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Giorni di battaglia

Di

Editore: Marco Tropea

3.8
(216)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 212 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8843801570 | Isbn-13: 9788843801572 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Roberta Bovaia

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ecco, non fatevi ingannare, se è un giallo che volete leggere, o un thriller, lasciate perdere, perché nonostante quello che trovate scritto sulla terza, quarta, quinta, nona di copertina, non è quella la funzione di questo libro. Qua il genere è un pretesto. Un modo per rendere accattivante il t ...continua

    Ecco, non fatevi ingannare, se è un giallo che volete leggere, o un thriller, lasciate perdere, perché nonostante quello che trovate scritto sulla terza, quarta, quinta, nona di copertina, non è quella la funzione di questo libro. Qua il genere è un pretesto. Un modo per rendere accattivante il tutto, per dargli una forma. Ma il libro, quello vero, è nelle righe e nelle parole che escono fuori dalla storia in sé. Lo strangolatore e i delitti sono uno strumento per raccontare qualcos'altro, che appartiene più alla realtà che alla finzione, più agli esseri umani che ai personaggi.
    E per questo motivo, che qualcuno può trovare negativo, lo trovo un libro bellissimo, di quelli che ti regalano un punto di vista, una nuova idea, di quelli preziosi. Da leggere insomma.

    ha scritto il 

  • 2

    Se proprio volete leggere questo libro vi consiglio il primo e l'ultimo capitolo. Del resto potete tranquillamente fare a meno, anzi, vi troverete alleggeriti di una sovrastruttura francamente inutile. Detesto dirlo, perché avevo riposto molto nella scrittura di Taibo, ma resta forte in me la sen ...continua

    Se proprio volete leggere questo libro vi consiglio il primo e l'ultimo capitolo. Del resto potete tranquillamente fare a meno, anzi, vi troverete alleggeriti di una sovrastruttura francamente inutile. Detesto dirlo, perché avevo riposto molto nella scrittura di Taibo, ma resta forte in me la sensazione di una storia sprecata. Belascoaràn potrebbe incarnare la figura dell'eroe messicano, assolutamente privo di quel machismo tipico di altri eroi da fumetto e - anzi - umanamente pieno di dubbi e paure. Detective più per pretesto che per vocazione, il nostro eroe lascia lavoro e moglie - simboli di una vita che non gli appartiene più - per dare la caccia a uno strangolatore che turba il sonno di una "kafkiana" Citta del Messico. E il libro, rispecchiando l'umore della sua città, è assolutamente paradossale e un pizzico grottesco. Tra le righe, le molte storie che avrebbero potuto fare la storia: quella di un vicino di casa che brinda alla morte di Franco; quella di un idraulico-coinquilino con un debole per le donne; quella di una sorella scappata da un matrimonio fallito e di un fratello in lotta contro il potere. E infine quella dello stesso protagonista, che seguendo un'inquietudine tenace, scappa dalla parte più oscura di se stesso.
    Ma per dire tutto questo - mi chiedo - c'era bisogno di uno strangolatore eccentrico?

    ha scritto il 

  • 3

    Dìas de combate

    Siamo a Città del Messico negli anni '70. Hector Belascoaràn Shayne, ingegnere trentunenne, è in una fase delicata della propria esistenza. Ha appena realizzato di non poter andare avanti come impiegato nell’azienda manifatturiera dove lavora e si è dimesso, acquisendo una licenza di investigator ...continua

    Siamo a Città del Messico negli anni '70. Hector Belascoaràn Shayne, ingegnere trentunenne, è in una fase delicata della propria esistenza. Ha appena realizzato di non poter andare avanti come impiegato nell’azienda manifatturiera dove lavora e si è dimesso, acquisendo una licenza di investigatore privato. Il cambio di vita ha portato con sé anche l’affondamento del matrimonio così HBS, un po’ rintronato dalle novità, per dare sostanza alla propria vita decide di mettersi da solo sulle tracce di un serial killer che sta uccidendo, strangolandole, donne a Città del Messico. L’ostinata ricerca effettivamente permette a HBS di mantenere la giusta rotta entrando mano a mano in empatia con le vittime, convincendosi a lottare e soffrire per ottenere (e fare) giustizia per loro.
    L’evoluzione umana del protagonista è la parte piu’ interessante del romanzo accompagnata da una prosa che cerca di evitare sempre il banale e spesso riesce a rendersi ricordabile come la descrizione del curriculum vitae del capo della polizia di Città del Messico o il rapporto ferroviario con la ragazza con la coda di cavallo.
    Da questo libro è stato tratto in Messico un film: Dias de combate, (fonte www.imdb.com) con la regia di Alfredo Gurrola, che non mi risulta sia mai arrivato in Italia.

