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Giorgio Gaber 1958-2003

Il teatro e le canzoni

By Jachia Paolo

(40)

| Others | 9788835954460

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Book Description

Il libro offre un ritratto completo di Giorgio Gaber, uno dei grandiprotagonisti della cultura contemporanea italiana, e per una volta non silimita a nozioni puramente biografiche, ma approfondisce significati eimplicazioni della sua arte. La tesi di Continue

Il libro offre un ritratto completo di Giorgio Gaber, uno dei grandiprotagonisti della cultura contemporanea italiana, e per una volta non silimita a nozioni puramente biografiche, ma approfondisce significati eimplicazioni della sua arte. La tesi di questo volume è che esistono in realtàdue Gaber: uno antecedente al 1970, l'altro successivo. Solo il secondo Gaber,quello che inventa il "teatro-canzone" grazie alla generosa collaborazione diSandro Luporini, è in realtà il "vero" Gaber. Solo all'interno di questa formaespressiva, che alterna canzoni e monologhi, Gaber sviluppa un pensierocritico demistificante, caratterizzato dall'irrisione polemica di ogni falsacoscienza, di ogni arroccamento in miti e ideali fasulli, pubblici e privati.

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    "Ognuno ha l'infinito che si merita"

    http://it.youtube.com/watch?v=pGe2ETQHlNI

    http://it.youtube.com/watch?v=lIT1P_HUbb0&feature=relat…

    IO SE FOSSI DIO

    Io se fossi Dio...
    e io potrei anche esserlo,
    sennò non vedo chi!

    Io se fossi Dio,
    non mi farei ...(continue)

    http://it.youtube.com/watch?v=pGe2ETQHlNI

    http://it.youtube.com/watch?v=lIT1P_HUbb0&feature=relat…

    IO SE FOSSI DIO

    Io se fossi Dio...
    e io potrei anche esserlo,
    sennò non vedo chi!

    Io se fossi Dio,
    non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
    non sarei mica un dilettante,
    Sarei sempre presente!
    Sarei davvero in ogni luogo a spiare
    o meglio ancora a criticare
    appunto cosa fa la gente.
    Per esempio il piccolo borghese
    com'è noioso,
    non commette mai peccati grossi,
    non è mai intensamente peccaminoso.
    Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
    e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
    lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

    Per questo
    io se fossi Dio,
    preferirei il secolo passato,
    se fossi Dio
    rimpiangerei il furore antico,
    dove si odiava, e poi si amava,
    e si ammazzava il nemico!

    Ma io non sono ancora
    nel regno dei cieli,
    sono troppo invischiato
    nei vostri sfaceli...

    Io se fossi Dio,
    non sarei così coglione
    a credere solo ai palpiti del cuore
    o solo agli alambicchi della ragione.

    Io se fossi Dio,
    sarei sicuramente molto intero
    e molto distaccato
    come dovreste essere Voi!

    Io se fossi Dio,
    non sarei mica stato a risparmiare,
    avrei fatto un uomo migliore.
    Si vabbè lo ammetto
    non mi è venuto tanto bene,
    ed è per questo, per predicare il giusto,
    che io ogni tanto mando giù qualcuno,
    ma poi alla gente piace interpretare
    e fa ancora più casino!

    Io se fossi Dio,
    non avrei fatto gli errori di mio figlio,
    e sull'amore e sulla carità
    mi sarei spiegato un po' meglio.

    Infatti non è mica normale
    che un comune mortale
    per le cazzate tipo compassione e fame in India,
    c'ha tanto amore di riserva
    che neanche se lo sogna,
    che viene da dire:
    "Ma dopo come fa a essere così carogna?"

    Io se fossi Dio,
    non sarei ridotto come Voi
    e se lo fossi io certo morirei
    per qualcosa di importante.

    Purtroppo l'occasione
    di morire simpaticamente
    non capita sempre,
    e anche l'avventuriero più spinto
    muore dove gli può capitare
    e neanche tanto convinto.

    Io se fossi Dio,
    farei quello che voglio,
    non sarei certo permissivo,
    bastonerei mio figlio,
    sarei severo e giusto,
    stramaledirei gli Inglesi
    come mi fu chiesto,
    e se potessi
    anche gli africanisti e l'Asia
    e poi gli Americani e i Russi;
    bastonerei la militanza
    come la misticanza
    e prenderei a schiaffi
    i volteriani, i ladri,
    gli stupidi e i bigotti:
    perché Dio è violento!
    E gli schiaffi di Dio
    appiccicano al muro tutti!

    Ma io non sono ancora
    nel regno dei cieli,
    sono troppo invischiato
    nei vostri sfaceli...

    Finora abbiamo scherzato!
    Ma va a finire che uno
    prima o poi ci piglia gusto
    e con la scusa di Dio tira fuori
    tutto quello che gli sembra giusto.

    E a te ragazza
    che mi dici che non è vero
    che il piccolo borghese
    è solo un po' coglione,
    che quel uomo è proprio un delinquente,
    un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
    e che ha tentato pure di violentare sua figlia!

    Io come Dio inventato,
    come Dio fittizio,
    prendo coraggio
    e sparo il mio giudizio e dico:
    "Speriamo che a tuo padre
    gli sparino nel culo cara figlia!".
    Così per i giornali diventa
    un bravo padre di famiglia.

