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Giulia 1300 e altri miracoli

Di

Editore: Edizioni e/o

4.0
(424)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876419489 | Isbn-13: 9788876419485 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
A Diego, quarantenne traumatizzato da un lutto familiare, con un lavoro anonimo e un talento unico per le balle, accade di imbarcarsi in un’impresa al di sopra delle sue capacità, l’apertura di un agriturismo; accade che decida di farlo in società con due individui visti solo una volta e che in comune con lui hanno esclusivamente la mediocrità; accade anche che a scongiurare il fallimento immediato sia l’intervento di un comunista nostalgico e che la banale fuga in campagna si trasformi in un atto di resistenza quando nell’agriturismo si presenta un camorrista per chiedere il pizzo. Una “miracolosa” commedia all’italiana che ci fa ridere da senza nascondere i mali e i difetti del nostro paese.
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  • 4

    Prendete tre quarantenni stanchi dei loro lavori mediocri, stanchi delle loro vite mediocri, metteteli davanti ad un casale che per un'equivoco si ritrovano a volerlo acquistare tutti e tre.
    Fate che questi tre, non volendo cedere il casale, decidono di acquistarlo in quota parte e fare una ...continua

    Prendete tre quarantenni stanchi dei loro lavori mediocri, stanchi delle loro vite mediocri, metteteli davanti ad un casale che per un'equivoco si ritrovano a volerlo acquistare tutti e tre.
    Fate che questi tre, non volendo cedere il casale, decidono di acquistarlo in quota parte e fare una società e aprire un agriturismo.
    Aggiungete che i tre sono all'oscuro di tutto quanto possa comportare, sia a livello pratico che gestionale, un'impresa del genere.
    Il gioco è fatto: non vi staccherete più dalle pagine di questo libro esilarante, così surreale che potrebbe essere vero, un tragicomico che inevitabilmente oltre che a farvi ridere, darà spunti di riflessione.
    Ma attenzione, il vero personaggio di questo libro è la "mitica Giulia 1300" che arriva al casale guidata dal camorrista Vito.......Giulia una genialata!!!
    Qualcuno durante la lettura mi chiedeva: "ma che c'hai da ridere?" Ho detto tutto, consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Nasciamo con le mani piene. Per questo da neonati stringiamo i pugni, perche' abbiamo i doni piu' meravigliosi che si possano desiderare: l'innocenza, la curiosita', la voglia di vivere.

    http://diariodiunadipendenza.blogspot.it/2015/02/recensione-basso-costo-giulia-1300-e.html

    ha scritto il 

  • 3

    Scappo dalla città: la vita, l'amore e i camorristi.

    Un venditore d'auto. Il direttore di un supermercato. Un televenditore di orologi. Tre sconosciuti, in fuga dalla città e da esistenze fallimentari, si ritrovano soci in un agriturismo...
    Una storia divertente e un po' (troppo) surreale ma piacevole.

    ha scritto il 

  • 2

    Quando leggo le recensioni qui su Anobii (ma anche altrove), cerco di farlo con due intenti ben precisi:
    1 - capire le idee dei miei amici virtuali su un libro in particolare che magari non ho mai preso in considerazione oppure l'ho fatto ma non mi convince del tutto;
    2 - capire una v ...continua

    Quando leggo le recensioni qui su Anobii (ma anche altrove), cerco di farlo con due intenti ben precisi:
    1 - capire le idee dei miei amici virtuali su un libro in particolare che magari non ho mai preso in considerazione oppure l'ho fatto ma non mi convince del tutto;
    2 - capire una volta letta l'opinione se continuare a ignorare il libro o eventualmente prenderlo e leggerlo.

