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Giuseppe e i suoi fratelli

Le storie di Giacobbe - Il giovane Giuseppe - Giuseppe in Egitto - Giuseppe il Nutritore

By Thomas Mann

(74)

| Boxset | 9788804551799

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Book Description

I quattro volumi del ciclo di Giuseppe sono ispirati al celebre racconto biblico che, ampliato, sviluppato e dissacrato, diventa per Mann una potente allegoria del tempo presente. Considerata da molti critici il suo capolavoro, "summa" filosofica, po Continue

I quattro volumi del ciclo di Giuseppe sono ispirati al celebre racconto biblico che, ampliato, sviluppato e dissacrato, diventa per Mann una potente allegoria del tempo presente. Considerata da molti critici il suo capolavoro, "summa" filosofica, politica e artistica dello scrittore, la tetralogia è basata su una mole di invenzioni fantastiche, di personaggi, episodi, sentimenti mirabilmente descritti e pervasa da una sottile ironia: un racconto vivido e appassionante che accoglie al tempo stesso suggestioni dalla psicologia, dalla storia delle religioni e dal mito, fondendole in un sublime "scherzo intorno alla verità".

13 Reviews

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  • 7 people find this helpful

    "Il dentro si specchia nel fuori e si materializza, in modo solo apparentemente involontario, nell'evento, che già da sempre era congiunto con la persona e formava un tutto inscindibile con essa. Giacché noi camminiamo su orme, e tutta la vita non è ...(continue)

    "Il dentro si specchia nel fuori e si materializza, in modo solo apparentemente involontario, nell'evento, che già da sempre era congiunto con la persona e formava un tutto inscindibile con essa. Giacché noi camminiamo su orme, e tutta la vita non è che un riempire di presente le forme del mito".
    Con queste e altre parole il romanzo parla di sé stesso; le fluviali quasi 2500 pagine non sono altro che un ripercorrere in avanti e a ritroso le impronte del passato mitico con gli occhi del presente. Non c'è, infatti, nella Palestina e nell'Egitto di Mann nessuna indulgenza alla ricostruzione di un mondo perduto attraverso il fascino del diverso e dell'altro. Noi viaggiamo in questa antichissima storia come se ne fossimo parte e la vedessimo con i nostri occhi, attualizzandola in una lettura definitivamente moderna.
    Perché il mito, nella visione che Mann ci consegna, è la forma universale ed eterna del tempo umano, e non importa che una vicenda accada quattromila anni fa o oggi: essa diventa parte di noi in quanto parla di noi. L'operazione di recupero e dettagliata stesura delle vicende della vita di Giacobbe e di suo figlio Giuseppe rende evidente questo programma perché si attua in un tempo e in un mondo dove lo stesso concetto di individualità è sfumato. Le storie bibliche sono piene di storie che si ripetono, di nomi che ritornano, di figure che si sovrappongono scavalcando l'ostacolo di molte generazioni. Sono storie di un tempo "sferico" dove, come dice l'autore, ciò che è in alto rotola in basso e viceversa: il dio si fa uomo e l'uomo dio, in un movimento continuo e ritornante.
    La sfida del romanziere è manipolare questa duttile e sfuggente materia e renderla gustosa alla lettura nonostante il crudo canovaccio sia noto a tutti e non possa quindi darsi una tensione legata al puro accadere dei fatti. E Mann ci riesce in modo sublime, ammantando di ironia lo svolgersi degli eventi, lasciando parlare il libro su se stesso (il libro, non l'autore!) in uno stretto intreccio tra fili narrativi e fili saggistici.
    Non è una forma chiusa, questo libro in quattro romanzi. Ma non è nemmeno una forma disgregata. E' come una grande spirale che continuamente ripercorre le stesse curve ma a un livello più alto, tagliata arbitrariamente da un inizio e una fine che sentiamo potrebbero darsi anche altrove. Eppure ha una sua nuova, inquietante unità: quella, appunto, della forma universale e umana del mito. E se pensiamo che l'opera è nata nei 16 anni che hanno visto l'esilio, la persecuzione ebraica, la guerra, allora forte sentiamo anche la tensione etica. Non tanto e non solo perché qui si dà una storia dell'ebraismo, ma soprattutto perché si dà una storia umana. L'umanità del mito si fa, nella letteratura, baluardo etico contro l'orrore.

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    Chicca said on Dec 7, 2012 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Le storie di Giacobbe: Essendo Giuseppe il mio personaggio biblico preferito, un libro dedicato interamente a lui era il mio sogno! ^^ In questo primo volume della tetralogia dedicatagli da Mann tuttavia il protagonista è Giacobbe, il padre di Giusep ...(continue)

    Le storie di Giacobbe: Essendo Giuseppe il mio personaggio biblico preferito, un libro dedicato interamente a lui era il mio sogno! ^^ In questo primo volume della tetralogia dedicatagli da Mann tuttavia il protagonista è Giacobbe, il padre di Giuseppe, e vi è narrata tutta la sua vita: dal "furto" della primogenitura ai danni del fratello maggiore, fino alla morte dell'amata moglie Rachele. Un libro quasi da studiare, tanto è preciso e documentato circa la vita di quei tempi, le usanze e i culti agli dei...Magnifico Mann!

