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Giovanni's Room

By James Baldwin

(24)

| Paperback | 9780141032948

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Book Description

When David meets the sensual Giovanni in a bohemian bar, he is swept into a passionate love affair. But his girlfriend's return to Paris destroys everything. Unable to admit to the truth, David pretends the liaison never happened - while Giovanni's l Continue

When David meets the sensual Giovanni in a bohemian bar, he is swept into a passionate love affair. But his girlfriend's return to Paris destroys everything. Unable to admit to the truth, David pretends the liaison never happened - while Giovanni's life descends into tragedy. United by the theme of love, the writings in the Great Loves series span over two thousand years and vastly different worlds. Readers will be introduced to love's endlessly fascinating possibilities and extremities: romantic love, platonic love, erotic love, gay love, virginal love, adulterous love, parental love, filial love, nostalgic love, unrequited love, illicit love, not to mention lost love, twisted and obsessional love...

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    Dentro quelle quattro mura, lontani dagli sguardi biechi altrui.
    Dentro quelle quattro mura, sospesi i giudizi, anche i propri.
    Dentro quelle quattro mura, il mondo si è fermato ed è calata una notte scura a proteggere noi da loro e loro da noi.
    Come ...(continue)

    Dentro quelle quattro mura, lontani dagli sguardi biechi altrui.
    Dentro quelle quattro mura, sospesi i giudizi, anche i propri.
    Dentro quelle quattro mura, il mondo si è fermato ed è calata una notte scura a proteggere noi da loro e loro da noi.
    Come in un utero materno, dentro solo amore.
    Ma presto o tardi, quelle quattro mura stringono, soffocano, spingono fuori.
    Siamo animali sociali. E la società (la nostra famiglia, i nostri amici, la rete di conoscenze e contatti che fino ad oggi ci ha sorretti) impone le proprie regole, quelle con cui ci ha nutriti, farciti, impregnati.
    L'associazione è bassa, ma ripenso a Matrix: possiamo decidere di rimanere nell'ovulo, vivere una vita facile, accettata ed accettati, oppure uscirne, forti della nostra individualità, dei nostri sentimenti, delle nostre ragioni.
    Fuori è dura.
    Sai perchè Neo piuttosto si spezzava la schiena per schivar colpi? Perchè a piegarsi in avanti è un attimo prenderla nel

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    Silvia said on Jul 22, 2014 | 4 feedbacks

  • 4 people find this helpful


    Questo libro è bello. Bello come è scritto, bello come descrive i sentimenti umani, il tempo e i luoghi, bello l'argomento che tratta e come lo tratta. E' tremendo e inquietante, è triste e violento. Mi ha colpito profondamente. L'ho divorato, e non ...(continue)


    Questo libro è bello. Bello come è scritto, bello come descrive i sentimenti umani, il tempo e i luoghi, bello l'argomento che tratta e come lo tratta. E' tremendo e inquietante, è triste e violento. Mi ha colpito profondamente. L'ho divorato, e non è da me. Credo mi rimarrà dentro per parecchio tempo.

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    The Grand Wazoo said on May 2, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro di cui non se ne può fare a meno.
    Diventerà il metro di misura per il libri a venire ...
    Là dove l'animo umano cerca di spingersi sempre per eccedere e sentirsi vivo. Colmo di vita !

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    Espressione77 said on Mar 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Alla fine del percorso, e dopo alterne vicende raccontate spesso in modo affrettato e con salti temporali, l'ultima parte è davvero coinvolgente. Davvero belle e commoventi le pagine nelle quali viene raccontato il termine del puzzle intimo di David, ...(continue)

    Alla fine del percorso, e dopo alterne vicende raccontate spesso in modo affrettato e con salti temporali, l'ultima parte è davvero coinvolgente. Davvero belle e commoventi le pagine nelle quali viene raccontato il termine del puzzle intimo di David, "l'americano", il protagonista di questa sprecata presa di coscienza. L'angoscia e la disperazione sono rappresentati davvero in modo coinvolgente dell'ultima parte e sembra davvero di stare lì nello specchio, fra David e Giovanni, vivendo assieme a loro i continui rimbalzi cerebrali fra il vivere e il rifiutare, fra l'essere e l'apparire.
    Nella storia viene raccontato di culture che solo apparentemente si cercano e che poi, proprio quando è il momento davvero di dimostrare da che parte finalmente stare per essere felici. David (cioè ciò che rappresenta) preferisce affidare il suo domani al vento, uccidendo, assieme a Giovanni, anche tutti i suoi tormenti. Soltanto il vento infine si ostina a restituirgli sul muso i tanti pezzi della sua vita che si è rifiutato di vivere, perchè preferisce continuare il suo perenne balletto mentale fatto di senso di colpa.