    Partendo da questo presupposto, di Bartolomei avevo letto solo *We are family* che mi era piaciuto, ho letto qualche recensione di *La banda degli invisibili* ma l'ho scartato a priori perché non mi interessava in contenuto, e di *Giulia 1300* avevo letto sia recensioni a pieni voti, sia recensioni che lo bocciavano.
    Pensando che comunque non mi sarei mai letta questo libro, ho letto le recensioni e accantonato entrambi. Poi tempo fa mi sono imbattuta sia nel libro che in svariate opinioni, e siccome non sottovaluto mai queste particolarità, mi sono detta *ma sì dai, forse vale la pena di leggerlo*.
    E qua ho sbagliato.
    Il libro in sè non è brutto, scorrevole e spassoso a tratti, in altri demenziale, in altri ancora serio.
    C'è un po' di tutto e ci sono personaggi completamente diversi tra loro.
    E appunto per questo mi sono chiesta con quale intento sia stato scritto il libro: cioè voleva essere una denuncia a comportamenti *ovviamente* sbagliati che abbiamo qui in Italia, o voleva solo essere ironico?

    Perché mettere insieme un fascistone, un comunista, dei malavitosi, e degli extracomunitari africani, il tutto condito da pizzi e rapimenti di camorristi (come se un italiano comune potesse rapire un camorrista ed essere ancora vivo mesi dopo), diventare amici dei camorristi, scoprire a pochi metri dal proprio agriturismo una discarica abusiva, si insomma abbiamo messo di tutto e in ordine sparso, e decisamente esagerato!!!

    Se invece voleva essere una denuncia *ironica* al fatto che in Italia c'è la camorra (e tutto il resto), c'è poca tolleranza verso idee politiche diverse e razzismo fino al midollo, e abusivismo a più non posso, senza che nessuno faccia nulla, allora posso anche capirlo sto libro.

    Però mi è sembrato comunque esagerato e a tratti mi ha messo quasi a disagio, poi altri passaggi li salvo perché la Giulia 1300 sotterrata che però emette ancora musica e la leggenda ricamata sopra come attrattiva per i clienti è stata veramente forte...
    Bilancio non positivo purtroppo alla faccia di tutte le recensioni positive che ho trovato sparse, ma a voi che è piaciuto così tanto, noto con rammarico che c'è un probabile seguito... che stavolta eviterò!

    ha scritto il 

  • 2

    Noi siamo un trio all'erta e pieni di BIO.. e difendiam la terra dal pizzo e la camorra (*1)

    Ci sono un tedesco, un francese e un italiano..
    No, un attimo.. ho sbagliato barzelletta
    Ci sono un venditore d'orologi, uno d'auto e un altro di generi alimentari, (in nessun rapporto fra loro) che vengono attratti dal medesimo annuncio di vendita: un casale a prezzo vantaggiosissimo ...continua

    Ci sono un tedesco, un francese e un italiano..
    No, un attimo.. ho sbagliato barzelletta
    Ci sono un venditore d'orologi, uno d'auto e un altro di generi alimentari, (in nessun rapporto fra loro) che vengono attratti dal medesimo annuncio di vendita: un casale a prezzo vantaggiosissimo. Arrivati all'appuntamento con l'agente immobiliare, scoprono che il prezzo riportato sull'inserzione è sbagliato. Si incazzano? Certo.. ma poi cosa fanno? Fondano una S.N.C (più o meno su due piedi) unendo le loro essenze ed acquistando l'edificio per trasformarlo nella cosa più desiderata dagli italiani: un agriturismo.
    Gli italiani e l'agriturismo
    «Ragazzi, Abu ha avuto un’idea bellissima!» ci dice Elisa appena entriamo. «Perché non sei venuto prima?» chiede Fausto ad Abu. L’africano gli sorride senza dire nulla. «Non volete sentire l’idea?» ci chiede Elisa. «Certo» dico. «Siccome abbiamo troppe spese per i generi alimentari Abu ci propone di fare un orto!». Il nostro silenzio allibito la dice lunga su di noi. Non c’è dubbio che per millenni il primo pensiero di un uomo di fronte a una terra del genere sarebbe stato la realizzazione di un orto. Per forza, per millenni il primo pensiero è stato sopravvivere.

