Glamorama

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Förlag: Norstedts pocket

3.7
(1240)

Language: Svenska | Number of Pages: 584 | Format: Mass Market Paperback | På andra språk: (andra språk) English , French , Italian , German , Spanish , Dutch , Czech

Isbn-10: 9172631430 | Isbn-13: 9789172631434 | Publish date: 

Translator: Einar Heckscher

Category: Crime , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Bokbeskrivning
Victor Ward är en ung framgångsrik fotomodell i New York som tänker starta en ny inneklubb. Men den glamorösa innevärlden förvandlas till en mardröm. Victor tvingas resa till Europa på jakt efter en försvunnen flickvän när han kommer i kontakt med ett terrorgäng som består av bara f d fotomodeller. De placerar ut sprängladdningar i Pradaväskor och sprider död och förintelse omkring sig.
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    Nel numero della serie The art of fiction della Paris Review a lui dedicato (n. 216, 2012), a proposito di Glamorama Bret Easton Ellis dice: "it’s probably the best novel I’ve written". Dice anche che ...fortsätt

    Nel numero della serie The art of fiction della Paris Review a lui dedicato (n. 216, 2012), a proposito di Glamorama Bret Easton Ellis dice: "it’s probably the best novel I’ve written". Dice anche che best è la parola sbagliata ma non saprebbe con quale altra sostituirla. Né l'esordio folgorante di Meno di zero né la vetta della consacrazione raggiunta con American Psycho, bensì il suo romanzo più controverso, amato-odiato, quello che ha diviso il suo pubblico. Se un autore dice di un certo libro che ha scritto che è il suo migliore, ho pensato, va letto.
    Victor Ward è un modello aspirante attore alla ribalta nella folle New York anni '90. Tra sfilate, locali, droghe, promiscuità, unisce il futile al dilettevole. "Lasciami perdere bella/o" è la sua risposta preferita. E' fidanzato con la modella più in voga del momento, ha una relazione con la compagna del suo socio in affari e non disdegna nuovi incontri. Il suo vero cognome è Johnson, quello del padre senatore che ambisce a candidature più rilevanti e valuta inopportuni i piccoli scandali, le copertine delle riviste e le dichiarazioni di cui il figlio è protagonista.
    La prima parte del romanzo, quella in cui Victor passa da una sfilata e da una donna all'altra sfuggendo in sella alla sua vespa a misteriosi pedinatori alla guida di grosse macchine nere, è eccezionalmente divertente al punto che un accordo extragiudiziale ha chiuso la causa avviata da Ellis nei confronti dei produttori di Zoolander, rei di aver plagiato il romanzo per la sceneggiatura del film.
    Ma quando il misterioso Mr. Palakon gli propone un elevato compenso per rintracciare una ex compagnia di college dispersa in Europa e Victor si imbarca su una crociera attraverso l'Atlantico, il romanzo cambia tono, vira sui macabri rituali di un gruppo di giovani benestanti - modelli, ex modelli, attori - impegnati, tra Londra e Parigi, in snuff movie e attentati terroristici che consentono a Ellis di riproporre le atmosfere splatter e disumane di American Psycho. Così, come due facce della stessa moneta, alla testa spensierata, vuota e scintillante succede, dopo una picaresca traversata oceanica, la croce oscura e disperata, senza l'opportunità di separarle, né di vederle contemporaneamente, né di sapere quale delle due conferisce valore all'oggetto, qual è la causa e quale l'effetto, quella che viene prima e quella che viene dopo, quella vera e quella falsa.
    Riletto ai giorni nostri Glamorama appare profetico: solo che il terrore non è propinato agli europei da fondamentalisti islamici venuti da lontano e diversi da loro, bensì da giovani e ricchi occidentali di successo che incarnano e ispirano il modello vincente cui tutti ambiscono.
    Da qualche tempo mi sono convinto che una delle qualità di un romanzo che valga davvero la pena leggere - cioè che non si può non-leggere - sia l'impossibilità di ridurlo a un commento, che non significa solo la difficoltà di proporne una sintesi che racchiuda la storia e il senso che emana, bensì quella di poter dire: di questo libro ho detto tutto quello che ne potevo dire. Edonismo, poliamore, terrorismo, complesso di Edipo, precarietà, perdita di senso, artificio, finzione, crisi dei valori tradizionali, l'elenco si alimenta del divenire del mondo ed è estendibile ancora e ancora, irriducibile a una lista finita.
    E' quindi comprensibile ciò che nell'intervista della Paris Review Ellis dice di Glamorama: il suo libro migliore, ma forse migliore è la parola sbagliata; come se migliore fosse la parola semplice più adatta, ma pur sempre solo una, semplice, parola.

