Giulia 1300 e altri miracoli

Di

Editore: Edizioni e/o

4.0
(525)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876419489 | Isbn-13: 9788876419485 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
A Diego, quarantenne traumatizzato da un lutto familiare, con un lavoro anonimo e un talento unico per le balle, accade di imbarcarsi in un’impresa al di sopra delle sue capacità, l’apertura di un agriturismo; accade che decida di farlo in società con due individui visti solo una volta e che in comune con lui hanno esclusivamente la mediocrità; accade anche che a scongiurare il fallimento immediato sia l’intervento di un comunista nostalgico e che la banale fuga in campagna si trasformi in un atto di resistenza quando nell’agriturismo si presenta un camorrista per chiedere il pizzo. Una “miracolosa” commedia all’italiana che ci fa ridere da senza nascondere i mali e i difetti del nostro paese.
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  • 4

    Una bella sorpresa questo Gulia 1300 e altri miracoli; non è facile divertire in un romanzo che in fondo parla di cinque falliti (nel vero senso della parola) e di un riscatto mancato. Per di più Bart ...continua

    Una bella sorpresa questo Gulia 1300 e altri miracoli; non è facile divertire in un romanzo che in fondo parla di cinque falliti (nel vero senso della parola) e di un riscatto mancato. Per di più Bartolomei è riuscito a inserire nella sua storia argomenti assolutamente non leggeri (dalla mafia allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina) e a farmi digerire un finale mica tanto lieto con il sorriso sulle labbra. Tanto di cappello.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Il sogno proibito del radical-chicchismo "piss end lov"

    Tre sconosciuti, tendenzialmente inetti ed incapaci, comperano assieme un casale, presumibilmente in Campania, per farne un agriturismo. Ai tre soggetti si uniscono successivamente altri personaggi.
    D ...continua

    Tre sconosciuti, tendenzialmente inetti ed incapaci, comperano assieme un casale, presumibilmente in Campania, per farne un agriturismo. Ai tre soggetti si uniscono successivamente altri personaggi.
    Dopo una parte iniziale davvero promettente e ricca di ironia, la narrazione scade rapidamente in velleità radical-chic, “piss-end-lov”, buoniste , con tanto di riflessioni che avrebbero la pretesa di essere profonde.
    Si succedono quindi i seguenti eventi:
    - arriva un camorrista su una vecchia Giulia Alfa Romeo a chiedere il pizzo; il tizio che viene rinchiuso in cantina e la Giulia sotterrata;
    - arrivano due camorristi coatti (penso ai due di Gomorra) su un motorino a chiedere il pizzo; vengono richiusi in cantina;
    - arriva un terzo, e più cattivo, camorrista a chiedere il pizzo; viene rinchiuso in cantina.
    Quindi:
    - il primo camorrista diventa buono e fa il cuoco (i tre inetti non possiedono ovviamente alcuna dote culinaria);
    - la Giulia sepolta, per un difetto alla radio che si accende da sola, fa sì che il terreno emetta musica classica e la cosa diventa un’attrattiva per i clienti;
    - alcuni raccoglitori di pomodori (o altro) africani si prestano ad aiutarli gratis perché i raccoglitori di pomodori africani sono brava gente.
    Nel frattempo:
    - i camorristi restano buoni in cantina, salvo un atto di ribellione minore, come i classici cattivi stupidi dei film con Bud Spencer; nessuno li viene a cercare perché i tre inetti hanno inviato messaggi depistanti con i cellulari dei primi;
    - la voce narrante (uno dei tre inetti) si invaghisce della cuoca-tuttofare neoassunta che però lo tratta con sarcasmo.
    Alla fine:
    - nei dintorni, verifica un regolamento di conti camorristico nel quale restano uccisi alcuni africani buoni;
    - l’africano superstite torna furibondo all’agriturismo, sfonda la porta ad accettate con l’intento di applicare, per ritorsione, lo stesso trattamento ai camorristi reclusi;
    - gli inetti, che sono buoni, li fanno scappare appena in tempo, quindi scappano anche loro, abbandonando l’agriturismo per evitare la ritorsione camorristica.
    Pistolotto finale:
    - i tre inetti si lanciano individualmente profonde riflessioni su quanto l’esperienza li abbia resi uomini migliori, manifestando l’intenzione di ritornare all’agriturismo.
    Sarebbe perfetto per trarne un filmetto appena superiore al cinepanettone, di quelli agrodolci con i quarantenni in crisi. Come non detto, ho appena verificato in rete: è già uscito a febbraio 2015.