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    Alan53 said on Jan 31, 2014 | Add your feedback

  • 24 people find this helpful

    “Diffidate dai modelli imposti dalla società … specialmente quando si conformano al pensiero (oddio pensiero?!) di quaquaraquà del calibro di Giovanardi”

    David, la voce narrante, è un giovane newyorkese espatriato a Parigi. Ha una relazione con Hella, americana di Minneapolis, che mentre si verificano i fatti attorno ai quali ruota la storia si trova in vacanza in Spagna. Giovanni è un giovane italian ...(continue)

    David, la voce narrante, è un giovane newyorkese espatriato a Parigi. Ha una relazione con Hella, americana di Minneapolis, che mentre si verificano i fatti attorno ai quali ruota la storia si trova in vacanza in Spagna. Giovanni è un giovane italiano che vive, sarebbe meglio dire vivacchia a Parigi e quando incontra David lavora in un bar. Tre giovani allontanatisi da casa e rifugiatisi a Parigi per sfuggire a qualcosa, alle loro famiglie forse o, più semplicemente e tristemente, alle loro vite.

    Ridurre “La stanza di Giovanni” a romanzo di “genere” (omosessuale) sarebbe oltremodo riduttivo, oltre che sbagliato. È vero che David ci racconta della scintilla che scoccò non appena i suoi occhi incrociarono quelli del bel tenebroso Giovanni ed è vero che ci parla della passione che li travolse ma il nocciolo del romanzo, a mio modestissimo parere, non è tanto o solo legato alle difficoltà di David di accettare il fatto di essere omosessuale in un mondo - siamo negli anni ’50 - nel quale in molti posti, compresi gli Stati Uniti, avere una relazione gay costituisce reato. No, Baldwin vuole evidenziare le difficoltà di essere se stessi - a prescindere dall’essere gay o eterosessuali, bianchi o neri, così o cosà -, se essere se stessi vuol dire discostarsi, sia pure di un millimetro, dal modello imposto dalla società e, per tanto, ritenuto la “normalità”. È normale che un bel giovane americano si trovi una bella ragazza, se la sposi e ci faccia dei figli. È ancora più normale, che una graziosa ragazza del Minnesota si trovi un brav’uomo, si faccia sposare e lo accudisca insieme ai figli che questo gli darà. È normale che un ex contadino italiano che vive facendo lavori saltuari a Parigi e che, per di più, ha “gusti particolari” quanto a orientamento sessuale, finisca nei guai. Ecco, quello che non dovrebbe essere normale, però, è che chiunque, per paura di essere additato come colui che non rispetta i dettami della società o che ha dimenticato il primo comandamento del conformismo, ossia “dacché mondo è mondo…” e quello che segue, si nasconda a se stesso e si condanni, pertanto, all’infelicità perpetua.

    Baldwin racconta quanto può, anzi quanto è crudele la società nei confronti dei suoi membri, e la condanna. Sì perché, in fondo, questo romanzo è una condanna alla società - in particolare quella americana ma non solo - del tempo. Che poi gli anni passano ma ancora oggi siamo costretti a leggere di giovani che hanno preferito buttarsi da un balcone piuttosto che deludere la nostra Stupida, Santa, Ipocrita Società. E quando vediamo il servizio al “telegiornale” diciamo: “Oh poverino!” e poi ci voltiamo dall’altra parte, ce ne dimentichiamo e diciamo: “Ti togli dalle palle frocio che non sei altro!” e “Ma quando te lo trovi un fidanzato, hai quasi trent’anni…” e “Siete sposati da X anni, non sarebbe ora di fare un figlio” e … ma andate affanculo e fatevi i cazzi vostri, rilassatevi e lasciate che ognuno viva come vuole, bigotti conformisti che non siete altro. (Perdonate lo sfogo, ma questo fatto che la società si ostini a voler imporre dei modelli di comportamento proprio non mi va giù!)

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    Dan78 said on Jan 5, 2014 | 17 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Paura d'amare o paura di riconoscersi?

    Il romanzo si apre con un incipit straordinario, in pochi tocchi di sobria intensità è racchiuso il destino di tre vite.
    Giovanni ama David, David ama Giovanni ma vorrebbe amare Hella, Hella ama David ma ancora di più ama l'idea di un uomo a cui ded ...(continue)

    Il romanzo si apre con un incipit straordinario, in pochi tocchi di sobria intensità è racchiuso il destino di tre vite.
    Giovanni ama David, David ama Giovanni ma vorrebbe amare Hella, Hella ama David ma ancora di più ama l'idea di un uomo a cui dedicare se stessa, aderendo a quel modello di felicità stereotipata dove i sessi recitano il rigido copione dei ruoli.
    Baldwin spiegava che non era una storia sull'omosessualità ma su "cosa succede se hai paura di amare un'altra persona" ma - aggiungerei - se la persona che ami è "impresentabile" alla società e ai suoi conformismi. David infatti non ha genericamente paura d'amare nel senso che è "capace" di amare, in quella piccola e lercia stanzetta al riparo da sguardi giudicanti ama con passione ma scopre anche una verità su stesso che è inaccettabile, quindi fugge e corre ad avvolgersi nella comoda coperta di una vigliacca autocommiserazione.
    E' un romanzo di grande bellezza, squisitamente adagiato su una Parigi lasciva e corruttrice apre uno scorcio sulle delicate dinamiche psicologiche e relazionali della diversità, sul rifiuto del proprio io, sulle conseguenze dell'amore e della negazione dell'amore, sulla contrapposizione tra la limpidezza di intenti e l'opacità di un gretto perbenismo.

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    audrey said on Oct 3, 2013 | 3 feedbacks

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