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Giver

By Lois Lowry

(15)

| School & Library Binding | 9780613722667

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Book Description

Jonas's world is perfect. Everything is under control. There is no war or fear of pain. There are no choices. Every person is assigned a role in the community. When Jonas turns 12 he is singled out to receive special training from The Giver. The Give Continue

Jonas's world is perfect. Everything is under control. There is no war or fear of pain. There are no choices. Every person is assigned a role in the community. When Jonas turns 12 he is singled out to receive special training from The Giver. The Giver alone holds the memories of the true pain and pleasure of life. Now, it is time for Jonas to receive the truth. There is no turning back.

435 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Potenzialmente.

    Potenzialmente avrebbe potuto essere un buon libro. Potenzialmente.
    Le basi ci sono: l'ambientazione in un modo utopicamente perfetto, i ruoli ed i riti specifici della comunità, l'evoluzione del pensiero del protagonista... sono tutti aspetti che, ...(continue)

    Potenzialmente avrebbe potuto essere un buon libro. Potenzialmente.
    Le basi ci sono: l'ambientazione in un modo utopicamente perfetto, i ruoli ed i riti specifici della comunità, l'evoluzione del pensiero del protagonista... sono tutti aspetti che, nel complesso, vengono esposti con chiarezza. Ciò che manca è tutto il resto: una cura della temporalità, della psicologia dei personaggi, della profondità del tema.
    Ritengo che ci siano alcuni argomenti che dovrebbero essere trattati con una certa cura e profondità, ma questo non è uno di quei casi.
    Peccato. L'idea c'era.

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    Federica Frarfi said on Oct 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In una società distopica in cui il mondo è diviso in Comunità, il piccolo Jonas è prossimo alla cerimonia annuale secondo la quale, questa volta, diventerà però un Dodici, e quindi gli verrà assegnato il futuro lavoro che lo accompagnerà per tutta la ...(continue)

    In una società distopica in cui il mondo è diviso in Comunità, il piccolo Jonas è prossimo alla cerimonia annuale secondo la quale, questa volta, diventerà però un Dodici, e quindi gli verrà assegnato il futuro lavoro che lo accompagnerà per tutta la vita. Alla cerimonia, però, gli viene assegnato un compito estremamente importante e speciale: quando gli altri bambini ormai sono diventati Partorienti, Puericultori, Aviatori e così via, lui sarà il prossimo Accoglitore di Memorie, che ha il compito di racchiudere in sé tutti i ricordi che l'umanità abbia mai creato e che sarà in sé un dovere estremamente doloroso. Jonas allora conosce il Donatore, che lo addestra e gli trasmette le memorie per ampliare la sua mente. Allora il ragazzo, da un mondo piatto e apparentemente pacifico nel quale vive, scopre la gioia, il dolore, l'amore, la guerra, i colori, e tutti gli inganni che il governo nasconde alla gente. A causa proprio di questo, la vita del suo fratellino viene messa a rischio e Jonas, con l'aiuto del Donatore, è l'unico che potrà fermare le volontà di questo macabro e asettico governo.
    Trama che fa molto "1984" di Orwell, "The Giver" è un romanzo estremamente breve ma che in sé è capace di emozionare molto (al contrario del film che, secondo me, è adattato malissimo e con molti errori e molte situazioni create apposta per suscitare gli ormoni degli adolescenti, come la storia d'amore tra Jonas e Fiona che nel libro non c'è). In particolare, mi ha colpito molto il personaggio del Donatore che è, a mio parere, il migliore in tutto il romanzo. Consigliatissimo soprattutto per gli amanti dei romanzi distopici.

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    Midori said on Oct 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una saga semplicemente meravigliosa

    Letto in un giorno, vissuto in in giorno. In quel giorno ho vissuto stupore, inzialmente, poi soddisfazione. Finalmente ho trovato un altro distopico in grado di spalleggiare più che dignitivamente Hunger Games, e secondo me la saga di The GIver è pu ...(continue)

    Letto in un giorno, vissuto in in giorno. In quel giorno ho vissuto stupore, inzialmente, poi soddisfazione. Finalmente ho trovato un altro distopico in grado di spalleggiare più che dignitivamente Hunger Games, e secondo me la saga di The GIver è pure più bella. La scrittura è magnetica, i momenti si alternano fra i calmi e i così avvincenti da farti strappare i capelli per sapere come il tutto andrà avanti, e per girare pagina per continuare a leggere. Le basi ci sono tutte, e i prossimi saranno ancora meglio.

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    Tpetroni99 said on Oct 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il libro è carino, forse troppo breve, ma piacevole e scorrevole, inoltre la storia da interessanti spunti di riflessione. C'è solo un problema: se come me odiate i finali aperti NON leggetelo!

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    Luthien93 said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un romanzo potente e provocatorio.

