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Giovanna e l'angelo

Romanzo ucronico: la storia di Giovanna d'Arco sognata da un angelo ateo

Di

Editore: Liberodiscrivere

3.6
(40)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8873881106 | Isbn-13: 9788873881100 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
GIOVANNA E L’ANGELO

La storia di Giovanna d’Arco

sognata da un angelo ateo

La vita di Giovanna d’Arco riflessa negli occhi di un angelo solitario,

che invano ricerca la voce di Dio.

Una coppia legata da una

REMOTISSIMA VICINANZA.

Perennemente assieme ma sempre lontani

Ognuno nel suo mondo.

Mondi sognati

In cui tutto è possibile e nulla è certo

Meno che mai la propria identità,

o il proprio sesso.

La vita di Jeanne d’Arc

oltre il rogo,

oltre le fiamme.

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  • 4

    Premetto che tra tutti i personaggi storici a cui mi sono in qualche modo accostata,Giovanna d'Arco è tra quelli che mi ha incuriosito meno e che meno mi è piaciuta e questo un pò ha penalizzato ...continua

    Premetto che tra tutti i personaggi storici a cui mi sono in qualche modo accostata,Giovanna d'Arco è tra quelli che mi ha incuriosito meno e che meno mi è piaciuta e questo un pò ha penalizzato la mia lettura anche se riconosco all'autore un lavoro di ricerca notevole ed interessante. Detto questo mi sento di rinnovare i miei complimenti a Carlo Menzinger,ottimo autore,narratore e recensore che stimo sinceramente, ma credo che il romanzo ucronico proprio non faccia per me.

    ha scritto il 

  • 3

    Complimenti all'autore per la documentazione storica! il libro è ben scritto e ha un linguaggio molto scorrevole. Un po'esagerato l'uso dell'anafora. Bello, anche se non è il mio genere.

    ha scritto il 

  • 4

    La vita di Giovanna D'Arco vista da un Angelo un pò ateo, u pò sognatore un Angelo che cerca il suo Dio ma che non incontra mai, legato a Giovanna da un legame, ma mai vicini e mai lontani. Libro ...continua

    La vita di Giovanna D'Arco vista da un Angelo un pò ateo, u pò sognatore un Angelo che cerca il suo Dio ma che non incontra mai, legato a Giovanna da un legame, ma mai vicini e mai lontani. Libro diviso in due la parte storica e la parte ucronica, la parte storica è molto precisa si vede che è stata fatta una ricerca minuziosa, leggere questo libro ti arricchisce culturalmente, la parte ucronica c'è una Giovanna scampata al rogo scritto molto bene, scorrevole, bello,e anche molto fantasioso, da leggere per poter dire però! ma quanta fantasia ha questo scrittore? comunque bello e stimolante celebralmente, sempre complimente all'autore.....

    ha scritto il 

  • 3

    Pur avendo viaggiato molto in terra francese e avendo ripercorso più volte i passi di Giovanna (volontariamente o meno), la Pulzella non è tra i personaggi storici che preferisco... anche se le ...continua

    Pur avendo viaggiato molto in terra francese e avendo ripercorso più volte i passi di Giovanna (volontariamente o meno), la Pulzella non è tra i personaggi storici che preferisco... anche se le foto alle varie statue di Jo sparse per il paese sono ormai una tradizione.

    Nella prima parte del racconto, ho ritrovato una storia ufficiale abbastanza fedele, con poche soprese rispetto a quanto già conoscevo. Citazioni di luoghi, fatti e personaggi che indicano una buona ricerca sul tema narrato, resa per me inefficace dalle note ricche di indirizzi web e non di titoli di testi (o anche siti web volendo) che rendessero la ricerca meno wikipediana di quanto non sia stata sicuramente in realtà.

    La figura del fantomatico angelo perde la sua forza mistica nel momento in cui il cambiamento di Giovanna, e del mondo che la circonda, parte dall'esatto istante in cui le fiamme del rogo iniziano il loro lavoro distruttivo. Probabilmente l'aver letto troppo e l'essere troppo concreta, mi rende spesso troppo smaliziata, ma mi è stato evidente che la trasformazione fosse frutto dell'ultimo istante in cui la mente di Jo cerca di sottrarsi al dolore (prima) e alla morte (dopo) e che, concatenamento inevitabile, il fantomatico angelo non potesse essere altro che una parte della sua stessa mente, subendo una mutazione a sua volta, opposta a quella della Pulzella. Non riuscendo a farmi coinvolgere dal lato mistico della vicenda, mi è rimasta solo la visione psichiatrica della Jo adolescente che sente le voci e vede le luci, una ragazzina con più personalità (nel senso che ne coltiva più di una) che l'hanno guidata e resa lo stendardo vivente di una Francia in cerca di identità.

    La parte fantastica (non riesco a definirla ucronica, visto che non si tratta di una visione della realtà - presente o futura - modificata in base ad un evento andato diversamente, ma di un vero esercizio di fantasia che non modifica ma sostituisce le carte in tavola) non mi ha sorpresa più di tanto, lasciandomi solo curiosa di vedere come saremmo giunti alla conclusione e ritornati al rogo originale.

