Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Giuseppe e i suoi fratelli

Le storie di Giacobbe - Il giovane Giuseppe - Giuseppe in Egitto - Giuseppe il Nutritore

Di

Editore: Mondadori (Oscar grandi classici, 108)

4.6
(66)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 2405 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8804551798 | Isbn-13: 9788804551799 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Arzeni ; Prefazione: Fabrizio Cambi

Disponibile anche come: Cartonato per bambini

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality

Ti piace Giuseppe e i suoi fratelli?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
I quattro volumi del ciclo di Giuseppe sono ispirati al celebre racconto biblico che, ampliato, sviluppato e dissacrato, diventa per Mann una potente allegoria del tempo presente. Considerata da molti critici il suo capolavoro, "summa" filosofica, politica e artistica dello scrittore, la tetralogia è basata su una mole di invenzioni fantastiche, di personaggi, episodi, sentimenti mirabilmente descritti e pervasa da una sottile ironia: un racconto vivido e appassionante che accoglie al tempo stesso suggestioni dalla psicologia, dalla storia delle religioni e dal mito, fondendole in un sublime "scherzo intorno alla verità".
Ordina per
  • 5

    "Il dentro si specchia nel fuori e si materializza, in modo solo apparentemente involontario, nell'evento, che già da sempre era congiunto con la persona e formava un tutto inscindibile con essa. Giacché noi camminiamo su orme, e tutta la vita non è che un riempire di presente le forme del mito". ...continua

    "Il dentro si specchia nel fuori e si materializza, in modo solo apparentemente involontario, nell'evento, che già da sempre era congiunto con la persona e formava un tutto inscindibile con essa. Giacché noi camminiamo su orme, e tutta la vita non è che un riempire di presente le forme del mito". Con queste e altre parole il romanzo parla di sé stesso; le fluviali quasi 2500 pagine non sono altro che un ripercorrere in avanti e a ritroso le impronte del passato mitico con gli occhi del presente. Non c'è, infatti, nella Palestina e nell'Egitto di Mann nessuna indulgenza alla ricostruzione di un mondo perduto attraverso il fascino del diverso e dell'altro. Noi viaggiamo in questa antichissima storia come se ne fossimo parte e la vedessimo con i nostri occhi, attualizzandola in una lettura definitivamente moderna. Perché il mito, nella visione che Mann ci consegna, è la forma universale ed eterna del tempo umano, e non importa che una vicenda accada quattromila anni fa o oggi: essa diventa parte di noi in quanto parla di noi. L'operazione di recupero e dettagliata stesura delle vicende della vita di Giacobbe e di suo figlio Giuseppe rende evidente questo programma perché si attua in un tempo e in un mondo dove lo stesso concetto di individualità è sfumato. Le storie bibliche sono piene di storie che si ripetono, di nomi che ritornano, di figure che si sovrappongono scavalcando l'ostacolo di molte generazioni. Sono storie di un tempo "sferico" dove, come dice l'autore, ciò che è in alto rotola in basso e viceversa: il dio si fa uomo e l'uomo dio, in un movimento continuo e ritornante. La sfida del romanziere è manipolare questa duttile e sfuggente materia e renderla gustosa alla lettura nonostante il crudo canovaccio sia noto a tutti e non possa quindi darsi una tensione legata al puro accadere dei fatti. E Mann ci riesce in modo sublime, ammantando di ironia lo svolgersi degli eventi, lasciando parlare il libro su se stesso (il libro, non l'autore!) in uno stretto intreccio tra fili narrativi e fili saggistici. Non è una forma chiusa, questo libro in quattro romanzi. Ma non è nemmeno una forma disgregata. E' come una grande spirale che continuamente ripercorre le stesse curve ma a un livello più alto, tagliata arbitrariamente da un inizio e una fine che sentiamo potrebbero darsi anche altrove. Eppure ha una sua nuova, inquietante unità: quella, appunto, della forma universale e umana del mito. E se pensiamo che l'opera è nata nei 16 anni che hanno visto l'esilio, la persecuzione ebraica, la guerra, allora forte sentiamo anche la tensione etica. Non tanto e non solo perché qui si dà una storia dell'ebraismo, ma soprattutto perché si dà una storia umana. L'umanità del mito si fa, nella letteratura, baluardo etico contro l'orrore.