    ha scritto il 

  • 4

    Se puoi sognarlo puoi farlo (Walt Disney)

    Una favola molto divertente. Seguiamo i nostri eroi nelle loro disavventure e ci identifichiamo con loro. Quante volte abbiamo desiderato cambiare vita? Stufi del traffico, dei colleghi e della suocer ...continua

    Una favola molto divertente. Seguiamo i nostri eroi nelle loro disavventure e ci identifichiamo con loro. Quante volte abbiamo desiderato cambiare vita? Stufi del traffico, dei colleghi e della suocera abbiamo sognato di aprire un chioschetto sulla spiaggia o un agriturismo in mezzo agli ulivi? I nostri sfigatissimi eroi non hanno nulla da perdere, non hanno amici, legami, gratificazioni, e perciò si lanciano con entusiasmo in una impresa improbabile e ci aprono la strada, esortandoci a sognare per riscattarci dal passato e dal presente.
    Troverò il modo per convincerli, parlerò con onestà e condividerò ciò che ora vedo chiaramente, a costo di sembrare pazzo. Guardate che non è colpa nostra se stiamo scappando, credetemi. Così dirò. Siamo stati allevati nel timore di Dio, il nostro creatore, quindi non possiamo farcene una colpa se poi abbiamo timore anche di tutto il resto, siamo cresciuti con il mito della bella vita e lo abbiamo alimentato con la devozione verso il posto fisso, la carriera, il successo, per questo ci sentiamo sempre poveri e inadeguati. Stiamo scappando perché non ci hanno dato le armi giuste per resistere e quando scopriamo che la nostra squadra del cuore non ci ricambia, che la nostra amica banca si ricorda di noi solo se andiamo in rosso, che il lavoro della nostra vita sa di esserlo, e la nostra vita la vuole tutta, ci sentiamo sconfitti. Ci sarebbe bastato seguire dei modelli fatti di pensiero e ideali, non di soli pixel, e aver avuto dei sogni che fossero davvero nostri, partoriti dalle nostre ambizioni e non dalla sala riunioni di una multinazionale. Adesso saremmo un gruppo di normalissimi esseri umani che se la fanno sotto dalla paura ma hanno le palle per girare la macchina e tornare indietro.

    Il messaggio è rassicurante che perché persone molto diverse fra loro si trovano a collaborare, a superare tutti i pregiudizi, a lottare anche per la legalità. Il giovane autore sembra gridarci dalle pagine del libro di non arrenderci mai e di guardare ovunque perché l’amicizia, l’amore, la bellezza sono ovunque. negli occhi di chi guarda.

    Lottano anche contro nemici più grandi di loro.
    Siamo abituati a ritenere che la mafia esiste perché c’è da sempre ed è imbattibile. Invece è molto peggio di come pensiamo, la mafia si può battere benissimo. La mafia non è capace di conquistarsi uno spazio proprio, sa prosperare solo dove la società lascia dei vuoti. Se le famiglie lasciano dei vuoti, se la scuola lascia dei vuoti, se lo stato lascia dei vuoti, la mafia conquista terreno. Il fatto è che anche la mafia lascia dei vuoti che possono essere riempiti. E in questo gioco di posizione la mafia dovrebbe essere perdente perché i suoi vuoti non li possono riempire solo la famiglia, la scuola e lo stato, basta molto meno, basta uno straccio di alternativa. Un agriturismo destinato al fallimento, per esempio.

    ha scritto il 

  • 0

    dal blog Giramenti

    Di questo libro ho apprezzato l’auto, meno gli «altri miracoli». Se l’intento era farne un romanzo d’intrattenimento, l’operazione è riuscita. Non sempre, ma si ride. Se, invece, tutti i miracoli di c ...continua

    Di questo libro ho apprezzato l’auto, meno gli «altri miracoli». Se l’intento era farne un romanzo d’intrattenimento, l’operazione è riuscita. Non sempre, ma si ride. Se, invece, tutti i miracoli di cui si diceva tendono a volerci insegnare qualcosa – il buonismo in questo libro è sempre in agguato –, allora siamo davanti al tipico caso di “C’è un italiano, un francese e un tedesco”. Qui in variante “antropologia del quartierino”: abbiamo il vecchio leone dei centri sociali, il fascistone razzista e marpione, il pavido che durante il corso dei fatti darà prova di coraggio e la voce narrante, lo sfigato ma un po’ meno sfigato degli altri. E poi sì, a un certo punto arriva Biancaneve tra i nanetti. Ma andiamo per gradi.

