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Gli Stati Uniti d'Africa

Di

Editore: Morellini Editore

2.8
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8889550252 | Isbn-13: 9788889550250 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: D. Meneghelli

Genere: Fiction & Literature , Political , Social Science

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Descrizione del libro
E se noi fossimo loro? Se la nostra vita fosse la loro vita? In questo nuovoromanzo, Abdourahman A. Waberi inventa un mondo alla rovescia, uno specchio incui si riflettono, capovolti, i luoghi comuni, le credenze, i rapporti diforza più sedimentati; una geografia del dominio in cui Nord e Sud si sonoscambiati di posto. Da una parte, la ricca, moderna e potente federazionedegli Stati Uniti d'Mrica, con le sue metropoli, le sue industrie, i suoicentri finanziari, le sue organizzazioni umanitarie. Dall'altra, un'Europa eun'America dilaniate dalle guerre etniche, segnate dalla miseria, dallemalattie e dalla fame, che scaricano ogni giorno sulle coste africanecentinaia di disperati, dalla pelle bianca e dai vestiti laceri, in cerca difuturo. In bilico tra questi due universi, il personaggio di Maya, condottadalla Francia ad Asmara all'età di pochi mesi e cresciuta in una famigliaadottiva. Ancora bambina, Maya scoprirà il colore della sua pelle, e laconsapevolezza di questa anomalia la spingerà a intraprendere un viaggio aritroso verso l'Europa in cui è nata: un appuntamento doloroso ma inevitabilecon la propria storia, l'identità, la madre, le origini.
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  • 2

    Teoricamente...

    ... l'idea di partenza sembrava buona, peccato che si e' presto perduta in una serie di ribaltamenti di icone culturali e (peeeeesanti) tirate tra l'onirico e lo psicologico che alla fine non vanno da nessuna parte. Potrebbe essere un buon libro, peccato che abbia circa 100 pagine di troppo.

    ha scritto il 

  • 0

    Peccato ci speravo proprio: ho ascoltato l'autore in una presentazione pubblica e mi aveva colpito molto per l'acume e l'alto livello di pensiero critico ma questo libro dal titolo fulminante non mi ha preso.

    ha scritto il 

  • 2

    In un mondo all'incontrario, dove l'Africa é ricca e prosperosa mentre Europa e America soffrono i morsi della fame, la giovane Maya va alla ricerca delle sue radici. Ma la parte inerente all'incontro con la madre naturale é solo abbozzata, come se l'autore avesse fretta di mettere la parola fine ...continua

    In un mondo all'incontrario, dove l'Africa é ricca e prosperosa mentre Europa e America soffrono i morsi della fame, la giovane Maya va alla ricerca delle sue radici. Ma la parte inerente all'incontro con la madre naturale é solo abbozzata, come se l'autore avesse fretta di mettere la parola fine. All'interno di questa storia in terza persona dai passaggi talvolta forzati, sono tante le originali idee narrative che non arrivano a compiersi pienamente.

    ha scritto il 

  • 2

    "Per lungo tempo avevi tenuta nascosta a te stessa una simile evidenza. Ma abbiamo un bell'infilarci gli stivali delle sette leghe, ci sono cose da cui non possiamo fuggire.".

    ha scritto il 

  • 2

    ottima l'idea di ribaltare il mondo e la sua situazione di sfruttamenti, però, però, sono troppi i però perché possa definirslo un libro di gusto: la scrittura, a tratti è troppo ricercata, spesso si arrampica ingarbugliandosi senza che si riesca a capire se, dove, cosa voglia raccontarci e la t ...continua

    ottima l'idea di ribaltare il mondo e la sua situazione di sfruttamenti, però, però, sono troppi i però perché possa definirslo un libro di gusto: la scrittura, a tratti è troppo ricercata, spesso si arrampica ingarbugliandosi senza che si riesca a capire se, dove, cosa voglia raccontarci e la trama è pressoché inesistente.. capitoli brevi che non sono racconti e non sono nemmeno legati tra loro da potersi definire pezzi di romanzo. due stelle, niente più. bah..

    ha scritto il 

  • 2

    L'idea di ribaltare ricchezza e povertà nel mondo, in una sorta di ucronia, è pure divertente. Ma Waberi non riesce ad andare avanti più di una dozzina di pagine, poi tutto si sfilaccia nell'abusata maniera di raccontare degli scrittori africani trapiantati in Europa: immagini poetiche esotiche e ...continua

    L'idea di ribaltare ricchezza e povertà nel mondo, in una sorta di ucronia, è pure divertente. Ma Waberi non riesce ad andare avanti più di una dozzina di pagine, poi tutto si sfilaccia nell'abusata maniera di raccontare degli scrittori africani trapiantati in Europa: immagini poetiche esotiche e una trama inesistente. Poco, davvero poco.

