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Gioco all'alba

By Arthur Schnitzler

(778)

| Others | 9788845905469

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Book Description

Lungo racconto, amaro e perfetto, "Gioco all'alba" (1927) narra la vicenda di una creatura peculiarmente schnitzleriana: Willi, un ufficiale snello, piacente, leggero, che ama la vita e le donne, purchè non esigano troppo da lui. Le amanti, il gioco, Continue

Lungo racconto, amaro e perfetto, "Gioco all'alba" (1927) narra la vicenda di una creatura peculiarmente schnitzleriana: Willi, un ufficiale snello, piacente, leggero, che ama la vita e le donne, purchè non esigano troppo da lui. Le amanti, il gioco, i colleghi, gli spettacoli, i soldi, le uniformi si alternano nella sua mente in una tenue ma costante fantasticheria, che aggira accortamente gli ostacoli del reale. Ma c'è un momento in cui il destino, come risvegliandosi da una ingannevole sonnolenza, comincia a stringere anche per lui i suoi nodi: da quel momento le ore di Willi precipitano verso un'alba livida e irreparabile. Una lunga partita a carte, con i suoi precedenti e le sue conseguenze, basta qui ad assumere i tratti antichi della fatalità. Le sorti ruotano, le parti si rovesciano, i fatti vorticano intorno al protagonista. Con magistrale colpo di scena, quando la stretta è già divenuta soffocante, Schnitzler fa balenare, accanto al denaro, l'amore, l'uno nello specchio dell'altro. E la reciprocità erotica svela qui il suo volto segreto: quello della più sottile crudeltà. Come in "Doppio sogno" e "Fuga nelle tenebre", che appartengono allo stesso giro di anni, Schnitzler compendia in queste pagine, infallibilmente scandite, tutta la sapienza della sua arte.

50 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    Un grandissimo scrittore

    Amo Schnitzler, perchè è sempre intenso, mai banale. Amo quel suo modo di scrivere, che ti aviluppa in un intercedere spesso ipnotico.
    In questo breve romanzo, a mio parere perfetto, ho provato vertigine quando descrive il momento in cui Willi cominc ...(continue)

    Amo Schnitzler, perchè è sempre intenso, mai banale. Amo quel suo modo di scrivere, che ti aviluppa in un intercedere spesso ipnotico.
    In questo breve romanzo, a mio parere perfetto, ho provato vertigine quando descrive il momento in cui Willi comincia a perdere a carte. Ho avuto la sensazione di essere io Willi, sul tavolo da gioco, travolto da quella febbre che ti impedisce di smettere affidandosi alla benevolenza del fato. Meravigliosa poi la semplicità con cui ti fa precipitare in una società passata, al punto da comprenderne persino le dinamiche per quanto avulse al nostro mondo moderno. Uno scrittore veramente grandissimo.

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    Sysjena said on May 26, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Bellissimo racconto, intenso e con un finale col botto.

    Tutto parte da un debito di gioco di un ex tenente austriaco radiato dall’esercito per gravi motivi, a cui ne segue un altro che un amico, ufficiale anch’egli, contrae nel tentativo di guadagna ...(continue)

    Bellissimo racconto, intenso e con un finale col botto.

    Tutto parte da un debito di gioco di un ex tenente austriaco radiato dall’esercito per gravi motivi, a cui ne segue un altro che un amico, ufficiale anch’egli, contrae nel tentativo di guadagnare del denaro per coprire il primo.

    La vicenda si dipana in un crescendo di suspance, delineandosi sempre più attorno alla figura di una donna che fa la sua comparsa verso la fine ma che rappresenta la vera chiave di volta del racconto perché porta a compimento il suo piano, ricordandoci che la vendetta è un piatto che va servito freddo.

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    ☺ Ale ☺ said on Jun 12, 2013 | 3 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Il contrappasso ai tempi dell'Ancien Regime

    Willi è un classico tenente dell'Armata Austriaca di fine ottocento, dedito ai vizi tipici di quei giovani,le donne il gioco il vino.
    Data la mancanza di rendite alternative al suo stipendio è costretto però a centellinarsi nei propri svaghi cercand ...(continue)

