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Gita al faro

Di

Editore: Garzanti

3.9
(3720)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Svedese , Chi semplificata , Farsi

Isbn-10: A000025713 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 1

    Sarà anche un capolavoro e una delle massime espressioni del "flusso di coscienza" ma io l'ho trovato noiosissimo. L'analisi dei sentimenti e pensieri dei personaggi è una radiografia ad alta risoluzi ...continua

    Sarà anche un capolavoro e una delle massime espressioni del "flusso di coscienza" ma io l'ho trovato noiosissimo. L'analisi dei sentimenti e pensieri dei personaggi è una radiografia ad alta risoluzione che secondo me non serve a niente se non a stancare il lettore. Non è aumentando la risoluzione che si ottiene più qualità in questo caso; sarebbe molto meglio qualche informazione in meno e un po' di trama in più (nel libro non succede praticamente niente).
    Sarà un mio limite, ma l'ho proprio odiato. Finito perché mi scoccia mollare i libri a metà (e perché non è molto lungo, se no l'avrei mollato comunque).

    ha scritto il 

  • 5

    Avevo già incontrato la signora Ramsay parecchi anni fa, quando ero solo una ragazzetta bisognosa di letture appaganti e lei una splendida donna sulla cinquantina; ma forse, non comprendendola appieno ...continua

    Avevo già incontrato la signora Ramsay parecchi anni fa, quando ero solo una ragazzetta bisognosa di letture appaganti e lei una splendida donna sulla cinquantina; ma forse, non comprendendola appieno, ho dimenticato presto i suoi pensieri, la sua casa e la sua voce, e l’ho persa. Così, ho deciso che dovevo ritrovarla.

    Ci siamo incontrate di nuovo nel posto più trafficato e rumoroso della costa italiana. E non nascondo di aver temuto che una creatura così delicata, abituata alla calma limpida delle coste scozzesi, sarebbe stata a disagio sotto un ombrellone torrido, tra il vociare pluridialettale dei peninsulari in vacanza.

    Ma la signora Ramsay è una donna calma, paziente e troppo ben educata per protestare, così ha permesso che io la ritrovassi, aprendomi di nuovo la sua casa e il suo cuore, nonostante il caos, tutto intorno a noi.

    Lei è davvero una donna bellissima, signora Ramsay, antica, regale, ma anche modesta e riservata, ed io l’adoro per questo. Ma davvero, come dice il signor Bankes, lei, che porta “ovunque la torcia della sua bellezza”, ha “un latente desiderio di liberarsi della regalità del proprio aspetto, come se la sua bellezza l’annoiasse e lei volesse soltanto essere come gli altri, [cioè] insignificante?” E mentre le pongo questa domanda, mi guardo intorno e vedo natiche oleate e tette siliconate, ostentate con così tanta voluttà che mi vergogno di appartenere a quest’era in cui tutto si mostra, senza pudore né riserbo. Avere a noia la propria bellezza sembra una pazzia, di questi tempi, signora, ma la sola idea mi attrae terribilmente, come un fortissimo richiamo mistico.

    E mi incantano i suoi pensieri, di una semplicità disarmante, la semplicità che “scandaglia quello che le persone [troppo] intelligenti falsano”; una semplicità, un’univocità che “le consente di cadere a piombo come un sasso, di atterrare con la precisione di un uccello sulla verità”; e mi piace l’uso di costrutti sintattici complessi e di un periodare composito, per esprimere tale candore e tanta profonda semplicità di pensiero. Mi piace molto.

    Eppure credo che lei non nasconda “tesori e tavolette con iscrizioni sacre che avrebbero insegnato ogni cosa a chi avrebbe saputo decifrarle” come pensava Lily, ma solo saggezza antica, disponibilità all’ascolto, accogliente tenerezza. Come quella di una madre. Di mia madre. E, come mia madre, lei è (era) una donna bellissima e semplice, ma punto di riferimento, casa, memoria, tensione alla vita, luce, faro. Sì, il faro.

