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Giro di vite

Testo originale a fronte

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici, 161)

3.8
(3689)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 341 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Portoghese , Catalano , Greco , Polacco

Isbn-10: 8804516089 | Isbn-13: 9788804516088 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Alex R. Falzon ; Contributi: Harold Bloom

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Apparso in dodici puntate nella rivista "Collier's Weekly" dal 27 gennaio al 16 aprile 1898, Giro di vite è uno dei capisaldi dell'opera di Henry James, quello forse che ha ottenuto più attenzione sia da parte della critica che da parte del pubblico. Ispirato da una storia di fantasmi narrata allo scrittore dall'arcivescovo di Canterbury Edward White Benson, questo romanzo breve narra la vicenda di due bambini affidati alla servitù di una vecchia villa di campagna dove avvengono sconcertanti apparizioni. L'atmosfera di un Male incombente è resa ancor più intollerabile dall'ambientazione quasi pastorale e dal senso di pace e luminosità che questa sembra irradiare tutt'attorno. Il terrore che scaturisce da tale contrasto è di natura psicologica, nasce dalla mente del narratore più che dalla descrizione dei fatti: sottile e modernissimo espediente che anticipa la sperimentazione letteraria del Novecento.
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  • 5

    Letto tutto d'un fiato.. semplicemente unico! L'ambiguità dei personaggi, il sottile confine tra sanità mentale e follia, realtà oggettiva e visioni soprannaturali, detto e non detto, gli sguardi che ...continua

    Letto tutto d'un fiato.. semplicemente unico! L'ambiguità dei personaggi, il sottile confine tra sanità mentale e follia, realtà oggettiva e visioni soprannaturali, detto e non detto, gli sguardi che ti senti addosso.. ingredienti che catturano dal primo istante. Finale incredibile e in un certo senso aperto e che lascia spazio a libere interpretazioni ...non a caso Amenabar in The Others ne coglie pienamente e liberamente lo spirito.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo libro è un considerato un classico della narrativa horror. E' un libro molto statico, che anticipa l'azione anche se poi quest'azione effettivamente non giunge mai. l'intento dell'autore è quel ...continua

    Questo libro è un considerato un classico della narrativa horror. E' un libro molto statico, che anticipa l'azione anche se poi quest'azione effettivamente non giunge mai. l'intento dell'autore è quello di creare un'atmosfera di attesa ma quest'attesa non viene del tutto ripagata. in sostanza è un libro che crea delle aspettative che però non si concretizzano a fondo, almeno a mio parere.

    ha scritto il 

  • 4

    Magistrale da tutti i punti di vista: dalla cornice gotica che fa da introduzione, alla resa perfetta dell’atmosfera surreale legata alle apparizioni, al sottile braccio di ferro psicologico tra la pr ...continua

    Magistrale da tutti i punti di vista: dalla cornice gotica che fa da introduzione, alla resa perfetta dell’atmosfera surreale legata alle apparizioni, al sottile braccio di ferro psicologico tra la protagonista ed i due inquetanti ragazzini, allo spiazzante finale aperto.
    Film come “The Others” devono moltissimo a questo racconto.
    Unico neo: la protagonista è insopportabile.

    ha scritto il 

  • 3

    In previsione dell'opera da studiare, mi sono intanto letta il libro, un classico che mancava.
    Inizio con il botto, poi sinceramente un po' cala, cala la tensione, cala la comprensione degli avvenimen ...continua

    In previsione dell'opera da studiare, mi sono intanto letta il libro, un classico che mancava.
    Inizio con il botto, poi sinceramente un po' cala, cala la tensione, cala la comprensione degli avvenimenti e soprattutto non spiega tante cose, tutto rimane un po' così sospeso.
    Comunque contenta della lacuna colmata.

    ha scritto il 

  • 3

    Acquistato ben 7 anni fa, forse più.. Letto solo oggi molto a rilento e con svogliatezza, non interessantissimo devo dire.. anche se a tratti è parecchio inquietante, ragion per cui raggiunge la suffi ...continua

    Acquistato ben 7 anni fa, forse più.. Letto solo oggi molto a rilento e con svogliatezza, non interessantissimo devo dire.. anche se a tratti è parecchio inquietante, ragion per cui raggiunge la sufficienza! Nulla di che.

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura di James affascina sicuramente più del romanzo che, in bilico tra atmosfera gotica e purezza vittoriana, non riesce a catturare completamente e ci lascia con un insoddisfacente finale ...continua

    La scrittura di James affascina sicuramente più del romanzo che, in bilico tra atmosfera gotica e purezza vittoriana, non riesce a catturare completamente e ci lascia con un insoddisfacente finale.

    ha scritto il 

  • 5

    DEFINIRLI FANTASMI E' RIDUTTIVO

    Definire "fantasmi" quelli di Henry James è riduttivo. Un finale aperto che fa discutere dalla fine dell'800, un modo innovativo (ancora oggi) di trattare il tema dell'al di là e del suo rapporto con ...continua

