Giro di vite

Testo originale a fronte

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici, 161)

3.8
(3832)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 341 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Portoghese , Catalano , Greco , Polacco

Isbn-10: 8804516089 | Isbn-13: 9788804516088 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Alex R. Falzon ; Contributi: Harold Bloom

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Apparso in dodici puntate nella rivista "Collier's Weekly" dal 27 gennaio al 16 aprile 1898, Giro di vite è uno dei capisaldi dell'opera di Henry James, quello forse che ha ottenuto più attenzione sia da parte della critica che da parte del pubblico. Ispirato da una storia di fantasmi narrata allo scrittore dall'arcivescovo di Canterbury Edward White Benson, questo romanzo breve narra la vicenda di due bambini affidati alla servitù di una vecchia villa di campagna dove avvengono sconcertanti apparizioni. L'atmosfera di un Male incombente è resa ancor più intollerabile dall'ambientazione quasi pastorale e dal senso di pace e luminosità che questa sembra irradiare tutt'attorno. Il terrore che scaturisce da tale contrasto è di natura psicologica, nasce dalla mente del narratore più che dalla descrizione dei fatti: sottile e modernissimo espediente che anticipa la sperimentazione letteraria del Novecento.
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  • 3

    Una joven inglesa llega a una vieja mansión en el campo para encargarse de la educación de un niño y una niña que han quedado huérfanos. Poco tiempo después de su llegada, descubre que los niños recib ...continua

    Una joven inglesa llega a una vieja mansión en el campo para encargarse de la educación de un niño y una niña que han quedado huérfanos. Poco tiempo después de su llegada, descubre que los niños reciben periódicas visitas de sus antiguos preceptores, un hombre y una mujer muertos un año atrás.

    ha scritto il 

  • 3

    dopo Ritratto di signora

    questo racconto mi era stato descritto in termini entusiastici e invece, come spesso succede, mi ha un pò deluso, ben scritto naturalmente, James è autore sofisticato e di altissimo livello, ma in fon ...continua

    questo racconto mi era stato descritto in termini entusiastici e invece, come spesso succede, mi ha un pò deluso, ben scritto naturalmente, James è autore sofisticato e di altissimo livello, ma in fondo solo un buon racconto di fantasmi, la riprova che quello che a qualcuno pare eccezionale a qualcun altro sembra mediocre

    ha scritto il 

  • 3

    Capisco che una ghost story possa essere più affascinante quando l’elemento spaventoso e sovrannaturale rimane ambiguo, velato, al punto da far pensare anche che possa essere tutta una fantasia nevrot ...continua

    Capisco che una ghost story possa essere più affascinante quando l’elemento spaventoso e sovrannaturale rimane ambiguo, velato, al punto da far pensare anche che possa essere tutta una fantasia nevrotica; ammetto che sia stata un’idea geniale quella di utilizzare come presunto tramite fra la realtà ed il regno dei morti due teneri ed innocenti bambini; capisco infine che qui non succeda quasi nulla affinché il mistero sulla natura delle apparizioni che terrorizzano la malcapitata protagonista rimanga irrisolto ed aperto a diverse interpretazioni, ma per descrivere adeguatamente il tormento di costei viene anche usato un linguaggio tortuoso, ottocentesco nel senso deleterio del termine, assai pesante e poco scorrevole… Esempio:
    “Durò inoltre il tempo sufficiente perché io mi adombrassi un poco nel pensare che la mia posizione era tale da rendere inammissibile che io ignorassi la presenza di quella persona.”
    Peccato perché l’ambientazione e le premesse erano suggestive. Forse il problema è anche che mi aspettavo qualcosa di diverso, ma quando è lo stile a non piacerti ed a rendere faticosa la lettura ti resta poco oltre alla noia. Intorno a pagina 30 a questi deliziosi pargoli io avrei già tirato pedagogicamente le orecchie.