    ha scritto il 

  • 5

    Battaglia

    Ho un debole per i gialli/noir di Belascoaràn creati da Paco Ignacio Taibo II. Un detective sfigato, ma coraggioso, che corre dietro all'avventura (o alla sopravvivenza) in una Città del Messico caotica e soffocante.

    ha scritto il 

  • 4

    "Solo se ammetti che una vita vale tanto quanto un'altra. Solo allora potrai prendere tra le tue mani il diritto alla vendetta. Non in nome del sistema e neanche della sicurezza sociale. Piuttosto, nel nome di ciascuna delle vittime...".
    Prima uscita dell'investigatore privato Héctor Belasc ...continua

    "Solo se ammetti che una vita vale tanto quanto un'altra. Solo allora potrai prendere tra le tue mani il diritto alla vendetta. Non in nome del sistema e neanche della sicurezza sociale. Piuttosto, nel nome di ciascuna delle vittime...".
    Prima uscita dell'investigatore privato Héctor Belascoaran.

    ha scritto il 

  • 4

    «Héctor si sdraiò e, pensando e ripensando, cadde addormentato»

    Chi era Héctor Belascoarán Shayne? Un ingegnere sposato con Claudia.
    Chi è ora? Un improvvisato detective che si è messo ad indagare su "Cervelo" (con un sola "l"), serial killer che strangola donne senza nessun legame tra loro. Detective molto improvvisato, dubbioso e strampalato.
    Pe ...continua

    Chi era Héctor Belascoarán Shayne? Un ingegnere sposato con Claudia.
    Chi è ora? Un improvvisato detective che si è messo ad indagare su "Cervelo" (con un sola "l"), serial killer che strangola donne senza nessun legame tra loro. Detective molto improvvisato, dubbioso e strampalato.
    Perché ha lasciato moglie e lavoro per dedicarsi a questo compito? La risposta corre lungo il filo della narrazione, prima nebulosa, poi sempre più definita per arrivare a: «Perché lo strangolatore costituiva ormai una parte consistente della sua vita, il punto d'incontro con la nuova realtà, il pretesto per rompere con il passato, l'origine dell'avventura, il luogo a cui tornare quando usciva dai soliti incubi solo per trovarsi in un incubo nuovo.» Dunque niente motivazioni ideali? Solo avventura e fuga? No, alla fine (anche se depreca tutta la messa in scena finale:"«Che melodramma del cazzo» disse Héctor...") afferma: «Oggi lotto per la vita.»
    Che dire? Ad uno così ci si affeziona.
    Aggiungi un narrare veloce, con un che di scontroso, sotto cui serpeggia una divertita ironia; si potrebbe dire una scrittura allegra, festosa, che crea un curioso contrasto con l'immagine di una città terribile nel fagocitare i suoi abitanti più deboli.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho dovuto iniziarlo almeno tre o quattro volte prima di riuscire a finirlo. Le prime 50 pagine sono davvero troppo lente, poi migliora nella seconda parte ma lo stesso non decolla mai. Non mi piacciono molto ne il genere ne lo stile in cui è scritto questo romanzo. Trama troppo frammentaria, alcu ...continua

    Ho dovuto iniziarlo almeno tre o quattro volte prima di riuscire a finirlo. Le prime 50 pagine sono davvero troppo lente, poi migliora nella seconda parte ma lo stesso non decolla mai. Non mi piacciono molto ne il genere ne lo stile in cui è scritto questo romanzo. Trama troppo frammentaria, alcuni personaggi sembrano figuranti messi lì a caso. Ma, tutto sommato, non mi sento di dare un voto negativo perchè credo che si tratti essenzialmente di una questione di gusti personali (chi me l'ha consigliato l'aveva definito un capolavoro). Tre stelline con riserva!

    ha scritto il 

  • 4

    Bello. A onor del vero avevo sempre guardato i libri di PIT II con un po' di diffidenza e indiffidenza, e tuttavia il risultato non è poi male, anzi: la prosa è raffinata, ironica, Hector Belascoaran è una capatosta malinconica e idealista - come può esserlo chi lascia lavoro e moglie per inventa ...continua

    Bello. A onor del vero avevo sempre guardato i libri di PIT II con un po' di diffidenza e indiffidenza, e tuttavia il risultato non è poi male, anzi: la prosa è raffinata, ironica, Hector Belascoaran è una capatosta malinconica e idealista - come può esserlo chi lascia lavoro e moglie per inventarsi detective privato.

    ha scritto il