    ha scritto il 

  • 5

    Le storie di Giacobbe: Essendo Giuseppe il mio personaggio biblico preferito, un libro dedicato interamente a lui era il mio sogno! ^^ In questo primo volume della tetralogia dedicatagli da Mann tuttavia il protagonista è Giacobbe, il padre di Giuseppe, e vi è narrata tutta la sua vita: dal "furt ...continua

    Le storie di Giacobbe: Essendo Giuseppe il mio personaggio biblico preferito, un libro dedicato interamente a lui era il mio sogno! ^^ In questo primo volume della tetralogia dedicatagli da Mann tuttavia il protagonista è Giacobbe, il padre di Giuseppe, e vi è narrata tutta la sua vita: dal "furto" della primogenitura ai danni del fratello maggiore, fino alla morte dell'amata moglie Rachele. Un libro quasi da studiare, tanto è preciso e documentato circa la vita di quei tempi, le usanze e i culti agli dei...Magnifico Mann!

    Il giovane Giuseppe: ***** Sempre più bello...

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso. Lunghissimo ma molto bello. Quando la tecnica della scrittura si combina magistralmente con i contenuti. La religione qui diventa vita, un po' come per la vera musica o la vera arte. Probabile che il sentire religioso sia un prodotto dell'uomo, ma un prodotto simile non può essere c ...continua

    Meraviglioso. Lunghissimo ma molto bello. Quando la tecnica della scrittura si combina magistralmente con i contenuti. La religione qui diventa vita, un po' come per la vera musica o la vera arte. Probabile che il sentire religioso sia un prodotto dell'uomo, ma un prodotto simile non può essere che divino. C'è poco da fare, noi veniamo da quei racconti lì, il nostro modo di pensare ne è permeato completamente. Se penso che ci sono state società che pretendevano di abolire la religione... Sarebbe come voler abolire appunto l'arte o la musica. Non riesco a capire come questi libri non siano mai stati veramente presi in considerazione al livello di altri romanzi di Mann, ma forse è meglio così.

    ha scritto il 

  • 5

    Finito il primo romanzo della tetralogia, Le storie di Giacobbe. Che dire? Ancora non credevo potesse esistere tanta arte, sia nel tessere una storia (e quale storia!) che nel dar vita ai personaggi (e che personaggi!). Sull'ultima pagina ho pianto, cosa che non mi capitava da almeno trent ...continua

    Finito il primo romanzo della tetralogia, Le storie di Giacobbe. Che dire? Ancora non credevo potesse esistere tanta arte, sia nel tessere una storia (e quale storia!) che nel dar vita ai personaggi (e che personaggi!). Sull'ultima pagina ho pianto, cosa che non mi capitava da almeno trent'anni. Le stelline sono cinque, ma questo non ha senso, potrebbero essere un milione o non esserci affatto, come per tutti i grandi classici. E dopo questa inutile divagazione, attacco il secondo volume e intanto riprendo il primo per godermelo di nuovo, ma questa volta in lingua originale.

    ha scritto il 

  • 5

    Come da poche pagine della Bibbia si possa trarre un capolavoro letterario di oltre mille pagine.

    Certo Thomas Mann non lo scopro io. Ma penso che molti si spaventino di fronte alla mole ed all'argomento religioso di questi quattro volumi. Eppure non c'è romanzo thriller, pieno di colpi di scena, d'amore sesso e tradimenti più travolgente di queste storie di Giacobbe. I fatti sono nella Bibbi ...continua

    Certo Thomas Mann non lo scopro io. Ma penso che molti si spaventino di fronte alla mole ed all'argomento religioso di questi quattro volumi. Eppure non c'è romanzo thriller, pieno di colpi di scena, d'amore sesso e tradimenti più travolgente di queste storie di Giacobbe. I fatti sono nella Bibbia, ma la trasformazione in letteratura è di Thomas Mann. Per lettori seri.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa è la recensione di un lettore non di un critico. Anzi è un messaggio agli altri lettori. Ce n'è voluto di tempo (due anni) ma alla fine ce l'ho fatta. Che meraviglia! Proprio perché un opera così importante ha bisogno del suo tempo che è meravigliosa. Scorre lentamente con la calma maestos ...continua