    Ho trovato pesanti e inutili le citazioni mistiche/ermetiche/magiche infilate nel racconto, quasi a voler dimostrare la propria conoscenza a riguardo, ma senza renderle omogenee al resto e ho colto un tocco di voyeurismo nel narrare le prodezze del povero Gilles de Rais, protagonista della vicenda quasi quanto Jo e l'angelo, unico legame della ragazza con la realtà mortale nel momento della fuga verso una insanità mentale liberatoria.

    Bella, anche se non originale (mi ha ricordato tanto le scene di 2001 Odissea nello spazio con David Bowman che incontra i vari se stesso mentre il tempo scorre inesorabilmente), l'idea finale del limbo con le varie identità di Jo che si incontrano e si raccontano la storia della loro vita. Non ho ben capito la necessità di piazzare Gilles nel gruppo, assieme a Jo e al suo alter ego principale, sempre che non rappresentasse la parte della ragazza legata al suo lato oscuro.

    Troppi paragoni con un'altra Giovanna (quella di Evangelisti e del suo Eymerich) l'hanno sicuramente penalizzata ma, nel complesso, pur non avendo colto (più che apprezzato) il lato mistico intimistico della vicenda, la storia è scorsa comunque rapida e interessante... almeno quel tanto che basta per incuriosirmi e spingermi a leggere qualcosa d'altro dell'autore.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro è diviso in due parti. La prima mi è piaciuta in quanto è la storia di Giovanna d'Arco raccontata da un angelo. La seconda parte invece narra la storia di Giovanna se fosse scampata al ...continua

    Il libro è diviso in due parti. La prima mi è piaciuta in quanto è la storia di Giovanna d'Arco raccontata da un angelo. La seconda parte invece narra la storia di Giovanna se fosse scampata al rogo e questa parte è quella che non mi è piaciuta per nulla, in quanto è vero che si tratta di un romanzo ucronico, ma la fantasia ha navigato parecchio. Inoltre seppur plausibili, sono troppe le domande che si pone l'angelo. Sicuramente un libro molto originale, che consiglio comunque di leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho appena terminato di leggere il romanzo che contende a “Il Colombo divergente” la palma di mio preferito. Sto parlando di “Giovanna e l’angelo”. Cosa sarebbe accaduto se l’intima ...continua

    Ho appena terminato di leggere il romanzo che contende a “Il Colombo divergente” la palma di mio preferito. Sto parlando di “Giovanna e l’angelo”. Cosa sarebbe accaduto se l’intima essenza di Giovanna d’Arco, le sue stesse famose “voci” altro non fossero state se non un’entità angelica venuta al mondo insieme alla Pulzella d’Orleans? E quali scenari si sarebbero aperti se questo angelo alla ricerca di se stesso, confuso dalla mancanza di un contatto diretto con Dio e destinato a evolversi in una laicità senza speranza, non avesse sopportato di morire sul rogo, consumato insieme a Giovanna dalla sofferenza? Menzinger immagina che l’amore dell’angelo per Giovanna (o forse per se stesso?) operi il miracolo. La Pulzella sopravvive alle fiamme e niente più è destinato a rimanere ciò che era. Compresa Jeanne. Riprese le armi e riconquistato il suo popolo, Jeanne passa di vittoria in vittoria, avvicinandosi a Parigi, fino a strappare la corona a Carlo di Valois. Ma a ogni nuova battaglia, Jeanne perde una parte della sua antica esistenza, della sua stessa memoria. Lentamente Jeanne si trasforma in Jean, sotto lo sguardo sempre più confuso del suo angelo. Ha davvero cambiato il mondo salvandola? Ha distrutto la femminilità della Pulzella? Ha compiuto un sacrilegio, oppure è tutto un sogno vissuto mentre, insieme alla sua Giovanna, si consuma tra le fiamme del rogo? Menzinger con questo romanzo ci regala un’ucronia che travalica le leggi del genere e ci prospetta una vicenda che inizia laddove finisce, chiudendo un cerchio che racchiude in sé i misteri di Giovanna d’Arco, le voci della sua appartenenza al Sangue Reale, la sua discendenza da Cristo e Maria Maddalena, senza mai cadere nella trappola che la prolifica vena templare ha posto a molti scrittori meno accorti. Carlo Menzinger di Preussenthal, non dimenticate questo nome. Perché, che si decida o meno a pubblicare con case editrici degne del suo talento, vale la pena scoprirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Giovanna e l’angelo è un romanzo complesso e ambizioso, difficilmente inquadrabile in un “genere” letterario. L’autore lo definisce “ucronico”, in quanto delinea un possibile diverso ...continua

