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Giorni di battaglia

By Paco Ignacio Taibo II

(346)

| Paperback | 9788843801572

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17 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ecco, non fatevi ingannare, se è un giallo che volete leggere, o un thriller, lasciate perdere, perché nonostante quello che trovate scritto sulla terza, quarta, quinta, nona di copertina, non è quella la funzione di questo libro. Qua il genere è un ...(continue)

    Ecco, non fatevi ingannare, se è un giallo che volete leggere, o un thriller, lasciate perdere, perché nonostante quello che trovate scritto sulla terza, quarta, quinta, nona di copertina, non è quella la funzione di questo libro. Qua il genere è un pretesto. Un modo per rendere accattivante il tutto, per dargli una forma. Ma il libro, quello vero, è nelle righe e nelle parole che escono fuori dalla storia in sé. Lo strangolatore e i delitti sono uno strumento per raccontare qualcos'altro, che appartiene più alla realtà che alla finzione, più agli esseri umani che ai personaggi.
    E per questo motivo, che qualcuno può trovare negativo, lo trovo un libro bellissimo, di quelli che ti regalano un punto di vista, una nuova idea, di quelli preziosi. Da leggere insomma.

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    Lukk90 said on Sep 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se proprio volete leggere questo libro vi consiglio il primo e l'ultimo capitolo. Del resto potete tranquillamente fare a meno, anzi, vi troverete alleggeriti di una sovrastruttura francamente inutile. Detesto dirlo, perché avevo riposto molto nella ...(continue)

    Se proprio volete leggere questo libro vi consiglio il primo e l'ultimo capitolo. Del resto potete tranquillamente fare a meno, anzi, vi troverete alleggeriti di una sovrastruttura francamente inutile. Detesto dirlo, perché avevo riposto molto nella scrittura di Taibo, ma resta forte in me la sensazione di una storia sprecata. Belascoaràn potrebbe incarnare la figura dell'eroe messicano, assolutamente privo di quel machismo tipico di altri eroi da fumetto e - anzi - umanamente pieno di dubbi e paure. Detective più per pretesto che per vocazione, il nostro eroe lascia lavoro e moglie - simboli di una vita che non gli appartiene più - per dare la caccia a uno strangolatore che turba il sonno di una "kafkiana" Citta del Messico. E il libro, rispecchiando l'umore della sua città, è assolutamente paradossale e un pizzico grottesco. Tra le righe, le molte storie che avrebbero potuto fare la storia: quella di un vicino di casa che brinda alla morte di Franco; quella di un idraulico-coinquilino con un debole per le donne; quella di una sorella scappata da un matrimonio fallito e di un fratello in lotta contro il potere. E infine quella dello stesso protagonista, che seguendo un'inquietudine tenace, scappa dalla parte più oscura di se stesso.
    Ma per dire tutto questo - mi chiedo - c'era bisogno di uno strangolatore eccentrico?

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    Evey said on Sep 13, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Dìas de combate

    Siamo a Città del Messico negli anni '70. Hector Belascoaràn Shayne, ingegnere trentunenne, è in una fase delicata della propria esistenza. Ha appena realizzato di non poter andare avanti come impiegato nell’azienda manifatturiera dove lavora e si è ...(continue)

    Siamo a Città del Messico negli anni '70. Hector Belascoaràn Shayne, ingegnere trentunenne, è in una fase delicata della propria esistenza. Ha appena realizzato di non poter andare avanti come impiegato nell’azienda manifatturiera dove lavora e si è dimesso, acquisendo una licenza di investigatore privato. Il cambio di vita ha portato con sé anche l’affondamento del matrimonio così HBS, un po’ rintronato dalle novità, per dare sostanza alla propria vita decide di mettersi da solo sulle tracce di un serial killer che sta uccidendo, strangolandole, donne a Città del Messico. L’ostinata ricerca effettivamente permette a HBS di mantenere la giusta rotta entrando mano a mano in empatia con le vittime, convincendosi a lottare e soffrire per ottenere (e fare) giustizia per loro.
    L’evoluzione umana del protagonista è la parte piu’ interessante del romanzo accompagnata da una prosa che cerca di evitare sempre il banale e spesso riesce a rendersi ricordabile come la descrizione del curriculum vitae del capo della polizia di Città del Messico o il rapporto ferroviario con la ragazza con la coda di cavallo.
    Da questo libro è stato tratto in Messico un film: Dias de combate, (fonte www.imdb.com) con la regia di Alfredo Gurrola, che non mi risulta sia mai arrivato in Italia.

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    Yossarian noto come Alberto said on Sep 26, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Battaglia

    Ho un debole per i gialli/noir di Belascoaràn creati da Paco Ignacio Taibo II. Un detective sfigato, ma coraggioso, che corre dietro all'avventura (o alla sopravvivenza) in una Città del Messico caotica e soffocante.

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    Jacq said on Aug 7, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Solo se ammetti che una vita vale tanto quanto un'altra. Solo allora potrai prendere tra le tue mani il diritto alla vendetta. Non in nome del sistema e neanche della sicurezza sociale. Piuttosto, nel nome di ciascuna delle vittime...".
    Prima uscita ...(continue)

    "Solo se ammetti che una vita vale tanto quanto un'altra. Solo allora potrai prendere tra le tue mani il diritto alla vendetta. Non in nome del sistema e neanche della sicurezza sociale. Piuttosto, nel nome di ciascuna delle vittime...".
    Prima uscita dell'investigatore privato Héctor Belascoaran.

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    Stefanino said on Jun 27, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    «Héctor si sdraiò e, pensando e ripensando, cadde addormentato»

    Chi era Héctor Belascoarán Shayne? Un ingegnere sposato con Claudia.
    Chi è ora? Un improvvisato detective che si è messo ad indagare su "Cervelo" (con un sola "l"), serial killer che strangola donne senza nessun legame tra loro. Detective molto impro ...(continue)

    Chi era Héctor Belascoarán Shayne? Un ingegnere sposato con Claudia.
    Chi è ora? Un improvvisato detective che si è messo ad indagare su "Cervelo" (con un sola "l"), serial killer che strangola donne senza nessun legame tra loro. Detective molto improvvisato, dubbioso e strampalato.
    Perché ha lasciato moglie e lavoro per dedicarsi a questo compito? La risposta corre lungo il filo della narrazione, prima nebulosa, poi sempre più definita per arrivare a: «Perché lo strangolatore costituiva ormai una parte consistente della sua vita, il punto d'incontro con la nuova realtà, il pretesto per rompere con il passato, l'origine dell'avventura, il luogo a cui tornare quando usciva dai soliti incubi solo per trovarsi in un incubo nuovo.» Dunque niente motivazioni ideali? Solo avventura e fuga? No, alla fine (anche se depreca tutta la messa in scena finale:"«Che melodramma del cazzo» disse Héctor...") afferma: «Oggi lotto per la vita.»
    Che dire? Ad uno così ci si affeziona.
    Aggiungi un narrare veloce, con un che di scontroso, sotto cui serpeggia una divertita ironia; si potrebbe dire una scrittura allegra, festosa, che crea un curioso contrasto con l'immagine di una città terribile nel fagocitare i suoi abitanti più deboli.

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    Fatima said on Feb 26, 2011 | Add your feedback

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