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Giorni vicini

By Angelika Overath

(15)

| Paperback | 9788889767276

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Book Description

Un romanzo provocatorio, un viaggio nell'intimità segreta del rapporto tra madre e figlia reso con compassione e durezza, stupore e splendore.
Johanna ha appena perso la madre, proprio in quella camera di ospedale dove già da settimane si recava quot Continue

Un romanzo provocatorio, un viaggio nell'intimità segreta del rapporto tra madre e figlia reso con compassione e durezza, stupore e splendore.
Johanna ha appena perso la madre, proprio in quella camera di ospedale dove già da settimane si recava quotidianamente a farle visita. Una morte annunciata, eppure di fronte all'immobilità di quel corpo la protagonista combatte con la sensazione che respiri ancora. Non si concede una lacrima, neanche un ultimo abbraccio. Esce dalla stanza e si dirige a casa dei genitori.
Comincia così l'inventario di un'intera infanzia riordinato allo stesso modo in cui la protagonista riordina l'appartamento della madre. Gesti quotidiani che si mescolano a immagini di vita di un lontano passato, alle parole dimenticate, alle esperienze, così come al destino di un popolo, quello dei Sudeti, che riemerge lieve assieme al ricordo della madre e dei nonni.

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    la bambina della felicità

    Erano una famiglia, piccola e risoluta: padre, madre, bambina e nonna. Erano una famiglia in cui le cose non andavano bene, e lei, nella famiglia, era invece la bambina che stava bene. Sostanzialmente lei era, pensò Johanna, la bambina della felicità ...(continue)

    Erano una famiglia, piccola e risoluta: padre, madre, bambina e nonna. Erano una famiglia in cui le cose non andavano bene, e lei, nella famiglia, era invece la bambina che stava bene. Sostanzialmente lei era, pensò Johanna, la bambina della felicità. La sua presenza permetteva loro di considerarsi una vera famiglia. La sua allegria permetteva loro di considerarsi una buona famiglia. Anche se le cose andavano male. I suoi genitori avevano fatto tutto giusto, se lei, come figlia, riusciva. E naturalmente lei riusciva, nonostante valesse così poco.

    http://www.totemblueart.it/la-bambina-della-felicita/

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    Pempuszek said on Sep 27, 2012 | Add your feedback

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    D - la repubblica 31 aprile 2012

    D - la repubblica 31 aprile 2012

    Il doppio taglio dell'arma chiamata amore nei ricordi di una donna che ha subito la morte della madre, è tornata nella casa di lei con un sacco della biancheria e il senso di una fine. Pensieri e parole, tutto in una ...(continue)

    D - la repubblica 31 aprile 2012

    Il doppio taglio dell'arma chiamata amore nei ricordi di una donna che ha subito la morte della madre, è tornata nella casa di lei con un sacco della biancheria e il senso di una fine. Pensieri e parole, tutto in una notte. Dove lo scrittore riesce a far sublime dal semplice, tenendo fermo lo sguardo a poche cose, gli oggetti dell'appartamento materno, fantasmi.
    Johanna carica una lavatrice della biancheria e i suoni del marchingegno domestico accompagnano il suo ricordare, che riporta le figure ferite d'una famiglia di ordinaria frustrazione: «Padre, madre, figlia e nonna tratteggiavano un equilibrio labile, erano una catena di accoliti legati da vincoli di dipendenza» - dove «accoliti legati» dice tutto. Memorabili i tre paragrafi dedicati alla tela cerata, la tovaglia di quell'altare famigliare che è il tavolo di cucina: un sudario dei sentimenti, emblematico della ferrea volontà di decoro della madre, la cui infelicità è forza, pertinacia.
    Un inferno famigliare dove a Johanna bambina non rimaneva che cercare «angoli ciechi di paradiso», il più amato dei quali era la bottega del nonno calzolaio, dove lei si sedeva al suo fianco, felici l'uno della compagnia dell'altra, il nonno la cui morte la madre le aveva tenuta nascosta: era stato lì che «le cose avevano cominciato a slittare», la pertinacia cieca della madre a rivelarsi, l'ombra della sua infelicità ad avvolgere ogni cosa e ogni momento.
    La madre che prima di allora cantava con bella voce da soprano, a volte a squarciagola, quando andavano in bicicletta, Johanna nel seggiolino di vimini al manubrio, si sarebbe chiusa nel silenzio e messa al lavoro per creare «paradisi materni tra cucina e cimitero». Adesso Johanna è lì nel luogo dove tutto questo è avvenuto, stordita dal ritrovare l'odore della madre che ormai non è più, è morta, stupita della docilità con cui si è data da fare - e la Overath è forte nel tratteggio, ha una mano sicura e l'occhio per il chiaroscuro, è abile a tenere il tono scelto, l'intimità propria al tema. Johanna non riesce ad avere ricordi nitidi, ha rimosso molto, ma alcune frasi della madre che aveva odiato sono scolpite nella mente: «Tu mi sei sgusciata fuori, eri dentro di me, rimarrai sempre la mia creatura» una di queste. Lì in quella casa, davanti ai ciclamini rosa, Johanna intende il dramma e la frustrazione che quella frase nascondeva, racconta della madre arrivata in città con i genitori dai Sudeti, «da casa, dal paese», dopo l'espulsione, traccia un ritratto del padre fragile e facile alla depressione, un altra storia da tenere sotto la tela cerata, come i tradimenti e le delusioni, ma il pensiero torna sempre alla madre, a quel suo osceno sentimento materno.
    La verità Johanna la conosce, l'ha intesa in una poesia, in un verso afferrato per caso: Love is a four-letter-word, intraducibile in tedesco e in italiano, dove four-letterword significa parole turpi, parole da non dire. Si può tradurre con «Amore è una parola sporca», ma per il notevole romanzo di Angelika Overath è meglio «Amore è una parola da non dire»,
    Tiziano Gianotti
    ■ Angelika Overath, Giorni vicini, Keller, 14 euro

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    Keller editore said on Apr 12, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (15)
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 192 Pages
  • ISBN-10: 8889767278
  • ISBN-13: 9788889767276
  • Publisher: Keller (Vie, 16)
  • Publish date: 2012-03-30
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