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Giovanni Battista Piranesi

Acqueforti/Grabados/Aguas-fortes

Di

Editore: Taschen

4.3
(26)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 351 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 3822850934 | Isbn-13: 9783822850930 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Luigi Ficacci , Istituto nazionale per la grafica

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Art, Architecture & Photography , History

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Descrizione del libro
Edizione in italiano, spagnolo, portoghese.
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  • 4

    Piranesi, Giunti, Tubi & Palanche s.r.l.

    Ottimo rapporto qualità prezzo.
    Meno di dieci eurozzi per 350 pagine di incisioni stampate su carta patinana. Incisioni stampate molto bene, direi, anche se effettivamente l'arte di Piranesi, riprodotta in un formato 20x25 circa, per essere pienamente apprezzata necessita quasi di una lente d'ing ...continua

    Ottimo rapporto qualità prezzo. Meno di dieci eurozzi per 350 pagine di incisioni stampate su carta patinana. Incisioni stampate molto bene, direi, anche se effettivamente l'arte di Piranesi, riprodotta in un formato 20x25 circa, per essere pienamente apprezzata necessita quasi di una lente d'ingrandimento. Le dimensioni sono quel che sono, e il testo è tripartito - Italiano, Spagnolo, Portoghese - ma tant'è. Quest'edizione, sorella minore di un'altra più vetusta sempre della Taschen, fa bene il suo sporco lavoro.

    Sei sempre in viaggio, ma hai bisogno di conservare vicino a te un campionario della R & R, la Roma & Rovine di Piranesi? Questo mattoncino potrebbe diventare il tuo nuovo testo di riferimento. Io con le riproduzioni di Piranesi ci avvolgerei i panini con la bondola, nel senso che me le ficco dappertutto. In tesi, tesine, articoli, quadretti tenuti assieme con la colofonia e cartoline sbiadite. Fin da quando scoprii le sue carceri e persi ore a cercare di comprendere com'erano costruite, come ci si poteva "alloggiare", quali erano gli spazi condivisi, e quali quelli riservati alle guardie. Tiranti, palanche e giunti che si tendevano nell'abisso… ovvero, per storpiare Nietzsche, più a lungo costruisci in un abisso, più l'abisso tira rampini verso di te! :D

    E pensare che per quella sagoma del Piranesi tutto partì quasi come un gioco, e proseguì nella più totale casualità. Giovanni Battista Piranesi, Giambattista per gli amici, era infatti un umile figlio di un tagliapietre veneziano; introdotto alla comprensione del latino dal fratello Angelo, monaco certosino, si fece raccomandare dallo zio ingegnere e con lui si offrì allo studio (leggasi manutenzione) delle opere idrauliche della laguna veneta. Stanco di mettere sempre le mani nella melma e nel paciugo, si diede da fare finché lo zio non gli comminò un calcio in culo e il Giangi s'accodò al seguito di un oscuro politico veneziano, Marco Foscarini, direzione Roma la Grande. Lì soggiornò per anni, spendendosi nell’osservazione delle antiche rovine quanto in quello degli opalescenti meccanismi del potere ecclesiastico. Fallito miseramente il suo sogno di diventare architetto papalino (realizzò solo un'opera, la ristrutturazione di Santa Maria del Priorato, una vera cesseria neoclassica), si costrinse all'arte applicata, alla stamperia per i gggiovani rampolli che da tutta Europa venivano a fare il Grand Tour nella Città Eterna. Risultati? Il figlio e collaboratore Francesco, quando papi morì (1778) riunì le opere del nostro in ventinove volumi contenenti circa 2000 stampe, successivamente editate per il mercato parigino (1835-1837). Duemila stampe!? o il Giangi aveva uno stuolo di scimmiette segregate in cantina che, addestrate con l'arte magica, ci davano giù di bulino al posto suo, oppure lavorava anche la notte, stordito dagli acidi dell'acquaforte in un delirio di onnipotenza architettonica che non ha eguali. La terza possibilità è che il Giangi firmasse stampe non sue, però mi sembra un’eventualità così triste che la scarterei... Sia come sia Giambattista è un'istituzione, un mondo, un universo da scoprire e da frequentare con assiduità, magari da far tutelare all’Unesco.

    ha scritto il 

  • 4

    Accurata rassegna dell'attività incisoria del sommo Piranesi, con riproduzioni di materiale anche non banale. Peccato per il formato tascabile del volume, che in qualche caso non rende pieno merito alla maestria del segno dell'artista (size does matter, dicono - se non sbaglio - gli anglosassoni: ...continua

    Accurata rassegna dell'attività incisoria del sommo Piranesi, con riproduzioni di materiale anche non banale. Peccato per il formato tascabile del volume, che in qualche caso non rende pieno merito alla maestria del segno dell'artista (size does matter, dicono - se non sbaglio - gli anglosassoni: e questo è proprio il caso). Per chi è interessato a qualcosa di più che una buona (anzi ottima) informazione, forse è il caso di pensare all'edizione in formato maggiore, pure diponibile presso lo stesso editore.

    ha scritto il