    Willi è un classico tenente dell'Armata Austriaca di fine ottocento, dedito ai vizi tipici di quei giovani,le donne il gioco il vino.
    Data la mancanza di rendite alternative al suo stipendio è costretto però a centellinarsi nei propri svaghi cercando di salvaguardare così il proprio onore di militare che è la cosa più preziosa che possiede.
    La situazione cambia quando un suo vecchio camerata si presenta per chiedergli in prestito una somma urgente che servirà a coprire alcune sue malefatte.
    Willi non possedendo questa somma e più per spirito di avventura che di cameratismo si decide di partecipare ad un gioco di carte dove spera di vincere quella somma.
    L'esito sarà catastrofico alla fine si troverà indebitato con un console per una somma superiore di dieci volte a quella che sarebbe servita al suo amico, debito da saldare nel giro di ventiquatt'ore.
    Così il tenente decide di fare visita al suo unico zio sperando nella sua benevolenza, ma scopre che il suo patrimonio si trova nelle mani di una moglie di cui Willi non conosceva l'esistenza.
    Ed è qui che si compie il contrappasso; il tenente disperato si reca da lei scoprendo che la persona in questione si tratta di una donna con cui aveva avuto una fugace e squallida storiella "d'amore"(scoprirete il perchè delle virgolette).
    Si compie così il finale beffardo del tenentino Willi...
    Racconto lungo ben scritto, essenziale senza descizioni superflue va subito al cuore dei protagonisti descrivendo in poche pagine alcene peculiarità della società di quei tempi.

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    Luca Bons said on Dec 9, 2012 | Add your feedback

  • 17 people find this helpful

    Il libro l'ho preso qui su anobi, rubandolo da non so più quale libreria, mentre il padrone di casa, che incautamente ne aveva tessuto le lodi, non c'era.
    Ora che l'ho finito, potrei anche restituirlo, perché è vero che mi affeziono ai libri che legg ...(continue)

    Il libro l'ho preso qui su anobi, rubandolo da non so più quale libreria, mentre il padrone di casa, che incautamente ne aveva tessuto le lodi, non c'era.
    Ora che l'ho finito, potrei anche restituirlo, perché è vero che mi affeziono ai libri che leggo, ma poi quanti sono quelli che rileggo? E poi, già che non si restituiscono i libri prestati, vuoi mica restituirne uno rubato?
    In verità c'è un altro motivo per cui lo voglio tenere. Vorrei che lo leggessero i miei figli.
    Proverò a lusingarli in qualche modo e a convincerli dicendo che in fondo si tratta di un libretto di poche pagine, che si legge in due volte, ma quelle poche ore necessarie per scorrere la vita del sottotenente Willi Kasda sono un investimento ad alta redditività.
    C'è molto, se non tutto in questo racconto scritto da un genio per me sconosciuto e tradotto da una persona davvero capace. C'è un campionario a colori delle miserie della vita e delle trappole più o meno nascoste in cui siamo già caduti o che abbiamo evitato per poco. Potrebbe valere come surrogato di quell'educazione che non si trova più il tempo di dare ai figli.
    La storia passa di pagina in pagina con una prevedibilità disarmante, ma ciò nonostante si divorano le righe per sapere, per avere conferme, per spegnere la sete e la morbosa curiosità che spinge a spiare l'agonia di un essere umano. Ma anche per sperare che alla fine... forse... ma sospettando già che la speranza altro non è che un'altra trappola preparata dal destino.

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    Aldo Costa said on Oct 26, 2012 | 12 feedbacks

  • 17 people find this helpful

    Altro che Ivan Ilic

    Quando ero piccola avevo un ciuccio. Mi era molto caro, come a tutti i bambini. Ovviamente lo ciucciavo con perizia e godimento come tutti i bambini, e capitava talvolta poi che si rompesse, ed io cadevo in quello stato di angoscia che, pensavo allor ...(continue)

    Quando ero piccola avevo un ciuccio. Mi era molto caro, come a tutti i bambini. Ovviamente lo ciucciavo con perizia e godimento come tutti i bambini, e capitava talvolta poi che si rompesse, ed io cadevo in quello stato di angoscia che, pensavo allora, ( eh, si, ero una bambina con pensieri piuttosto cupi..) si doveva provare quando ci si ammalava di tumore.
    Poi ho anche avuto un tumore, ma le sensazioni provate non si sono mai avvicinate a quelle pure, semplici e totali di quando ero bambina e mi si rompeva il ciuccio.
    Quel pensiero che ti avvolge come una campana di vetro, e che sempre ti accompagna, rumore di fondo soffocante ed inaccettabile, e che rende la vita di qualsiasi reietto più allettante di un'altra ora nella tua propria pelle.
    Ecco questo libro mi ha riportato intatta quell'angoscia, e lo consiglierei a chiunque volesse tastare con mano la sensazione dell'ineluttabile, della morte imminente, della realtà sgradita che ti si siede addosso, pesantissima, inscalfibile. Altro che Ivan Ilic.

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    Lo spirito delle scale (una persona da poco) said on Sep 3, 2012 | 3 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (778)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Others 128 Pages
  • ISBN-10: 8845905462
  • ISBN-13: 9788845905469
  • Publisher: Adelphi (Piccola Biblioteca, 152)
  • Publish date: 1983-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Paperback
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