    Definire "fantasmi" quelli di Henry James è riduttivo. Un finale aperto che fa discutere dalla fine dell'800, un modo innovativo (ancora oggi) di trattare il tema dell'al di là e del suo rapporto con questa dimensione. Un utilizzo sapiente delle figure infantili, in bilico in un "detto/non detto" che inquieta e incolla. Cult assoluto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Il giro di vite è un racconto scritto da Henry James. Originariamente pubblicato nel 1898 il racconto è una storia di fantasmi, dal quale sono stati tratti l'omonima opera lirica di Benjamin Britten n ...continua

    Il giro di vite è un racconto scritto da Henry James. Originariamente pubblicato nel 1898 il racconto è una storia di fantasmi, dal quale sono stati tratti l'omonima opera lirica di Benjamin Britten nonché vari film apparsi al cinema e nelle reti televisive.
    La storia è raccontata attraverso la lettura dei diari della protagonista, da parte di un certo Douglas, nei confronti di alcuni ospiti.
    Una giovane istitutrice, miss Giddens, risponde ad una offerta di lavoro da parte di un ricco uomo di affari di Londra. Il lavoro è semplice, anche se non privo di responsabilità. La donna infatti dovrà prendersi cura dei due nipoti dell'uomo, Miles di nove anni e Flora di otto, rimasti orfani e consegnati alle cure dello zio, che però non avendo né il tempo né l'esperienza per crescere i due ragazzi, li ha stabiliti nella sua dimora a Bly sotto le cure di una istitutrice, morta però in circostanze misteriose. L'istitutrice accetta l'incarico, nonostante la curiosa condizione impostale dall'uomo: qualunque cosa succeda, lui non vuole essere contattato per nessun motivo, ed ogni obbligo a Bly deve essere risolto da lei. Nell'unico incontro dell'istitutrice con l'uomo, la donna rimane talmente affascinata dal suo datore di lavoro, da andare avanti nello svolgersi della vicenda per via dell'unico pensiero di non deludere le sue aspettative.
    Giunta nella stupenda dimora di Bly, l'istitutrice fa la conoscenza della piccola Flora e qualche giorno dopo di Miles, di ritorno dal collegio. In realtà Miles è stato espulso dal collegio, ma l'argomento verrà affrontato solo in seguito per via di un strano fatto e delle sollecitazioni da parte di Miss Giddens, che nella propria immaginazione farà decine di congetture. Il suo lavoro si dimostra più gratificante del previsto. I due bambini sono adorabili, educati e di buone maniere, oltre che dotati di una intelligenza e di una ricettività fuori dal comune. Tuttavia la quiete di Miss Giddens a Bly viene turbata da alcune sinistre apparizioni che riguardano un uomo con i baffi ed i capelli rossi, ed una donna dal viso bianchissimo e vestita a lutto. Dopo essersi confidata con la sua unica amica, la signora Grose, ingenua e semplice governante a Bly, l'istitutrice scopre che le due figure corrispondono a quelle di Miss Jessel, colei che l'aveva preceduta nell'incarico di istitutrice dei ragazzi e di Peter Quint, maggiordomo e suo amante, entrambi morti in circostanze misteriose.
    Dopo i primi momenti di sgomento, la giovane donna, sostenuta moralmente dalla signora Grose decide di farsi coraggio ed affrontare le terrificanti apparizioni senza creare disturbo al suo datore di lavoro, e proteggere Miles e Flora, convinta che siano loro i bersagli dei due fantasmi. In realtà con il procedere della storia la donna si convince che i due bambini sappiano molto più di quanto lascino vedere, e siano in realtà complici e non vittime di Quint e di Miss Jessel. Ciò nonostante l'argomento non viene mai minimamente sfiorato dai due bambini, e l'istitutrice non ha il coraggio di affrontarli direttamente. Soltanto alla fine la piccola Flora sembra rivelare un certo attaccamento alla presunta signorina Jessel, come a dimostrazione di quanto aveva immaginato la protagonista. alla fine del romanzo i due bambini si rivelano vittime di un sortilegio in cui i Peter Quint e la signorina Jessel si impossessavano dei corpi dei bambini.
    Lento è dir poca cosa, ogni pagina una fatica, non so, non sono entrato proprio in sintonia con il testo, per me bocciato completamente!

    ha scritto il 

  • 4

    racconto perfetto

    La capacità dell'autore è nel coinvolgere emotivamente il lettore fino al punto di riuscire ad indurlo a credere nel soprannaturale. Già nelle prima pagine, ancora prima di raccontare la storia, Hen ...continua

    La capacità dell'autore è nel coinvolgere emotivamente il lettore fino al punto di riuscire ad indurlo a credere nel soprannaturale. Già nelle prima pagine, ancora prima di raccontare la storia, Henry James riesce a creare un'atmosfera di ansia, inquietudine che perdurerà per tutta la lettura... Nella notte di Natale un gruppo di amici, riuniti attorno al focolare di una vecchia casa, si intrattengono raccontando storie di paura. L’ultima, un racconto di fantasmi, suscita particolare attenzione tra i presenti perché protagonista ne è un bambino: “Se la presenza d’un bambino dà effettivamente un altro giro di vite, che ne direste di due bambini? -Diremmo, effettivamente, – esclamò qualcuno,- che sarebbero due i giri di vite. E poi che vogliamo conoscere la storia” . Geniale!!

    ha scritto il 

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