    "E' facile sentirsi al sicuro, è facile che la gente ti guardi e pensi che sei qualcuno diretto da qualche parte".

    sagt den 

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    Ho cercato di parlare di un tema a cui tengo moltissimo, vale a dire l'autocensura in letteratura e la generosità nello scrivere, sostenendo che, in due parole, uno scrittore riesce a dare il meglio d ...fortsätt

    Ho cercato di parlare di un tema a cui tengo moltissimo, vale a dire l'autocensura in letteratura e la generosità nello scrivere, sostenendo che, in due parole, uno scrittore riesce a dare il meglio di sé, e quindi riesce ad essere generoso, quando è capace di rischiare, quando rinuncia a qualcosa, quando scrive anche a costo di far male a qualcuno. Può sembrare un po' cinico, però credo che abbia una sua ragion d'essere in letteratura questa che secondo me è un'esigenza: questo bisogno di poter scrivere al di fuori della necessità di proteggere degli affetti.
    Sono partito da Il giovane Holden, per poi arrivare a Bret Easton Ellis, in particolare American Psycho, ma anche Glamorama, per chiudere con Javier Marìas, Domani nella battaglia pensa a me e L’uomo sentimentale.

    Diego De Silva
    Biblioteca Comunale di Quattro Castella (RE) | 18 dicembre 2016
    http://www.autorinprestito.it/i-consigli-di-diego-de-silva/

    sagt den 

  • 3

    Non aspettatevi una recensione perché non ho ancora capito cosa sia questo libro. Ma lasciatemelo dire: Victor Ward è uno dei cretini più spettacolari della letteratura mondiale.

    sagt den 

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    Come con American Psycho la situazione le prime trenta pagine è stata tragica, per poi diventare adorazione. Sono giunta infatti alla conclusione che Ellis è davvero uno dei pochi che o si ama o si sc ...fortsätt

    Come con American Psycho la situazione le prime trenta pagine è stata tragica, per poi diventare adorazione. Sono giunta infatti alla conclusione che Ellis è davvero uno dei pochi che o si ama o si schifa grandemente. Lo svuotamento della realtà causato dall'ambiguità delle situazioni, dai dialoghi fatti di niente, dalle situazione a volte quasi grottesche, è terrificante. Procederò con Lunar Park il prima possibile (so che dovrei seguire una qualche cronologia, ma ormai è andata così.)

    sagt den 

  • 3

    Gli abbasso il voto a tre solo perché effettivamente troppo lungo, ma avrei voluto dargli di più. Ok, Glamorama sarà anche lunghissimo, troppo lungo effettivamente, però mi ha preso ed affascinato, un ...fortsätt

    Gli abbasso il voto a tre solo perché effettivamente troppo lungo, ma avrei voluto dargli di più. Ok, Glamorama sarà anche lunghissimo, troppo lungo effettivamente, però mi ha preso ed affascinato, un po' come tutti i romanzi di Ellis. Sarà il suo modo di scrivere così estraniante, sarà quell'inquietudine che pervade le storie che crea, sarà la sua cattiveria di fondo, sarà che i suoi romanzi sembrano realistici e poi vanno a sfociare nel surreale e nel grottesco, fatto sta che anche questo "Glamorama" mi ha colpito positivamente.
    La mia recensione completa sul mio blog: http://capitolonero.blogspot.it/2014/05/glamorama-bret-easton-ellis.html

    sagt den 

  • 4

    Non al livello di American psycho, è comunque grande, soprattutto per il modo di scrivere. In Italia ce li sogniamo, scrittori così. Forse si perde un po' verso la fine.

    sagt den 

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