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo grandi aspettative nei confronti di questo libro e purtroppo sono rimasto deluso. L'idea in sè non era male, un capovolgimento totale in cui l'Africa e più in generale l'attuale terzo mondo interpretano la parte che è oggi recitata dall'America e dai suoi vassalli europei. Un nuovo mondo ...continua

    Avevo grandi aspettative nei confronti di questo libro e purtroppo sono rimasto deluso. L'idea in sè non era male, un capovolgimento totale in cui l'Africa e più in generale l'attuale terzo mondo interpretano la parte che è oggi recitata dall'America e dai suoi vassalli europei. Un nuovo mondo in cui gli immigrati ,clandestini e non ,siamo noi.Sempre noi siamo sinonimo di miseria , malattia e sottosviluppo....appunto, un idea interessante. Peccato che la storia non decolli mai e che la narrazione sia appesantita da una scrittura didascalica e a volte saccente. Sembra più un esercizio di stile che un racconto. Sicuramente l'autore è persona colta , ma non sempre la cultura basta, a volte bisogna saperla dosare e alternarla con un po di calore...quel che manca a questo libro è ,fondamentalmente ,un anima...peccato.

    ha scritto il 

  • 2

    Banale

    Mi era piaciuto lo spunto di questo libro: immaginare gli Stati Uniti d'Africa come la parte ricca del mondo ed europa e America come paesi in via di sviluppo. In realtà l'autore non fa altro che cambiare i nomi di città, marche famose di bibite, di mobili etc. "africanizzandoli" e descrivere l'i ...continua

    Mi era piaciuto lo spunto di questo libro: immaginare gli Stati Uniti d'Africa come la parte ricca del mondo ed europa e America come paesi in via di sviluppo. In realtà l'autore non fa altro che cambiare i nomi di città, marche famose di bibite, di mobili etc. "africanizzandoli" e descrivere l'intera europa come il più povero degli stati dl terzo mondo (con l'aggravante di un clima terribile)con una superficialità irritante. Anche la parentesi di vita della protagonista che ci fa scoprire mi è parsa alquanto banale. Il grosso pregio di questo libro è stato la sua brevità che mi ha permesso di passare presto a più interessanti letture.

    ha scritto il 

  • 1

    écrivain QUESTO CAZZO

    I presupposti sono ambiziosi ma interessantissimi: il mondo alla rovescia, con un'Africa opulenta a capo di tutto. Per chi fosse confuso, il titolo chiarisce le cose.


    AL DI LÀ DELLA CATASTROFE STORICA CHE È QUESTO ROMANZO, D’ACCORDO CHE LE RAGIONI ALLA BASE DELLA SUPREMAZIA NON VOGLIONO ES ...continua

    I presupposti sono ambiziosi ma interessantissimi: il mondo alla rovescia, con un'Africa opulenta a capo di tutto. Per chi fosse confuso, il titolo chiarisce le cose.

    AL DI LÀ DELLA CATASTROFE STORICA CHE È QUESTO ROMANZO, D’ACCORDO CHE LE RAGIONI ALLA BASE DELLA SUPREMAZIA NON VOGLIONO ESSERE SPIEGATE PROPRIO PERCHÉ RACCONTATE DAL PUNTO DI VISTA DELLA SUPREMAZIA (E DUNQUE DATE PER SCONTATO) MA L’ANALISI DI FONDO DEL CONTRASTO TRA LE DUE CULTURE VIENE FATTA CON UNA SUPERFICIALITÀ DISARMANTE.

    ED È SEMPRE QUESTO PUNTO DI VISTA A NON LIBERARSI, ED ANZI, ACCENTUARE QUASI ENCICLOPEDICAMENTE UN SUBSTRATO INCROSTATISSIMO DI CULTURA EUROPEA INNECESSARIA AI FINI DEL LIBRO, CON PERSONAGGI STORICI AFRICANI CHE SBUCANO SENZA MOTIVO ALCUNO OLTRE A QUELLO DEL LOAL DEMENTE E CHE NON SONO SPIEGABILI SE NON CON I SECOLI DI COLONIALISMO CHE QUI SONO ANNULLATI.

    E QUINDI VIA, MANO PESANTE SU PERSONAGGI STORICI PER FARE IL CONTRASTO IRONICO E FAR SPANCIARE DALLE RISATE IL LETTORE EUROPEO. CHE POI, IL CONTRASTO IRONICO: ALCUNE PAGINE HANNO SCRITTO IN COMIC SANS 85 CHE VOGLIONO FAR RIDERE E TUTTO IL RESTO È SDILINQUIMENTI CIRCA-POETICI DI BASSISSIMA LEGA. NON AVEVO MAI LETTO, GIURO, NON AVEVO MAI LETTO UN LIBRO CHE FOSSE COSÌ SBILANCIATO TRA IRONIA SPICCIOLA E UNO STENTATO AFFLATO POETICO, E NELLA MIA VITA HO LETTO VALERIO MASSIMO MANFREDI. E SÌ, L’HO COLTO IL SIMBOLO MADRE-TERRA NATIA, CRISTO SANTO. ABDOURAHMAN A. WABERI MI HA FATTO INCAZZARE A TAL PUNTO CHE AVREI VOLUTO NON GIUDICARLO MA HO PENSATO FOSSE TROPPO NOBILITANTE.

    QUESTO LIBRO FA TALMENTE SCHIFO CHE L’UNICA MANIERA PER COMBATTERLO È IL CAPS LOCK.

    ha scritto il