Giro di vite

Di

Editore: Einaudi (Scrittori tradotti da scrittori, 11)

3.8
(4054)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Portoghese , Catalano , Greco , Polacco

Isbn-10: 8806579762 | Isbn-13: 9788806579760 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fausta Cialente

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 5

    “Sono stato io a soffiarci, cara!”

    “Dicono cose che, se potessimo udirle, ci farebbero semplicemente inorridire”.
    Giocando sul filo dell'ambiguità, in questo romanzo di stampo horror-psicologico James lascia che sia il lettore ad esplo ...continua

    “Dicono cose che, se potessimo udirle, ci farebbero semplicemente inorridire”.
    Giocando sul filo dell'ambiguità, in questo romanzo di stampo horror-psicologico James lascia che sia il lettore ad esplorare con la sua immaginazione gli abissi del Male, “abissi cristallini”, come gli occhi belli e innocenti di due fanciulli che si muovono con grazia nella quiete di un paesaggio rurale.
    E' la loro giovane istitutrice, solerte e ipersensibile, a percepire un pericolo incombente, una terribile intesa tra una coppia di spiriti dannati e le anime pure di Miles e Flora, i suoi due allievi, indotti alla depravazione e contaminati da un influsso malefico.
    Sono bambini intelligenti e bellissimi, allievi modello che incantano la donna col loro fascino fino a quando strane apparizioni non mettono ogni cosa in discussione.
    Perché, forse, fratello e sorella non giocano, ma fingono, forse non chiacchierano innocentemente tra loro, ma complottano. Terrificante rivelazione, non supportata da alcuna prova oggettiva, ma confermata da troppi indizi.
    Parole pronunciate candidamente nel buio di una stanza, con la candela spenta dall'irrompere improvviso di una folata gelida (“Sono stato io a soffiarci, cara!”), danno la misura della lotta tra forze in opposizione che avviene nel piccolo Miles, figura carismatica e poco infantile.
    Così come l'atteggiamento “davvero sconvolgente” della sorella, che si lascia andare ad un “lurido linguaggio”, furiosa una volta che l'istitutrice la affronterà apertamente.
    Tocca a lei salvarli - la protagonista avrà chiara fin dall'inizio questa certezza - e cercherà di farlo senza alcuna esitazione, guidata dall'istinto.
    Lo stile di James è talvolta contorto ed induce il lettore a rileggere certi periodi per coglierne appieno il significato, ma è proprio quando il non detto raggiunge livelli profondi e quasi insondabili che la narrazione si fa più intensa, e dalle tenebre avanza l'ineluttabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Come descrivere l'impressione che mi ha dato ‘Giro di vite’? Mettiamo che un dramma finisca, e il sipario cali all’improvviso. C’è un momento di silenzio, un momento di sospensione: non hai capito qua ...continua

    Come descrivere l'impressione che mi ha dato ‘Giro di vite’? Mettiamo che un dramma finisca, e il sipario cali all’improvviso. C’è un momento di silenzio, un momento di sospensione: non hai capito quasi niente, sai che ti è piaciuto ma ancora la componente principale è silenzio, un giudizio non ancora formato. E poi, dopo un po’: l'esplosione, gli applausi! Henry James qui merita una standing-ovation! Non vi preoccupate se non avete capito niente, se siete tormentati da atroci interrogativi (qual è la verita? Chi è colpevole e innocente? Ma infine, che diamine è successo?), perché è proprio questo il bello del libro: non si sa. Ciò che rende meraviglioso ‘Giro di vite’ è l'ambiguità. Poi ci si può dilettare a fare interpretazioni (e sinceramente mi piacerebbe sentirne il più possibile), con la consapevolezza, però, che la 'vera spiegazione' non esiste. Una delle caratteristiche più belle del modo di scrivere dell'autore: James ti descrive una situazione che magari non avevi mai immaginato, ti fa immedesimare e, con la più grande naturalezza, ti dipinge esattamente i sentimenti che avresti provato in quel caso – tanto che dici: “sì è vero! Avrei pensato esattamente questo!”.

