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Gl' insorti di Strada Nuova

Di

Editore: Il Filo

4.3
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Altri

Isbn-10: 8878422061 | Isbn-13: 9788878422063 | Data di pubblicazione: 

Genere: Entertainment , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Leggere attraverso i lettori

    È romanzo storico oppure è una raccolta di racconti in cui i personaggi leggono un romanzo storico?
    Dev'essere un romanzo post-moderno.

    Il romanzo storico si legge attraverso una gamma di lettori, capitolo per capitolo, un lettore diverso per ogni capitolo.

    Un prof in p ...continua

    È romanzo storico oppure è una raccolta di racconti in cui i personaggi leggono un romanzo storico?
    Dev'essere un romanzo post-moderno.

    Il romanzo storico si legge attraverso una gamma di lettori, capitolo per capitolo, un lettore diverso per ogni capitolo.

    Un prof in pensione, una zitellona, una donna che odia leggere romanzi storici, una ragazzina curiosa e sveglia, una donna che è rimasta a piedi con la macchina, un'inglese che cerca l'emozione perfetta, l'assistente universitario che dimentica l'ombrello e tanti altri, per più di trenta capitoli e personaggi.
    Alcuni sono impagabili. Io, ad esempio, ho adorato la ragazzina e mi sono lasciato conturbare dalla sensualissima inglese. L'assistente mi ha divertito e la non-lettrice mi stava terribilmente simpatica.

    La gamma è vasta e varia, anche se ho trovato un po' spiazzante e faticoso mantenere la concentrazione su entrambi i fili narrativi.

    E infine: bello, molto ben scritto, attualissimo ma... TERRIBILMENTE SADICO.

    Alla fine del romanzo, ben lontani dalla saporosa gratificazione che promette Gl'insorti di strada nuova, si prova -per lo meno: ho provato- una consistente frustrazione per averlo intravisto tra le righe, filtrato dai vari lettori, letto a brani, subito chiosati dai personaggi. Per i quali ho provato (sul serio) una cocente invidia. L'invidia del libro non m'era mai capitata.

    Non provavo nulla di così intenso e contraddittorio dalla lettura di "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Calvino (nel romanzo di Calvino c'è un unico lettore che legge brani di romanzi diversi, in questo tanti lettori che leggono un unico romanzo)

    Se l'autrice passasse da queste parti, ecco il mio invito:
    In Somnium Hannibalis, Annibale da vecchio racconta le sue imprese, in Giuditta la soprano racconta le sue imprese col velivolo austroungarico, in Gli insorti le imprese degli studenti rivoluzionari sono raccontate attraverso i lettori...

    Va bene che non si può rifare il romanzo ottocentesco, va bene che hai paura di passar per ingenua (come confessi, addirittura, ne Gl'insorti) ma quand'è che ci lancerai brutalmente nel cuore dell'azione? Quand'è che scriverai quel genere di romanzo che ti piace di più?

    Intravedo una possibilità: entrare nottetempo a casa tua e frugare. Sono sicuro, SICURISSIMO!, di trovare Gl'insorti in qualche cassetto. Gl'insorti della Gualtieri, intendo. ;)

    ----

    Ecco qua, sapevo che qualcuno aveva spiegato questa cosa meglio di me:

    «La risposta post-moderna al moderno consiste nel riconoscere che il passato, visto che non può essere distrutto, perché la sua distruzione porta al silenzio, deve essere rivisitato: con ironia, in modo non innocente. Penso all'atteggiamento postmoderno come a quello di chi ami una donna, molto colta, e che sappia che non può dirle "ti amo disperatamente", perché lui sa che lei sa (e che lei sa che lui sa) che queste frasi le ha già scritte Liala. Tuttavia c'è una soluzione. Potrà dire: "Come direbbe Liala, ti amo disperatamente". A questo punto, avendo evitata la falsa innocenza, avendo detto chiaramente che non si può più parlare in modo innocente, costui avrà però detto alla donna ciò che voleva dirle: che la ama, ma che la ama in un'epoca di innocenza perduta. Se la donna sta al gioco, avrà ricevuto una dichiarazione d'amore, ugualmente. Nessuno dei due interlocutori si sentirà innocente, entrambi avranno accettato la sfida del passato, del già detto che non si può eliminare, entrambi giocheranno coscientemente e con piacere al gioco dell'ironia... Ma entrambi saranno riusciti ancora una volta a parlare d'amore.»

    Umberto Eco, da "appendice postille a Il Nome della Rosa".

    Ma a questo punto la mia domanda è: siamo sicuri che i due saranno comunque riusciti a parlare d'amore? Che invece non si siano fatti delle pazzesche seghe mentali?

    E poi, c'è un'altra via. Il tizio guarda la sua bella con espressione adeguatamente tormentata & passionale e le dice «Ti amo disperatamente!». Poi le strizza l'occhio.

    Meno citazionista e altrettando disincantato.

    Ovvero: non c'è mica bisogno di dirlo a tutti che si è sofisticati e disincantati e postmoderni, si può anche farlo intendere -sottilmente- a chi ha voglia (ho è in grado di) intenderlo. Per tutti gli altri UN BEL ROMANZONE QUASI OTTOCENTESCO! ;-)

    ha scritto il