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Glasshouse

By

Publisher: Ace

4.3
(28)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback

Isbn-10: 0441015085 | Isbn-13: 9780441015085 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Science Fiction & Fantasy

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Book Description
In the twenty-seventh century, accelerated technology dictates the memories and personalities of people. With most of his own memories deleted, Robin enters The Glasshouse-an experimental polity where he finds himself at the mercy of his own unbalanced psyche.
Sorting by
  • 5

    Nightmarish depiction of a society controlled through artificial incentive schemes. Also contains some wonderful weirdness related to the self, the body and other minds.

    said on 

  • 5

    10\10. Stross si riconferma l'autore di SF contemporaneo più interessante che abbia trovato. Come in singuarity sky (ma le due ambientazioni sono diverse e non collegate), una tecnologia avanzatissima: nella specifica, basata sulla possibilità di scomporre qualunque oggetto (incluso un corpo uman ...continue

    10\10. Stross si riconferma l'autore di SF contemporaneo più interessante che abbia trovato. Come in singuarity sky (ma le due ambientazioni sono diverse e non collegate), una tecnologia avanzatissima: nella specifica, basata sulla possibilità di scomporre qualunque oggetto (incluso un corpo umano), salvarne la struttura come informazione, e ricomporlo con eventuali modifiche. Non era da tutti immaginare una civiltà in cui le persone possono "salvare" come in un videogioco, possono cambiare liberamente di corpo, possono sdoppiarsi e poi riunire i propri ricordi. Ancora più affascinante, la Guerra dei Censori, avvenuta nel passato dell'ambientazione: un virus informatico ha infestato gli A-gate (le macchine replicatrici di cui sopra), "editando" le personalità di chi ci passava, in modo da cancellare tutti i ricordi riguardo a... a qualcosa che, appunto, è stato dimenticato da tutti xD. Il panico prodotto da questo virus e dalle sue modifiche operate da vari regimi fanno crollare la civiltà e causano orrori assortiti.
    QUesto lo sfondo. Nella vicenda, un protagonista si trova in una clinica di recupero per la memoria, con quasi tutti i ricordi cancellati, e decide (anche per scappare a degli ignoti assassini) di sottoporsi a un esperimento: vivere per tre anni in una "serra" che riproduce le condizioni di vita del nostro secolo.
    E'un pò seccante, con una civiltà così bella vista nei propri capitoli, capire che il protagonista passerà il resto del libro in un'ambientazione simile alla nostra. Dall'altra parte, è interessante vedere la copia (molto imprecisa) della nostra civiltà attraverso gli occhi del soggetto dell'esperimento: ci fa vedere cose per noi scontate con gli occhi di un esterno, e al tempo stesso mette in luce quante semplificazioni facciamo quando immaginiamo un'epoca passata.
    L'intero esperimento si rivela poi qualcosa di molto più inquietante - il tutto ben reso, e con evidenti riferimenti alle teorie di Zimbardo. La trama è ottima, l'ambientazione del tutto eccezionale, e della logica non ho di che lamentarmie eccetto un dettaglio veramente inutile. Inquietante, e realistico, il modo in cui un sistema a punti e un supposed-to-be gioco di ruolo diventano presto indistinguibili dalla realtà per i personaggi. Indimenticabile una frase (fra bibliotecarie, il giorno in cui vogliono fare una rivolta): "we have a library to open before we take down the goverment" xD.

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  • 5

    Un membro di una società postumana sceglie di rifugiarsi in un esperimento di archeologia sociologica che tenta di ricostruire il periodo pre-accelerazione (in particolare la fine del ventesimo secolo).
    Stross usa l'espediente per scatenare sul lettore situazioni da thriller, sorprese e sat ...continue