    Un idea veramente fantastica, ci voleva un africano (leggi affriano) per un'idea simile. Uno prende gli incentivi per metter su un agriturismo e poi va a comprare la verdura alla Hoppe (leggi Coop) e la frutta nei circuiti a filiera corta che vendono le mele del Cile, i pompelmi israeliani e le nespole del Giappone.
    Quindici anni fa forse avrei apprezzato il libro, oggi vi ho trovato una dose di luoghi comuni che ucciderebbe un cavallo. L'ironia d'accordo.. ma qui ci son dei capitoli che sembrano il copione di una puntata del Bagaglino, potrebbe riderci solo chi rideva alle battute di Martufello.
    La politica e l'agriturismo
    Un'oasi anarchica, multirazziale e partigiana, dove convivono un fascista, un comunista, un camorrista, due sfigati e un paio di extra-comunitari.

    Il libro non mi è piaciuto, la camorra non mi fa ridere neanche quando uno tenta di ridicolizzarla e soprattutto, una volta scelto di farne una macchietta, quella sarebbe dovuta rimanere. Non ho gradito l'idea di cercare un finale serio ad un libro che ha tentato in tutti i modi di far ridere.
    Cinque stelle a tutti i riferimenti per il padre dell'autore, disseminati in vari punti del libro
    ..mi tolgono il conforto di credere in Dio, di sperare che un giorno potrò incontrare di nuovo mio padre...
    Ma quanto è universale questo desiderio?

    (*1)
    http://www.youtube.com/watch?v=BMDBUh77_ck
    E-book N°67
    1300 e altri miracoli (Fabio Bartolomei)
    Luglio 2014

    ha scritto il 

  • 4

    La stoffa del super-eroe è cotone: tutti ce la possiamo permettere

    Non pensavo che mi sarebbe venuta voglia di fare un commento su questo libro. Non che non mi sia piaciuto, anzi: è una lettura piacevole, divertente e ben scritta. "Una bella favola", come l'ha definita la mia amicona. Favola, sì, ma talmente strampalata che mi sento di consigliarla anche se non ...continua

    Non pensavo che mi sarebbe venuta voglia di fare un commento su questo libro. Non che non mi sia piaciuto, anzi: è una lettura piacevole, divertente e ben scritta. "Una bella favola", come l'ha definita la mia amicona. Favola, sì, ma talmente strampalata che mi sento di consigliarla anche se non è uno di quei libroni indimenticabili multistelle.

    Tre sfigati si ritrovano insieme in un'impresa inizialmente fallimentare, poi pericolosa, poi entusiasmante, che cambia la loro vita per sempre e fa loro scoprire, con incredulità e gioia, di essere Persone e non sfigati. Ecco qua.
    Il tutto descritto con uno humour fulminante e quello spessore in sottofondo che quasi si mimetizza in mezzo alle situazioni surreali (si mimetizza come la Giulia 1300, fantastico personaggio secondario), ma che si fa strada tra una risata e un sorriso quando leggi cose del genere:

    "Forse la verità è terribilmente più semplice. Siamo abituati a ritenere che la mafia esiste perché c'è da sempre ed è imbattibile. Invece è molto peggio di come pensiamo, la mafia si può battere benissimo. La mafia non è capace di conquistarsi uno spazio proprio, sa prosperare solo dove la società lascia dei vuoti. Se le famiglie lasciano dei vuoti, se la scuola lascia dei vuoti, se lo stato lascia dei vuoti, la mafia conquista terreno. Il fatto è che anche la mafia lascia dei vuoti che possono essere riempiti. E in questo gioco di posizione la mafia dovrebbe essere perdente perché i suoi vuoti non li possono riempire solo la famiglia, la scuola e lo stato, basta molto meno, basta uno straccio di alternativa. Un agriturismo destinato al fallimento, per esempio."

    Questo libro mi ha conquistata da subito, fin dalla dedica iniziale, che ho fotografato e conservo...vorrei che mia figlia la scrivesse sulla mia tomba. Non la riporto qui se no fra un po' abbiamo tutti lo stesso epitaffio. Buona lettura!

    "Fausto abbassa il finestrino e ci lasciamo investire dall'aria fresca.
    'Questa è vitaaaa!' urla.
    Sì, è questa, è proprio lei, penso."

    ha scritto il 

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