    ha scritto il 

  • 5

    Consigli di lettura libreschi

    Sylvia e Leonard (*) si accapigliarono una notte per trovare il vero significato di "Giro di vite" di James, tutta una notte in cui Sylvia argomentó il vero significato dell'opera, in maniera arguta e ...continua

    Sylvia e Leonard (*) si accapigliarono una notte per trovare il vero significato di "Giro di vite" di James, tutta una notte in cui Sylvia argomentó il vero significato dell'opera, in maniera arguta e geniale, e fu talmente tanto acuta e geniale [o forse semplicemente talmente tanto in balia di oppiacei] che al mattino nessuno dei due riuscì più a ricordare quanto intuito. In ogni caso niente a che vedere con i bambini torturati.

    Ecco. Quando in un libro che ho amato, è citato un altro libro, peraltro adducendo ad esso un significato soggetto ad interpretazione, la brama di leggerlo raggiunge livelli esponenziali.
    Perché proprio quel libro lì è citato? Quali le relazioni? Capire il perché di quella citazione mi consente di amplificare il significato della lettura precedente.

    E come dire, in questo caso l'effetto è stato dirompente. Non avevo amato particolarmente James in "Ritratto di signora", trovandolo prolisso e un po' troppo bizantino, non avendo amato neppure la protagonista Isabel, per me proprio irritante, ma avevo riconosciuto classe e valore letterario dell'opera.

    Ora. Devo dire che questo "Giro di vite" mi ha ammaliato. Come non provare ammirazione per questo capolavoro del non detto, dell'ambiguità interpretativa e della suspance. Ogni personaggio può essere interpretato in duplice e duale modalità. Ciascuno è buono o pessimo, innocente o colpevole, depravato o libero, puritano o perduto in funzione dello sguardo interpretativo di chi legge. Una scrittura talmente dilatata che riesce a rendere di dubbia interpretazione i pochi particolari certi della trama.

    Un libro sulle ossessioni o le paure. Sui propri fantasmi interiori. Su come affrontarli. Perdendo se stessi o chi ci sta a fianco. E con Sylvia (*) ci azzecca, eccome se ci azzecca.

    Un libro che ha mille punti ciechi, non uno. (**)
    Gotico, inquietante, affascinante e misterioso.
    Solo per chi ama arrovellarsi leggendo, però.

    (*) Sylvia e Leonard sono i protagonisti di "Sylvia" - Micheals
    (**) Cfr "Il punto cieco" - Cercas

    ha scritto il 

  • 2

    Se ci sei batti un colpo...

    Non l'ho capito.
    Bravo l'autore a scrivere una trama con fuffe e paturnie ma pur sempre con grande stile.
    Cattivo io che l'ho letto (purtroppo, è il periodo...) a spizzichi e bocconi, rendendomi la vi ...continua

    Non l'ho capito.
    Bravo l'autore a scrivere una trama con fuffe e paturnie ma pur sempre con grande stile.
    Cattivo io che l'ho letto (purtroppo, è il periodo...) a spizzichi e bocconi, rendendomi la vita difficile.
    Ora ho visto, online, che nessuno ha mai capito quale sia la verità della storia, né l'autore stesso pare l'abbia indicata.
    Posso dirlo? Non ci ho capito granché, e quel che ho capito non me l'ha fatto certo gustare.
    Mi resta nella mente un libro scritto bene e con capacità di particolare suspence (stile gotico, pare).

    ha scritto il 

  • 5

    Ho sospettato di tutto e di tutti, me compresa. Non vorrai mica credere ad una storia di fantasmi? Ridicolo, sono portata ad apprezzare altro, sicuramente non questo genere.
    E invece...arrovellata, pe ...continua