    SEGUE su https://gaialodovica.wordpress.com/2015/12/02/giulia-1300-e-altri-miracoli-di-fabio-bartolomei/

    ha scritto il 

  • 4

    Noi e la nostra vita

    Tre ragazzi di quarant’anni: Diego, Claudio e Fausto, ai quali s’aggiunge il cinquantenne Sergio, sono accomunati da una vita che sta scivolando nella più grigia mediocrità. Per questa ragione decidon ...continua

    Tre ragazzi di quarant’anni: Diego, Claudio e Fausto, ai quali s’aggiunge il cinquantenne Sergio, sono accomunati da una vita che sta scivolando nella più grigia mediocrità. Per questa ragione decidono di acquistare un casale in campagna per trasformarlo in un agriturismo. I quattro dovranno però scontrarsi non solo con le inevitabili grane burocratiche ma anche con l’arrivo di un camorrista sui generis alla guida di una vecchia auto e pronto a domandar loro il pizzo.

    Un po’ ‘I soliti Ignoti’, molta ‘Armata Brancaleone’ e tanta commedia all’Italiana; queste le solite basi sulle quali scivola lenta e soave la Giulia 1300 di Fabio Bartolomei, guidata con bravura e capacità di attrarre risate e riflessioni da parte di un autore che grazie alla pellicola recentemente diretta da Edoardo Leo e tratta da questo suo primo lavoro è riuscito finalmente a uscire dal piacevole cono d’ombra nel quale rischiava di rimanere invischiato. Il libro di Bartolomei, ben scritto e con una prose rapida e veloce, cattura l’attenzione grazie a battute che fanno sorridere e riflettere al tempo stesso, non rapendo di certo con la facile risata, ma aggiungendo una serie di osservazioni personali di ciascun personaggio. Il senso finale dello testo è al fine il senso stesso che avvolge la vita di uno, dieci, mille e un milione di teorici mediocri come i quattro protagonisti, ai quali è sin troppo semplice aggiungere anche il piccolo camorrista che domanda loro la protezione: il senso di chi per una volta, fosse anche una sola, desidera dare un calcio alla propria insipida esistenza senza dimenticarsi di rimanere con i piedi ben ancorati a terra.

    ha scritto il 

  • 4

    DIVERTENTE E SCORREVOLE

    Fa sorridere, ma anche riflettere. Fa un po' sognare se ci si immedesima un po' nella storia. Ho visto il film prima di leggere il libro e quindi un pochino la mia fantasia è stata tarpata da quella d ...continua

    Fa sorridere, ma anche riflettere. Fa un po' sognare se ci si immedesima un po' nella storia. Ho visto il film prima di leggere il libro e quindi un pochino la mia fantasia è stata tarpata da quella del regista ma il film è delizioso e alla fine non è stato un problema sovrapporre parole alle immagini.

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon libro per il periodo estivo, pieno di spunti comici ma anche di pensieri di vita. La storia è un po' surreale ma accattivante per alcuni aspetti con personaggi assolutamente veri con tutte le ...continua

    Un buon libro per il periodo estivo, pieno di spunti comici ma anche di pensieri di vita. La storia è un po' surreale ma accattivante per alcuni aspetti con personaggi assolutamente veri con tutte le loro sfaccettature psicologiche arricchiscono la storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo delizioso.
    Affronta con una leggerezza che non è per nulla superficialità una serie di temi tristemente attuali: dall'abbrutimento sociale, alla camorra, al desiderio di migliorare la propria ...continua

    Romanzo delizioso.
    Affronta con una leggerezza che non è per nulla superficialità una serie di temi tristemente attuali: dall'abbrutimento sociale, alla camorra, al desiderio di migliorare la propria vita con coraggio.
    Grazie di cuore per l'ottimo consiglio, mi è piaciuto davvero tanto!

    ha scritto il 

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