    Il giovane Giuseppe: ***** Sempre più bello...

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    Angiemela said on Sep 23, 2012 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Meraviglioso. Lunghissimo ma molto bello. Quando la tecnica della scrittura si combina magistralmente con i contenuti. La religione qui diventa vita, un po' come per la vera musica o la vera arte. Probabile che il sentire religioso sia un prodotto de ...(continue)

    Meraviglioso. Lunghissimo ma molto bello. Quando la tecnica della scrittura si combina magistralmente con i contenuti. La religione qui diventa vita, un po' come per la vera musica o la vera arte. Probabile che il sentire religioso sia un prodotto dell'uomo, ma un prodotto simile non può essere che divino. C'è poco da fare, noi veniamo da quei racconti lì, il nostro modo di pensare ne è permeato completamente. Se penso che ci sono state società che pretendevano di abolire la religione... Sarebbe come voler abolire appunto l'arte o la musica. Non riesco a capire come questi libri non siano mai stati veramente presi in considerazione al livello di altri romanzi di Mann, ma forse è meglio così.

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    G Lupini said on May 3, 2012 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Finito il primo romanzo della tetralogia, Le storie di Giacobbe. Che dire? Ancora non credevo potesse esistere tanta arte, sia nel tessere una storia (e quale storia!) che nel dar vita ai personaggi (e che personaggi!). Sull'ultima pagina ho p ...(continue)

    Finito il primo romanzo della tetralogia, Le storie di Giacobbe. Che dire? Ancora non credevo potesse esistere tanta arte, sia nel tessere una storia (e quale storia!) che nel dar vita ai personaggi (e che personaggi!). Sull'ultima pagina ho pianto, cosa che non mi capitava da almeno trent'anni.
    Le stelline sono cinque, ma questo non ha senso, potrebbero essere un milione o non esserci affatto, come per tutti i grandi classici.
    E dopo questa inutile divagazione, attacco il secondo volume e intanto riprendo il primo per godermelo di nuovo, ma questa volta in lingua originale.

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    Teodelina said on Nov 8, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come da poche pagine della Bibbia si possa trarre un capolavoro letterario di oltre mille pagine.

    Certo Thomas Mann non lo scopro io. Ma penso che molti si spaventino di fronte alla mole ed all'argomento religioso di questi quattro volumi. Eppure non c'è romanzo thriller, pieno di colpi di scena, d'amore sesso e tradimenti più travolgente di ques ...(continue)

    Certo Thomas Mann non lo scopro io. Ma penso che molti si spaventino di fronte alla mole ed all'argomento religioso di questi quattro volumi. Eppure non c'è romanzo thriller, pieno di colpi di scena, d'amore sesso e tradimenti più travolgente di queste storie di Giacobbe. I fatti sono nella Bibbia, ma la trasformazione in letteratura è di Thomas Mann.
    Per lettori seri.

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    Pantaleo Magrone said on Oct 21, 2010 | 1 feedback

  • 10 people find this helpful

    Questa è la recensione di un lettore non di un critico. Anzi è un messaggio agli altri lettori. Ce n'è voluto di tempo (due anni) ma alla fine ce l'ho fatta. Che meraviglia! Proprio perché un opera così importante ha bisogno del suo tempo che è merav ...(continue)

    Questa è la recensione di un lettore non di un critico. Anzi è un messaggio agli altri lettori. Ce n'è voluto di tempo (due anni) ma alla fine ce l'ho fatta. Che meraviglia! Proprio perché un opera così importante ha bisogno del suo tempo che è meravigliosa. Scorre lentamente con la calma maestosa del Nilo. Non è il romanzo storico che s'arrovella a descrivere puntigliosamente tutti gli oggetti usi costumi e non sa di niente. Non è un romanzo storico e basta. E' molto di più e molto diverso. E sopratutto per chi ama il libri di Kerenyi, questo è la messa in atto delle intuizioni del grande studioso ungherese. Il mito come se fosse visto da dentro, ma solo i poeti (e Mann è fra questi) possono prendere questo punto di vista. Dentro quindi non c'è solo la Bibbia, ma tutto il Vicino Oriente Antico, visti con uno scorcio così naturale che mai per un momento si ha la cattiva sensazione di ricostruzione. L'umanità di Giuseppe la sua gioiosa disposizione a riflettere il disegno divino, il rapporto intimo fra Giacobbe e Dio, quegli sguardi che dalla terra con un movimento vertiginoso si perdono nell'universo, mi hanno rivelato un Thomas Mann ispirato dallo spirito, che non conoscevo.

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    Barbara said on Jul 30, 2010 | 3 feedbacks

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