    Giovanna e l’angelo è un romanzo complesso e ambizioso, difficilmente inquadrabile in un “genere” letterario. L’autore lo definisce “ucronico”, in quanto delinea un possibile diverso sviluppo della vicenda di Giovanna D’Arco, ma i modi e i termini in cui viene immaginato questo futuro “alternativo” sono talmente insoliti da superare anche i canoni del romanzo ucronico. Per certi versi Giovanna e l’angelo è un romanzo filosofico, che si interroga sul senso ultimo delle cose, sull’esistenza di Dio e di una vita oltre la morte ma, prima ancora, sull’esistenza stessa di una morte intesa nel senso in cui siamo soliti definirla. Carlo è scrittore di spessore, capace di trattare con credibilità una materia complessa e magmatica senza precipitare in stereotipi e banalità. Coraggiosa la scelta di narrare in seconda persona: il romanzo infatti è quasi un lungo monologo dell’angelo a Giovanna, intervallato da brani in terza persona che alleggeriscono il racconto. Non si tratta di una lettura semplicissima, ma egualmente il romanzo riesce ad appassionare. Personalmente ho trovato eccessivo l’uso di tanti intermezzi e interludi, alcuni dei quali (mi riferisco in particolare alle poesie, nella forma talvolta di testo di una ballata o di una canzone) non mi sono sembrati del tutto riusciti. Parere personale, naturalmente. Infine una nota non proprio positiva sulla qualità del volume edito da Liberodiscrivere. Il romanzo meriterebbe una veste grafica più accattivante e una maggiore pulizia del testo dai non pochi refusi. Complessivamente una lettura sicuramente originale.

    ha scritto il 

  • 4

    La vita di Giovanna D'Arco attraverso gli occhi di un angelo? uno spirito? Oltre il rogo e la brutta fine che ha fatto, comunque, non l'aspetta un destino meno crudele.. In un misto di magia e ...continua

    La vita di Giovanna D'Arco attraverso gli occhi di un angelo? uno spirito? Oltre il rogo e la brutta fine che ha fatto, comunque, non l'aspetta un destino meno crudele.. In un misto di magia e spiritualità, una storia alternativa che ha poco a che fare con la storia, ma che coinvolge e ti entra dentro. Anche se mi aspettavo qualcosa di meno 'surreale', l'ho apprezzato veramente tanto.

    ha scritto il 

  • 3

    Una casa perduta nella nebbia, in un punto indefinibile nel tempo e nello spazio.. due esseri immortali che si fissano da incommensurabili lontananze eppure sorprendentemente affini..passato e ...continua

    Una casa perduta nella nebbia, in un punto indefinibile nel tempo e nello spazio.. due esseri immortali che si fissano da incommensurabili lontananze eppure sorprendentemente affini..passato e futuro, sogno e realtà, storia e ucronia, destino e utopia: temi impegnativi e ricorrenti nella storia dell'uomo, tanto più oggi nell'era post-codice-da vinci. Carlo Menzinger mette tantissima carne sul fuoco, fa scendere in campo una miriade di personaggi reali, fittizi e puramente letterarii, ma riesce a proiettare abilmente la vicenda umana e terrena di Giovanna d'Arco in quella del millenario destino che è proprio della sua stirpe. A chi non è mai capitato di fissare la propria immagine allo specchio e interrogarsi sgomento sulla propria identità e sul proprio futuro? Jeannette non ha un passato, non ha ha identità, non ha un posto preciso in questo mondo: dovunque rivolga il suo sguardo, con malinconico orrore, si ritrova sull'orlo del baratro, completamente sola.. (bellissima in questo senso la scena dell'addio al Duca d'Auge!) E' lo smarrimento esistenziale dell'uomo, preludio ( o forse intuizione ) di mondi diversi, che non è solo moderno, ma è sempre esistito, come nel celebre sogno di Zhuangzi e della farfalla:

    "Un giorno, il filosofo Zhuangzi s’addormentò in un giardino pieno di fiori. Egli fece un sogno, e sognò di essere una bellissima farfalla. Volò qua e là, così tanto che si stancò e s’addormentò. La farfalla fece un sogno anch’essa, e sognò di essere Zhuangzi. A quell’istante, Zhuangzi si svegliò. Egli non sapeva se fosse, ora, il vero Zhuangzi, oppure quello del sogno della farfalla. Non sapeva neppure se fosse stato lui a sognare la farfalla, o questa a sognare lui." Un'idea originale e innovativa, dunque, uno stile narrativo quasi "mantrico" XD che ripete allo sfinimento parole e concetti quasi volesse ipnotizzare il lettore. Il connubio fra prosa e poesia funziona, così lo schema anticonformista delle parole sparse per la pagina senza seguire il normale ordine di impaginazione, ma, se devo muovere un appunto, questo è che una maggiore sfrondatura in alcuni punti avrebbe sicuramente giovato. Il linguaggio aulico e i voli pindarici vanno bene, rendono benissimo le visioni di Jeanne nella prima parte, ma alla lunga intaccano l'attenzione del lettore che si sente quasi legittimato a saltare qualche pagina più in là per vedere come va a finire..il che è un buon segno, dopotutto, perchè vuol dire che l'interesse per la trama c'è. ;)

    ha scritto il