    Io se fossi Dio,
    maledirei davvero i giornalisti
    e specialmente tutti,
    che certamente non son brave persone
    e dove cogli, cogli sempre bene.
    Compagni giornalisti avete troppa sete
    e non sapete approfittare delle libertà che avete,
    avete ancora la libertà di pensare
    ma quello non lo fate
    e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
    e di fotografare immagini geniali e interessanti,
    di presidenti solidali e di mamme piangenti.
    E in questa Italia piena di sgomento
    come siete coraggiosi, voi che vi buttate
    senza tremare un momento:
    cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
    e si direbbe proprio compiaciuti.
    Voi vi buttate sul disastro umano
    col gusto della lacrima in primo piano.
    Sì vabbè lo ammetto
    la scomparsa dei fogli e della stampa
    sarebbe forse una follia,
    ma io se fossi Dio,
    di fronte a tanta deficienza
    non avrei certo la superstizione della democrazia!

    Ma io non sono ancora
    del regno dei cieli,
    sono troppo invischiato
    nei vostri sfaceli...

    Io se fossi Dio,
    naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
    nel regno dei cieli non vorrei ministri
    e gente di partito tra le "balle",
    perché la politica è schifosa
    e fa male alla pelle.
    E tutti quelli che fanno questo gioco,
    che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
    come la lebbra e il tifo,
    e tutti quelli che fanno questo gioco,
    c'hanno certe facce
    che a vederle fanno schifo,
    che sian untuosi democristiani
    o grigi compagni del P.C.
    Son nati proprio brutti
    o perlomeno tutti finiscono così.

    Io se fossi Dio,
    dall'alto del mio trono
    vedrei che la politica è un mestiere come un altro
    e vorrei dire, mi pare Platone,
    che il politico è sempre meno filosofo
    e sempre più coglione!:
    è un uomo tutto tondo
    che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
    che scivola sulle parole
    anche quando non sembra o non lo vuole.

    Compagno radicale,
    la parola compagno non so chi te l'ha data,
    ma in fondo ti sta bene,
    tanto ormai è squalificata,
    compagno radicale,
    cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
    ti muovi proprio bene in questo gran casino
    e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
    e dall'altra si riempiono le galere
    di gente che non centra un cazzo!
    Compagno radicale,
    tu occupati pure di diritti civili
    e di idiozia che fa democrazia
    e preparaci pure un altro referendum
    questa volta per sapere
    dov'è che i cani devono pisciare!

    Compagni socialisti,
    ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
    compagni socialisti,
    con le vostre spensierate alleanze
    di destra, di sinistra, di centro,
    coi vostri uomini aggiornati,
    nuovi di fuori e vecchi di dentro,
    compagni socialisti fatevi avanti
    che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
    fatevi avanti col mito del progresso
    e con la vostra schifosa ambiguità!
    Ringraziate la dilagante imbecillità!

    Ma io non sono ancora
    nel regno dei cieli,
    sono troppo invischiato
    nei vostri sfaceli...

    Io se fossi Dio,
    non avrei proprio più pazienza,
    inventerei di nuovo una morale
    e farei suonare le trombe
    per il Giudizio universale.

    Voi mi direte perché è così parziale
    il mio personalissimo Giudizio universale?
    Perché non suonano le mie trombe
    per gli attentati, i rapimenti,
    i giovani drogati e per le bombe?
    Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
    Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
    io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
    o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
    ma come uomo come sono e fui
    ho parlato di noi, comuni mortali,
    quegli altri non li capisco,
    mi spavento, non mi sembrano uguali.
    Di loro posso dire solamente
    che dalle masse sono riusciti ad ottenere
    lo stupido pietismo per il carabiniere,
    di loro posso dire solamente
    che mi hanno tolto il gusto
    di essere incazzato personalmente.
    Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
    cioè solo l'immagine del grande smarrimento.

    Però se fossi Dio
    sarei anche invulnerabile e perfetto,
    allora non avrei paura affatto,
    così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
    che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

    Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
    di noi posso parlare perché so chi siamo
    e forse facciamo più schifo che spavento,
    ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

    Ma io se fossi Dio,
    non mi farei fregare da questo sgomento
    e nei confronti dei politicanti
    sarei severo come all'inizio,
    perché a Dio i martiri
    non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

    E se al mio Dio che ancora si accalora,
    gli fa rabbia chi spara,
    gli fa anche rabbia il fatto
    che un politico qualunque
    se gli ha sparato un brigatista,
    diventa l'unico statista.

    Io se fossi Dio,
    quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
    c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
    che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
    è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.

    Io se fossi Dio,
    un Dio incosciente enormemente saggio,
    avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
    ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
    quella faccia che era!

    Ma in fondo tutto questo è stupido
    perché logicamente
    io se fossi Dio,
    la Terra la vedrei piuttosto da lontano
    e forse non ce la farei ad accalorarmi
    in questo scontro quotidiano.

    Io se fossi Dio,
    non mi interesserei di odio o di vendetta
    e neanche di perdono
    perché la lontananza è l'unica vendetta
    è l'unico perdono!

    E allora
    va a finire che se fossi Dio,
    io mi ritirerei in campagna
    come ho fatto io...

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    Malombra said on Aug 17, 2008 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (40)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Others 181 Pages
  • ISBN-10: 8835954460
  • ISBN-13: 9788835954460
  • Publisher: Editori Riuniti
  • Publish date: 2003-11-01
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