    Ho sospettato di tutto e di tutti, me compresa. Non vorrai mica credere ad una storia di fantasmi? Ridicolo, sono portata ad apprezzare altro, sicuramente non questo genere.
    E invece...arrovellata, persa, sbattuta, presa in giro e infine affascinata da questo gioiellino. La mente ha vagato spinta dal sospetto che si è insinuato.
    Uno zio poco amabile affida, noncurante, i nipoti orfani all’ennesima istitutrice: perfetto! È affascinante, misterioso e assente: perfetto!
    Una presenza fissa, vecchia governante, ingenua e sempliciotta ma detentrice di tanti segreti e portatrice di tante allusioni: perfetta! È il classico elemento deviante: perfetto!
    Presenze misteriose, già date per morte, si materializzano apparendo con la loro influenza passata e presente: non possono essere semplici fantasmi! Ci lavoro su parecchio, con la fantasia.
    Un’istitutrice giovane e apparentemente sprovveduta che, in un crescendo entusiasmante, pur non essendo finemente caratterizzata, parla in prima persona di sé, del suo lavoro, della sua esperienza in un manoscritto che viene presentato in un’ammaliante cornice iniziale. Si trasforma, la ragazza di campagna, man mano diventa da abile osservatrice padrona di tutta la scena: i miei sospetti ora cadono su di lei. Giro pagina e un episodio mi fa cambiare nuovamente idea, un incontro, un’apparizione, una sparizione, un non detto, un già sentito...turbine: giro come una trottola.
    Abile James.
    E poi loro, i due bambini, un maschio e una femmina. Vivono in una casa di campagna, il loro destino è quello dell’abbandono o della perdita; hanno perso i genitori, chi si occupava di loro prima, Miles, il maschietto, anche il contatto con l’esterno. La scuola che frequenta lo rispedisce al mittente: nessuna spiegazione...perfetto! Volgi lo sguardo anche lì. I bambini sono rappresentati angelici, ineccepibili, solidali, fuorvianti, subdoli: vittime o carnefici? Il dubbio lavora peggio di un tarlo.
    E la prosa? Mi ingarbuglia, mi rimanda al detto, al pensato, al sospettato, al già so ma lo saprai dopo, anche tu. Mai chiara, sempre allusiva, sempre misteriosa, sempre da dipanare.
    Un piacevole tormento.
    Insomma un racconto scritto ad uso e consumo immediato, pubblicato a puntate e fonte di facile guadagno ma che arriva, consapevole l’autore, alle alte vette del genere, volutamente.
    Interpretato in vari modi, ne consiglio semplicemente il godimento.

    ha scritto il 

  • 3

    Questi fantasmi ..... interiori

    Primo libro che leggo di questo autore e nel complesso mi è piaciuto. Non di facile interpretazione e a tratti prolisso però ha una bella idea di fondo. Chi si approccia a questo libro convinto di leg ...continua

    Primo libro che leggo di questo autore e nel complesso mi è piaciuto. Non di facile interpretazione e a tratti prolisso però ha una bella idea di fondo. Chi si approccia a questo libro convinto di leggere un horror è completamente fuori strada, ci sono i fantasmi è vero, ma sono due figure quasi inattive e stanno a rappresentare metaforicamente le paure personali che uno ha. L'autore con questo libro vuole esortare ad affrontare questi fantasmi per evitare un oblio di sentimenti o di non vivere la propria vita come più si desidera.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo incredibilmente affascinante in cui si mischiano la dimensione paranormale, da romanzo gotico, con ossessioni e paure personali, interiori.
    Direttiva principale è l'assoluta ambiguità con cui ...continua

    Romanzo incredibilmente affascinante in cui si mischiano la dimensione paranormale, da romanzo gotico, con ossessioni e paure personali, interiori.
    Direttiva principale è l'assoluta ambiguità con cui la narratrice ci descrive ciò che vede e come lo percepisce. Una narratrice che fa da assoluto filtro per la vicenda che risulta così essere non risolvibile in maniera univoca, ma che punta a lasciare irrisolte tutte le suggestioni ottimamente evocate durante la lettura.
    Alla luce di ciò il lavoro stilistico svolto da James è assolutamente magistrale.

    ha scritto il 

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