblico colto anglosassone. IL suo autore, Robert Axelrod, è un giovane e brillante studioso di teoria dei giochi che si è rapidamente affermato con quest'opera come uno dei nomi più prestigiosi in un campo di ricerca che investe un'amplissima gamma di situazioni sociali, tutte diverse fra loro e tutte altrettanto interessanti per comprendere la logica dei fenomeni, anche quotidiani, della nostra vita individuale e collettiva. L'idea centrale è quella della interazione fra individui razionali. Essa può riguardare la cooperazione interanazionale o i negoziati sul disarmo, lo scambio di favori fra professionisti politici, il "vivi-e-lascia-vivere" fra soldati di eserciti nemici, la reciprocità dell'amore, la partecipazione al voto, le trasazioni d'affari, la conformità alle regole di un contratto sociale, ecc. Tutte queste situazioni presentano un problema, teorico e pratico, che è classico da almeno trecento anni nella teoria politica: è possibile che fra individui emerga cooperaizione, in assenza di un sovrano (che li costringa a ciò)? Formulato originariamente dal grande filosofo politico moderno Thomas Hobbes, il dilemma è stato al centro della ricerca della contemporanea teoria dei giochi. In un linguaggio chiaro e brillante, e con ricchezza di argomenti, di casi e di storie attinti alla vita reale, Axelrod mostra in quali condizioni può emergere la cooperazione e in quali condizioni essa può continuare e svilupparsi. Un fattore decisivo è l'ombra che il futuro getta sul presente: la prospettiva, l'anticipazione di rapporti a venire fra i medesimi individui è una ragione di fondo che spiega il successo di strategie collettive. Il libro è destinato a suscitare anche da noi un vivace interesse. Semplicemente, forse, perché impegna il lettore, coinvolgendolo, in un eccitante gioco strategico di intelligenza. Ecco come l'ha accolto Douglas Hofstandter, il geniale autore di Gödel, Escher, Bach: "Mentre leggevo il dattiloscritto continuavo ad annotare in margine: 'Incredibile!', 'Sorprendente!', 'Originale!', 'Fantastico!', 'Affascinante!', 'Che finezza!', 'Magnifico!'. Ritengo che ciò possa darvi un'idea di quel che penso veramente di questo libro."