    Quando devo recensire negativamente un libro che è sulla bocca di tutti non so mai bene da che parte iniziare. The Giver è rimasto per quasi due anni sul mio comodino e a forza di sentirne parlare avevo delle aspettative davvero alte per questo primo ...(continue)

    Quando devo recensire negativamente un libro che è sulla bocca di tutti non so mai bene da che parte iniziare. The Giver è rimasto per quasi due anni sul mio comodino e a forza di sentirne parlare avevo delle aspettative davvero alte per questo primo volume ambientato nel mondo di Jonas.. purtroppo ne sono rimasta piuttosto delusa, anche se la mia opinione non è del tutto negativa.
    Fin dalle prime pagine ho capito che sarebbe stata una lettura lenta, per quanto in fretta si lasci leggere - questione di poche ore, se avete la possibilità di spalmarvi sul divano per un pomeriggio lo chiuderete solo una volta finito - la storia è talmente tranquilla, pacata e priva di azione che a tratti mi è risultata un po' monotona. Il libro è ambientato nel corso di un intero anno, ma lo scorrere del tempo si nota a malapena e la mia curiosità spesso veniva meno anche nei punti più importanti.. nel complesso, mi ha coinvolta davvero poco.
    "Acclamato dalla critica ufficiale e tradotto in trenta paesi, The Giver è stato censurato in molte scuole americane perché accusato di trattare temi come la sessualità, l'eutanasia e l'infanticidio in modo esplicito." e io, dopo averne tanto sentito parlare mi aspettavo sicuramente un romanzo più intrigante e, per così dire, doloroso. È pur vero che i temi trattati nella Comunità dove abita Jonas sono pesanti, in particolare mi ha toccata molto la parte sull'infanticidio, ma il tutto è trattato in modo velato e superficiale, quindi anche in questo senso sono rimasta delusa, mi aspettavo qualcosa di più impressionante o che comunque lasciasse un segno, invece non è stato così.
    L'autrice ha molto talento e una buona scrittura, mi sembra però che in alcune parti non si sia curata troppo di fornire al lettore dettagli che, invece, sarebbero stati necessari a rendere credibile non solo l'ambientazione distopica e quella Comunità tristemente perfetta e inquietante che tanto ha fatto parlare di sé, ma anche tutta la parte che riguarda le Memorie del Donatore. Al lettore viene data un'idea di cosa siano, ma niente di più.
    Per spezzare una lancia in suo favore posso dire che il romanzo ha ormai quasi vent'anni, quindi al momento della pubblicazione questi erano temi di cui in pubblico si parlava poco o niente, quindi non fatico a credere che, a suo tempo, sia stato censurato, criticato e amato. Adesso, però, l'effetto che fa è molto diverso, purtroppo la maggior parte del fascino proibito che lo caratterizza è ormai scemato. I tempi cambiano, al giorno d'oggi secondo me questo romanzo non contiene niente di così provocatorio. Senza contare che è davvero troppo breve, le pagine sono troppo poche per dare spazio ai tanti temi che vengono toccati e inevitabilmente la maggior parte di essi si perdono qua e là senza trovare una spiegazione. Il finale, poi, non mi ha convinta affatto, sarà che non amo le conclusioni affrettate, ma qui sembra proprio che l'autrice, una volta scritto quel che aveva da scrivere, abbia interrotto la storia al volo lasciando decisamente troppe cose all'immaginazione del lettore.
    Per concludere penso che Il Donatore sia un romanzetto che può dare molti insegnamenti sulla libertà di scelta e che offra ottimi spunti di riflessione, ma è indirizzato a un pubblico molto giovane e non sono riuscita ad apprezzarlo tanto quanto avrei fatto da ragazzina.
    Ma d'altronde, l'umanità è imperfetta e nell'imperfezione continuerà a vivere, sempre e comunque. Questo il libro ce lo insegna bene, come insegna ad apprezzare anche il dolore e i sentimenti negativi, che fanno parte di noi per natura e ci rendono quello che siamo: persone.
    Non mi sento di consigliarlo ad occhi chiusi, ma neanche di bocciarlo.. per questa volta dovrete decidere da soli se avventurarvi nel perfetto mondo di Jonas e scoprire cosa succederà alla sua Comunità. Io continuerò sicuramente la saga con la speranza che migliori, ci spero davvero!

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    Rowan - Ombre Angeliche said on Oct 16, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Buono sì ma...

    Ho letto il libro poco prima che uscisse il film.È molto breve ed alcuni personaggi non sono nemmeno troppo approfonditi. Inoltre avrei preferito un finale simile a quello del film piuttosto che un unknown ending come quello del primo libro che credo ...(continue)

    Ho letto il libro poco prima che uscisse il film.È molto breve ed alcuni personaggi non sono nemmeno troppo approfonditi. Inoltre avrei preferito un finale simile a quello del film piuttosto che un unknown ending come quello del primo libro che credo non avrà seguito da come ho capito. Per essere un genere distopico non lo si gode fino in fondo anche perchè molte situazioni non sono molto ben descritte. Passabile come libro ma avrei preferito qualcosa di più.

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    Veronica Janette Smith said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

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