    ha scritto il 

  • 3

    O sono troppo rozzo per apprezzare la sapiente atmosfera del romanzo o troppo stupido per digerire le circonvoluzioni stilistiche dell'autore, in entrambi i casi il libro non mi ha colpito come mi sar ...continua

    O sono troppo rozzo per apprezzare la sapiente atmosfera del romanzo o troppo stupido per digerire le circonvoluzioni stilistiche dell'autore, in entrambi i casi il libro non mi ha colpito come mi sarei aspettato. Da rileggere, forse, in un altro momento e contesto ambientale.

    ha scritto il 

  • 1

    Aborrit. No he conseguit resoldre cap dels dubtes que es plantejen al llarg de tot el llibre. I el final inesperat tampoc m'ha aportat cap resposta. Potser sòc jo que no se llegir entre linies, però m ...continua

    Aborrit. No he conseguit resoldre cap dels dubtes que es plantejen al llarg de tot el llibre. I el final inesperat tampoc m'ha aportat cap resposta. Potser sòc jo que no se llegir entre linies, però m'ha semblat una història massa repetitiva (nens, fantasmes, institutriu, nens, fantasmes, institutriu,...) i que no m'aporta res.

    ha scritto il 

  • 4

    “Nonostante l’abisso di tristezza che mi si era spalancato sotto i piedi, quella sera passò soffusa di una sensazione di malinconia che aveva in se qualcosa di molto dolce.”

    Quando si parla di qualcosa, in generale, bisogna sempre averne cognizione, altrimenti si corre il rischio di dire stupidaggini, nel caso specifico di Henry James e del suo “Giro di vite” accontentars ...continua

    Quando si parla di qualcosa, in generale, bisogna sempre averne cognizione, altrimenti si corre il rischio di dire stupidaggini, nel caso specifico di Henry James e del suo “Giro di vite” accontentarsi del sentito dire sarebbe a dir poco fuorviante.
    Pietra miliare del racconto gotico, capostipite del romanzo noir nonché del giallo psicologico, quella che si narra in queste pagine è una storia in cui tutti i protagonisti hanno qualcosa da nascondere e vagano inquieti nella grande casa tra un’apparizione e l’altra.
    L’impostazione della trama, per buona parte della lettura, tende a far credere qualcosa che si rivelerà poi inesatta; il vero nodo del racconto infatti, a mia modesta interpretazione, è la mirabile costruzione che fa la nuova istitutrice, attraverso un percorso meditativo ed introspettivo che la porta a far credere, in primis agli altri personaggi del racconto e in seconda battuta anche ai lettori, che le visioni dei fantasmi siano vere e reali, fino alla pagine risolutive dove finalmente si svela la vera natura della storia.
    In questo modo lo scrittore mette in scena le nostre paure dimostrando ampiamente che i fantasmi che si agitano dentro questa storia gotica sono, solo e non altro, quelli che abitano dentro di noi, costruiti, coltivati ed alimentati dalle nostre fobie, paranoie o turbe psicologiche che dir si voglia, capaci di attecchire anche su chi ci è vicino ed è costretto a vivere di riflesso situazioni angoscianti.
    Henry James si dimostra bravissimo nel descrivere i disturbi comportamentali dell’istitutrice e la sua inquietudine, che arrivano fino alla degenerazione estrema con le nefaste conseguenze del caso, rimarcando come da certi fantasmi, che albergano dentro di noi in pianta stabile, sia difficile sfuggire.
    Il libro è un capolavoro, anche se di settore, adesso che ne ho cognizione capisco il perché negli anni è stato fonte di ispirazione per tanti altri che hanno cercato di raccontare ed indagare l’oscuro universo che ci portiamo dentro, spesso senza aver modo di conoscerlo mai a fondo…

    ha scritto il 

  • 5

    E' una storia vera

    Avete mai amato tanto qualcuno da pensare di esserne vittima e scoprire invece che ne siete fortemente complici anzi causa ed effetto! Disposti ad accettare ogni suo sopruso?
    Eppure era una bellissima ...continua