    Questa è la recensione di un lettore non di un critico. Anzi è un messaggio agli altri lettori. Ce n'è voluto di tempo (due anni) ma alla fine ce l'ho fatta. Che meraviglia! Proprio perché un opera così importante ha bisogno del suo tempo che è meravigliosa. Scorre lentamente con la calma maestosa del Nilo. Non è il romanzo storico che s'arrovella a descrivere puntigliosamente tutti gli oggetti usi costumi e non sa di niente. Non è un romanzo storico e basta. E' molto di più e molto diverso. E sopratutto per chi ama il libri di Kerenyi, questo è la messa in atto delle intuizioni del grande studioso ungherese. Il mito come se fosse visto da dentro, ma solo i poeti (e Mann è fra questi) possono prendere questo punto di vista. Dentro quindi non c'è solo la Bibbia, ma tutto il Vicino Oriente Antico, visti con uno scorcio così naturale che mai per un momento si ha la cattiva sensazione di ricostruzione. L'umanità di Giuseppe la sua gioiosa disposizione a riflettere il disegno divino, il rapporto intimo fra Giacobbe e Dio, quegli sguardi che dalla terra con un movimento vertiginoso si perdono nell'universo, mi hanno rivelato un Thomas Mann ispirato dallo spirito, che non conoscevo.

    ha scritto il 

  • 5

    Contiene la bellissima novella "Il giovane Giuseppe"...

    ... che, se mai ve ne fosse bisogno, stigmatizza l'idea di religione così come esso viene propagandata dai vari integralisti sparsi nel mondo - qui da noi la Chiesa cattolica e i suoi scherani, papa Ratzi in primis (si veda l'orrendo discorso di Ratisbona): una religione che, lungi dall'essere co ...continua

    ... che, se mai ve ne fosse bisogno, stigmatizza l'idea di religione così come esso viene propagandata dai vari integralisti sparsi nel mondo - qui da noi la Chiesa cattolica e i suoi scherani, papa Ratzi in primis (si veda l'orrendo discorso di Ratisbona): una religione che, lungi dall'essere cosa dello spirito, diventa "sistema di governo o norma di vita" e di conseguenza "prodotto culturale in competizione con gli altri prodotti dello stesso genere" - i virgolettati sono frasi non mie, scritte dall'autore di questo blog

    http://dichemortesimuore.blogspot.com/

    proprio nel mezzo di una discussione su fede e integralismo. La chiave di volta di tutto il discorso, nella novella d Thomas Mann, è la frase pronunciata da Giacobbe dopo essere stato rimproverato per le accuse da lui formulate contro Dio in seguito alla creduta morte del figlio: "bisogna […] difendere Dio dai suoi difensori e proteggerlo contro coloro che lo scusano. Credi tu che egli è un uomo, anche se più forte di tutti gli uomini?".

    ha scritto il 

  • 5

    ora la domanda da farsi è: c'è qualcuno che scrive meglio di thomas mann? leggendo questo funambolico romanzo si è fortemente tentati di rispondere negativamente.
    assieme a "la montagna incantata" è l'opera di mann che preferisco. dalla prima e per tutte le diverse centinaia di pagine dell'o ...continua

    ora la domanda da farsi è: c'è qualcuno che scrive meglio di thomas mann? leggendo questo funambolico romanzo si è fortemente tentati di rispondere negativamente.
    assieme a "la montagna incantata" è l'opera di mann che preferisco. dalla prima e per tutte le diverse centinaia di pagine dell'opera, si è presi e catturati irremidiabilmente. e tutto, come benissimo ricorda primo levi, è giocato intorno ad una semplice questione: quanti sono i modi di dire: "io"?

    ha scritto il 

  • 5

    L'opera più ambiziosa di Mann, forse il suo capolavoro. In due generazioni, il tentativo di operare una sintesi dell'intera civiltà: Giacobbe, nel primo romanzo, pensa ancora per associazioni mitiche, aldilà del tempo e dello spazio e il giovane Giuseppe sembra più un adoratore della luna che un ...continua

    L'opera più ambiziosa di Mann, forse il suo capolavoro. In due generazioni, il tentativo di operare una sintesi dell'intera civiltà: Giacobbe, nel primo romanzo, pensa ancora per associazioni mitiche, aldilà del tempo e dello spazio e il giovane Giuseppe sembra più un adoratore della luna che un monoteista. La sua dura formazione, dopo l'uscita dal pozzo, lo porta alla razionalità benevola e alla capacità di perdonare, in un Egitto operoso che somiglia tanto all'America rooseveltiana.

    ha scritto il