    Sarà stato per questo, signora Ramsay, che il nostro incontro mi è sembrato già vissuto, e non solo sulle pagine scritte di questo libro.

    ha scritto il 

  • 0

    Il flusso delle emozioni e dei pensieri dei personaggi rende un po' confusa la trama.Ma alla fine questo non e' importante per la lettura. Quello che importa e' riuscire ad entrare in empatia con i va ...continua

    Il flusso delle emozioni e dei pensieri dei personaggi rende un po' confusa la trama.Ma alla fine questo non e' importante per la lettura. Quello che importa e' riuscire ad entrare in empatia con i vari personaggi, cosa non sempre semplice. Molto bella la figura della signora Ramsay che incarna la figura femminile dell'epoca. La donna in secondo piano rispetto all'uomo nonostante si renda conto di valere di più. Il signor Ramsey e' superiore (un'intelletuale che scrive molti libri) però ha bisogno continuamente delle rassicurazioni della signora Ramsey che deve accudirlo come si conviene amorevolmente e compassionevolmente.Lily Briscoe invece rappresenta il punto di vista della Woolf che vede nel comportamento della signora Ramsey una limitazione alla sua personalità.Alla fine riuscirà a trovare un equilibrio proprio nel ricordo dei gesti e dei comportamenti della signora Ramsey e terminerà la sua opera lasciata incompiuta per anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Una gita in se stessi

    Dopo aver letto Mrs Dalloway circa 5 anni fa, ho sempre provato una sorta di rifiuto per Virginia Woolf, per quanto, allo stesso tempo, il suo stile e la sua storia mi affascinassero.
    Ho voluto riprov ...continua

    Dopo aver letto Mrs Dalloway circa 5 anni fa, ho sempre provato una sorta di rifiuto per Virginia Woolf, per quanto, allo stesso tempo, il suo stile e la sua storia mi affascinassero.
    Ho voluto riprovare con Gita al faro e devo dire che, malgrando non sappia se attribuirlo a una mia maggiore maturità, o ad un'intrinseca caratteristica del libro, l'ho letto con più interesse, piacere e mi sono perso e ritrovato nelle pagine e nei pensieri dei personaggi che le abitano.
    Di certo non posso dire che mi abbia conquistato al 100%, ma comunque è stata una lettura piacevole e, a tratti, anche esplorativa a un tempo degli animi delle diverse personalità che si alternano nella storia... e della mia.

    ha scritto il 

  • 2

    La famiglia Ramsey è in vacanza sull’isola di Skye insieme ad alcuni amici. Il piccolo della famiglia insiste per una gita al faro, ma a causa del cattivo tempo questa visita non verrà mai realizzata. ...continua

    La famiglia Ramsey è in vacanza sull’isola di Skye insieme ad alcuni amici. Il piccolo della famiglia insiste per una gita al faro, ma a causa del cattivo tempo questa visita non verrà mai realizzata.

    Intanto è scoppiata la guerra, molte cose sono cambiate e molte persone non ci sono più.

    Il ritorno all’isola di Skye è pertanto molto diverso, i bambini sono cresciuti, Mrs. Ramsey non c’è più e Mr. Ramsey è un uomo solo e profondamente diverso. Ma questa volta la gita al faro non può saltare, anche se i rapporti familiari sono molto tesi.

    Devo ammettere francamente che questo libro non mi ha affatto conquistata!

    Sarà pure un capolavoro della letteratura inglese, ma questa continua serie di riflessioni di tutti i personaggi che si mischiano e quasi si sovrappongono mi ha solo infastidita.

    Comunque proverò a dare un’altra chance alla Woolf. Per il momento mi attirerò gli anatemi di qualche appassionato, ma il mio voto è bassino.

    ha scritto il 

  • 1

    Finito, ma quanta fatica!

    No, non mi piace. Questo "flusso di coscienza" proprio non fa per me ... Lo trovo pesante, noioso, a tratti mi ci perdo. Sicuramente è una mia "colpa", perché la grandezza della Woolf non si discute, ...continua

    No, non mi piace. Questo "flusso di coscienza" proprio non fa per me ... Lo trovo pesante, noioso, a tratti mi ci perdo. Sicuramente è una mia "colpa", perché la grandezza della Woolf non si discute, ma non credo leggerò altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Al faro sono stato anche io.

    Sono passati più di trent'anni, ma il ricordo è vivido come si trattasse di ieri.
    Terminato il periplo del Peloponneso e orientati verso le Cicladi una mattina ci svegliam ...continua

    Al faro sono stato anche io.