    Avete mai amato tanto qualcuno da pensare di esserne vittima e scoprire invece che ne siete fortemente complici anzi causa ed effetto! Disposti ad accettare ogni suo sopruso?
    Eppure era una bellissima amicizia quella tra Flora e il fantasma.
    Passo dopo passo, stanza per stanza, segreto per segreto, col suo
    chiacchiericcio infantile, bizzarro e delizioso, e con il risultato che,tempo mezz'ora, erano diventati grandissimi amici. Durante il loro breve giro lui fu sorpreso dalla sicurezza e dal coraggio con cui, bambina com'era, affrontava il percorso in camere vuote e bui corridoi, su scale a chiocciola che l'obbligavano a fare una sosta, e persino sulla cima d'una vecchia
    torre quadrata e merlata che dava le vertigini, il suo cinguettio
    mattutino, il suo voler dire molte più cose di quante egli ne chiedesse, erano festosi e lo stimolavano.
    Abitavano a Bly, un castello romantico abitato da un folletto rosa, un luogo che, in qualche modo, per piacere a una mente infantile, aveva assunto forma e colori dai libri di racconti e dalle fiabe. Non era forse un libro di favole quello su cui si era appisolata per sognare? La casa grande, brutta e vecchia, ma confortevole, incorporava alcune parti d'una costruzione anche più
    antica, mezzo rifatta e mezzo utilizzata, in cui fantasticavano di essersi smarriti come un pugno di passeggeri su un grande vascello alla deriva. Nasceva ora l'impressione che la sua fantasia, in un lampo, fosse diventata realtà. Erano su una torre e lei ebbe la netta sensazione che lui non le togliesse mai gli occhi di dosso. Giunto all'angolo opposto si fermò, ma meno a lungo,e anche nel ritirarsi continuò a fissarla intensamente. Si volse - e per lei fu tutto.
    Certamente non lo vorrete accusare di coltivare una relazione nascosta? C'era un rapporto bellissimo.
    Una comunicazione sottile e mai fraintesa tra lei ed il fantasma che creava un'intima disposizione a imparare tutto e dietro ogni nuovo stimolo, dava splendidi risultati. Adempivano ai loro piccoli compiti come se ne ricavassero un vero piacere, e indulgevano, per il solo gusto di esercitare le loro doti, a
    piccoli miracoli mnemonici. Il caso era che lei fosse in preda ad un'influenza che agiva come un formidabile incitamento alla sua giovane vita intellettuale. C'era a Bly una stanza piena di vecchi libri, tra cui alcuni romanzi del secolo scorso, che, sebbene godessero di cattiva fama, erano penetrati (per lo più sotto forma di un esemplare isolato) in quella casa appartata, eccitando la sua inconfessata, giovanile curiosità. Erano letture che suscitavano apparizioni che si sarebbero ripetute. Ormai si era assuefatta alle apparizioni, esse non erano più un pericolo.
    Ma dopo quel momento straordinario provava angosce infinite anche se non più terrore. Sentiva uno slancio di fiduciosa fierezza e tutto era vivo ed atroce come in un incontro reale come, un incontro all'alba in una casa addormentata. Era il mortale silenzio del loro sguardo che dava a quell'incontro una nota di soprannaturale e quando fingevano d'esser perduti nelle loro fiabe erano, invece, sprofondati nella visione dei morti che ritornano. Lui non stava affatto leggendo, stavano parlando di
    loro... stavano parlando di orribili cose!
    Ma con lui era facile vivere perché lui viveva una vita propria.
    Il fantasma la fissava intensamente, nell'alba fredda e grigia, nell'incerto chiarore che dalla specchiera si rifletteva...la riconobbe , come lei l'aveva riconosciuto e restarono così, faccia a faccia. In quel momento egli era davvero, nel senso più assoluto, una presenza viva.

    ha scritto il 

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