    Un membro di una società postumana sceglie di rifugiarsi in un esperimento di archeologia sociologica che tenta di ricostruire il periodo pre-accelerazione (in particolare la fine del ventesimo secolo).
    Stross usa l'espediente per scatenare sul lettore situazioni da thriller, sorprese e satira circa il nostro modo di vivere.
    La situazione è molto intricata quando c'è di mezzo il post-umanesimo e la memoria può essere editata...
    Rapido, divertente, sorprendente e di una lunghezza giusta.
    Spero che Stross continui su questo filone (a cui appartiene Accelerando, un suo altro grande lavoro) perché ha una vagonata di idee e si tratta di un'ambientazione ancora da esplorare e ricca di spunti.
    Consigliato a: tutti i transumani che ci sono in giro, gli appassionati del vecchio cyberpunk e tutti i bravi geek informatici.
    In sintesi: Quando il corpo è un accessorio, la memoria è tutto ciò che ci definisce

    said on 

  • 4

    In Glasshouse Charlie Stross continua ad esplorare l'evoluzione dell'umanità post-singolarità vista in Accelerando. Per farlo adotta un tono decisamente più sobrio e pacato di quello cui ci aveva abituato. In effetti Glasshouse è caratterizzato da un'atmosfera c ...continue

    In Glasshouse Charlie Stross continua ad esplorare l'evoluzione dell'umanità post-singolarità vista in Accelerando. Per farlo adotta un tono decisamente più sobrio e pacato di quello cui ci aveva abituato. In effetti Glasshouse è caratterizzato da un'atmosfera cupa e a tratti angosciante, calato com'è in una realtà fatta di guerra, paranoia e controllo totale.
    Partendo dall'idea del panopticon Stross tenta un'indagine sulla natura della coscienza e della memoria decidendo di fare un passo indietro rispetto all'approccio iperaccelerato e tecno-gadgetistico che contraddistingue la sua produzione precedente. Se il centro dei suoi romanzi fino a questo momento era infatti la sfrenata speculazione tecnologica, con personaggi perfettamente integrati e pronti a cavalcare l'onda del futuro, in Glasshouse ci troviamo per la prima volta a fare i conti con un protagonista che non ha la più pallida idea di cosa stia succedendo, che si ritrova privato della sua stessa identità e totalmente in balia di poteri su cui non ha alcun controllo.
    I legami con la fantascienza sociologica che ha caratterizzato una lunga e fortunata stagione della letteratura di genere dello scorso secolo sono evidenti e vengono ancora più sottolineati dalla scelta di collocare la maggior parte dell'azione nell'archetipo del classico sobborgo americano anni '60, con la fortissima tensione al conformismo che lo caratterizza e l'emarginazione - se non la punizione - di chi tarda ad integrarsi.
    Scegliere un approccio di questo tipo comporta il rischio di scivolare nella sterile satira d'antan o addirittura nella parodia. Stross evita abilmente questo genere di trappola con un controllo davvero magistrale dei toni, rinunciando magari alla sua caratteristica leggerezza e limitando al minimo le strizzate d'occhio al lettore.
    Oltre ai temi già accennati dell'identità, della memoria e del controllo, Glasshouse è densissimo di ulteriori suggestioni (la guerra, il trauma, la religione) sempre comunque tratteggiate con eleganza e integrate ottimamente nella trama. Quest'ultima non è forse troppo sorprendente e i cambiamenti di prospettiva che si succedono paiono a volte un poco forzati, ma la tensione che regge la vicenda rimane comunque sempre alta, con la realtà sottesa all'esperimento sociale al centro del romanzo che si rivela progressivamente al lettore fino al degno finale. Se in Glasshouse c'è un difetto probabilmente sta nella parte iniziale del romanzo. In poche decine di pagine si accumula un tal numero di premesse appena accennate - necessarie poi nel prosieguo della vicenda - che rendono l'inizio della storia troppo macchinoso e incredibile.
    Nonostante non sia un romanzo perfetto, Glasshouse è l'ulteriore dimostrazione della capacità di Charlie Stross di coniugare storie brillanti con riflessioni non banali sullo stato della realtà, dimostrando oltretutto una capacità di evoluzione nei temi e soprattutto nella scrittura che lo pongono ancora una volta ai vertici del genere.

    iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2009/03/rapporto-letture-febbraio-2009.html

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  • 4

    My thoughts

    While this book was sometimes difficult to read, it was a fascinating look at identity and society - what makes you "you" - if one's in a different body, is one a different person? Robin/Reeve and friends discover the truth about the "Glasshouse" in very interesting ways.

    said on 

  • 4

    Weird insight into post-singularity culture. People are stored as memories and uploaded into bodies. Fascinating view of what such a society may be.

    said on