    Sono passati più di trent'anni, ma il ricordo è vivido come si trattasse di ieri.
    Terminato il periplo del Peloponneso e orientati verso le Cicladi una mattina ci svegliammo al cospetto di un'isoletta coniforme, dalla base modesta e sul cui vertice svettava un faro bianco. Chiedemmo al capitano di farci sbarcare e lui nel giro di poco approntò il tender, distaccandoci un uomo dell'equipaggio. In pochi minuti la lancia con le tre persone a bordo, ossia il marinaio, mio padre e me, fu a ridosso del pontiletto di legno che, dal lato che prima ci era precluso alla vista, si protendeva nell'Egeo.
    Ormeggiammo dall'altra parte di quello che sicuramente era il piccolo natante di servizio per chi abitava lì e ci incamminammo lungo un sentiero ghiaioso che serpeggiava tra bassi rovi. Dopo pochi minuti il percorso attaccò la sua elevazione, per salire all'alto faro. Restavo in retroguardia, e dinnanzi avevo quel dio di mio padre che seguiva con certo piede la nostra guida mentre io, scalzo e protetto unicamente da costume da bagno e maglietta degli Chicago Cubs, mi fregavo maldestro con le spine le incaute gambe mentre l'aguzzo pietrisco e la terra calda segnavano le mie molli piante. I grilli frinivano con una polifonia di cri-cri stordente e nell'aria secca ma rovente traversano frequente indaffarate api.
    La salita si fece erta, dal terreno via via disseminato di sassi affioranti, sempre più ad uso di gradino nell'ascendere. Attorno a noi corbezzoli e olivi e, in uno spiazzo rado, un disordinato gregge di capre greche la presenza delle quali era già stata annunciata da grappoli del loro minuto, sferico sterco, indifferenti alla canicola e forse agli eventi del mondo tutto.
    Sudavo e sentivo il sole arroventarmi i capelli e bruciarmi il tratto di nuca scoperto fino al bordo della maglietta, invidiando a mio padrei il cappellino bianco con il ricamo "M.Y. Thalassa II" e la Lacoste azzurra, con il colletto alzato. Il suono di grilli mi stordiva, i piedi dolevano ed il caldo mi aveva fatto perdere di vista il senso dell'escursione - quando ci trovammo all'improvviso davanti alla porta di abete, di accesso al faro. A guardiania stava di stanza una coppia di mezz'età, e sia la donna che l'uomo sembravano come levigati dall'asprezza del tempo scorso su quell'isolotto.
    Ci fecero entrare e ci accomodammo nel vano centrale che fungeva da salone e cucina. Ci offrirono frescura e bicchieroni di latte di capra. Previdentemente allestito dal nostro comandante, contraccambiammo con un sacco di tela colmo di generi di prima necessità. Chiedemmo di salire fin alla lanterna e, da lassù, ci si offrì una vista cruda, di quelle che ti fa rendere conto una volta e per tutte cosa significhi vivere, come se naufrago, su un'isola disabitata o di cosa significasse per il Macedone navigare con i suoi soldati per questo mare o il solcarlo per chi sognava il rincaso alla petrosa Itaca nello Ionio. Il marinaio al pastore puntò, con braccio ed indice distesi, la nostra nave alla fonda, dallo scafo indifferente all'infrangersi delle frammentate basse increspature orlate di bianco. Montava infatti una brezza a provvedere frescura nella discesa al moletto, seguente al commiato dai guardiani del faro.
    Il modesto entrobordo della coppia stava ancora lì, vicino al nostro motoscafo, a rappresentare l'unico mezzo di collegamento concreto con il resto del mondo che essi avevano. A voler tornare al resto del mondo.

    ha scritto il 

  • 5

    Credevo che certe sensazioni non si potessero descrivere, ma mi sono dovuta ricredere. La Woolf riesce a riportare in superficie, mediante il pensiero dei personaggi, i ricordi che si erano nascosti. ...continua

    Credevo che certe sensazioni non si potessero descrivere, ma mi sono dovuta ricredere. La Woolf riesce a riportare in superficie, mediante il pensiero dei personaggi, i ricordi che si erano nascosti. Come una telecamera, il suo occhio passa da un oggetto a un altro, da un'anima all'altra, descrivendone l'essenza, i desideri e le paure. Come la luce del Faro "entra" nella persona come se fosse una casa, dando un'occhiata rapida, per poi passare a un altro soggetto.
    A lettura ultimata, ciò che rimane è un tripudio di colori, suoni, voci, movimenti del capo, e una leggera vertigine.

    ha scritto il 

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